Le cattive ragazze vanno nello stesso posto delle anatre di Central park?

Io stavo pensando una cosa.

Che nelle mie storie, le due concluse e quella appena cominciata, ci sono un bel po’ di donne fetenti. Non “villain” nel senso stretto del termine, non precisamente antagoniste. Certamente, non innocue. Altrettanto certamente, non “cattive” nel senso classico del termine.

Pensavo alla Sensei. Qualcuno l’ha amata, si è identificato con lei nonostante la sua follia. Altri l’hanno odiata fino a desiderare di ucciderla.  Non so quanto sia frequente che un narratore parli del suo rapporto con i personaggi, ma lo dico:  io l’ho sentita, sempre, molto vicina.  Nella tristezza che viene prima di ogni suo atto. Nella consapevolezza di aver investito su qualcosa che, alla fine, non valeva la vita che ha sacrificato. Nel desiderio impossibile in cui brucia, perfettamente conscia dell’utopia, eppure determinata a realizzarla lo stesso.

Pensavo ad Alice. Lo so che appare di sfuggita, in Esbat e in Sopdet. Alice è la madre di Ivy. Una madre odiosa, distratta, egocentrica, disperatamente ancorata a se stessa. Ma anche in questo caso ho pensato alla sua tristezza e al dolore per un fallimento. Non riesco a detestarla.

La dea. Molto più difficile, anche per chi l’ha creata, ragionare in termini umani su di lei. E’ tremenda, capricciosa, mortale. Eppure, non riesco a sentirla come mostro.

E di qui la meditazione del mattino.

Da dove vengono, i mostri che narriamo? Facile, la so: da noi.
Però la seconda domanda è più difficile: perchè le donne scrivono poco di donne “villain”? Perchè abbiamo paura di schiudere la porticina o perchè ci immaginiamo, sempre e comunque, nei panni di Bella Swan?

(forse è meglio che scriva di più e pensi di meno, eh)

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16 Risposte to “Le cattive ragazze vanno nello stesso posto delle anatre di Central park?”

  1. Caska Says:

    Secondo me più che non villain c’è il problema che le donne conservano una caratterizzazione di fondo propria dell’essere femminili che in qualche modo non dico che le “salvi”; ma le fa apparire più giustificabili. Per esempio, per me la sensei E’ un villain. Cazzo, uccide la gente XDDD Però la caratterizzazione del personaggio si basa talmente tanto sulla debolezza umana, la megalomania umana e il desiderio dell’impossibile, legandosi a una femminilità che lei si è quasi negata ed è esplosa di colpo, da dare un senso di “sì, però in un certo senso ha i suoi motivi…”. Un villain uomo, invece, per il semplice fatto che gli uomini sono per natura meno emotivi (ma non per questo freddi) è molto più facile che si distacchi abbastanza dagli altri personaggi da risultare effettivamente cattivo. Ma, dalla sua, devo dire che i cattivi uomini sono sempre, e dico sempre, più divertenti delle donne XD Diciamo che secondo me è come sempre una questione di quanto il personaggio è fatto bene. Se è fatto bene, per quanto bastardo, ci sarà un po’ di affetto o interesse che pur facendo riconoscere i suoi difetti lo farà anche amare. Ma quando viene creato un eprsonaggio abbastanza monodimensionale, più facile da odiare, dobbiamo ammettere una cosa: i peggiori stereotipi dell’esser emaschio lo annoverano automaticamente tra i cattivi, mentre gli stereotipi femminili ci vogliono pavide inconsapevolmente egoiste e piagnucolose. E questo fa pendere la bilancia dei buoni solo perché l’idea in questi casi è che buoni = deboli.

  2. Lara Manni Says:

    Parole più che sante, Caska. Uomo cattivo e donna buona, pensavo proprio a quello. E’ che ormai sono Bellaswanparanoica. 🙂
    Però è verissimo quello che dici: dipende da quanto ci scavi dentro, da quante dimensioni dai al personaggio. Infatti anche i buoni villain maschi sono personaggi magnifici.
    (Ma sono quasi sempre seducenti, anche. Pensa a Randall Flagg…Le donne cattive sono altrettanto seducenti? Perchè le famose dark ladies…beh…non sono mica sicura che siano villain).

  3. Roberto (YD) Says:

    Mmmm. Che discorso molto interessante *__* che meriterebbe la più ampia discussione, e non ho tempo XD adesso, almeno.
    Mi viene da quotare quanto sopra.
    Farei notare, comunque, alcune differenze: le butta lì alla svelta che devo scappare:
    una questione storica: la malvagità e i villain sono legati come figura a quella della gestione del potere, storicamente sempre stata nelle mani maschili. L’uso del potere è fatica e solitudine (caratteristiche spessissimo ricorrenti nella narrativa che ha per oggetto e soggetto il maschile). Non dimentichiamo che, ad esempio in francese, ‘maschio’ e ‘male’ sono pronunciati in un solo vocabolo: ‘mal’.
    Il potere, che sia possesso o gestione, E’ seducente. Ergo, i cattivi sono seducenti, anche perché usano il potere senza farsi condizionare da molte ragioni etiche, ovvero seguono canali “etici” loro propri.

    Sempre storicamente, invece, il femminile, anche quando usa il potere, lo fa attraverso il maschile. E’ una forma diversa di “seduttività”.

    Quindi c’è anche meno materiale su cui lavorare. Noi abbiamo secoli di modelli e stereotipi XD
    E poi il femminile tende molto meno del maschile a farsi annullare da una sola gestione del potere. Di solito il femminile vuole anche altro (e fa ben bene, accidenti). Rendere un personaggio femminile un villain monodimensionale è meno credibile.
    Qua ci sarebbero discorsi infiniti da fare, ma mo’ vado, sperando di non aver scritto qualche bestialità per la fretta!

  4. Lara Manni Says:

    Accidenti. Però torna presto perchè sono in sollucchero.
    E’ VERISSIMO, Roberto. Non sapevo della coincidenza di significati nella parola francese, ma sono affascinata dalla cosa. Specie dall’idea del femminile che gestisce il potere tessendo più di una rete (e funziona proprio così).
    Rimuginio numero due: e come facciamo noi a confrontarci coi modelli senza cascarci dentro con tutte le scarpe???

  5. Laurie Says:

    Nessuno ha mai pensato che la sensei fosse un villain xD Però è vero. E’ verisssimo. Poche donne toste davvero, davvero cattive. Sarà per l’identificazione, sarà che non possiamo odiarci o odiare del tutto una figura femminile. Parteggiamo inconsciamente per noi stesse. E’ il problema della strega: è cattiva sì, ma non per noi. La giustifichiamo. Anche perché la strega è malvagia secondo il punto di vista maschile non femminile.
    E’ la donna il cui potere il maschio ha paura.
    Ahh, mi piace il discorso di Roberto. Anche se, a dire il vero ho trovato personaggi femminili villain monodimensionali. Solitamente erano lascive e poco interessanti seduttrici.

  6. Lara Manni Says:

    …dunque dark ladies, o ex tali. Sai che ci stavo pensando pure io? Dunque il loro potere era “riflesso” (seduco per). Oppure sono ex giovani e belle. Mi sto sforzando di trovare un’antagonista degna di questo nome un po’ ovunque (escludo Kill Bill perchè è l’evidente trasposizione al femminile di un filone maschile). Ma o sono smemorata. O.

  7. Laurie Says:

    Milady? xD

  8. Totosai Says:

    L’argomento è estremamente interessante, ed anche molto complesso.
    Andando a ruota libera, metto giù un po’ di sensazioni che ho sull’argomento.

    La donna è psicologicamente diversa dall’uomo; non tanto più emotiva, quanto più empatica. Più “sensibile”, capace di vedere l’altro e “nell’ altro”.
    E’ meno propensa a risolvere le cose “fisicamente”, ma a discuterle, ad usare la parola (che ferisce più della spada).
    Più seduttrice, manipolatrice, più eminenza grigia, ragno che tesse le fila di complesse trame (Naraku è donna?).
    E’ più “mobile” nell’umore e nelle opinioni (non offendetevi).
    Ma forse anche più determinata ed inflessibile nel perseguirle.
    E brama, tendenzialmente, cose diverse dagli uomini. O almeno forse, è difficile generalizzare, ma forse le donne sono meno sedotte dal “potere” rispetto agli uomini. E il potere, gira e rigira, è lo scopo primo di 3/4 dei villain.

    MA non per questo è meno “cattiva”.
    La “cattiveria” femminile è però diversa.
    Forse meno diretta, violenta, truculenta, ottusa.
    Un cappio non di canapa, ma di seta. Ma sempre cappio e sempre letale.
    Forse per questo non finisce a fare “l’antagonista”, la “villain” pura e dura, almeno se il personaggio è creato da qualcuno che le donne le conosce, come, in teoria, un’autrice.

    Ovviamente in tutto questo discorso però sottolineerei come “femminile e maschile”, così come “bene e male”, alla fin dei conti non sono che un “bianco e nero” che sfuma nei volubili e mutevoli grigi di ognuno di noi.
    E penso che un buon personaggio sia tale quando quando è in toni di grigio.

  9. Lara Manni Says:

    SI!!!! Milady!
    Infatti la adoravo. Infatti è raccontata BENISSIMO. Infatti ho cominciato a odiare Athos per lei, dopo la sua morte. Anche se è una bastarda, è meravigliosa lo stesso. 🙂

  10. Lara Manni Says:

    Totosai, sto meditando. Soprattutto sulle ultime righe, perchè mi verrebbe anche da dire che c’è donna e donna…ma poi non so quanto sia sempre vero. In fondo, io ho creato un’assassina, ma il movente è il desiderio, oltre al potere (una forma particolare di potere, non legata per esempio al denaro)….Medito, medito…

  11. Totosai Says:

    Qualche tempo fa, su una rivista di psicologia, mi era capitato un articolo dove si sosteneva la tesi che si possano definire 2 stereotipi; maschio e femmina.
    Poi ognuno di noi si colloca tra i due estremi.
    C’era anche un interessante questionario, che cercava di indicare quanto di femminile ci può essere in un uomo… e quanto di maschile in una donna.
    Su alcune cose sono risultato più “femminile” di mia moglie :-p

    Secondo me è verissimo che c’è donna e donna… così come uomo e uomo.

    “La sposa” è donna, ma ha atteggiamenti “stereotipicamente” maschili. Forse esistono donne così (beh… ehm… circa, molto circa).

  12. Lara Says:

    E però non del tutto. La sposa è madre e reagisce, anche, da madre…in realtà lei comprende davvero tutto, lato maschile e femminile. La sceneggiatrice, per inciso, era una donna 🙂

  13. Caska Says:

    Beh, non è che ha atteggiamenti stereotipatamente maschili, è semplicemente una donna che fisicamente può competere con un uomo e per tanto non è in una posizione di svantaggio fisico, tutto qui xD La differenza fra uomo e donna è sempre stata e sarà sempre, fondamentalmente, questa. E’ così che l’uomo, all’inizio del tempo, si è preso il potere e se l’è tenuto. Se l’uomo e la donna avessero disposto di uguale forza fisica, forse non staremmo qui a fare questo discorso.

    Comunque!!
    Prima Drusilla e poi Glory in BtvS, entrambe villains a tutti gli effetti e fino infondo, senza la benché minima caduta di “bontà” (nel caso di Glory, addirittura, il solo istante di vacillo è dovuto alla natura di Ben insita in lei, e Ben è un uomo). Maleficent della Bella Addormentata. Mentre la matrigna di Biancaneve e quella di Cenerentola hanno una cattiveria un po’ approssimativa, insita in stereotipi della femminilità (la gelosia), Maleficent è puramente e deliziosamente fuori di testa. La Marchesa Mertuil ne Le relazioni pericolose. E’ lui a redimersi scoprendo L’Amore, non lei. La cosa che accomuna queste donne, curiosamente, è che hanno il “potere”, e ce l’hanno fisicamente (sebbene in modo diverso nell’ultimo caso…XD).

    Comunque io non vedo assolutamente la Sposa come maschile, anzi, così come sinceramente non vedo neanche Elle. Sono semplice donne la cui preparazione fisica le mette a livello di un uomo, e la vedo come una cosa plausibile. Ma ricordiamoci comunque che l’atto peggiore di Elle, uccidere Pai Mei, non avviene con la forza bruta, ma tramite avvelenamento, mezzo tipicamente femminile…

  14. Caska Says:

    C’è anche da dire che, semplicemente, è già difficile trovare personaggi DECENTI femminili, figuriamoci cattivi….XD

  15. Teiresias Says:

    Forse non conta perché non è un personaggio inventato da una donna, ma per me il cattivo femminile più terrificante che sia mai stato creato è Annie Wilkes, e Kathy Bates è stata geniale a ricrearla.
    Insomma, è Male allo stato puro, e non riesci neanche a metterci un briciolo di compassione quando lei muore: tutto quello che ho pensato quanto Paul riesce ad avere la meglio, sia nel libro che nel film, è stato: “Finalmente, crepa, bastarda!”
    Ecco, un bel cattivo femminile su questa linea d’onda ci starebbe…

  16. Lara Manni Says:

    Merteuil! come ho potuto dimenticare la perfida marchesa? E Annie? Vero. La costruzione di un personaggio negativo è faccenda complessa. Se è femmina, ancor di più. Ma ci stiamo lavorando…

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