Horror!

Le cose stanno così. Stanno che, a parte la mattinataccia in giro per questua lavorativa, sto meditando sul concetto di horror. Addirittura? Addirittura. In poche parole, mi è stato detto, con gentilezza e apprezzamento, che un racconto che ho scritto non è abbastanza horror.
Uh. Magari è vero, ho pensato subito.  Nel senso che io sono la prima e nutrire miliardi di dubbi su me stessa. Poi però ho anche pensato un’altra cosa. Non sarà che molto spesso tendiamo a identificare l’horror con un determinato filone, molto sangue, molti lupi mannari, molto gothic?
Perchè parlavo proprio poco fa con un’amica chiedendole: ma in quale scaffale metteranno Esbat? Horror, urban fantasy, altro?
Non che sia fondamentale avere un’etichetta, ma a me pare, forse, che i confini fra un genere e l’altro stiano sfumando parecchio.

Ps. Mi sono andata a rileggere la definizione di Horror su Wikipedia. Ecco:

La letteratura dell’orrore o horror è quella branca della letteratura fantastica votata alla rappresentazione di situazioni che provocano orrore o paura nel lettore.

Una narrazione si può definire horror quando fa uso in maniera preponderante della tecnica letteraria della suspence, ovvero il lento insinuarsi di un dubbio o la lenta rivelazione di verità agghiaccianti nell’animo di chi legge.

Non ci capisco più niente.

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10 Risposte to “Horror!”

  1. Caska Says:

    Che importa, tanto ricordiamo che i romanzi di genere non sono mica veri romanzi! XDD

  2. Gamberetta Says:

    Esbat è urban fantasy. Non credo possa rientrare nell’horror. La definizione di wikipedia si può condividere appieno, almeno nella prima parte: per scrivere un horror devi cercare di spaventare, orripilare il lettore. Non mi sembra che questo sia lo scopo di Esbat e anche le scene violente sono appunto più violente che spaventose.
    Poi c’è anche l’abitudine: vampiri, zombie, lupi mannari, fantasmi, ecc. in quanto mostri dovrebbero far paura, e dunque i romanzi con loro sono in automatico catalogati ‘horror’. Ma in realtà è ben difficile spaventarsi con un moderno romanzo di vampiri o licantropi (non tanto per incapacità dell’autore, quanto perché il vampiro ormai lo conosci così bene che non c’è modo che possa continuare a farti paura).

    P.S. Ovviamente Esbat sarà messo nello scaffale dei romanzi “per ragazzi”, dato che si tratta di fantasy e ci sono i personaggi dei cartoni animati!!! ^_^

  3. Totosai Says:

    Concordo.

    E poi nel tuo romanzo nelle povere menti dei tuoi lettori insinui un dubbio: “di che genere è questo romanzo che sto leggendo?”
    E gli riveli anche una agghiacciante verità: “genere = bho!!!”

  4. Lara Manni Says:

    Gamberetta, hai ragione. In effetti fare paura è una delle cose che mi piacerebbe ottenere, ma nel mio intimo finisco sempre col frenarmi…
    E per lo scaffale, hai ragione di nuovo: spero almeno che mi mettano vicino a Pan di Francesco Dimitri, visto che è stato avvistato proprio nel settore ragazzi! 🙂

  5. demonio pellegrino Says:

    concordo abbastanza con la definizione di wikipedia. Mi pare pero’ di capire che il problema consista nel fatto che spesso gli editori considerino horror solo lo splatter o la violenza.

    Ci sono dei casi in cui effettivamente ho dei dubbi su cosa sia horror e cosa no (duma key e’ horror? non credo), ma in molti casi in cui NON si parla di horror, credo invece che si sia in presenza di horror pieni.

    Il tuo racconto era bellissimo e horror.

  6. demonio pellegrino Says:

    ma come Pan nel settore ragazzi? Ma se quello che mi e’ piaciuto di piu’ in Pan era proprio la violenza del libro, il fatto che l’autore non fosse buonista per niente, e che anzi utilizzasse la cosiddetta violenza gratuita (e ci sarebbe da parlarne per capire cosa cavolo sia, ma facciamo a capisse) molto piu’ di quanto mi aspettassi…

    Non lo dite al Moige.

  7. Skeight Says:

    Io non sono del tutto d’accordo con la definizione di Wikipedia. Non mi convince la questione della lenta rivelazione di verità agghiaccianti: in molti romanzi di King, per dire, il narratore anticipa ciò che accadrà (la pollicectomia in Misery) e la componente horror sta appunto nell’assistere al procedere verso la fine macabra e conosciuta senza poterla impedire. Che è il processo che avviene anche con almeno due morti in Esbat, per dire.
    Poi ovviamente lo scopo di Wikipedia è sintetizzare la conoscenza (se no non sarebbe una enciclopedia), ma penso che una rivista specializzata come Horror Magazine dovrebbe considerare il genere in maniera più ampia, soprattutto ora che siamo in periodo di commistioni generalizzate.

  8. Caska Says:

    mah, io credo che per le sistemazioni in libreria usino il caro vecchio metodo “alla cazzo di cane” e via. Twilight è tra gli horror perché ci sono i vampiri. Adesso, ditemi se Twilight fa paura XD! ..cioè. Sì, la fa, ma non perché VUOLE farla. Se sulla quarta copertina c’è scritto che c’è un personaggio gay, letteratura omosessuale (LETTERATURA OMOSESSUALE! ma che vuol dire!). Se l’autrice è una donna e il libro ha un titolo che è (o vorrebbe essere) divertente/malizioso/scanzonato, letteratura erotica. Se non è stato scritto l’anno scorso, classici. Potremmo mettere su una formazione che quando Esbat uscirà lo fotograferà nelle librerie in cui lo trova, così ce la ridiamo vedendo dov’è messo XD

  9. Lara Manni Says:

    Ho rilanciato oggi, al di là di Esbat e dei racconti e dei casi personali, perchè davvero ho dei dubbi…
    Ps. Caska, FACCIAMOLO! 🙂

  10. demonio pellegrino Says:

    caska, ottima idea.

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