Ogni riferimento è

Non sto benissimo, come al solito, e comincio a pensare che i miei maldigola-raffreddori-bronchitelle siano psicosomatici, ma la cosa non mi consola, chissà come mai.
Diciamo che il commento di “Crowley” al post di due giorni fa arriva in un momento di fragilità (momento…beh…diciamo che è la mia “normalità”, questa). Però davvero sono andata in crisi: è vero,  in Esbat Aleister Crowley è presente, così come è presente la Wicca. E questa forse è l’occasione giusta per fare una precisazione.
Io non sono un’occultista. Non ho avuto mai la pretesa di descrivere DAVVERO un rito della Golden Dawn o un rituale wiccan: lungi da me. Nella nota finale del romanzo lo scrivo, ma è bene che lo ribadisca.
Primo.
Le notizie sulla vita di Crowley che Max fornisce a Ivy vengono raccontate dal punto di vista di un ragazzo che si informa a casaccio, saltellando fra libri e rete: io ho cercato di riprodurre questo atteggiamento, non ho mai pensato di rivelare particolari inediti o di essere massimamente filologica.
Secondo.
La “Wicca deviata” fedele alla dea Axieros, ovviamente, non esiste. E’ una mia invenzione, così come lo sono i rituali che pescano qua e là e rielaborano autonomamente.
Non è mettere le mani avanti: è chiarire che una cosa è l’invenzione, una cosa la realtà. E’ come se si dovesse giudicare l’attività dei gruppi Prolife da quelli raccontati da Stephen King. Ecco.

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14 Risposte to “Ogni riferimento è”

  1. caska Says:

    Cacchio, la bronchite psicosomatica deve essere brutta…xD

  2. Laurie Says:

    Giusto che fai una precisazione del genere, più che altro perché molte persone pescano informazioni dai libri. Ok, lo faccio pure io ma per opprofondire un argomento è sempre meglio cercare altre fonti.
    Più che altro sarebbe bene ricordare che un romanzo è un’opera di finzione. Molta gente lo dimentica (stupidamente) e vengono fuori polemiche assurde come quelle su His Dark Materials, Harry Potter o Dan Brown.
    Piuttosto, mi sono un attimino informata su Axieros (su Tanit sapevo qualcosa). Giusto per vedere da dove arriva la tua dea. Mi era venuta in mente una cosa, ma poi te la dirò nei commenti anche perché non ricordo qual è (era correlata al ruolo che la dea ha nella tua trilogia, e be’, anché perché spiega come ti è venuta l’idea di giustificare la sua scelta su Yo-Yo xD)

  3. Lara Manni Says:

    Cioè???? Oh cieli, spiegalo anche a me! 🙂
    Ps. Axieros è anche Ishtar, o meglio “una delle facce di”. Insomma, racchiude il lato oscuro delle Grandi Madri, che hanno sempre al loro interno la Morte (oltre che la vita).

  4. Anghelos Says:

    Le precisazioni sono sempre le benvenute, ma come risposta al commento di Crowley mi sembra pure troppo: a meno che non sia io a sbagliare, il suo commento è stato un due righe sprezzanti tipo “ma pensa a te invece che a Valentina F”, più una trollata che una critica ragionata, di quelle da lasciare nel silenzio. Però è sempre bello sentir parlare di Max 😉

  5. Lara Manni Says:

    Beh, ma è sicuramente qualcuno che ha letto Esbat, Angelo: il riferimento a Crowley non mi sembra casuale.
    Ps. Non mi odierai, vero, per come sto strapazzando Max nel numero tre? Vero? Vero?

  6. Anghelos Says:

    Tranquilla, tanto sino ad ora ho letto solo il primo capitolo XD

  7. avalon9 Says:

    Ogni precisazione è sempre una soluzione corretta, intelligente e giusta.
    Tu scrivi un romanzo, un genere antichissimo; e non stai scrivendo un romanzo storico, dove l’aderenza a certi elementi è richiesta di base (del tipo: un Alessandro Magno muore. In qualsiasi modo, per febbre, avvelenamento, tisi, malaria. Ma muore. O andiamo nella fantascienza- anzi nella fantastoria).
    Crowley (spero) ha sbirciato Esbat. E basta.
    Perchè se avesse letto davvero avrebbe intuito (si spera) il genere di romanzo. E si sarebbe potuto “sprecare” in un commento che non fossero due righe gettate a casaccio, quasi più per suscitare qualcosa (o forse per avere attenzione).
    La scrittura è rielaborazione. Soprattutto se il prodotto non è un saggio o un lavoro filologico. Questo non toglie nulla alla tua fatica, Lara. Le tue “sudate carte” restano frutto di lavoro e di volontà. Solo si un genere che vuole realismo, non che rincorre ossessivamente la realtà. Altrimenti, sarebbero da cestinare i libri fantasy e quelli che trattano del sovrannaturale (e Tolkien morirebbe di nuovo).
    Per documentarsi ci sono i saggi, le enciclopedie, internet, gli studi specifici. I libri ( il tuo libro) può fornire lo spunto, stuzzicare la curiosità (e lo fa!). Ma non è tuo compito essere assolutamentre veritiera, tranquilla. Tantopiù che, nel passo cui fai riferimento di Max, è palese (anche ad una lettura superficiale) che è -appunto- un discorso soggettivo (una oratio obliqua si direbbe in latino): cioè tu ti limiti a riportare quello che il tuo personaggio ha trovato (su internet), ha rielaborato e ha concluso (con la sua testa). Relata refero. E stop.
    Ti abbraccio

  8. Lara Manni Says:

    Grazie Avalon. E’ vero che bisogna essere precisi, però, e documentarsi: questo l’ho fatto e continuo a farlo, grazie anche all’aiuto e alla collaborazione di molte persone. Sicuramente gli errori ci saranno lo stesso, a dispetto della buona volontà: chiedo venia in anticipo e sono pronta ad espiare. 🙂

  9. Ophar Says:

    Non andare in crisi. E’ una sola persona e poi anche se tu avessi commesso errori nati da una documentazione scarsa rimane il fatto che la storia è molto bella.

  10. Lara Says:

    Grazie Ophar. E’ che so di andare a toccare dei punti critici, e mi rendo conto che potrei urtare la sensibilità delle persone, e non voglio.

  11. riccardoacus Says:

    Non ho letto il romango in questione. Semplicemente vorrei dire: una persona che ritiene di trovare verità assolute in un romanzo, è stupida in partenza. Un Romanzo è una piccola porta a una realtà possibile, che poi vi siano dei riferimenti più o meno chiari, precisi e fedeli, questi non devono essere MAI e poi MAI presi come verità.
    Senno si scatenano eventi tipo il “dan brownismo” (solo a dirlo mi vengono i brividi).
    L’unica cosa sarebbe, però, visto che non si può presuppore che le persone siano intelligenti, ma, anzi, il più delle volte ci si deve rendere conto che i fruitori sono per lo più persone dalla bassa chiarezza mentale, dicevo sarebbe meglio precisare all’inizio, o alla fine del libro che i fatti e i riferimenti non hanno un’attinenza con la realtà, laddove non ce ne sia, e che invece hanno una attinenza storica, laddove ci sia: in questo caso è bene ANCHE citare le fonti…. questo è il mio pensiero.

  12. Lara Manni Says:

    L’ho fatto, Riccardo. Quando uscirà, vedrai che c’è persino un accenno bibliografico sulle fonti.
    (bella la definizione di romanzo)

  13. riccardoacus Says:

    (grazie).
    Ne ero sicuro.. per lo meno, l’avevo intuito da come hai espresso il disagio dei commenti di Crowley…

  14. Lara Manni Says:

    Grazie a te. Tanto sono capace di sentirmi a disagio comunque 🙂

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