Sei!

Ieri sera mi è arrivata la stampata con le ultime proposte di revisione (la sesta, per me ) di Esbat: come sempre, supero il piccolo trauma dell’impatto (scarta, togli l’elastico, scorri le prime pagine, visualizza i segni rossi, le proposte a matita, i post-it), leggo, medito.
Pensavo, prima di andare a dormire, che cominciavo a non farcela più a rileggere Esbat. Invece stamattina, con i fogli davanti a me, ho pensato la cosa contraria: mi mancherà moltissimo, questa fase di riflessione dove le parole vengono levigate, soppesate, valutate di nuovo.
Ne approfitto.

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6 Risposte to “Sei!”

  1. Laurie Says:

    Quanto sei diligente! Io non sopporto la fase di correzione (poi potrei anche andare a correggere ad oltranza, ma questo è un altro discorso). Dopo che ho finito di scrivere sono così satura che il processo di autoriflessione mi pesa tanto.
    Ugh.
    P.S. Sei correzioni! Wow. Sono interessanti queste informazioni sul retroscena di un libro.

  2. Lara Manni Says:

    Beh, immediatamente dopo pesa anche a me. Io non oso riprendere in mano Sopdet, per esempio, perchè è ancora “fresco”. Vero, l’ho finito a settembre, ma è ancora presto per me.
    Ma dopo il tempo giusto, scoprire che qualcosa che avevi dato per scontato è ancora migliorabile è una cosa bellissima. Perchè poi, una volta che hai ragionato sul meccanismo, il lavoro sulla lingua è assolutamente piacevole.
    Sei. Quattro mie, due con gli editor (sempre mie, ma insieme a). La cosa impressionante è che, a dispetto di tutto il lavoro precedente, non mi ero accorta che la mia Sensei va DUE volte in cucina nella stessa scena. Mi prenderei a schiaffi. 🙂

  3. Laurie Says:

    Noo, Larù, non schiaffeggiare il tuo visino ç_ç
    Perché le cazzate di scrittura le hanno tutti. Ogni tanto penso che quando si scrive si cada in trance perché, davvero, certi errori/orrori fanno capitombolare dalla sedia.

  4. Lara Manni Says:

    E ma non accorgersene DOPO! xD
    Per fortuna l’hanno beccata. Sai, scopro che è assolutamente fondamentale avere qualcuno che ti faccia notare le cose. Tipo. Se io in una frase uso “posa” e poi “lascia cadere di nuovo”. Mentre lo scrivi non ti rendi conto che NON sono la stessa azione: è come se ti dedicassi più al suono e all’immagine mentale che hai. E invece c’è la parola che oltre a suonare deve significare. Ma se uno sguardo terzo non te lo dice, tu non te ne rendi conto. 🙂

  5. Lo Stregatto Says:

    complimenti alla tua diligenza e agli editor, che fanno un lavoro penso molto utile, almeno a mia opinione, difficile.
    (io come correttore sono un disastrooooo! ho appena riletto una proposta per altri… diavolo non mi accorgo di niente, tontolino bendato sarebbe stato più bravo)

  6. Lara Manni Says:

    Ma no stregatto. Penso che sia davvero difficile accorgersi delle cose…ci vuole un occhio particolarissimo!

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