Come sentirsi in colpa in quattro mosse

Mossa numero uno. Scendo allegramente a prendere un vero caffè al bar.
Mossa numero due.  Compro il giornale.
Mossa numero tre. Accendo la prima sigaretta della giornata e mi incammino verso casa.
Mossa numero quattro. Leggo una  lettera su Repubblica che, per espiare, ricopio e posto.

Sono giapponese e studio italiano a Roma. Tante cose in Italia sono diverse da quelle in Giappone, perciò mi interessano molto. Ma solo una cosa è per me inaccessibile. Perché voi, gli italiani, buttate il mozzicone di sigaretta sulla strada? Di solito non spegnete il fuoco. Non ci posso credere. In Giappone ci sono tante persone a cui non piace il fumo, dicono che non si dovrebbe fumare per strada perché è pericoloso per i bambini. Anzi, non possono accettare che si butti il mozzicone, il cui fuoco non è spento. Ero sorpreso, quando ho capito che in Italia era normale buttarlo sulla strada. Nonostante io non fumi, mi piace l’odore di fumo. Però penso che sia un peccato che si debba vedere Roma così.

Mossa numero cinque. Salgo sei piani di scale con un mozzicone spento in mano, vergognandomi tanto, ma tanto, ma tanto.
Mi tuffo nell’editing.

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36 Risposte to “Come sentirsi in colpa in quattro mosse”

  1. Luthien Says:

    Ti regalo un “cenerino” sono dei piccoli portacenere da borsetta!
    Blu, arancione o verde?
    🙂

  2. Anghelos Says:

    Se il nostro amico giapponese osservasse i binari in stazione allora avrebbe come minimo un infarto…
    Questo però è un indizio utile per rispondere all’annoso problema: “come è possibile che Italia e Giappone, due paesi con uguale tasso di corruzione, uguale ed elevato livello di debito pubblico, uguale età elevatissima della classe politica siano il primo così sporco e l’altro così pulito?”

  3. Mele Says:

    E fatevelo, quest’esame di coscienza!
    Scusa, che pretendiamo, noi poveri non-fumatori? Già non vi importa di avere vicino gente a cui può dispiacere una boccata di fumo passivo, cosa vi può importare di lasciare tracce per strada, o peggio di gettare mozziconi ancora accesi? Tanto, al massimo può succedere che passi una farfalla e scateni un uragano dall’altra parte del mondo, no?
    Ci vorrebbe una lettera simile anche per chi getta le carte o i fazzoletti per terra. Come se non ci fosse un cestino ogni dieci metri! Ma dico, infilali in tasca. Poi io faccio la figura della rompicazzi che si arrabbia se lo fai. Una sera ero in giro con un gruppo di amici, uno ha gettato non mi ricordo cosa per terra, non si è lasciato convincere a raccoglierlo, allora ho salutato e me ne sono andata.
    Ma non è ecologismo. Ognuno si tenga il proprio schifo per sé, non lo lasci tra i piedi della comunità.
    Scusa lo sfogo. Sono a casa colla laringite e mi sento abbastanza sensibile riguardo l’argomento.

  4. Lara Manni Says:

    Mi fate sentire un vermetto, specie Mele.
    Ma io non fumo MAI in faccia ai non fumatori, e non butto nulla in terra. Però i mozziconi sì, lo ammetto: anche perchè a Roma non esiste quella meravigliosa istituzione che si chiama “portacenere pubblico”. 😦

    Ps. Flavietta, grazie. Esistono????

  5. Lo Stregatto Says:

    I giapponesi sono pazzi da molti punti di vista, ma sono magnifici per quanto riguarda il rispetto che hanno per gli altri.

  6. Mele Says:

    Il problema è che i non fumatori sono anche e specialmente *dietro* di voi. Soprattutto quando camminate per strada e/o tira un po’ di vento.
    (Poi sono particolarmente acida perché vengo dall’esperienza-Grecia in cui *nessuno* fuma per strada. Infatti aspettano tutti di entrare in un locale pubblico. Meglio se piccolo e non areato.)
    Comunque, il senso di colpa è inutile, se non ti fa smettere.

  7. Lara Says:

    Mele, adesso mi arrabbio io. Un poco.
    Come decido di morire è affare mio.
    Io sto dicendo che SBAGLIO a buttare i mozziconi in terra, ma che addirittura mi debba blindare in casa mia per fumare una sigaretta mi sembra una cosa da talebani.
    Ps. tanto la Sensei l’ho fatta fumare 🙂

  8. Lo Stregatto Says:

    Enno cara, la tua morte mica è solo affar tuo.
    Poi chi ci scrive i racconti del lunedì?

    Quindi smettila di fumare, da sta sera solo insalatine antiossidanti, 20km di ciclette al giorno e a letto presto.
    FILARE!

  9. Lara Manni Says:

    😦
    Ma così muoio prima!

  10. Lo Stregatto Says:

    Dici che senza le tue folli sregolatezze e il tuo stile di vita malsano la tua fantasia potrebbe appassire?

    Vabbe’, continua pure a fumare e ci accontenteremo dei racconti del lunedì solo per quel poco che durerai…

  11. Lara Manni Says:

    Mia nonna fumava ed è morta ultranovantenne 😦

  12. Lo Stregatto Says:

    Appunto!
    Se non avesse fumato sarebbe stata qui ed in grado di batterti a coscia di ferro.

  13. Lara Manni Says:

    A me un’insalata. 😦

  14. Lo Stregatto Says:

    Brava.
    Buon w.e., bruca bene.
    E scrivi, altrimenti non ci servi a nulla :-p
    🙂

    Ciao

    (ok, sono stato abbastanza odioso per oggi, smetto)

  15. Lara Manni Says:

    No, è che ho capito che è meglio non parlare di fumo.
    Solo arrosto, d’ora in poi.
    😦

  16. Rohchan Says:

    Personalmente il fumo mi infastidisce…un po’.
    Ok. Parecchio.
    Sono cresciuta in una famiglia dove entrambi i genitori fumano, e ormai, dopo 26 anni, mi brucia il naso se qualcuno mi fuma accanto.
    Però capisco che ognuno ha i suoi vizi…del tipo, io sono sempre a masticare gomme, e se mi parli difficilmente mi riesce di guardarti in viso…e tu fumi. E vabbè, pazienza.^^ Fossero tutti qui i mali del mondo…
    Però anche io sono rimasta’sconvolta’ dalla mancanza di posaceneri pubblici a Roma…l’ho scoperto questo capodanno, quando passeggiando per strada con un’amica fumatrice e vedendola buttare la cicca per terra le ho fatto la ramanzina. E lei mi ha detto che, appunto, a Roma quelle cose non esistono. Ci sono rimasta di sasso…o.O

    Poi, per la salute…torno a dire, ognuno gestisce il suo corpo come meglio crede…però mio nonno è mancato per via delle sigarette, e da allora…beh, mi è rimasto lo spavento. Sapessi le volte che faccio sparire le sigarette a papà, che tossisce come un tisico…

    E…i giapponesi…*.* vado in brodo di giuggiole per i giapponesi…*.* *.* Li ADORO. Ma questa è un’altra storia,e si dovrà raccontare un’altra volta….
    Tieni duro Laruccia…e procurati un posacenerino portatile…^*^

  17. Laurie Says:

    I giapponesi sono ultrapuliti da quel che ho sentito dalla gente (fortunata) che è andata in Giappone. Poracci, non portiamoli nelle nostre stazioni, davvero °_°

  18. Lara Says:

    Vero verissimo.
    Ragazze e ragazzi, mi avete messa ufficialmente in crisi nera.
    😦

  19. francescodimitri Says:

    Io sono un non fumatore che difende i fumatori. Fumare forse fa male – ma è vivere che fa malissimo, e l’ossessione secondo la quale un fumatore ‘morirà prima’ è una isteria mediatica, nient’altra. I Rolling Stones non sono mai stati bravi ragazzi, eppure alla loro età fanno roba che i loro coetanei cresciuti in oratorio si sognano. Vivere nell’ossessione di morire ‘tardi’ o ‘bene’ mi pare una sciocchezza. Si vive e si muore e quel che c’è in mezzo è tutto quel che conta. E se in mezzo ci sono sigarette, se ti piace che ci siano, ben venga.

    A me fumare non piace, perchè lo trovo un vizio autoreferenziale: se mi devo fare del male, conosco modi più divertenti. E sono contento che non si possa più fumare nei locali pubblici. E, anche se sui mozziconi in città non ho un’opinione, i mozziconi nei boschi mi fan girare le palle.

    Ciò detto, non credo che un tizio che fuma vicino a te, all’aperto, in una strada pubblica, possa infastidire più di tanto – se non parti dall’idea che ti infastidirà. Non ci credo, punto. I fumatori a volte sono fastidiosi – ma i non fumatori intolleranti sono peggio…

  20. Teiresias Says:

    Da persona proviene da una famiglia di ex-fumatori (tutti hanno smesso per un motivo o per un altro) che ODIA fumare (ma non nel senso di fighetta che non ha mai provato…nel senso che non gli piacciono le sigarette), io dico che tutto questo casino è esagerato. Per parafrasare mio nonno, 75 anni con una malattia autoimmunitaria che lo tormentava da 15 anni, a cui dicevano che doveva smettere di fumare per stare meglio, la risposta (in dialetto), era: “Che cazzo, lasciatamenti almeno questo!”
    Finché si tratta di mettere il divieto del fumo nei locali pubblici, specialmente in quelli dove possono esserci categorie a rischio come i bambini, d’accordo. Ma demonizzare così chi si vuole fare una sigaretta in uno spiazzo davanti a casa, che si deve sentire una merda per questo, assolutamente no.
    Fumare fa male, si sa, e chi fuma lo sa benissimo perché se lo sente ripetere da sempre (parafrasando un altro mio nonno, morto a 81 anni sanissimo per un intervento andato a male: “Almeno so di che muoio”), ma NON è l’unica causa di morte. Anche troppo caffé dà fastidio. Anche drogarsi di medicinali fa male. Che diavolo, se però uno si vuol far del male da solo, non me la sento di rompergli i coglioni, finché non mi sbatte il fumo in faccia.
    Tra l’altro, quasi tutti i fumatori che conosco sono estremamente cortesi: chiedono se a qualcuno dà fastidio, si spostano in un angolo per non disturbare, stanno lontano dai bambini, questo quando proprio non ce la fanno a trattenersi. Contrariamente a tanti, TANTISSIMI non fumatori che, come ha detto qualcuno, urlano al colpo di stato non appena sentono l’odore di una cicca accesa a 10 km di distanza.
    L’incivilità di chi butta le cicche per terra è una cosa diversa dal fumare vero e proprio. Resta comunque il fatto che nelle grandi città a me è capitato di dover girare per delle ore prima di trovare un cestino, e questo all’estero, non in Italia come bene o male un cestino c’è sempre in giro.
    Ah, e un’altra cosa: tu dimmi che cazzo di senso ha vietare il fumo in strada quando l’inquinamento delle macchine e delle luminarie fa 1000 volte più danni.
    I giapponesi sono maniacali su certe cose, e sono contrario a chi dice che il Giappone è messo meglio di noi: il Giappone è nella merda esattamente come noi se non di più, solo che i giapponesi sono meno plateali (Caska, questa tua quote è fantastica)…

    P.S.: Io fumo a volte sul bancone di casa mia, sì. Ma fumo i sigarini. Li consiglio vivamente a chi vuole cercare di togliersi il vizio delle sigarette: sono molto forti, non inducono dipendenza e lasciando anche un buon profumo, come la pipa.

  21. Laurie Says:

    Ma no, Larù. Semmai dovremo sentirci tutti in colpa.
    Cogliamo l’occasione per cambiare un po’.

  22. Rohchan Says:

    Concordo con Laurie…ognuno ha le sue cose che mandano in bestia gli altri…anche se ce ne accorgiamo solo quando qualcuno ce lo fa notare..^^
    Susu…come ho già detto, fossero in una sigaretta fumata per stada tutti i mali del mondo…^_^
    Fuma in santa pace, tanto son sicura che sei una persona attenta e gentile…prova ne sia la tua reazione ad una lettera su un giornale…^*^

  23. Luthien Says:

    Sisi che esistono, sono in plastica riciclabile! Sta comodo in borsetta!
    http://www.cenerino.net/cenerino.htm
    Ehm io non ne faccio più uso, da gennaio ho quasi smesso di fumare…
    Non mi chiedere come ho fatto!

  24. Luthien Says:

    http://www.cenerino.net/cenerino.htm
    Eccolo qui, economico tascabile ed in plastica riciclabile!
    Lara quando vuoi XD!

  25. Lara Says:

    Sto fumando, felice.
    Sulla demonizzazione, se posso, è proprio vero. I fumatori che conosco io hanno tutti le penne basse, e ci ritroviamo come carbonari a cercare angolini dove il vento spiri nel modo giusto. E’ un po’ troppo.
    Ad ogni modo, il discorso di Francesco sull’ossessione del morire tardi e bene è importantissimo: anch’io resto sorpresa (come, penso, molte persone che leggono horror perchè CERCANO racconti che parlino del morire) di quanto il discorso sulla morte sia tagliato fuori da tutto.

  26. Rohchan Says:

    Forse dipende dal fatto che sì, come dicono i miei nonni, è una cosa naturale, che fa parte della vita…però è anche una cosa che fa paura, perchè non si può controllare.
    “Non possiamo decidere come morire, ma possiamo decidere come impiegare il tempo che ci è stato affidato” diceva Gandalf…o giù di lì.^^

    E sì…sii felice e tranquilla. Se qualcuno ha qualcosa da dire, con garbo e gentilezza si ottiene tutto…

  27. Blackvirgo Says:

    Personalmente non ho mai fumato e, se non altro per coerenza, non credo che comincerò (ma nella vita non si può mai sapere…)
    Dire che “il fumo fa male” sia solo un’isteria mediatica è un’idiozia fatta e finita (e ne ho le prove). Non è sicuramente l’unica causa di morte e malattia, ma diciamo che aiuta. Se poi uuno decide di continuare a fumare… faccia pure, ognuno ha diritto di vivere e morire come preferisce. Trovo molto più innocuo uno che si fuma la sua sigaretta in santa pace (quando uno è fuori, se il fumo dà fastidio, si sposta! Grazie al cielo abbiamo piedi, non radici! E l’Italia è stata uno dei primi paesi ad adottare il divieto di fumo nei locali pubblici…) che uno che guida ubriaco e che, purtroppo, non mette a rischio solo se stesso.
    Poi anche io sono convinta che è inutile vivere da malati per morire da sani, ma la salute è un bene importante e sottovalutato.
    Per quanto riguarda la pulizia delle città… non siamo gli unici a buttare le cartacce a terra e similia, ma questo non ci giustifica di sicuro!

  28. Lo Stregatto Says:

    Non dar retta a sti qui.
    Non fumare, mangia solo insalatine e fai 10 ore di palestra al di.
    Così il tram che è destino ti investa, potrà straziare un corpo ancora tonico e sano e non flaccido e tossicchioso.

  29. Lara Says:

    Dunque dunque. Io so bene, infatti, che fumare fa male, e che se evitassi avrei più fiato e pelle più luminosa e i miei polmoni ringrazierebbero. Ho sofferto molto con il divieto di fumo, lo confesso: perchè la sigaretta conviviale di fine cena è una cosa bella per i fumatori, e la fuga al freddo, fuori, con altri tossici come me, mi risulta così sgradevole che…ho limitato le uscite a pranzo o cena fuori.
    Ma è giusta, la legge, e l’ho accettata, come tanti.
    Fumo a casa mia, o in strada.
    Però trovo assurdo che, appunto, non ci siano portaceneri a Roma. A dire il vero ci sono anche pochi cestini: io sono una che si mette in tasca la “monnezza”, fazzolettini o carte, aspettando speranzosa un cestino. Che non c’è, e arrivo a casa con le tasche sformate.
    Figurarsi un portacenere, che userei! Eccome! Se ci fosse.
    Però, a volte, mi capita di essere fulminata con lo sguardo, mentre aspetto di attraversare con la sigaretta in mano, magari in mezzo a trilioni di fumi tossici, e allora penso “vabbè, perchè devi sfogarti proprio con me, cara?”.
    Ps. Stregatto, l’insalatina te la mangi tu, ok?

  30. Lo Stregatto Says:

    Spiacente, sono sazio; ho appena finito l’amatriciana col sushi.
    Ho 9 vite, vizio e stravizio non mi intimoriscono.

  31. Lara Says:

    Ma…mi rubi il menu??? 🙂

  32. francescodimitri Says:

    Le sigarette fanno male su base statistica – e cioè, su una popolazione di fumatori, l’incidenza di certe malattie è più alta. Non vuol dire che, in pratica, un singolo fumatore muoia necessariamente prima. Anche perchè poi arriva Mick Jagger che fa marameo. Una marea di fumatori muore tardi e bene. Una marea.

    Non dico che le sigarette facciano bene – sono anzi convinto che facciano male. Dico solo: diamo alle cose il loro giusto valore, e una passeggiata al centro di Roma a ora di punta fa più male di un intero pacchetto di sigarette. A occhio. Ogni mese, a Roma, muore più gente in incidenti automoblistici, o in malattie _indiscutibilmente_ legate al fumo di sigarette? Non lo so, non so neanche se un confronto del genere sia fattibile, ma la domanda non è stupida.

    E c’è un’altra considerazione, di ordine, diciamo, più cosmico – ma anche più personale, come tutte le faccende cosmiche. Ed è che la salute, semmai, a me sembra sopravvalutata. Io sono della scuola di Jack Nicholson in “Le streghe di Eastwich” – diceva, se non sbaglio, di non voler morire sano, di voler morire malato. Poi certo, era il diavolo in persona, quindi non una grande fonte – ma io continuo a considerare il mio corpo un parco giochi più che un tempio (questa anche l’ho rubata)… se il giro sulla giostra è uno solo, che sia una figata.

  33. demonio pellegrino Says:

    Esatto, francescodimitri, esatto! A me vengono gli stessi pensieri quando vedo orde di bamibini nordici con il loro bel casco da ciclista sulla testa, per fare un km su una pista ciclabile di Bruxelles. Oppure quando vedo amici americani che mi guardano preoccupati mentre addento il mio panino con stracchino e salsiccia e mi dicono “lo sai, vero, che con questo panino stai rinunciando a sei mesi di vita?”

    ECCHECAZZO. Ma da quando vivere fa male alla salute?

  34. Teiresias Says:

    BUAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH!!! Demonio, stai parlando degli americani? Quegli americani che hanno la più alta percentuale di obesi al mondo? Quegli americani che sputano sulla sana salsiccia ai ferri e si strafogano di hot dog e salse? Quegli americani convinti che con un’ora di palestra al giorno camperanno fino a cent’anni? Quegli americani che ci propinano un cinema fatto di corpi impossibili e irreali? Quegli americani convinti che la loro pizza sia la migliore al mondo? Quegli americani che si stupiscono del perché italiani e giapponesi siano i popoli più longevi al mondo nonostante facciano meno pugnette di loro?
    Se non è così, viviamo in due mondi diversi.

  35. Lara Says:

    La scuola di Jack Nicholson è anche la mia. Io non faccio diete, mangio schifezze, fumo e faccio poco sport. La perfetta candidata all’infarto o all’ictus o. Quel che volete.
    Non sto dicendo di fare bene, e qualcosa cambierò, nel mio stile di vita. Però credo anche che bisogna tentare di fare le cose che amiamo: e a me di tirar via l’anima in palestra proprio non va, non è per me, soffro.
    Come potrei rinunciare al panino con salsiccia in favore di un’insalata scondita? 🙂

  36. Teiresias Says:

    A meno che non ti trovi qualcosa di alternativo. Io detesto la palestra, però mi piace camminare, quindi PAM! tre quarti d’ora di camminata al giorno e basta.
    E poi io ODIO sentirmi in colpa se mangio buono, e so benissimo che se incontro persone che mi propinano l’equazione buono=malsano mi passa la fame (e questo non è un bene). Poi certo, non voglio ridurmi come mio padre che ha 54 anni, pesa troppo ed è un ottimo candidato all’infarto ma se gli parli di perdere un po’ di chili fa orecchie da mercante, però non so rinunciare a carbonare e spezzatini -_-
    Impegnatevi anche voi come me a promulgare il culto della cioccolata nel mondo come risposta a ogni problema, e avremo un mondo più allegro e soddisfatto.

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