Raymond e Gordon

Questa mattina ho letto su Repubblica della storia di Raymond Carver e del suo editor, Gordon Lish. Dal momento  che adesso esce, in tutto il mondo tranne che negli Stati Uniti, la versione “senza-editing” di Di cosa parliamo quando parliamo d’amore (col titolo Principianti), si riparla della cosa. Anzi: Baricco racconta che Lish non “corregge”, non “taglia”, ma costruisce uno stile, aggiunge frasi, cambia finali, modifica i personaggi. Però “dopo” quel primo libro è Carver stesso a cominciare a scrivere “da Carver”. Dunque? Dunque secondo me Lish gli ha tirato fuori qualcosa che aveva già dentro, probabilmente.
Però le due versioni a confronto fanno un po’ impressione. Ve le copio e incollo con santa pazienza, perchè meritano.

Carver:
“Anche a me andrebbe qualcosa da mangiare”, ha detto Laura. “Mi sono appena resa conto che ho fame. Non c´è niente da sgranocchiare?”
“Adesso tiro fuori un po´ di formaggio e di salatini”, ha detto Terri. Però non si è mossa.
Herb ha scolato il bicchiere. Poi si è alzato lentamente dal tavolo e ha detto: “Scusate. Vado a farmi la doccia”. È uscito dalla cucina e s´è avviato lentamente per il corridoio verso il bagno. Si è chiuso la porta alle spalle”.
“Sono un po´ preoccupata per Herb”, ha detto Terri.

Carver/Lish:
“Io veramente un po´ di fame ce l´avrei”, disse Laura. “Mi sa anzi che non ho mai avuto tanta fame in vita mia. Non c´è niente da sgranocchiare?”
“Adesso prendo un po´ di formaggi e salatini”, disse Terri.
Però Terri non si mosse. Rimase seduta e non si alzò a prendere un bel niente.
Mel rovesciò il bicchiere. Tutto il contenuto si sparse sul tavolo.
“Il gin è partito”, disse Mel.
Terri disse: “E adesso?”.
Sentivo il cuore che mi batteva. Sentivo il battito del cuore di ognuno.

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13 Risposte to “Raymond e Gordon”

  1. Skeight Says:

    Se non erro, in altri paesi sulla copertina dei libri stranieri oltre al nome dell’autore mettono bene in rilievo anche quello del traduttore; che sia il caso di aggiungere anche quello dell’editore?

  2. Skeight Says:

    Intendevo dell’editor, ovviamente -__-

  3. Lara Manni Says:

    Secondo me è giusto! Ci sono autori che lo fanno spontaneamente, tipo Stephen King. Altri che invece non ci pensano proprio. Però credo che il caso di Carver/Lish sia davvero “estremo”…

  4. giovannacosenza Says:

    azzz… è fantastico! dove si compra un editor come quello??????
    😮

  5. Lara Manni Says:

    🙂
    Grande, eh? E pensa che Baricco invece mugugnava un po’….

  6. ChaDo Says:

    Non a caso Baricco proprio forte di questa scoperta (su Oceanomare.com dovresti trovare il vecchio articolo che scrisse proprio su questo argomento) lanciò con la Fandango “Quindicilibri”, una collana di romanzi di esordienti senza editing. Solo che dopo 2-3 pubblicazioni non si è saputo più nulla. Che fine ha fatto?

  7. Lara Manni Says:

    Chiuso per mancanza di editor? 🙂
    Non ne ho letto neanche uno, dei quindici…

  8. ChaDo Says:

    Mah, sai, alcune delle sue idee sono ampiamente condivisibili, il problema è che la loro applicazione nel contesto avrebbe bisogno di una maggiore concretezza, proprio relativa al contesto di cui si parla. Per dire: un esperimento del genere in un mercato editoriale come quello americano potrebbe anche essere interessante, ma qui in Italia ha del fantascientifico, secondo me. Per il resto, ormai il caso Carver/Lish è un classico (nonché l’argomento preferito delle pagine culturali quando non sanno di che parlare). Chiaramente si tratta di un caso molto particolare, ma allora ha davvero significato?

    Ma la domanda vera è: tu hai visto questo video? (link al posto di Sito Web)

  9. ChaDo Says:

    Agh, l’hanno rimosso ç__ç peccato! Se lo trovo da qualche altra parte lo rilinko. Scusa per il doppio commento 😦

  10. ChaDo Says:

    Ok, stavolta il link funziona.

  11. francescodimitri Says:

    Dico, sinceramente, la mia – e se sarò accusato di arroganza, pace.

    Reputo Baricco un pessimo scrittore. Poi, ho letto qualcosa scritta da uno uscito dalla Holden: agghiacciante. Dà sfumature tutte nuove alla parola ‘brutto’. Va da sè che da uno cui non riconosco neanche le basi, non vedo perchè debbano uscire ‘esperimenti’ nuovi.

    Quanto a Carver: due palle così. Mai riuscito a finire un racconto, e sì che son brevi.

  12. Laurie Says:

    Indubbiamente la seconda versione è pulitissima. Però mi convincono di più i dialoghi della prima versione, proprio perché rozzi, grossolani, spontanei, ecc. Proprio per questo sembrano più verosimili.
    (Bel rapporto quello editor-scrittore xD Lo immagino difficilissimo. Probabilmente questi due vanno d’accordo ma non so se lascerei che il mio testo fosse cambiato così tanto. Oh, magari poi Lish è un diplomatico di quelli che ti fanno passare le correzioni come se fossero tue!)

  13. Lara Manni Says:

    ChaDo, eccezionale il video 🙂
    Francesco: no, che arroganza? Neanche a me piace Baricco: oltretutto l’articolo di oggi mi è sembrato proprio disonesto e pro domo propria.
    (E…oh cielo, trovo qualcuno che resta freddo come me davanti al gelido Carver???).
    Laurie: il rapporto è difficile, sì, ma per quello che posso dire io è esaltante. Perchè un bravo editor tira fuori quel che potresti esprimere e non hai espresso. E’ come aiutarti a rendere nitido un abbozzo.
    (su Lish, so poco: ma “Sentivo il cuore che mi batteva. Sentivo il battito del cuore di ognuno” è una frase stupenda).

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