Lara Alcott

E’ che più frequento i gruppi di discussione più mi rendo conto che ho una visione  fin troppo rosea del mondo là fuori, nonostante tutto.
Per esempio, mi rendo conto  che la stragrande maggioranza di non-lettori di narrativa fantastica pensa che la stessa sia un giochino per bambini-adolescenti, per giunta facilissima da scrivere. E  hai voglia a spiegarlo, o tentare di spiegarlo: non viene capito.
Insomma, la situazione è questa: esistono tantissimi scrittori e lettori di fantastico che si affannano a ribadire la nobiltà del genere, e incontrano un muro da parte della stampa e, se non capisco male, anche dei librai.
E se mi mettono a fianco di Piccole donne e di Geronimo Stilton, che faccio?

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21 Risposte to “Lara Alcott”

  1. Skeight Says:

    Avvicinerai un po’ di giovani lettori a horror e fantastico, e magari tra una decina d’anni ci sarà un pubblico meno vincolato agli stereotipi odierni XD

  2. Lara Manni Says:

    Adoro il tuo ottimismo 🙂
    Comunque è possibile: anche se, teoricamente, dovrebbe già esistere una generazione svincolata dagli stereotipi sui manga,per esempio…E non la vedo mica tanto.

  3. Laurie Says:

    Eh ma secondo me anche tra lettori del fantastico, magari occasionali, quelli che proprio si leggono i bestseller nel genere.
    Insistere, insistere, insistere. Oh alla fine il messaggio a qualcuno arriverà.

  4. Gamberetta Says:

    Be’, l’opinione dei non-lettori non è sbagliata: il 95% (non un’iperbole, mi sembra una stima realistica) della narrativa fantasy che si produce è scritta come capita e destinata a un pubblico che ne intende la lettura come pura perdita di tempo, alla stessa stregua di guardare il primo programma che passa in quel momento in TV o giocare a tirare i noccioli delle olive ai piccioni che si posano sul davanzale.
    Triste ma vero: la qualità media è bassa; se si sta facendo un discorso generale sostenere che la narrativa fantasy possa vantare particolare sofisticazione è una bugia. Ci sono opere sopra la media, ma è l’eccezione non la regola.
    Secondo me “convincere” il pubblico è una battaglia persa. Quello che si può fare è cercare di far sì che la qualità si alzi.
    Tu non senti mai un’aspirante scrittore dire: “be’, il mio sogno è sempre stato scrivere e allora… ho scritto un thriller medico-giudiziario!”
    Perché? Perché anche lo svampito pseudo scrittore di cui sopra si rende conto di non esserne capace. Perché dopo aver letto l’ultimo thriller medico-giudiziario ha capito che lui non ne sa niente degli argomenti in questione.
    Ma a quanti capita di leggere un fantasy e pensare “che schifo! Posso far meglio io!”? A un sacco di gente. E hanno ragione (qualche volta)! Non perché il fantasy sia semplice da scrivere, ma perché il livello attuale è scarsissimo.

  5. G.L. Says:

    L’opinione letteraria di chi non legge vale quanto la mia sulla cucina afgana: zero.

  6. Lara Manni Says:

    Dunque.
    Gamberetta, hai ragionissima: ma a volte ho paura che il gatto si morda la coda. Se anche i rari testi di qualità alta vengono considerati “roba per ragazzini”, l’idea che il fantasy e l’horror siano “facili” rischia di dilagare ulteriormente (mentre, appunto, è vero l’esatto contrario: sono molto più difficili da scrivere del solito mainstream “oddiopapànonmiamavaabbastanza”).
    E poi forse c’è un altro discorso: l’Italia è un paese ostile al fantastico, letterariamente parlando. Ama il romanzo storico e ama il realismo (anche spicciolo), ma quel che apparentemente non è tangibile viene respinto.
    Mi vengono in mente gli anime, o i manga, che continuano ad essere considerati roba da pupi: e vorrei proprio vederlo, un pupo che legge Death Note. Anzi, mi piacerebbe vedere la Mazzantini che prende appunti per imparare a scrivere dalla sceneggiatrice di DN, ma questo è un altro discorso.
    Insomma, forse una battaglia anche circoscritta (metteteci negli scaffali giusti) potrebbe essere un primo, piccolo passo. Anche per far capire a chi pensa che fantasy sia robina da scrivere con la mano sinistra che non è così.
    Ps. GL, vero, vale zero. Ma il problema è che spesso chi non legge scrive, e magari fa pure opinione, in rete e fuori…

  7. Roberto (YD) Says:

    Oh: ho rinunciato a chiedermi il perché di questa cosa N anni fa XD.
    Da ragazzo mi infastidiva (eufemismo per non incorrere in censura) questo atteggiamento nei confrontio della narattiva fantastica, che indirettamente si riversava anche su di me, ovvio ^^
    E’ proprio vero quel che osserva Gamberetta e cioè: se di fronte a qualunque romanzo è richiesta una (certa) preparazione dell’argomento trattato, il fantasy è visto come quel calderone nel quale ti puoi cimentare anche se non ne sai nulla.
    “Sei uno scrittore esordiente? Ehi! Cimentati col fantasy e/o con l’orrore! Poi quando, avrai imparato il mestiere, potrai passare a cose serie!!”
    Nasce dalla convinzione che per scrivere di fantasy sia sufficiente “fare volare la tua fantasiaaaa”. C’è una parte di vero in questo, sotto un certo aspetto, ma … ma.
    L’Italia è un luogo ostile al fantastico? Può darsi, anche se nel secolo scorso se ne possono trovare altri … noti sono gli attacchi ripetuti di cui fu bersaglio il Prof. Tolkien in quanto scriveva “narrativa d’evasione”, sia in Patria che fuori. E d’altronde l’opera di Tolkien era ostile, e a sua volta riceveva l’ostilità, della mentalità “industriale e industriosa” del suo tempo.
    In Italia, ho come la sensazione che la ragione sia politica (in senso lato). Noi siamo uno strano posto nel quale, quando osserviamo una cosa qualunque, non si sa perché dobbiamo decidere se sia “di destra” o “di sinistra” (difatti, in Italia la polemica con Tolkien, guarda caso, fu questa).
    Ma poiché, come già mi è capitato di dire tempo fa, la narrativa fantastica è uno dei posti in cui la politica NON deve entrare, essa è automaticamente etichettata come qualcosa di “poco serio”.
    Poi ci saranno numerose altre ragioni (magari anche la nostra ritardata industrializzazione può essere una ragione?).
    Se dovessi buttare lì qualche ipotesi “in libertà”, che lascia il tempo che trova, queste sono le ragioni dove “cercherei il colpevole”. Oh, e con tutto questo posso aver detto un mucchio di fesserie, ma tant’è …

  8. Mele Says:

    1. D’ accordissimo col caro maestro: se non pasticciamo qualcosa colla politica non va bene. Una cosa ODIOSA, soprattutto quando certa gente si mette a fare l’intellettuale chic e pretende di insegnare agli altri cos’è l’Arte.
    Mah! Visto, stavo facendo politica. Mi scuso.
    2. Poi. Lo sappiamo che c’è in giro la storia del ritorno del realismo in letteratura. (Che poi, come lo chiameranno? Neo realismo è già stato usato. Neo neo realismo? Ri realismo?) Però se guardi le classifiche trovi ai primi posti libri di tutt’altro genere. (E scusa, alcune tue scene sono addirittura iper realiste – ricordi di Sopdet, brrr…- , quindi questa cosa è a tuo favore)
    3. Bah. Come se non sapessimo che il romanzo storico è una scusa per scrivere storie d’amore (almeno, lo è spesso).
    4. Gli anime sono roba per pupi, ma vengono censurati… XD.
    5. Che c’è di male a rivolgersi ad un pubblico di adolescenti? È la parte migliore. È l’età in cui si formano gusto e stile, in cui puoi creare dibattito, passione. Ci infili dentro una piccola morale? Te la beccano subito, e si divideranno in fazioni su quella.
    Anzi, ti dico che il pubblico migliore è quello dai dieci ai quattordici anni, quando si prende in mano Tolkien per la prima volta, e si scoprono le edizioni degli anni cinquanta dei classici tra i libri vecchi della mamma, che tra l’altro non vuole che tu legga King “perché poi hai gli incubi” – quindi King diventerà subito il primo da leggere-, ti può capitare che mentre cerchi Il mago di Oz o Re Mida ha le orecchie d’asino ti caschi sul piede Anna Karénina, o prendi La Metamorfosi perché è un libretto e hai venti minuti da far passare – col risultato che ti indigni profondamente: “ma cosa aspetta a mangiarselo, quel pezzo di m. del padre? Fossi stato io l’avrei buttato fuori di casa anni prima! Insomma, sei TU che lo mantieni, cavolo!”-.
    Poi vai alle superiori e quei venti minuti da far passare, appena li hai, li usi per dormire siccome sono tre giorni che tiri tardi a studiare e ti alzi le sei per non arrivare in ritardo. Così passi da tre quattro libri al mese a tre o quattro – se – va – bene in un anno (cosa molto triste, se avessi il tempo o la forza per rifletterci).
    6. Adesso dico una cosa egoista: per me va benissimo che siano in pochi a capire una certa letteratura. D’altronde, l’arte non è per la massa. Certo, dal punto di vista delle vendite, più lettori ci sono meglio è. Poi, quando qualcosa diventa di moda, come i giapponesismo o il fantasy, prima vengono fuori delle vaccate, poi iniziano le critiche (le cui giustificazioni o documentazioni dovrebbero basarsi sulla professionalità / coscienza di chi le muove). Poi senti che vogliono proibire la vendita di tal manga perché “è pornografico”, come se di tette nude in giro (numero 1 o 2 di InuYasha? Chi se lo ricorda) non ne vedessimo a sacchi. Oppure giovani menti magari già non proprio illuminate (probabilmente nessuno dei loro genitori – che scommetto in maggior parte sono d’accordo con quei cari intellettuali chic- ha un classico che sia uno in casa. Ma non Dumas o Pirandello o quella gente lì, neanche Pollyanna, o l’Agenzia Babele.) vengono completamente devastate da romanzucoli buoni a dar da mangiare alle capre.

    Scusa per il periodare alla Seneca (oggi non ho avuto venti minuti da far passare, quindi sono stanca).

  9. Ryo Says:

    Fantasy e Horror fa spettacolo, come al cinema. E la gente legata coi piedi per terra nemmeno si sogna di cominciare a leggere questo genere di libri, che magari è stato riscoperto con le grandi produzioni del Signore degli Anelli, le cronache di Narnia, Harry Potter, e tanti altri, non tralasciando le favole dark di Gaiman.
    Lara, il genere fantastico e horror ha sempre venduto bene… la gente è solo gelosa, tanto da non ravvedersi nemmeno nei cambiamenti delle proprie letture

  10. Guimi Says:

    Ti rallegrerai pensando al numero di copie vendute? XD
    Mi pare che sia le donnine che il topo abbiano avuto una discreta tiratura.. 😀
    Purtroppo non sono molto ottimista: una volta che si è creato lo stereotipo Harry Potter -o qualsiasi altra cosa simile- è dura annientarlo..
    Però magari sarà possibile quando il fantasy “passerà di moda”..
    Brr, che cosa orribile che ho detto…

  11. Lara Manni Says:

    Guimi, Ryo: per assurdo non mi rallegro: perchè temo il meccanismo che ti imprigiona, anche se tu non lo vuoi. Se Licia Troisi vende un fantastiliardo di copie, sono inquieta e non felice. Purtroppo.
    Mele, Roberto: mi verrebbe uno sproloquio sul “politico”. Secondo me qualsiasi romanzo lo è, invece. Non perchè si identifichi con questo o quello schieramento, per carità: ma perchè rispecchia il mondo di chi scrive. E se è un buon testo, lo rispecchia “in grande” e non “in piccolo”. Penso proprio a Tolkien, e penso al “dietro le quinte” che ne ha dato “Stella del mattino”.
    Ps. Mele, aspetta, non ho capito una cosa sul romanzo storico e le storie d’amore. Perchè, messa così, tutti scrivono solo storie d’amore, no? 🙂

  12. Anonimo Says:

    Xiansheng !
    non vedo l’ora di leggerti…comunque vada… bene o benissimo! eheh

  13. Mele Says:

    L’Amore muove il mondo! Ma non è una scusa per inserire una pagina strappata da un Harmony tra una battaglia e l’altra. Cioè, il genere “romanzo” nasce con le storie d’amore, la poesia lirica s’innaffia d’amore, e noi ciucciamo amore con tutti i pori. Ma insomma. C’è modo e modo. Non è che Alessandro Magno copula meglio del mio vicino figo di casa.
    Invece pensa ai Promessi sposi. O a Fermo e Lucia, dove non si può certo dire che Manzoni non sappia come gira il mondo.

    Mmh… sì, alla fine il problema si riduce sempre al saper scrivere, e per discutere questo non ho alcun titolo.

  14. Lara Manni Says:

    Sì, di quello infine si scrive. Però, non c’è solo quello. Io non sono convinta, per esempio, che il centro dei Promessi Sposi sia l’amore: semmai, ho l’impressione che Manzoni abbia preso a pretesto l’amore per raccontare la Storia. Perchè non siamo fatti solo d’amore: siamo fatti di altre relazioni (amicizia, paternità, maternità, rivalità, invidia, ambizione). Siamo fatti di altri desideri. Siamo molte cose. L’amore è uno dei centri, ma non è l’unico.
    Ps. Anonimo, ti adoro.

  15. Roberto (YD) Says:

    Oh, insomma, se l’amore muove il mondo, anche l’odio si dà da fare, insomma XD . Ma l’amore è difficilissimo da scrivere (salvo che non si voglia finire pubblicati nell’incarto di un Bacio Perugina, ovvio).

    Mmm; ho come la sensazione che stiamo usando uno stesso vocabolo per intendere due cose assai diverse ^^ – ah, i limiti delle nostre stesse parole ci ingabbiano! xD A meno, appunto, di sproloquiare.

  16. Mele Says:

    -_-” Larù… io intendevo quello che hai detto tu…
    (PS: Sapete perché non ci capiamo più su “amore”? Perché non c’è più nessun poeta che ci spieghi oggi cos’è -Ed è inutile cercare la definizione sui libri di biologia-.)

  17. Lara Says:

    xD
    No, non è questo secondo me. Io chiamo questo “emozione”. E sotto la parola emozione c’è anche l’amore, ma non solo questo. La spiegazione secondo me la fornisce Yoda: ci sono troppi poeti o presunti tali che ci spiegano l’amore, e finiamo per non capirlo più.
    (e poi forse l’amore non si spiega)
    🙂

  18. Roberto (YD) Says:

    Oh, ma l’amore ha fatto versare tonnellate d’inchiostro alla razza umana fin da sempre – fin da prima che inventassero l’inchiostro! xD
    (ehi, ma come siamo finiti in questo argomento, tra l’altro?? °_O )
    Ma l’amicizia e l’amore per un figlio non sono forse amore? Sono abbastanza propenso a concordare con quello che dice Mele.
    MA
    Non è forse vero che assegnamo un posto privilegiato all’amore tra un uomo e una donna e siamo convinti che quest ultimo (l’amore romantico) sia una cosa ‘a parte’. E allora propenderei con quel che dice Lara …
    Sono domanducce non da poco. Visto? Basta nominarlo e l’amore ci interroga subito (evvia con altre taniche d’inchiostro, raffigurazioni pittoriche nelle caverne di qualche migliaio d’anni fa o byte di memoria impegnati nell’immateriale internet XDXD ).
    L’amore non si spiega, ma visto che noi (esseri umani) siamo quello che siamo, ovvero dei gran testoni, lo vogliamo capire e spiegare lo stesso
    (sì, sono in vena sull’argomento per colpa di una cosa che sto finendo di scrivere proprio oggi – è per questo che ciancio, non sono improvvisamente impazzito XDXD ).

  19. Lara Says:

    E io adoro questo argomento, perchè in effetti è il fulcro di tutto.
    Il punto è proprio l’ottica da cui si parte. Il luogo dove si piazza il faretto di illuminazione. Ognuno ha naturalmente il suo, e c’è chi scriverà solo d’amore romantico, chi di amore fraterno, chi di amor filiale, chi di amore per le proprie idee.
    Infatti la questione è la nominazione: io preferisco usare “passione” o “emozione”, ma la sostanza, avete ragione, non cambia tantissimo.
    Altra cosa è la storia di chi scrive (o legge) pensando soprattutto all’amore romantico, sia che salvi la vita sia che la condanni a chi lo vive. E qui secondo me entriamo in un territorio personalissimo.
    Forse io sbuffo, ultimamente, perchè vedo un eccesso di libri che hanno l’amore romantico al centro. Anche generazionalmente, se vuoi, mi stordisce: quando io avevo quindici anni, i libri d’amore non erano così onnipresenti. 🙂
    (cosa scrivi??? cosa?)

  20. Roberto (YD) Says:

    Tanti libri che hanno al centro l’amore romantico? Può darsi eh, in tutta onestà non so. Di sicuro in età adolescenziale è, obiettivamente, una lettura che “tira” molto e non lo trovo sbagliato. E’ solo che … bhe, insomma, il fatto è che l’amore è una cosa troppo seria per lasciarla nelle mani di certi “scrittori romantici”!!!
    (ho finito un capitolone e, manco a farlo apposta, ho battuto alcuni di questi tasti 🙂 non riesco proprio a giudicare come sia venuto, tra l’altro … se ti gira, lo trovi al solito portale, fresco fresco appena sfornato).

  21. Lara Manni Says:

    Esatto. Ne ho parlato un po’ nel post di oggi, dell’equivoco sull’amore. 🙂
    (Volo)

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