Storie di fanwriter

Non voglio farla lunga: la sensazione è di essermi “relativizzata”. Da questo momento, Esbat non è il fulcro della mia esistenza, ma un libro fra gli altri. Uno dei moltissimi.
E’ strano, ma credo che per la mia sanità mentale sia la cosa giusta.

Invece, c’è una discussione interessante su Efp a proposito delle quasi fan fiction: ovvero di quelle storie nate da una costola altrui.
Gli esempi:  Cassandra Clare, autrice di fan fiction su Buffy poi trasformate in originali. Poi,  una fanwriter spagnola, attiva nel fandom di Harry Potter, ora contrattualizzata da una casa editrice. Due romanzi sui Cavalieri dello Zodiaco che originariamente erano fan fiction.

Ma si risale anche a casi storici: personalmente, io continuo a sostenere che Tom Stoppard (Rosencrantz e Guildestern sono morti) ha scritto una fan fiction da Amleto. Ed è cosa buona, no?

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16 Risposte to “Storie di fanwriter”

  1. Laurie Says:

    Certo, penso che l’ispirazione da dove viene viene e non bisogna avere troppi pregiudizi (non come chi “Orrore! E’ una fanfiction rielaborata”… conosci il tipo, Lara).
    Anyway, Cassandra Clare (o Claire) era un’autrice di Harry Potter coinvolta in un grosso scandalo di plagio tanto da essere cacciata a calci da ff.net. Sapevo, da quanto mi aveva detto una volta l’admin di Acciofanfiction, che era piuttosto famosa e famigerata nel fandom anglofono. E ho sentito che pezzi di quella fanfiction potteriana sono finiti nei suoi romanzi di Shadowhunters, spero non quelli in odore di plagio.

  2. Lara Manni Says:

    Ma no????????? Tra l’altro da quel che capisco i romanzi sono stati appena tradotti in italiano.

  3. avalon9 Says:

    Certo che è cosa buona!
    Purtroppo, come ha anche accennato Laurie, viege il pregiudizio (antipatico. , si sa, i pregiudizi sono così) per cui tutto ciò che è “pubblicato” sul web è spazzatura (efemismo, si badi. Conosco persone che usano termini moooolto peggiori), e in primis le fanfiction.
    Ma che c’è di male a scrivere una fanfiction? In fondo: mano ai libri. Tutto (sottolineao il TUTTO) il teatro antico -Eschilo, Sofocle, Euripide- è un’immensa fanfiction. Figuriamoci se gli antichi greci non conoscevano le storie che andavano a vedere. Ma che importava? Era interessante lo stesso; si curiosava sulle innovazioni, sulle messe in scena, sugli stravolgimenti anche (e sì, ci sono anche quelli).
    Medea. Quanti libri sono stati scritti (a livello narrativo, non saggi) sulla sua vicenda, quanti film ne sono stati tratti (Pasolini, per citarne uno). Grillparzer, Crista Wolf, Corrado Alvaro. E sono un numero risptrettissimo di nomi. Ma la base è quella: una donna che, tradita nel letto, escogita la vendetta (sublime. Perdonate, ma Medea è sublime).
    E no, mi sento dire. Non sono fanfiction. Sono riscritture.
    Ma non è la stessa cosa, in fondo? Significa “costruire”; che sia un intero universo alternativo, o uno spezzone incastrato. Cosa cambia? Costante è quella voglia di prendere una storia -un archetipo- che è piaciuto, che ha colpito, e continuarlo (possibilmente senza snaturare. Possibilmente).
    Un po’ tutta la letteratura new age: mito nordico riscritto in genere fantasy. E da lì, mille altri autori che hanno creato spin-off, racconti analettici e prolettici. Cavalcando una moda, va bene.
    Ma è uguale. La base è quella: il bisopgno (oserei viscerale. Oso, però) di non rassegnarsi a qualcosa, ad una fine. Bella o brutta che sia.
    La letteratura è nata orale, non scritta. Proprio perchè dati dei nuclei tematici si potesse inventare, “creare” l’elemento nuovo, il raccondo, lo squarcio nel non detto.
    I “seguiti”.
    Ci sono (e possono esser apprezzati dalla critica) nella filmografia. Perchè nella scrittura no? Perchè sospetto, subodore di plagio, appropriazione indebita di personaggi, situazioni, idee? Il copiwrite è un’invenzione moderna, si badi. Una volta, era “l’abitudine”. E un onore (Per inciso: NON sto parlando assolutamente di plagio. Fra assenza di “diritto d’autore”, copiatura spiccia e riuso di elementi per me c’è un abisso).
    E’ un peccato. Un grande peccato.

  4. Lara Manni Says:

    Parole santissime, Avalon: non rassegnarsi a una fine, riprendere la storia nelle proprie mani, per proseguirla e metterla in altre mani ancora. Speriamo che sempre più persone se ne rendano conto.

  5. Caska Says:

    Mah, per me è cosa buona e giusta, nella speranza che semplicemente non si cominci a guardare al mondo delle fanfictions come a un grosso pozzo dove attingere per trovare libretti con cui riempire gli scaffali con la propria casa editrice non per altro, ma perché farebbe soprattutto danno. Non solo perché la gente non conosce il senso della misura e a quel punto pubblicherebbero TUTTO, tanto chi se ne frega, purché esca d’estate, ma soprattutto perché porterebbe le case editrici a leggere ancora meno esordienti nella maniera tradizionale. Per il resto, sinceramente, non vedo il problema, in realtà un fic writer ha più occasione di fare esperienza e di crescere come autore grazie alle critiche che non uno che scrive in solitudine nella sua stanza e poi salva nella cartella “i miei capolavori”.

  6. Lara Manni Says:

    (Caska, non stiamo inaugurando un trend, vero?) 🙂

  7. Caska Says:

    (io no di sicuro, anche se con il prossimo progetto che ho in mente in effetti….xD)

  8. Laurie Says:

    Se fanno un editing decente e curano il loro autore le case possono trovare manoscritti dove più gli pare e piace. Sì, c’è il rischio che possano tirare fuori il trend del blogger che scrive il libro, per dire, giusto per attirare attenzione dalla stampa.
    Larù, sei sconvolta che la Claire plagiava? x°D In realtà è una storia poco chiara, con difesa e accusa. Se cerchi su google troverai qualcosa su di lei, di sicuro.
    Sì, i suoi romanzi sono disponibili in italiano, mica male eh?

  9. Lara Manni Says:

    Un poco sconvolta sì, dalla Claire plagiante: anche perchè continuo a chiedermi che senso abbiano i plagi nel mondo della scrittura amatoriale, ma pazienza. 🙂

  10. Dragon Says:

    …quindi, se uno scrive una storia su un ragazzo che ha dei poteri magici ecc. ecc. pensate solo che sia una ff di Harry Potter? Le storie sono storie, ragazze care 😉 ognuno scrive la sua storia.
    E poi, non dimenticate: anche la Meyer coi suoi Cullen ha scritto una saga già scritta negli anni 90 (e sottolineo anni 90) dalla Smith coi suoi Diari del Vampiro, pubblicati da noi lo scorso anno, solo DOPO la Signora Meyer! c’era già stato un ritorno della protagonista nel paese natio, c’era già stato un ballo studentesco, c’era già una battaglia tra vampiri buoni e cattivi. Anche l’editoria ora si dà ai “remake”, questo è!

  11. Lara Manni Says:

    Ehm, Dragon, e chi ha mai detto questo, scusa? A parte il fatto che tutti i commenti sopra il tuo appartengono a fanwriter, che dunque amano e difendono questa forma di scrittura: ma è ovvio che ognuno scrive la propria storia inserendosi, semmai in un filone. 🙂

  12. Caska Says:

    “Sì, c’è il rischio che possano tirare fuori il trend del blogger che scrive il libro, per dire, giusto per attirare attenzione dalla stampa.”

    Ma questo c’è già da tempo, purtroppo xD Ne sono usciti davvero tantissimi, ma l’unico minimamente degno di nota (per vendite, non per “qualità”, perché non avendolo letto non posso esprimermi in tal senso) è stato il “Pornoromantica” tratto dall’omonimo blog, che io ricordi.

  13. Roberto (YD) Says:

    Ma allora tu sei la primissima “fanwriter” italiana pubblicata, Lara? Vai!!

    x Dragon: aspetta aspetta xD A mio modo di vedere c’è almeno una differenza fondamentale. D’accordo, le storie sono storie e non sarebbe corretto “costringere” in un filone rigido tutte le storie di giovani maghetti dicendo che sono tutte ff di Harry Potter. Ma, come si diceva sopra, in una ff (per quanto ho potuto verificare pure io, per quel poco che può valere) al desiderio di raccontare una storia si sovrappone (precede?) il desiderio di riprendere i fili di una storia narrata da altri e l’amore profondo nutrito verso certi personaggi. Questa è una differenza importante!

  14. Dragon Says:

    Ma appunto, ragazzi, io difendo Voi, amo le storie, specie quelle create dai Nostri adorati personaggi, quando già tutto sembra essere stato detto e poi invece si riesce a ricreare altro. Il riferimento ad Harry mica era per Voi 😉
    Il primo libro tratto da un blog è quello della Francesca Mazzucato anni anni fa, fu un vero e proprio caso dove la scrittrice usò davvero storie e anche nomi di altri blogger, contro ogni evidenza e anche consenso…

  15. Dragon Says:

    P.S.: la Mazzucato però era già famosa di Suo… in un altro filone 😛

  16. Lara Manni Says:

    Oh, scusa Dragon, non avevo capito allora. 🙂 (e quanto mi piace il saggio Yoda quando parla di “amore”: si usa così poco, questa parola, quando riguarda le storie!).
    Ps. “contro ogni evidenza e anche consenso”?. Ma si può fare?

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