Anche Baricco scrive fan fiction

A proposito di quel che dicevamo ieri, sulle fan fiction. Ho finito di leggere Repubblica e ho scoperto che Alessandro Baricco e Ilario Meandri hanno scritto “Tre scene da Moby Dick”. Cioè, non l’hanno scritto, l’hanno, se non ho capito male, “rimontato” da Melville. Anzi no. Insomma,  da quel sembra, l’hanno “reinterpretato”.  Vi copio quel che dice la giornalista:

“Questa nuova iniziativa non si pone certo in senso antagonistico, ma muove dalla consapevolezza che ogni generazione ha in qualche modo il diritto e il desiderio di riraccontarsi certe fiabe. Ciò che è nuovo nell´operazione Baricco-Meandri non è tanto l´atto di riappropriazione di una eredità del passato che la nostra tradizione ci consegna; ma piuttosto il modo in cui l´atto è compiuto – ovvero, con devozione, ma anche con tutto il peso di una necessaria, quanto tragica infedeltà”.

Cos’è, se non una fan fiction?

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9 Risposte to “Anche Baricco scrive fan fiction”

  1. Mele Says:

    E’ una… “professional fiction”. (Però si dovrebbe far presente alla giornalista che di nuovo non c’è nulla…)

  2. Lara Manni Says:

    E sì. Ma qual è la differenza tra fan e professional? 🙂 Penso a Stoppard di cui parlavo ieri, per esempio: anche la sua è professional (a proposito, stanotte intorno alle tre danno il film in televisione, ma non ce la farò mai a vederlo).

  3. Mele Says:

    L’essere “professional” nobilita.
    (Alle tre?! Che programmazione di mrd!)

  4. G.L. Says:

    No, è una cazzata. Una fanfiction contiene una dignità ludica che questa porcata (Moby Dick! Moby Dick! non gli bastava aver rovinato l’Iliade!) si sogna.

  5. Lara Manni Says:

    In effetti, avrei capito un seguito, un what if?, una rivisitazione. Un rimontaggio – perchè pare che di questo si tratti – mi lascia un po’ tanto dubbiosa. 🙂

  6. G.L. Says:

    Guarda con Moby Dick sono un purista. O Melville o morte. E poi, dai, stiamo parlando di Baricco la persona meno epica del pianeta!

  7. Lara Manni Says:

    Call me Alessandro?
    Mi sto incaponendo a cercare di capire come si “rimonta” un testo 🙂

  8. avalon9 Says:

    Rimontato, se ho ben capito, da un punto di vista teatrale, non narrativo ( meglio: non strettamente narrativo, fine ad una produzione cartacea). Se vuoi, qui c’è qualcosina. Ma digitando se ne trovano un po’, di informazioni.
    Però il discorso – mio avviso- merita. Soprattutto riguardo a Originalità (sì, con la O maiuscola), riprese, seguiti et similia.
    Personalmente, ritengo che non esista l’originalità; o, per precisare, non ne do la definione di “assolutamente nuovo”.
    Non credo esista qualcosa di nuovo.
    Prendiamo proprio Moby Dick. Bellissimo come scritto da Melville; me è originale? Insomma: è stato Melville il primo a scrivere di un mostro? No, direi di no.
    Giona, nell’antico testo ebraico, riprende (probabilmente – la supposizione è d’obbligo) Giobbe. Luciano di Samosata finisce come il Geppetto collodiano nella pancia di una balena. Il Levithan è una minaccia marina come lo era Cetus nel mito greco di Perseo e Andromeda (ed è uno degli esempi mitologici), e ricorre (guarda caso) proprio in Mody Dick.
    Chi ha copiato chi? E,
    veramente, è una copia? Non è piuttosto un archetipo?
    Una cosa originale -davvero originale- non esiste nemmeno nei primi testi scritti: Odisseo è un bellissimo mito. Ma cos’è, dentro il mito? Se io scrivessi: c’era una volta un re, giovane, bello e forte; sposò una bellissima principessa, ma fu costretto a partire – giovane bello e forte- per un guerra, con tanti altri re – belli e forti e giovani. Combattè a lungo, vide molti compagni morire. Poi, ripreso il mare – e voleva rivedere la sua principessa bella e giovane-, gli fu negato di tornare a casa – e dalla principessa- a causa di un “essere” cattivo. (e si potrebbe proseguire, ma mi fermo qui).
    Cos’è? Una fiaba, giusto. Ma è anche l’Odissea. E “Omero” l’ha solo messa per iscritto. Ma la storia c’era già, c’era tutta. E c’è ancora. perchè basta riprendere in mano un libro di fiabe; e gli elementi ci stanno tutti. Tutti.
    Cos’è allora l’originalità?
    Baricco ha riscritto l’Iliade. Può essere brutta, può deludere, può entusiasmare. Non importa. Ma perchè l’ha fatto? Carenza d’immaginazione? Mmm. Sì, possibile. Ma non credo (spero) sia solo questo.
    In fondo, essere originali penso non sia creare storie nuove (perchè tutto – purtroppo- é già scitto). Essere originali sta nell’inserirsi in un filone. E riprendere gli elementi tradizinali, magari mescolando i generi. Mai pensato a un giallo scritto in poesia? Perchè no, in fondo?
    E l’epica non può diventare tragedia, parodia, commedia? Resta epica. Ma ha qualcosa di diverso. Nemmeno quello “originale” (=appena creato), ma nuovo in quel contesto.
    Va bene: qui, allora, si arriva alla conclusione che i “generi” non esistono più. Bhè, magari. Chi ha detto che sono necessari? Un testo è un testo. E l’epica ci sta nei poemi e nelle canzoni stagionali. Ci sta. A modo suo, ma ci sta.
    Ecco: non credo che esista l’originalità (almeno in senso assoluto). Oppure ogni cosa è sempre originale. E quindi, siamo d’accapo.
    (Spero di non esser stata troppo farraginosa e -soprattutto- inopportuna)

  9. Lara Manni Says:

    Macchè inopportuna!!!
    Dunque, Avalon: sui generi sfondi una porta aperta, e sull’originalità anche.
    Infatti, credo che il giudizio su questa operazione, in particolare, vada dato sulla bontà o meno del rimontaggio stesso.
    Perchè tutto è già stato raccontato: il problema è come raccontarlo bene. Credo.

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