E se?

Pensieri oziosi, perchè sto rileggendo ma sto anche prendendomela un po’ comoda per la prima volta dopo mesi.
Non sarebbe bello se invece di ragionare per etichette si ragionasse per temi? Se invece di dire “quello è un autore med-fant-new-shining-post-chip” si dicesse: quello scrittore lavora sulla solitudine, e declina lo stesso argomento per tutti i suoi libri?
Ci pensavo stamattina, ovvero un’ora fa, perchè almeno per quanto mi riguarda so di toccare sempre lo stesso tema,  variandolo, in tutto quello che scrivo. E credo che valga per molti.
Ma dal momento che si muore dal caldo,  è decisamente un pensiero ozioso.

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10 Risposte to “E se?”

  1. G.L. Says:

    Ozioso? Si creerebbero mostri, Lara cara.

  2. Lara Manni Says:

    Mostri, vero. Per quello l’idea mi piace. 🙂

  3. G.L. Says:

    Bum. Bum. Bum.
    Traduco: rumore di chiodi su cassa.

  4. Lara Manni Says:

    Come non detto! Davanti ad argomenti così convincenti, cedo subito. 🙂

  5. G.L. Says:

    Si che sono allergico a quelle robe là…

  6. Lara Manni Says:

    Ai chiodi, alle etichette o ai temi?

  7. G.L. Says:

    C’è differenza?

  8. Anghelos Says:

    Alla fine le classificazioni, che siano in orizzontale o in verticale, sono pur sempre classificazioni: hanno sempre punti di forza e aspetti limitativi.
    Però, se consideriamo discorsi che qui sono stati fatti più volte, e cioè che le opere andrebbero considerate a prescindere dai loro autori, e dovrebbero vivere di vita propria, allora la classificazione per generi resta il criterio migliore per orientarsi; mentre quella per temi legherebbe di nuovo indissolubilmente l’opera all’autore.
    Insomma, occorre fare una scelta di punto di vista.

  9. Lara Manni Says:

    Vero. Ero partita da una considerazione, che non riguardava solo me. Riguardava, ovviamente, King. E quanto la paternità sia il suo tema del tutto centrale…ma avete ragione, in effetti.

  10. Laurie Says:

    Sai, Larù, ogni tanto penso che i generi siano gli stereotipi della narrativa. Non soddisferanno mai voi scrittori, ma a qualcuno servono.

    (Eheh però mi piacerebbe vedere uno scaffale “cattivi interessanti” :PP)

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