Vorrei essere

Questa mattina, scendendo a prendere il giornale, mi sono trovata in coda dietro una signora. Di lei, vedevo solo la nuca, la catenina d’oro attorno al collo, un bottone a forma di fiore che chiudeva una casacca beige di finta seta cinese.
Di colpo, ho desiderato  essere lei, ed essere in fila per prendere il giornale, con una camicetta sintetica che fa sudare e una catenina e pensieri ordinati. O quelli che io presumevo essere pensieri ordinati: comprare  la settimana enigmistica pregustando il momento in cui si potranno risolvere i cruciverba, magari sul lato in ombra del balcone,  scalciando via le pantofole.
E’ un imbroglio, e lo so. Magari i pensieri della signora erano più aggrovigliati dei miei, e magari la signora aveva una vita molto più drammatica e difficile di quella della ragazza viziata e stordita che sono. Però questo è quel che sentivo.
Perchè mi sto rendendo conto che le mie spalle sono decisamente fragili.
Perchè mi sto rendendo conto che basta un nulla per farmi desiderare di tornare nel mio buco e ricoprirlo con la sabbia.
Una parola, una critica, un’osservazione innocente, e io vado in briciole.
Mi piacerebbe essere diversa. Mi piacerebbe girare per le strade a testa alta, con orgoglio,  e invece mi macero su un messaggio che dice “no, guarda, non sei proprio il mio genere di autrice” e che mi fa sentire  in colpa. Perchè io mi sento responsabile comunque.
Se io fossi quella che gira a testa alta, mi metterei a spiegare, a discutere, magari con ironia, magari con serenità olimpica. Invece fumo guardando fuori dalla finestra pensando ai giorni in cui ero solo ed esclusivamente Rosencrantz.
Probabilmente, prima o poi, mi passerà. Probabilmente – sicuramente – sto sbagliando anche ora, nello scrivere queste righe: non è il momento, dovrei essere forte e sicura e propositiva e fare il mio dovere anche promozionale. Non sono così, non per ora.
Esbat, forse, parlerà meglio di me. Io non ho le parole, in questo momento.

Ps. Però una segnalazione voglio farla, per affetto nei confronti di Niobe e Rohchan che hanno aperto su Efp un contest sul libro, coinvolgendomi come giurata (e spero di riuscire a fare almeno questo).  E c’è un’altra cosa da dire. Una cosa bella: non ho mai capito come ora quanto sia forte l’amicizia.  E alle amiche che ieri mi hanno capita e fatto sentire il loro affetto in questo momento,  dire grazie è poco. Loro lo sanno.

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8 Risposte to “Vorrei essere”

  1. Tian Tian Says:

    Lara, e tu rispondi a quello: “non voglio essere letta da te, non sei il mio genere”. Credi che anche King non abbia “nemici”? 😉 sii te stessa, lo sei già

  2. Loredana Says:

    Ciao Lara! Non ci conosciamo e non ci siamo mai parlate (neanche virtualmente), ma leggendo il tuo post mi è venuta subito una gran voglia di tirarti su il morale! Avevo intenzione di scriverti appena finito di leggere “Esbat” (ovvero, non appena le mie magre finanze mi consentiranno di acquistarlo… spero al più presto), ma adesso ho pensato di farlo prima. Finora ho letto solo le prima pagine del tuo libro, in libreria, e mi ha preso tantissimo. Mi sono incuriosita sentendo una ragazza che ne parlava con un suo amico, non appena ho colto le parole: “inizialmente era una fan fiction ispirata a Inu Yasha”. Infatti io adoro due cose nella vita: i libri di genere fantastico e Inu Yasha! Comunque, tutto questo per dirti che, da quanto ho capito della trama, l’idea di partenza mi sembra geniale… il tuo stile poi è davvero bello… scorrevole e suggestivo, molto, molto accattivante. Quanto prima acquisterò il tuo libro e poi ti farò sapere, ma sono già sicura che mi piacerà da morire (quando un romanzo mi conquista così alle prime pagine, è difficile che poi non mi piaccia).
    So che è difficile (parlo per esperienza personale), perché l’impatto col pubblico è sempre traumatico, e ricevere critiche o commenti come quello a cui ti riferivi nel post è sempre una brutta botta, ma devi convincerti che si tratta sempre di opinioni relative e di gusti soggettivi. Mi è capitato spesso, per dirne una, di amare alla follia libri che ad altri hanno fatto schifo e viceversa… è normale che sia così e non ci si può fare nulla. Ma se ci sarà anche una sola persona, una soltanto, che ha amato il tuo libro, che si è emozionata, che ha sognato grazie a esso, allora ne sarà valsa la pena! E io ho l’impressione che queste persone saranno tante. Ci saranno quelli a cui non piacerà, è normale… beh, fatti loro. Come ha già detto Tian Tian, anche gli scrittori più grandi, più famosi e più letti hanno i loro detrattori, ma credo che col tempo (col tempo, è ovvio… quando erano esordienti immagino che si siano messi a piangere per ogni recensione negativa!) abbiano imparato a fregarsene. Quindi, prendi esempio dai grandi e impara a fregartene anche tu!
    Per quel che conta il mio parere, io trovo il tuo stile fantastico (direi proprio che sei il mio genere di autrice)… mentre leggevo l’inizio del romanzo, la libreria in cui mi trovavo è sparita, e mi sono ritrovata nella casa di una mangaka cinquantenne che festeggiava la conclusione della sua opera… io l’ho trovato stupefacente, e non vedo l’ora di leggere il resto…
    A presto! 🙂

    Loredana

  3. Laurie Says:

    Ohh il contest. Io taccio, va’! xD

  4. G.L. Says:

    Ricordati che nemmeno gli Slayer piacciono a tutti. O tempora, o mores…

  5. Lara Manni Says:

    Lo so che avete ragione tutti, e vi ringrazio! Davvero! Probabilmente, però, ho bisogno di chiarirmi un po’ le idee: a pensarci bene, tre romanzi in due anni sono già una bella botta. Più un esordio. Faccio un bel respiro, magari rallento un po’, riprendo.
    Più o meno, eh?

  6. Vale Says:

    Ecco, io ancora non ho pubblicato niente, e non so se mai ci riuscirò…
    Ho alle spalle un miliardo di pagiine scollegate fra loro, racconti mai finiti o mai iniziati.

    Quindi non posso nemmeno lontanamente capire quello che si prova, quello che provi. Ma capisco il tuo pensiero sulla signora, che tutti, più o meno, abbiamo dei guai. Io sono avvelenata con la follia nucleare, mi impegno per gatti e cani randagi, cerco di fare sensibilizzazione ecologica… e mi capita spesso di pensare: perché non sono un’altra persona. Con una vita più semplice, con meno sensibilità, con altri pensieri meno universali? Ma poi penso anche che non sarei contenta se non fossi me stessa fino in fondo, e me stessa lo sono con le mie paure e le mie stanchezze, croniche e non.

    Quindi tieni duro e vai avanti.

    Ecco, e poi mi sono incuriosita… non so se riesco a comprare Esbat, ma forse lo trovo in bibllioteca…

  7. Roberto P. Says:

    Lara, devi assolutamente imparare a fregartene. E’ terapeutico! ^_^
    Saluti dall’Olanda.
    Roberto

  8. Lara Manni Says:

    Magari a novant’anni? 🙂 Salutami l’Olanda, Roberto!

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