In poche parole

“C’è una cosa che Machen ha detto una volta e che io non ho mai più dimenticato: il vero male è quando una rosa comincia a cantare. Non sono sicuro di capire esattamente cosa intendesse dire, eppure la sensazione di quella frase mi appare così chiara”.
Stephen King (e chi altri?)

Neanche io, nel mio piccolissimo, comprendo la logica. Ma comprendo il significato. Soprattutto ora.

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9 Risposte to “In poche parole”

  1. Gamberetta Says:

    Avevo letto tempo fa, credo nell’introduzione a un romanzo di Hodgson, un interessante commento a quella citazione di Machen. Ma mi venga un accidente se ritrovo il libro — stupida carta.

    In compenso mi ricordo la fonte e posso riportare la citazione completa. È tratta dal prologo del racconto di Machen The White People.

    I due personaggi stanno discutendo della natura del male e del peccato:

    “Then, on the other hand, we underrate evil. We attach such an enormous importance to the ‘sin’ of meddling with our pockets (and our wives) that we have quite forgotten the awfulness of real sin.”
    “And what is sin?” said Cotgrave.
    “I think I must reply to your question by another. What would your feelings be, seriously, if your cat or your dog began to talk to you, and to dispute with you in human accents? You would be overwhelmed with horror. I am sure of it. And if the roses in your garden sang a weird song, you would go mad. And suppose the stones in the road began to swell and grow before your eyes, and if the pebble that you noticed at night had shot out stony blossoms in the morning?
    “Well, these examples may give you some notion of what sin really is.”

  2. Laurie Says:

    Sarò poco poetica o poco recettiva, ma a me una rosa che canta mi fa dire “WTF?!” xD

  3. Lara Manni Says:

    Grazie Gamberetta! Io invece non ritrovo il libro di Machen, che sono sicurissima di avere!
    Laurie. E il nocciolo di pesca di Pan? E’ la stessa cosa…:)

  4. demonio pellegrino Says:

    L’incubo piu’ terrificante che abbia mai fatto aveva come protagonista una cyclette che, mentre guardavo la TV, cominciava a muoversi da sola e a cantare.

    Mi ricordo che anche nel sogno ero pietrificato, mentre la cyclette si avvicinava. Cantando.

    Ripensandoci, non credo di essere mai stato piu’ terrorizzato in vita mia.

  5. Laurie Says:

    Ah no, ora ho capito contestualizzando l’espressione.
    Ma ora mi fa una fottuta paura, sì. Un po’ come se la mia orchidea cominciasse a mangiare le zanzare (ogni tanto penso che sia davvero cannibale xD)

  6. Lara Manni Says:

    O come se alla tua orchidea spuntassero delle lunghe ciglia…:)
    Demonio, hai letto il racconto della cyclette ne Al crepuscolo?

  7. demoniopellegrino Says:

    come no? L’ho letto si’. Ed e’ quello che forse mi ha fatto piu’ paura (a parte il finale…).

    E’ uno dei miei preferiti, insieme a quello sulle torri gemelle. e a te qual e’ piaciuto di piu’?

  8. Lara Manni Says:

    N.
    E’ “classico”, palesemente in omaggio a Lovecraft, e perfetto. Secondo me, eh.

  9. demonio pellegrino Says:

    E’ vero. N. L’avevo scordato.

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