Ordine e disordine

Sì, perchè le cose che fanno paura sono le anomalie. Mentre scrivevo Esbat, quel che spaventava me (non è detto che succeda altrettanto per chi legge, ovvio) era il lampo bianco che la Sensei credeva di aver visto nella sua stanza mentre distoglieva lo sguardo dalla finestra per andare in cucina. Un bagliore che non aveva  senso, in quel momento e in quel luogo. Un’altra cosa che mi ha fatto davvero paura (e che ho infilato in Tanit, come qualcuno sa) era la fontanella che starnutisce. Aria nei tubi, ma certo. Eppure mi ha fatto venire i brividi, quando l’ho sentita.
Una rosa (o una cyclette) che canta è più temibile di una porta che cigola.
Perchè siamo creature ordinate. E invece la vita non è ordinata. Questo non riesce a capire il mio Demone. Questo, naturalmente, scriveva King, in Misery:

“In un libro tutto si sarebbe svolto secondo i piani…ma la vita è sempre così fottutamente caotica! Che dire di un’esistenza in cui alcune delle conversazioni più delicate trovano il modo di svolgersi proprio quando tu hai un pazzesco bisogno di correre al cesso? Un’esistenza dove non ci sono nemmeno i capitoli? ”

Ps. Fantasy Magazine oggi parla di Esbat!

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11 Risposte to “Ordine e disordine”

  1. Laurie Says:

    Verissimo, infatti ogni cosa fuori dall’ordinario ci fa paura, quindi la combattiamo, quindi la vediamo come il Male. Ma non serva che te lo dica, tanto lo hai capito benissimo.
    P.S. comunque, peccato è una parola che non assocerei alle anomalie. E’ un termine troppo strettamente legato ad un contesto religioso ben preciso, almeno per me.

  2. demonio pellegrino Says:

    La penso come te. Ma aggiungo una postilla di natura linguistica: che peccato vedere King deturpato dalla traduzione. Quel “fottutamente” proprio mi da’ fastidio. Chi lo usa in Italia, “fottutamente”?

    In inglese e’ “fucking”. Che lo si usa SEMPRE. Tutti lo usano. Ogni giorno. Mille volte al giorno. Ed e’ per questo che quando leggi “fucking chaotic” in inglese, non arricci il sopracciglio come fai con “fottutamente caotica”.

    E’ come se in Italiano si tenesse ancora a una differenziazione dei livelli linguistici, che in altre lingue mi pare sia stata abbandonata da tempo. E almeno per alcuni autori (King in primis) questa e’ proprio la loro forza.

    Scusa il pippone.

  3. francescodimitri Says:

    Charles Fort, “Il libro dei dannati”. Meraviglia pura.

  4. Lara Manni Says:

    Annoto immediatamente, Francesco.
    Demonio, hai ragionissima. E poi King odia gli avverbi 🙂
    Laurie. Sì. Sono stordita: l’ho associata???

  5. Laurie Says:

    No, era una citazione del precedente post che Gamberetta ci ha reso nota (e che era legata a ciò che diceva King). Non sei stordita, Larù, sono io che commento i post precedenti nel post successivo x°D

  6. Lara Manni Says:

    Certo che fra tutte e due stiamo messe bene xDDD

  7. francescodimitri Says:

    Lara, se riesci a leggerlo in inglese è meglio. La traduzione italiana è pessima.

    I tuoi post di questi giorni mi hanno fatto pensare molto a Fort, che è uno dei miei autori di riferimento di tutti i tempi (uno di quelli grandi, ma grandi, ma talmente grandi che non se li ricorda più nessuno). Theodore Dreiser lo considerava un genio – ma siccome Fort aveva un carattere un po’ del cazzo, e scriveva libri al limite dell’ermetico, non divenne mai uno ‘che conta’.

    E in lui c’è l’essenza delle rose che cantano.

    (Machen, poi… vabbè, che ne parliamo a fare).

  8. Lara Manni Says:

    Con mia vergogna, non lo conosco ma lo voglio. Provo a leggerlo in inglese, anche se faccio un po’ fatica a cogliere le sfumature (perchè non lo ritraduci, Francesco?? Sarebbe bellissimo!).

  9. Lo Stregatto Says:

    quando si inizia a leggere i libri in lingua originale non si smette più… la differenza è talmente enorme che poi le traduzioni sembrano soltanto pallide ombre deturpate.

  10. francescodimitri Says:

    Ma sai che sarebbe una bella idea? Ritradurre tutto Fort in Italiano. Non avrebbe tirature altissime (è una lettura, come dire, tosta), ma se potesse avere un decimo dell’influenza che ha avuto su di me…

    Poi si potrebbe passare a De Lint (mi chiedo perchè in un Paese in cui Gaiman è popolare, De Lint sia assente. mah), John Crowley e magari Golden e…

    …vabbè, torno a scrivere che è meglio.

  11. Lara Manni Says:

    E allora finisci in fretta Alice e passa alla traduzione di Fort, e di De Lint 🙂 Faccio il tifo.
    Stregatto, è proprio vero…Certi racconti di Poe, in originale, sono insuperabili…

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