Tanto per

“Uno dei servizi peggiori che potete fare alla vostra scrittura è pompare il vocabolario, cercare paroloni perché magari vi vergognate un po’ della semplicità del vostro parlare corrente. È come mettere il vestito da sera al cagnolino di casa. Il cane sarà imbarazzato e la persona che si è resa colpevole di questo atto di premeditata affettazione dovrebbe esserlo ancora di più”.

Stephen King, On writing

Ps. Così lo tengo a mente, eh.

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5 Risposte to “Tanto per”

  1. Carraronan Says:

    Sono d’accordo. È un’applicazione alla narrativa del principio KISS, ovvero “Keep it Short and Simple” / “Keep it Simple, Stupid”.

    A Leonardo da Vinci viene attribuita la frase “La semplicità è l’estrema perfezione” (ma non trovo la fonte esatta).
    Ad Einstein viene attribuita “Tutto dovrebbe essere reso il più semplice possibile, ma non più semplice.”
    William Strunk (1869-1946, per 46 anni Professore di Inglese alla Cornell University) diceva “Avoid fancy words” e “Do not overwrite” e “Write in a way that comes naturally” e altre ancora sullo stesso tono.

    Rich, ornate prose is hard to digest, generally unwholesome, and sometimes nauseating. If the sickly-sweet word, the overblown phrase are your natural form of expression, as is sometimes the case, you will have to compensate for it by a show of vigor, and by writing something as meritorious as the Song of Songs, which is Solomon’s.
    […]
    Avoid the elaborate, the pretentious, the coy, and the cute. Do not be tempted by a twenty-dollar word when there is a ten-center handy, ready and able. Anglo-Saxon is a livelier tongue than Latin, so use Anglo-Saxon words. In this, as in so many matters pertaining to style, one’s ear must be one’s guide: gut is a lustier noun than intestine, but the two words are not interchangeable, because gut is often inappropriate, being too coarse for the context. Never call a stomach a tummy without good reason.
    If you admire fancy words, if every sky is beauteous, every blonde curvaceous, every intelligent child prodigious, if you are tickled by discombobulate, you will have a bad time with Reminder 14. What is wrong, you ask, with beauteous? No one knows, for sure. There is nothing wrong, really, with any word — all are good, but some are better than others. A matter of ear, a matter of reading the books that sharpen the ear.
    The line between the fancy and the plain, between the atrocious and the felicitous, is sometimes alarmingly fine.

    Fonte: The Elements of Style – 4th Edition

  2. Rew Says:

    La mia prof di scienze, mentra parla normalmente, usa sempre vocaboli complicati e ricercati. Il risultato è che, alla fine, noi non la capiamo, e i voti parlano 😀

  3. YamiSanada Says:

    Me lo ricordo quel passo.
    Sono riuscita a migliorare anche tenendolo bene a mente ^^;
    Quando vado a rileggere le cose scritte nel periodo 2003-2005 mi sento come se fossi io il cagnolino con il vestito da sera!

  4. Laurie Says:

    E’ vero, la tentazione peggiore di uno scrittore. Un vocabolario ampio va bene, ma bisognerebbe capire quando usare le parole (anche quelle meno comuni).
    Sopratutto nei dialoghi! Quanti dialoghi fasulli ho letto in giro °_°

  5. Lara Manni Says:

    E poi la cosa tremenda è che certe parole, specie aggettivi, ti vengono in automatico. “Una splendida mattina di sole”, per esempio, esce da sotto le dita senza che tu lo voglia…:)

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