Pensierini

Penso a un mucchio di cose, mentre guardo il mio amuleto che arriva dal Giappone (grazie, Caska!) e lui guarda me, vicino alla tastiera del computer.
Penso che il mondo è sempre diverso da come lo si immagina, e che io vivo (vorrei vivere) troppo di picchi e poco di bonaccia, e che invece bisogna abituarsi anche  alla calma piatta per lavorare, per scrivere, per tutto, insomma.
Penso che per quanto io faccia per togliermi etichette di dosso, le avrò sempre, anche se di segno diverso rispetto a quelle che pensavo (è per dire che mi piacerebbe anche che Esbat fosse discusso per quel che è, e non solo perchè è o è stato una fan fiction).
Penso che forse chi scrive non ha una risorsa illimitata di storie dentro di sè.
Penso che mi piacerebbe imparare l’arte dell’autoincensamento. E poi  penso che non è vero, che mento, e non mi piacerebbe affatto.
Penso che vorrei essere più leggera, imparare a fare spallucce e andare avanti, senza sentirmi sempre schiacciata da cento tipi diversi di responsabilità (quale vuole degustare, signorina? Quella fondente, quella al latte, quella allo zafferano?).

Penso troppo, e scrivo poco.

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8 Risposte to “Pensierini”

  1. Teiresias Says:

    Cioccolata allo zafferano o_O?

  2. Sami Says:

    alla cannella!!!

  3. Lara Manni Says:

    Giuro che esiste, una volta l’ho mangiata Teiresias.
    Alla cannella invece no, Sami. 🙂

  4. Ophar Says:

    Pensare è il punto di partenza, no? Prima si riflette e ci si prepara a scrivere con una luce diversa nell’anima, e una consapevolezza conquistata. Fondente!

  5. Laurie Says:

    Sorellona, sorry, ma le etichette fanno parte del gioco. Impara a conviverci. Magari un giorno ti troverai a riderci su o a fare spallucce.

  6. Ele Says:

    Veramente, sta storia della fanfic è insopportabile. Va bene, è un trivia interessante, possiamo passare oltre per favore? e_e

  7. Lara Manni Says:

    E brava Ele, è proprio questo! Io sono orgogliosa di poter contribuire a far parlare del fan writing, ma adesso mi piacerebbe che si parlasse del LIBRO. Di quel che racconta. Anche perchè comincio a sentirmi un “caso” tipo “ohhh, una nerd che scrive”, mentre quello che volevo era esattamente il contrario: qui c’è una storia, parliamo di quella, non di chi l’ha scritta.
    Ammetto seria depressione.

  8. Laurie Says:

    Pensa, Larù, che speravo non venisse fuori. Una mia amica, a cui raccontai del libro, mi disse: “Be’, non parlate troppo del fatto che è tratto da una fanfiction” Ormai è troppo tardi ù_ù Be’, vedrò di non cadere in questa trappola eheh

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