Lara, il gatto e Ludovico Ariosto

Il gatto fantasma ha caldo, come me. E il caldo lo rende più petulante del solito. Per esempio, gli piace tornare sulla faccenda dei personaggi di una storia, e sulle eventuali differenze tra personaggi originali e non. Come adesso.
“Se ti ispiri a un altro, non è tutta farina del tuo sacco”, dice leccandosi la zampina.
“Non è vero”, rispondo io, accendendo la terza sigaretta della mattina. “Nessun personaggio è mai totalmente originale e tutti i personaggi sono sempre reinventati”.
“Vallo a dire al vincitore del Premio Strega: hai letto? Lo hanno accusato di aver dato vita ad un’eroina un po’ troppo simile a quella di un altro romanzo italiano”.
“Ho letto i giornali ma non il romanzo. Però credo che sia un’accusa ingiusta: è vero, Tiziano Scarpa  ha raccontato di un’orfanella musicista allieva di Vivaldi come fece Anna Banti prima di lui. E con questo? Non è che chi scrive per la prima volta di una certa situazione renda impossibile agli altri di  tornarci, no?”.
“E come la metti con l’originalità?”
“L’originalità non esiste. Se la smetti di graffiarmi il divano con le unghie ti faccio un esempio”.
“Tanto il divano è già graffiato”.
“Orlando Paladino. Hai presente, no? Be’, nasce come protagonista di un poema anonimo, la Chanson de Roland, e poi viene raccontato  una marea di volte,  due anche abbastanza vicine. Orlando innamorato di Boiardo 1495, Orlando Furioso di Ariosto 1532″.
“Che noia, sembra di essere a scuola”.
“Zitto, gattaccio. Voglio dire che i due personaggi  di Boiardo e Ariosto sono apparentemente MOLTO simili, e in nessuno dei due casi originali, perchè sono tratti da una saga preesistente. Eppure diventano un’altra cosa a seconda di chi li racconta. Se vuoi passo direttamente a Calvino e al Castello dei destini incrociati“.
“I felini odiano le persone saccenti”.
“Anche io, ma volevi una risposta e io te la fornisco”.
“Paragonandoti a Ludovico Ariosto? Bella presunzione!”
“Ma no!!! Voglio dire che una storia non si lega soltanto alla presunta originalità di un personaggio: ma che, anzi, nessun personaggio nasce completamente privo di influenze, perchè a sua volta risente di tanti altri personaggi raccontati prima”.
“Tutta questa tiritera per dire che nulla di nuovo nasce sotto il sole?”.
“No, un’altra volta. Se vuoi cito King. Anzi, lo cito anche se non vuoi: quel che è importante è il viaggio, e non la meta. Il cammino che si fa insieme, e non il punto d’arrivo o colui che segna la strada”.
“Va bene, va bene. Ma perchè ti accalori tanto?”
“Questa è una bella domanda, gattaccio. Forse proprio perchè AMO il fan writing, e non perchè voglio prenderne le distanze. E’ il contrario. Perchè il fan writing è una delle espressioni più pure della scrittura,  e mi secca che venga sminuita proprio mentre si finge di esaltarla”.
“Quanto ti piace complicarti la vita, umana”.
“Vero: dovrei prendere esempio da te. Mangiare, dormire, fare le fusa”.
“Dovresti provare.  E già che ci sei, grattami fra le orecchie”.

Ps. Andate a vedere che meraviglioso Yobai ha disegnato Alfredo Caccamo, nelle fanart. E’ MOZZAFIATO!

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21 Risposte to “Lara, il gatto e Ludovico Ariosto”

  1. Susannah Says:

    Subito dopo essere annegati, seguendo il profilo del rumore di api e nuvole dove il paesaggio si fa deserto e inizia il congedo degli eventi, subito dopo essere annegati mi dicevi del limite del mare, quando ritorna a spiegare altre estati e stagioni lunghe come un battito d’ali di farfalle. Noi siamo già stati in questo attimo, ti convincevi, mi convincevo pur sapendo che nuovi giorni e incendi vagabondi avrebbero popolato i riti di questo essere saliti oltre la pelle. Rimangono altre onde da immaginare e raccogliere e non sarà soltanto questa vela inclinata dalla parte delle ombre a ricordarci di noi.
    Qui, voglio sotterare piccole spinte, adesso, solchi d’unghie, osservazioni di fuoco e schegge di impronte (altre storie, dirai), perchè in voci diverse avremo tempo e attimi per sfiorare i rifugi del silenzio e tempo, invetitabilmente, per annegare ancora. 😉

  2. Lara Manni Says:

    Meraviglia. 🙂

  3. Lo Stregatto Says:

    i gatti non soffrono il caldo, ne’ sono petulanti.
    croccantini ad entrambi per scusarti.

  4. Laurie Says:

    PRIMA MI PIAZZO A SBAVARE SU YO-YO POI MI LEGGO IL POST AHAH

  5. Laurie Says:

    Sintentizzando: l’originalità è relativa.

    (Che poi ho letto l’ultimo Sandman: Gaiman prende lo stesso trucchetto di Calvino nel Castello che è poi quello di Caucher e di Boccaccio. Però le storie raccontate sono diverse xDD Che manica di “copioni”, ne? xDD)

    (Yo-Yo… c’ha un’espressione da conquistatore del mondo. Certo che mi è difficile immaginarlo con l’armatura e con i capelli corti °_°)

  6. Lara Manni Says:

    I croccantini erano sottintesi, gattaccio 🙂
    Lau, eh già. Non so se hai letto il Sandman con Sogno di una notte di mezza estate, per esempio. A proposito di personaggi originali o inventati…xD

  7. Laurie Says:

    Eheh certo! E Gaiman ha vinto pure un premio mica da niente con quel racconto.
    (Non è uno dei miei preferiti, però :P)

  8. Lara Manni Says:

    Vero, anche io preferisco altri Sandman, ma era comunque molto bello. E i suoi “Oberon e compagni” erano suoi. Decisamente suoi.

  9. Laurie Says:

    Puck faceva paura. Tanta. E’ bellissimo nel monologo finale.

  10. Lara Manni Says:

    SI!!!!!!
    E in Shakespeare non la fa.
    (Il punto è che io sto corteggiando l’idea di cimentarmi con il dio del sonno. Poi mi dicono che copio Gaiman secondo te?) xD

  11. kira Says:

    Lara… prima o poi ti regalerò un cane! ^^

  12. Lara Manni Says:

    Oh SI!

  13. Laurie Says:

    Hypnos = Morfeo? No! Morfeo è figlio di Hypnos. Non c’era Esiodo con la nascita di Hypnos e Thanatos. Ispirarsi alla mitologia greca è sempre un bene, non lo fa nessuno ù_ù

  14. Lo Stregatto Says:

    mmm
    leggendo e rileggendo mi sovvien alla mente, come una brezza leggera, il concetto di innovazione incrementale o radicale.
    E ricordare che entrambi sono importanti.
    Può essere che nelle menti umane l’innovazione (scientifica) e l’inventiva (narrativa) siano, alla fin dei conti, simili.

    Ed ora che la brezza mi ha rinfrescato, vado a rovistare per i croccantini.

  15. Scilla Says:

    Non è mera ispirazione, è qualcosa di più. Dona una base interessante, ma allo stesso tempo bisogna lavorare bene per tenere insieme tutti i pezzi, per non “tradire” quello che il personaggio è stato prima delle nostre mani.
    Un personaggio originale, sempre da quella che è la mia esperienza, nasce diversamente. Certo si può ispirare a qualcosa di preesistente e conosciuto, ma, appunto si ispira, poi cresce autonomamente fino a diventare completamente altro, fino a far sì che le influenze rimangano tali e non parti vere e proprie della sua personalità.
    Io non so esattamente dove ti collochi tu, dal tuo punto di vista, con i tuoi personaggi.
    Quello che so io è che se, dopo un lavoro storico, narrativo e filologico come quello che ho fatto, chiamassi Rolando che so, Paolo, tutto il mio lavoro cadrebbe.
    Si chiama Rolando perchè E’ il Rolando delle Chanson e dei poemi epici, non un Paladino a caso.
    Per questo ritengo che ci sia molta differenza, per concludere, tra un personaggio come questo e un personaggio originale.
    L’originalità, secondo me, esiste.
    Un personaggio già fatto è uno schema da riempire con emozioni, vissuti e sentimenti dell’autore, come un disegno elaborato che vada colorato perchè prenda vita.
    A un personaggio originale manca anche il disegno e magari si può guardare lontano per cercare un volto che somigli al suo. Ma c’è un impianto diverso da costruire.

    Spero di essere riuscita a spiegare il mio punto di vista. Che ne dici?
    Ce ne sarebbe da chiacchierarne. ^__-

    Bacio,
    Scilla

  16. Scilla Says:

    Ciao Lara! Sto finendo Esbat in questi giorni, poi se ti interessa ne parliamo! ;***
    …ne approfitto per scriverti adesso perché mi hai dato un’intrigante ispirazione per un post che spieghi il mio lavoro, e appena la pigrizia estiva avrà allentato la presa probabilmente lo farò.
    Intanto chiacchiero qui con te ^__-

    Dal momento che sono immersa fino alla punta dei capelli nella Chanson de Roland, nel Boiardo, nel Pulci, nell’Ariosto e nei poemi trecenteschi in prosa – tutti centrati sul Paladino Rolando – questo post mi interessa un bel po’.
    Ho appena finito una rielaborazione della Chanson de Roland e adesso sto tornando indietro cronologicamente, recuperando la struttura del personaggio di Rolando da quando riceve l’adoubemont. Ovvero nella Chanson d’Aspremont.
    Dai due punti di inizio (Aspremont) e fine (Roland) il mio lavoro è quello di creare un “personaggio Rolando” che sia organico e completo, che in sé abbia le caratteristiche del Paladino delle varie Chanson, dei poemi in prosa, del Morgante, nell’Orlando Innamorato e nell’Orlando Furioso.
    E’ un lavoraccio bastardo, ma mi tocca dal momento che lavoro con un personaggio di altri e non mio, per quanto le sue radici risalgano ormai tanto in là nel tempo.
    Le caratteristiche di base di Rolando sono le stesse, in tutte queste opere. Quelle che cambiano, invece, tocca a me spiegarle, dal momento che mi occupo di lui. Ad esempio tocca a me spiegare perchè Rolando impazzisce per amore nel Furioso.
    E non mi riferisco al fatto che sia colpa di Angelica e della gelosia che gli suscita. Mi riferisco a quello che possa o non possa esserci stato nel background di Rolando da renderlo tanto fiero e forte davanti al suo Cristo e poi così fragile davanti ad un rifiuto.
    Il personaggio del mio lavoro tiene d’occhio tutte le molteplici sfaccettature che a Rolando sono state date nei secoli. Devo essere io abbastanza brava per gestirle e il difficile è qui. XD
    Queste riscritture del Paladino Rolando sono tutte, per me che ci lavoro, come una matrice originale. Allo stesso modo doveva esserlo anche per gli autori citati prima dato che, anche se a distanza nel tempo, si ritrovavano a lavorare con un fluido vitale e potente che non lasciava mai la caratterizzazione di Rolando d’Anglante.
    Tutto questo per tornare al tuo dicorso: credo che avere a che fare con un personaggio originale sia molto diverso che trovare a costruirne uno su un terreno preesistente.
    Uno non è più nobile dell’altro, ma quel che è certo è che si tratti di cose diverse.

  17. Scilla Says:

    Sì. ò_o
    Ho wordpress pubblica i commenti un po’ a caso. Tanto per renderti le cose più facili dovrai leggere la seconda parte e poi la prima XDDD
    Vabbè! XD

    Bacione!

  18. Lara Manni Says:

    Ciao Scilla! Certo che mi interessa!
    Dunque,provo a rispondere al volo. Esiste una diversità fra personaggi originali e non, ma a mio modo di vedere non così profonda. Esbat, tanto per citare il mio caso, ha una maggioranza di personaggi originali, e due che richiamano i personaggi di un manga. Ma i due “ispirati a” non sono più come erano. E non perchè io voglia rivendicare a tutti i costi un possesso: è esattamente il contrario. Dal momento che, secondo me, erano “tipi”, diventava interessante lavorare su quei tipi e vedere cosa diventano. Quanto agli originali: non ho trovato più o meno difficile ragionarci sopra, nè in Esbat nè negli altri due libri. Semplicemente, erano quelli che mi servivano per la storia che avevo in mente.
    E qui forse sta il punto: a me piace partire sempre da una storia e poi farla vivere a un personaggio. Non dico che sia un procedimento che vale sempre e per tutti: sicuramente è quello con cui io mi trovo a mio agio.
    Detto questo, il discorso è lungo e interessantissimo. Proseguiamo? 🙂

  19. Flash17 Says:

    Dopo tanto arrovellarmi sull’originalità (dei personaggi e non solo) ho letto questa frase e mi sono messo il cuore in pace, credo per sempre. Non dico di chi è solo per un leggero gusto sadico…

    “Mi porti una storia, non un discorso. Se voglio sermoni, vado alla messa di mezzanotte. Mi porti una storia che non ho mai letto prima e, se l’ho già letta, me la porti scritta e raccontata così bene che non me ne accorga neanche.”

  20. Lara Manni Says:

    NON VALE!!!

  21. Marco Says:

    Carlos R. Zafòn, IL GIOCO DELL’ANGELO 😉 bellissima citazione!
    Lara, mi pare di conoscere la Susannah del mondo dei Guerrieri, tu che ne dici? Un salutissimo!

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