Lara consiglia

Da brava horrorfan, ho spesso fatto una visita a Malpertuis, il blog di Elvezio Sciallis. E da pochi giorni ho scoperto, in ritardo, che esiste un altro blog “figlio” del primo, Splattergramma: tutto, ma proprio tutto, su quel che accade nel mondo horror. Consiglio la visita.

Secondo consiglio: GL D’Andrea comincia una riflessione sul genere young adult che mi incuriosisce, anche perchè non ho ancora ben capito cosa sia young adult e cosa no.

Terzo consiglio: in ritardo, ma vale la pena di leggere cosa scrive Francesco Dimitri sul Bene e sul Male (in Tolkien, ma non solo).

Quarto consiglio: non è mio, è di Borges e lo copio da Repubblica. Mi sembra bellissimo.

Quando ho cominciato a scrivere pensavo che tutto dovesse essere ridefinito dallo scrittore. Per esempio, dire “la luna” era severamente proibito; bisognava trovare un aggettivo, un epiteto per la luna. Pensavo di dover essere fantasioso, ora credo che questo infastidisca il lettore… Cerco di usare parole comuni, eliminando quelle insolite.

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23 Risposte to “Lara consiglia”

  1. G.L. Says:

    Eh, Borges… Sai che secondo me anche al DIVINO si può applicare il mio adagio “gli scrittori mentono anche quando dicono la verità?”

  2. Lara Manni Says:

    Dici che mente, eh? 🙂

  3. Valberici Says:

    Andiamo per esclusione…di sicuro io non sono uno young adult… 😀

  4. Lara Manni Says:

    Manco io, o forse sì?
    Secondo me è una definizione che torna comoda agli etichettatori, siano librai o editori. Per esempio, ricordo di aver visto Pan di Dimitri vicino a Hyperversum. E sicuramente il primo non è young adult e il secondo sì. Però Pan può essere letto, anzi VIENE letto anche dagli young adult. Non so però se vale anche il viceversa: Hyperversum viene letto dagli adulti-adulti?

  5. Mele Says:

    Sarà, ma a me YA sembra tanto una cazzuolata… cioè, tentate di spiegarmi: sono gli Y che sono A, o gli A che sono Y, o Y inizia dopo il battello a vapore fino ai 35 anni? (perché, dai, leggere certi libri ad una certa età è un po’… ridicolo. No? Dite che fa sempre bene? Che mantiene gggiovani?)

  6. G.L. Says:

    Per forza. Le parole comuni di Borges non sono le parole comuni del resto dell’Universo. Questione di prospettive.

    E sempre a proposito di prospettive: non è questione di etichette, è questione di dita e Luna – e poi ti casca in testa.

    Dimenticavo: Lara, il post su Francesco, in questo contesto è perfetto. Adesso torno a scrivere, baci.

  7. Valberici Says:

    Pan lo ha letto ed apprezzato anche mio figlio, che ha tredici anni.
    Hyperversum a me non piace, a mio figlio si, a mia moglie pure.
    Wunderkind è piaciuto a tutta la famiglia.
    Credo sia praticamente impossibile dividere i lettori over13 in fasce d’età.

  8. Lara Manni Says:

    GL, adoro farmi cadere la luna in testa, come sai. Però mi stai dando da pensare…
    Mele. Secondo me sono gli A che sono Y. La storia delle Twilight Moms che ho letto nell’articolo la conoscevo pure io…
    Però non so neanche se sia ridicolo. Voglio dire, non è che gli adulti leggano per forza cose serissime e i giovani cose frivolissime…credo.
    Valberici, e infatti ci sono romanzi che scappano via dalle etichette! E altri invece che ci stanno tutti. Credo…

  9. Valberici Says:

    Un’etichettatura si può anche tentare…ma credo sia impossibile farla in base all’ età. 🙂

  10. Mele Says:

    Ma io non penso affatto che la letteratura per ragazzi sia tutta frivola e quella per adulti tutta seria (del tipo: su, facciamoci venire una crisi di mezz’età…), però i peccati che puoi perdonare ad un diciassettenne (sbagliando s’impara, più si sbaglia più di diventa intelligenti) NON li puoi perdonare ad una persona adulta. A meno che non abbia un livello culturale da diciassettenne. Peccato che ad un certo punto le celluline grigie non siano più abbastanza elastiche da progredire. (Non intendevo certo dire che i libri belli non si possano leggere a tredici anni o rileggerli dopo vent’anni.) Potrei farti un paragone musicale, ma rischierei un ban…
    Secondo me YA è pura soluzione di comodo. perché non ci sono più Y, non ci sono più A e iniziano a scarseggiare quei libri che possono davvero dire qualcosa a qualunque persona li legga. Ovvio che se un libro non dice niente allora può essere letto da tutti. Però è veramente triste che venga paragonato ai primi.

  11. Lara Manni Says:

    Eh, ma dipende anche com’è fatto quell’adulto, che letture ha fatto, cosa gli interessa….non so, io penso che abbia ragione Valberici, e che catalogare in base all’età non sia possibile a meno che non si tratti di Geronimo Stilton.
    Mele, ma che ban d’Egitto: molla il paragone.

  12. Laurie Says:

    Oh quante cose da leggere!
    Gli YA sono libri che hanno protagonisti adolescenti e/o sono rivolti a loro. Ma la definizione migliore l’ha data il Duca: gli YA sono libri che devono far stare incollato il ragazzino al libro per non farlo scappare alla play a pagina 3 xD Ma il discorso vale anche per l’adulto, direi. Il che mi porta a concludere che sono libri scritti in modo molto vivace e avventuroso. Il fatto che sono giudicati per ragazzini non deve far dimenticare che i temi trattati possono essere molti seri e che le riflessioni possono essere originali. E devono essere scritti bene, non pieni di banalità, pofferbacco!
    Ok, l’ammetto a me piacciono xDDD
    Molti sono frizzanti e divertenti.
    Comunque se proprio si vuole fare delle distinzioni librarie (che sembrano indispensabili sennò gli addetti ai lavori nelle editorie diventano impazziscono, da quanto ho capito) meglio una per età che una per generi, che ormai sono tutti un gran miscuglio. E sì, poi gli YA portano tutto quel discorso lì, che nessuno invecchia più, e che gli adulti sono gran bambinoni e che c’abbiamo il fanciullino interiori che prende possesso di noi bla bla bla.

  13. Lara Manni Says:

    Hai ragione Lau! Però….forse non vale per tutti gli YA. Ripiglio Hyperversum, che senza dubbio è brillante e divertente ma non mi soddisfa, mentre Harry Potter mi soddisfa eccome. Tutti e due hanno protagonisti adolescenti e sono avventurosi. Allora è (solo?) una questione di scrittura? 🙂

  14. Laurie Says:

    Ma certo, Larù. Non tutti gli YA hanno le caratteristiche che ho detto, e poi dipende molti dai gusti. Hyperversum, ad esempio, è scritto bene, l’autrice ha una buona tecnica ma come esecuzione non è molto originale. Certe volte esagera anche con le guasconate (ahah Daniel che tira come Robin Hodd x°D). Un YA che mi è piaciuto tanto è L’amuleto di Samarcanda, che ripropone un mondo magico ma al contrario: sono i maghi a occupare i vertici di potere in Inghilterra. Idea interessante, ben realizzata, libro davvero godibile! Non sto neppure a citare Pullman, tanto so già che lo conosci!! Per le ragazze mi è piaciuta molto Libba Bray *_* Affronta il tema dell’emancipazione femminile nell’Inghilterra vittoriana attraverso la scoperta dei riti magici femminili.

  15. Lara Manni Says:

    E pensavo proprio ai personaggi di Hyp che sono un pochino Gary Stu 🙂
    Ecco l’amuleto non l’ho letto e me lo procuro, e anche Libba. Mi hanno parlato BENISSIMO di Il collegio di Santa Lucia per giovinette allevate dai lupi di Karen Russell. Ne sai niente?

  16. G.L. Says:

    E’ orripilante. Ma ha una bella copertina.

  17. Lara Manni Says:

    Nooooo!
    Orripilante? E io che ci avevo fatto un pensierino…

  18. Mele Says:

    Ok, mollo il paragone, ma voi prendetelo colle dovute pinze.
    Un ideale “Sesso, droga e rock&roll”, quando sei adolescente, fa di te un adolescente. Quando sei adulto, fa di te un disadattato. (Qui Mele gongola un po’ perché lei ha ancora l’età per indossare con orgoglio la sua maglia “Sex, DRUGS and Rock&roll” – l’orgoglio sta su come e dove si stira la parola “DRUGS”, però… )
    Così, per buona pace delle GI di qualche post fa, se impazzisci fanaticamente per roba tipo Twilight e sei una ragazzina, no problem, sei una ragazzina. Se sei una Twilight Moms (a meno che tu non sia una ragazza madre) allora (sempre dall’alto del mio Parnaso, eh. Sai come siamo cattivi e snob noi destrorsi) fai un po’ ridere.
    Se rubi il libro a tua figlia e lo leggi di nascosto in bagno… beh, è un comportamento caratteristico delle mamme. Basta che poi tua figlia non ti accusi di aver sposato suo padre invece di un Edward. Sarebbe imbarazzante. Soprattutto se lo pensi anche tu.

    (Mmmh. Ho scritto tutto in seconda persona. Scusate.)

  19. demonio pellegrino Says:

    qui in America la definizione dei libri YA indica libri che hanno come protagonisti giovani che vanno al liceo. Quindi i protagonisti non posssono avere piu’ di 18 anni, e non meno di 14.

    La Meyer spiego’ a suo tempo che la prima stesura del seguito di Twilight fu rifiutata dall’editore perche’ i protagonisti erano troppo cresciuti, e non erano piu’ young adult. Quindi lei rifece il tutto, ambientando i sequel subito dopo Twilight.

    Nelle librerie ameriGane le sezioni per YA sono grandissime. Mi pare di capire che i ggggiovani leggano molto di piu’.

  20. Mele Says:

    Ecco, definito così è intelligente.
    (Ah, ragazzi, una cosa sul definire: ok che viviamo in un universo dove l’entropia è in aumento, ma un po’ di ordine, un’etichettina bella chiara e pulita sul nostro cassettino mentale fanno sempre la loro figura, no?)

  21. Celesty Says:

    Vedrò se leggerli o meno! ^^
    Intanto grazie!

  22. demonio pellegrino Says:

    dimenticavo: anche l’ambientazione e’ specifica. Ci dev’essere un liceo, scene di vita da un liceo. Per cui gli YA sono libri sulla vita e le problematiche di liceali, con protagonisti liceali, e con la storia che si svolge, almeno in parte, in un liceo.

  23. Lara Manni Says:

    Mi pare che gli americani abbiano le idee più chiare. 🙂

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