Viva l’Italia!

Confesso che a un certo punto della giornata faccio un giretto su google per vedere se e cosa si dice di Esbat. Mi perdonate la debolezza? Guarirò, prima o poi.
Comunque, oggi sono capitata su un forum dove una ragazza si è dichiarata dubbiosa sul comprare o meno il libro. Ma non per il costo o la trama. Ecco:

“Sono un po’ prevenuta dal comprarlo, per un solo motivo: l’autrice è italiana.
Sono rimasta traumatizzata, non so se sarà una delusione o no. Anche se è appena uscito e ho sentito già tanta gente parlare bene di questo libro (gente di cui mi fido), che magari può piacere di più agli appassionati di manga e del Giappone, ma anche non.
In più è anche corto, potrebbe essere una bella occasione di avere una lettura leggera e contemporaneamente piacevole, ma anche questo fattore mi fa partire un po’ prevenuta”.

Ecco, sulla lunghezza non garantisco, perchè ho il passo medio e non credo che al momento potrei scrivere libri di mille pagine. Ma sulla nazionalità posso rimediare. Basta un buon generatore di nomi e so come firmare gli eventuali prossimi:

Nessa Narmolanya (per romanzo con elfi)

Shimizu Michiyo (per romanzo con nuova ambientazione giapponese)

Bramble Goblinfly (per romanzo con folta presenza di fate)

Ophelia Moretti (casomai mi decidessi a scrivere di vampiri)

Loraaga Joysword (per storia ambientata fra giocatori di D&D)

Manla Forom (nome Jedi per debutto nella fantascienza)

Suggerimenti?

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34 Risposte to “Viva l’Italia!”

  1. Mele Says:

    (Tsk, wordpress lo dice “in italiano”, lei…)
    Il più facile, ML, per ambientazioni misteriose?
    O… Larissa Manjiova, per ambientazioni più… fredde?

  2. Lara Manni Says:

    Larissa Manjiova non suona affatto male xD

  3. Laurie Says:

    Ti dovevi firmare Lara Mann xDDD
    Oddea, fermate quella fanciulla, che poi spuntano i tizi di FM e dicono che loro c’hanno ragione, hanno sempre detto che i lettori bla bla bla snobbano gli italiani scrittori di fantasy bla bla bla e che non possiamo criticare gli scrittori italiani di fantasy se non chiediamo prego grazie e scusa e infarciamo il tutto di centomila forse e oh! mostriamo la prova suprema, ovverosia un nostro scritto altrimenti ci danno dei gamberetti a tutti noi, possiate marcire all’inferno, invidiosi! *sìsì*

  4. Valberici Says:

    Dunque, perchè fare le cose a metà?

    Di già che ci sei cambia anche sesso e data di nascita.
    Io direi: Bartholomew Corvin, nato a Salem nel 1992 😀

  5. G.L. Says:

    Lara, Laruccia cara… adesso fai un bel respiro e fatti una birretta ghiacciata.

    Dunque, sarà che ho letto due volte di troppo il vecchio Friedrich, ma credo che questa, proprio questa cosa qui, sarà – sul lungo termine – la nostra forza. Se ti chiamassi Laure Man il tuo unico sforzo sarebbe quello di abbattere la credulità del lettore, giusto. Ma poichè sei piccola e nera come Calimero e ti chiami Lara Manni (pronunciato come lo pronuncerebbe un Centurione del II secolo aC) di barriere ne hai due. Ora qui le cose da fare sono due: o darla vinta ai saccenti (e non mi metto a discutere su ‘ste cose altrimenti facciamo buonanotte) oppure pensare a Zarathustra. Ecco, io sto con Zarathustra. Inoltre, e scusa se mi dilungo, devi smetterla di prestare orecchio a certe cose. Per un smeplice motivo: sono una piccola parte del tutto. Non sai quello che i lettori (i veri lettori non quelli che hanno il capolavoronelcassetto) pensano. Se vuoi te lo dico io: è un libro, m’è piaciuto/non m’è piaciuto, adesso vado a fare il mio hobby preferito (arrivare-a-fine-mese). Va meglio?

    Ps
    Il bello è che vorrei davvero sapere qual è la differenza fra uno scrittore italiano e uno inglese, o uno francese e uno ungherese. Chi lo sa, magari a Parigi non bevono la Coca Cola, a Buda non leggono King (a Pest sì, ma la traduzione è pessima), a Londra discutono solo di Beda…

  6. Lara Manni Says:

    Parto dal Ps. Vorrei saperlo pure io: fa differenza aver respirato l’aria del Maine o quella di San Lorenzo? O delle Alpi? xD
    GL, la cosa non mi ha ferita, mi ha…turbata, questo sì. Perchè se il pregiudizio sugli italiani è così forte, be’, c’è un sacco di lavoro da fare. A me turbava già da prima sapere, come ho saputo, che l’autrice di Hyperversum si firma con un cognome straniero ma è italiana.
    Il che, Lau, non significa che dalle parti di FM abbiano ragione: perchè insomma essere italiani non dovrebbe essere nè una garanzia di qualità nè di schifezza. Dovrebbe essere un particolare trascurabile, come essere alti o bassi o magri o tondi o maschi o femmine o biondi o bruni. O amare i fagiolini piuttosto che la rughetta.
    Bartholomew Corvin mi piace un fottio. xD

  7. Laurie Says:

    E’ vero, ma la gente ne è convinta, ne parla, si sente depressa per ciò.
    Mmm, why?
    L’unico problema che puoi incontrare con gli scrittori è il loro etnocentrismo: così abbiamo Tokyo città più distrutta dagli alieni grazie ai giapponesi xDD
    P.S. Il peggio è comunque stato lo scrittore di thriller di fama mondiale (?) che si è creato uno pseudonimo inglese per pubblicare il suo primo fantasy. Cioè. Queste persone si scavano la fossa da soli.

  8. Lara Manni Says:

    Eh? Mi mancava lo scrittore di thriller famosissimo (e chi cavolo è?).
    Bene, rimbocchiamoci le maniche e dimostriamo al mondo di che pasta siamo fatti 🙂

  9. Mele Says:

    Mmmh. Forse perché costa di più far arrivare un libro straniero, allora la gente pensa “se qualcuno ci ha messo tanti soldi, vuol dire che ne vale la pena”. No? Ho detto una stronzata?
    (GL: Non tirare fuori Zarathustra, che già Larù è bravissima a farsi salire nanetti malefici sulla schiena da sola.)
    Se decidi di scrivere su vampiri, (visto che a me non piace il cambio di sesso) puoi farti chiamare Lucy. Senza cognome.

  10. Lara Manni Says:

    Uh, ma sai che non è una stronzata, Mele?
    (sì, lo so, poi ci sarebbe la cosa degli italiani che non sanno scrivere robe fantastiche perchè sono REALISTI)
    Lucy? Lucy sia. xD

  11. Valberici Says:

    @Laurie: parli di Giulio Leoni? In effetti tutta questa fama internazionale…….. 😀

  12. Lara Manni Says:

    Giulio Leoni?
    (mi vergogno molto, ma non lo conosco)

  13. Laurie Says:

    Ah sì, è lui, almeno il Vegetti dice che è lui e il Vegetti non mente °_°
    Ma la fama internazionale non so, certo che i suoi libri sono tradotti pure in Corea, qualcosa vorrà dire; ma io non l’ho mai sentito nominare, è grave?

    Mele, non hai tutti i torti, ma naturalmente non si spiega come mai sono sbarcate sulle italiche sponde gente di un certo livello come la Lorella Hamilton o la Stefanina Meyer.

  14. Valberici Says:

    Se non sbaglio ha pubblicato due libri fantasy con lo pseudonimo di j. Rylan. 🙂

  15. Lara Manni Says:

    Vado a googlare xD

  16. Lara Manni Says:

    Fatto, addirittura su Wikipedia:

    “J.P. Rylan (…) è lo pseudonimo di Giulio Leoni[1][2], scrittore italiano.

    L’autore ha mantenuto a lungo il riserbo su questa parte della sua produzione. Nelle alette interne delle sue opere, nello spazio dedicato alla biografia, si leggeva solamente:
    « J.P. Rylan è lo pseudonimo di uno scrittore di thriller di fama internazionale. »

    (J.P. Rylan)

    Nel luglio 2009 partecipa a Roma ad un dibattito sulla fantascienza italiana svelando definitivamente la sua identità”

    Ammappelo, si dice a Roma xD

  17. Marco Says:

    Well, i MANNI sono anche protagonisti dei libri di KING, quindi io ne andredi fiero 😉 Lara, Carissimi tutti, penso sappiate già che la Torre Nera diventerà una serie Tv firmata dai registi e produttori di LOST
    ^_^ e pure IL DIARIO DEL VAMPIRO, co-prodotta in Italia, GRANDE ITALIA!

  18. Flash Says:

    Ok, io lancio il sasso e poi ritraggo la mano e torno a “lurkare”, come si dice…

    Ho pubblicato diversi romanzi (e per YA, tanto per prendere due piccioni con una fava) con almeno un paio di pseudonimi stranieri. E mi sono anche divertito a inventarne le biografie, visto che io ho una vita normale e comune e loro invece fanno cose straordinarie, tipo l’astronauta con l’hobby delle immersioni subacquee.
    Vi dico la verità, non mi sono mai posto molti problemi. Lo pseudonimo è stato una scelta dell’editore, che evidentemente riteneva di poter vendere di più. Anche la scelta di etichettare il mio lavoro sotto Y.A. ha lo stesso identico scopo. Visto che in fondo quello che interessa a me è solamente raccontare storie, mi è sempre andato benissimo. E credo che mi andrà benissimo in futuro, anche se non si può mai dire.

    Ritengo (ma questa è una mia idea personale) che i lettori si aspettino che un autore straniero offra più garanzie di qualità: ha dovuto pubblicare nel suo paese, farsi tradurre, e se è arrivato fino a noi vuol dire che quello che ha fatto è piaciuto a molta gente.
    Ricordo che quando ero al liceo ero vittima dello stesso identico pregiudizio: avevo letto tantissimi libri stranieri che mi erano piaciuti, avevo letto alcuni libri italiani che mi avevano lasciato indifferente, avevo tirato le mie somme. Mi chiedevo, ad esempio: ma perché King racconta una storia, e il suo collega italiano si guarda l’ombelico?
    Poi per fortuna crescendo, e ampliando il parco-letture, mi sono ricreduto. Ma questa è un’altra storia…

  19. kira Says:

    Suggrimento non richiesto…. tieniti stretta il tuo nome che porta in alto quello degli scrittori italiani!!!! Anche se non è il nome che fa lo scrittore….

  20. Lara Manni Says:

    Marco, noi Manni siamo tipetti strani ma ci piace tanto andare a contezza tra un mondo e l’altro. xD
    Flash (lo prende per la mano per non farlo scappare). Quello che dici è verissimo, specie sull’ombelico dei colleghi italiani di King. Però, appunto, da un po’ di tempo ci stanno/stiamo provando a guardare un po’ oltre, e il fatto che questo non passi fino ai lettori fa venire un po’ di magone.
    Quanto all’YA, comincio a pensare che sia veramente un problema degli editori: io sto ricevendo mail da persone di quindici e di quarant’anni indistintamente, e per prima, io stessa, non mi sono posta il problema di scrivere un YA o un urbanfantasy o un horror mediterraneo, ma una storia fantastica, e punto.
    Però va detta una cosa: dei non ombelicali d’Italia non si parla tanto, se non su Internet, e anche qui in alcuni luoghi di Internet.
    Forse dovremmo fare irruzione al Premio Strega vestiti da It?

  21. Mele Says:

    O da cosplayer di Esbat? C’è un personaggio coi capelli viola e le tette grosse che mi assomiglia un botto.

  22. Lara Manni Says:

    C’è una donna che corre xD

  23. Fabrizio Says:

    A pensarci bene, da quando c’è Zapatero, in Spagna è migliorato anche il fantasy… Dovresti provare con qualcosa di iberico!
    ^__^

  24. Celesty Says:

    Per un libro di attualità, direi ad esempio “Cristina Loretti”.
    Oppure una storpiatura del tuo nome…

    Arla Nimna? xD

    Scherzavo, ovvio! ^^

  25. Lara Manni Says:

    Arla Nimna? Mmmm, ci penso!
    Fabrizio, una cosa tipo Esbat a Pamplona? xD Firmandomi Lola Mannos? xD

  26. Ayame Says:

    Lola Mannos *muore*

  27. Lo Stregatto Says:

    Dart Mahanni per libri horror in ambientazione fantascientifica
    T’lar per libri estremamente razionali, sempre in ambientazione scifi

    Comunque… “nemo propheta in patria sua”
    E’ un detto sempre valido… e di chiara provenienza italica.

  28. Lara Manni Says:

    Meraviglia! Posso scrivere un sacco di libri con nomi diversi! 🙂

  29. Lo Stregatto Says:

    quindi smettila di perder tempo s SCRIVI.

  30. Lara Manni Says:

    A-agli ordini capo!

  31. Mele Says:

    Stavo girellando su Nocturne Alley e ho fatto caso ad una cosa: le traduzioni sono generalmente più lette e commentate delle storie nostrane. Per me è questo vizietto esterofilo ad essere tipico italiano, mentre la qualità alta o bassa c’entra meno. (Ovviamente stavo leggendo una traduzione. Sono italiana anch’io, eh!)

  32. Lisa Says:

    Una persona che non compra un libro per questo, scusate ma non merita neanche di essere considerata. Io almeno posso dirti che non lo comprerò mai (scusa la schiettezza) perchè non mi piacciono i manga, non certo perchè sei italiana!!! Invece, anche senza comprarlo perchè non è il mio genere, ti faccio le mie congratulazioni, perchè so per certo che in Italia è abbastanza difficile trovare qualcuno che ti pubblichi un libro a condizioni decenti. Perciò continua così.

  33. Lara Manni Says:

    Lisa, e pure tu usi un pregiudizio, però. Non è necessario amare i manga per leggere Esbat. E il pregiudizio è anche quello dell’Italia che senza raccomandazioni eccetera eccetera eccetera.
    Uffa.

  34. Lisa Says:

    Probabilmente hai ragione tu. Ma il fatto è che, come dicevo in un altro post, sono entrata in questo blog per puro caso, quindi non ho letto approfonditamente gli articoli. Però è vero anche che ognuno di noi ha dei generi che predilige, no? In questo non c’è pregiudizio, ma solo gusti personali. Per quanto riguarda la difficoltà, non mi riferivo alle raccomandazioni 🙂
    Comunque ok, mi fido, se dici che non è il classico manga, andrò in libreria a dargli un’occhiata 🙂

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