Questioni d’amore

Ecco, GL mi ha fatto pensare col suo terzo e ultimo post sugli Young Adult. Diciamo che sono d’accordo con lui in parte.
Scrivere, dice GL, è un atto d’amore. E anche leggere.
Non per tutti, secondo me.

Sto conoscendo troppe persone per cui scrivere è un atto simile ad altri che possano farti entrare in un presunto cono di luce. Scrivo dunque sono migliore. Scrivo dunque fatemi largo, gente.  Si sgomita anche quando si scrive gratis, per la rete, figurarsi fuori. A me questo fa paura: è come se, a volte – non per tutti, sicuro – scrivere tirasse fuori non il meglio ma il peggio di noi.

E leggere. Quante volte mi sono imbattuta in persone che usavano la lettura come un manganello! Hai letto questo? No. Giù un colpo. E quest’altro? Ah, ma allora…altro colpo. La lettura come status. Come modo per sentirsi fighi.

Insomma, penso che non per tutti valga la definizione. Altrimenti, chi legge e chi scrive sarebbe automaticamente dalla parte giusta. E non è vero. Non sempre.

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22 Risposte to “Questioni d’amore”

  1. G.L. Says:

    Riporto qui quello che ti ho risposto sul wunderblog

    “Lara: il mio infatti non è un Noi conro Voi. Non esiste un Noi, il Noi è quello che vogliono metterci in testa.
    Esiste il mio Io più il tuo Io più il suo Io. E basta. Il Noi contro Voi è un canto di guerra, sempre. Appartiene più all’etologia che all’antropologia.

    Non per tutti è un atto d’amore? dipende. C’è chi scrive per farsi vedere come dici, ma è amore perverso nei propri confronti. E non porta a nulla se non a libri asettici, freddi, disgustosi. C’è chi legge per fare il figo? Buon per lui, è anche questo amore perverso. Si perde un mucchio di belle cose.

    Attenta: non sempre l’amore è cosa positiva, anzi. Non vorrei mai essere operato da un chirurgo pieno d’amore, nein danke.

    Chi legge e chi scrive (o chi comunque cerca di creare qualcosa contro l’entropia) forse non è sempre nel giusto (dipende, appunto, dal tipo di amore che lo spinge a farlo – anche l’amore per il denaro è un ottimo propellente ed è quello che spinge certi copywriter a smembrare ogni tipo di tessuto sociale) ma ha molte più probabilità di uscire dalla caligine che ci sta inghiottendo tutti. Parlo di probabilità, non di certezze. E’ come aggiungere un enzima particolarmente vorace e reattivo in una composizione chimica, nel bene o nel male.

    Puoi leggere Goethe e cambiare il mondo (o cercare di) oppure, come Hoss, puoi leggere Goethe mentre decidi quanta gente mandare nei forni crematori.”

  2. Lara Manni Says:

    E qui il discorso si fa ancora più interessante. Perchè nella stragrande maggioranza dei casi l’amore si identifica con la salvezza.
    Anche nella scrittura. Non parlo solo di trama. Parlo dell'”io ti salverò” che, volente o nolente, molti scriventi sentono dentro di sè. E che, secondo me eh, sarebbe così bello sostituire con “io ti racconterò”.
    Sto andando per la tangente. 🙂

  3. Fabrizio Says:

    La scrittura è come il sesso. Può esserci la performance, l’ormone, la gola. Può essere fisicamente e sensorialmente fenomenale, eccentrico, rozzo o raffinato.
    Ma senza l’amore non è la stessa cosa.

    Nella timida e inutile opinione del sottoscritto, l’amore è il pensiero e la creatività.

    E dato che riconosco il sesso senza amore, riconosco anche la scrittura senza creatività.
    Creare, narrare, pensare non è univocamente un atto grafico, ecco.

    Poi Luca è un grafomane, ma questo è un altro discorso… 😛

  4. Lara Manni Says:

    Ma sulla creatività siamo d’accordissimo. E anche sull’amore che i singoli ci mettono. Ma che non sempre, appunto, è “buono”.

  5. G.L. Says:

    “Good… bad… I’m the guy with the gun.”

  6. Mele Says:

    Mamma che discorsi metafisici. Bene, vi lascio volteggiare e non cerco minimamente di raggiungervi (io il tedesco non lo so), però vi ricordo una cosa: l’arte, in qualsiasi forma, di qualsiasi dimensione morale, dev’essere artigianato. Manovalanza. Sudore. (Alziamo tutti le braccia e diamoci un’annusata)
    Amore, sì; Desiderio, sì; Bisogno, sì. E tanta, tanta sporcizia sotto le unghie.
    Bleha. Vado a farmi una doccia.

  7. kanako91 Says:

    *riemerge dall’ombra*
    Quoto Mele.

    Il Potere dell’Ammore fa qualcosa solo nelle favole. Nella scrittura, può darti solo la spinta iniziale, ma dopo ci si deve dar da fare, senza amore. Sennò c’è il rischio di scrivere più del necessario, curare particolari inutili e si finisce ammazzando il parto del proprio “amore”.

  8. Lara Manni Says:

    Per me amore sono le unghie sporche, sì. 🙂

  9. Celesty Says:

    Concordo su tutto.
    Ehm… Però anche io lo faccio. *Si nasconde*
    Mi sono ritrovata troppo in questo post. xD Comunque io scrivo per passione, e chissà, forse un giorno qualcuno potrebbe scoprire la mia opera… ❤
    Ok, sto divagando! xD
    In ogni caso, hai perfettamente ragione. ^^

  10. G.L. Says:

    Non parlo di Ammore, né di favole. Parlo di cura, dedizione. E passione. Senza passione, cura e dedizione, non c’è anima. In ogni goccia di sudore ci devono essere queste tre cose, altrimenti crolla tutto.

  11. Fabrizio Says:

    “Good… bad… I’m the guy with the gun.”

    E’ per chicche come queste che ti trovo adorabile, Luca. Come una bambina che corre con le forbici in mano, ma comunque adorabile… 😉

  12. Rew Says:

    A scuola, se dico “Ho letto un libro interessante” oppure, “ho scritto una fanfictions [con dovute spiegazioni su cos’è una fanfic] su *serie*”, i miei compagni mi prendono in giro, come se leggere o scrivere fosse una cosa per sfigati. Certo, ci sono le dovute eccezioni, ma sono davvero poche persone (e una di queste mi deve ancora riportare un libro della Rice, damn).

  13. Lara Manni Says:

    Atropo? 🙂

  14. G.L. Says:

    Rew, te lo dico per esperienza personale: alla fine indovina chi è che ride?

  15. Lara Manni Says:

    Rew, mi associo a GL.
    E pensa che quelli che pensano che leggere e scrivere sia roba per sfigati sono quasi (quasi) meglio di quelli del fronte opposto, che si sentono dio in terra e sognano di vincere lo Strega 🙂

  16. Laurie Says:

    Più che amore io lo chiamo passione. Ce n’è bisogno in tutti i lavori, per non scadere nella mera tecnica (o tecnicismo) e per infondere un po’ di “umanità” alle cose che fai 🙂

  17. Rew Says:

    Infatti io rido. Leggere tanto mi ha aiutato molto in italiano, e se vedo i loro errori grammaticali (errori che manco alle elementari si fanno) mi trattengo sempre dal ridere.

  18. Lara Manni Says:

    Non trattenerti 🙂

  19. Mele Says:

    Mi sono fatta un esamino di coscienza, sai, Larù? In effetti, scrivere ha tirato fuori il peggio di me. Se qualcuno dice “Ma” su quello che scrivo, schizzo veleno dai denti. (Sarà troppo amore? Non-toccate-i-cuccioli?)
    Altro peccato: per me è sempre una questione di Noi vs Voi. “Noi” che è plurale maiestatis, perché quando scrivo mi sembra di essere sopra tutto e tutti, critici, lettori o compagni di poetica. Lassù nell’Empireo colla mia lira scordata, a cercare di strappare petali di Bellezza e Piacere con cui farcirmi la bocca. Ecco, qui c’è poco amore e troppo ideale. Chiedo scusa per aver fatto credere / creduto di essere una persona migliore.

  20. Lara Manni Says:

    Naaaa. Mele, guarda che è normale. Non si tratta di essere migliori e peggiori: ogni parola critica che ricevi è sempre una pugnalata. Poi, appunto, ci si pensa, si riflette, si accoglie e si migliora (a meno che le critiche non siano frutto di qualcos’altro, e ne so qualcosina).
    Poi. Quando si sta nel luogo “altro” a scrivere, la sensazione è meravigliosa, e può portare a pensieri colpevoli. Ma è normale, ripeto. Tranquilla e riacchiappa quella lira, o ti mando il gatto. 🙂

  21. palanmelen Says:

    Io aspetto le critiche con un’ansia quasi sessuale, leggerle mi manda endorfine per il corpo, rispondere mi esalta perversamente. Non parto mai dall’idea di poter avere torto (tranne sulla grammatica o sull’ortografia, perché, sembrerà paradossale, quando sto scrivendo sono troppo concentrata per notare le lettere che scrivo – poi il cervello si abitua a ricostruire le parole corrette nella lettura e gli errori non li vedi più) Spesso arrivo alla fine ancora convinta di aver ragione. Sono un piccolo e malefico galletto da competizione.
    Il peccato più grande è non avere rimorsi.

  22. Lara Manni Says:

    O forse è averli?

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