Dubbi e soluzioni

Stamattina ho trovato una ulteriore soluzione, questa volta di tipo fisico-ingegneristico-pragmatico ad uno dei problemi del racconto.  E per questo dico grazie-sai.
Invece, rileggendo Sopdet, mi sto ponendo un miliardo di domande. Per esempio. Sopdet è un romanzo corale: non c’è il fuoco su un personaggio piuttosto che su un altro, come avveniva, in Esbat. Ciò è cosa buona? Non ci sarà, non c’è, uno squilibrio troppo forte tra personaggi principali e personaggi minori?
Il fatto è che a me i personaggi minori, quelli che appaiono magari solo in due pagine, piacciono. E non per una questione di narcisismo da scrivente, tipo “adesso ti racconto cosa passa nella testa di tizio o tizia anche se poi li perdi, caro lettore”. Mi piacciono perchè moltiplicando i punti di vista mi sembra che quel che accade possa essere letto in più modi. E poi perchè mi piace dare voce a chi non la possiede: tante volte,  guardando un film, mi sono chiesta chi fosse davvero quello o quella che muore prima della fine del primo tempo.  Raccontarne la storia, sia pure in poche frasi, mi sembra un piccolo gesto d’amore.
Quello che però mi preoccupa è che l’affresco risulti complicato. Alt, in realtà Sopdet E’ più complesso, e non solo per gli scarti temporali continui: forse il meccanismo magico è più semplice rispetto a Esbat, ma sicuramente non c’è un solo personaggio “forte”, come la Sensei. Ce ne sono almeno cinque, trattati con equità.
Dunque, rifletto, correggo, sottolineo, prendo appunti. Anche se, per me, il numero due resta il preferito di tutta la trilogia. Ma questo è il mio parere, e conta fino a un certo punto.

Ps. Ehi, scopro ora che Esbat è finito su Televideo. Così:

ESBAT                       L.Manni  
 Feltrinelli                  euro 16,50
 Nasce come fan fiction, un'espansione  
 in rete attorno a un manga giapponese, 
 trascorre a puntate sul web e diventa  
 un libro. Sui passaggi d'età e sul fa- 
 scino di certe storie. Una cinquantenne
 giapponese,maestra di racconti a fumet-
 ti è arrivata alle ultime tavole, ma la
 storia si rivolta al suo destino.Un de-
 mone affascinante e malvagio oltrepassa
 il confine tra fantasia e realtà e le  
 appare a reclamare un finale diverso.  
 Ivy un'adolescente romana s'intromette 
 nel rituale che governa il transito tra
 i due mondi....
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15 Risposte to “Dubbi e soluzioni”

  1. Vale Says:

    Beh, io posso dirti che in generale i romanzi corali e ben strutturati a livello temporale a me piacciono molto. Non per niente sono fan di Thomas Pynchon che porta il discorso alle estreme conseguene… senza scordre il nostro caro Steve (L’ombra dello scorpione, uno per tutti, anche se non è il mio preferito…)
    Sapere questo mi rende ancora più golosa.

  2. palanmelen Says:

    Probabilmente ti chiedi se qualcuno salterà fuori dicendo “Ma al lettore dei pensieri di questa persona che gliene importa?”
    Secondo me è un modo troppo semplificato di vedere (e leggere) una storia.
    I “personaggi minori” dovrebbero fare solo contorno? Dovrebbe essere un semplice patchwork di aristie dei personaggi principali?
    No. Soprattutto in una storia come le tue, dove i personaggi che muoiono prima della fine del primo tempo ce ne sono da vendere: ognuno ha il diritto di dare dignità alla propria morte, anche solo raccontandoci gli ultimi cinque minuti della propria vita.
    Mmmh. Però mi sa che sto parlando con in mente Tanit.

  3. Rew Says:

    Se prendi le cose con giusta misura non puoi far altro che arricchire il romanzo (ed emozionare il lettore). Profonditààà.
    [Ok, vado a sclerare da qualche altra parte]

  4. Rohchan Says:

    Io trovo che buona parte della bellezza di Sopdet stesse proprio in quel turbinio di personaggi che ti butta da una parte all’altra della storia…
    l’intreccio era bellissimo e spaventoso, richiedeva attenzione ma trascinava alla lettura in una maniera incredibile, perchè non potevi aspettare per sapere, seguire i fili, anche se poi saliva un po’ di mal di testa.
    Era eccezionale come fanfiction…se qualcosa da cambiare c’è, può solo migliorare ancora…^_^

  5. Vale Says:

    Aaargh! Rohchan! Piantala, io sono costretta ad aspettare!
    (…e non hai idea di quanto io sia impaziente, in generale 😉 figuriamoci con un romanzo di cui ho sentito parlare così…)

  6. Laura Costantini Says:

    Ho appena finito di leggere ESBAT…
    Sto per scriverne sul mio blog e non ti anticipo nulla.

  7. Lara Manni Says:

    RECENSIONE SPETTACOLARE, Laura! Sono commossa!!! E vicino a La storia di Lisey, uno dei miei prediletti!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Rohchan, sto lavorando per limitare il mal di testa lasciando gli intrecci. E’ un casino, ma ci provo 🙂
    Vale: L’ombra dello Scorpione era molto presente mentre scrivevo Sopdet xD
    Mele: Sì, era per quello. Anche in Tanit, vero…e in Sopdet pure. Ricordi Vallo-bello? xD

  8. Mele Says:

    Yay. Capitolo 7. Non mi ricordo che recensione ti ho fatto ( e se l’ho fatta, visto come ero discontinua). Ma Vallo-bello me lo ricordo. Anche perché quasi tutti i tuoi “personaggi minori” sono femmine. Non che i maschi facciano fini migliori. Bvvv. Rabbvividiamo.
    Ripensando ai punti di vista ( ricollegandoli al pezzo giusto della trilogia, soprattutto), mi è venuto in mente il “pm” (eheh. Permettimelo, sai quanto mi piacciono le sigle) di uno dei primi capitoli. 2? Sì, forse. Non vorrei fare spoiler, ma insomma. La descrizione che fa questa tizia di Ivy e dei suoi amici. L’atmosfera triste e malvagia che l’accompagna.
    Ecco, è un modo per distaccarci dall’eroina e per guardare ciò che accade dal punto di vista della “normalità”. E siccome noi sappiamo che ciò che accade *non* è normale, l’effetto è straniante e “ironicamente tragico”.
    Come volevasi dimostrare, ho beccato uno dei pochi “pm” che non muoiono. O muore? Mi fai venire il dubbio!
    Insomma, tu in genere fai vedere ciò che è normale attraverso gli occhi di qualcuno di a-normale e viceversa. C’è poca accettazione e molto conflitto.
    E di solito è Secchan (usiamo i nomi vecchi per non fare anticipazioni) che prende a testate il muro prima di arrivare ad un compromesso.
    Ma mi sembra di ripeterti cose che ti ho già detto.
    Il prossimo post lo devi fare su come usi i colori in Sopdet.

  9. Lara Manni Says:

    Mele, prima o poi chiedo la tua mano.
    Il personaggio in questione è Angela, infatti, l’infermiera depressa 🙂
    Capitolo due. Accidempoli che memoria.
    Ed era quello che volevo!!!!! Vedere con altri occhi! Solo che devo affinare alcune cose, per evitare, appunto, i famosi mal di testa.
    I colori????
    A me viene in mente solo il capitolo blu…xD

  10. Mele Says:

    A me viene in mente una luce grigio-latte. Che non capisco se è tra il grigio e il color latte o è color latte grigio.
    Eheh! La mia memoria è un archivio digitale! Però, dai… io sto lì a evitare gli spoiler e li fai tu!
    Secondo me i mal di testa non stanno nei pm, ma… come dire? Nell’impaginazione? Sì, per esempio quando (Mele sussurra e consiglia di non leggere a quelli che non conoscono Sopdet) Secchan mischia quello che gli sta accadendo (la ragazza che incontra per strada) con quello che gli è successo (lo spetto con cui -ahem- prima di passare “di qua tempo fa”).
    Sono stata abbastanza vaga e precisa?
    Insomma, a leggerlo tutto attaccato sullo schermo fa venire il mal di testa. Ma lì bisogna che si ingegni il grafico.
    (Come quando cambi di frequente tempo e/o mondo. Invece dei tre asterischi, o in più, ci starebbe qualcosa tipo un cambio di carattere, o qualcosa del genere. Mmh, pensa come sarebbe carino utilizzare dei caratteri diversi associandoli ognuno a un tempo e a un mondo! Però sarebbe troppo stancante per gli occhi, temo.)
    Ok, inizio ad andare OT. Ci sentiamo.
    (Oh, la mia mano, il mio anulare e anche tutto il braccio sono disponibilissimi.)

  11. Lara Manni Says:

    …oppure aumentare i capitoli, che è quello a cui sto pensando ora….Sì, quell’episodio infatti cambierà xD

  12. Mele Says:

    Colle pinze, però. Perché la fluidità del passaggio tra ricordo e presente è strabiliante (per questo confonde) e meravigliosamente realistica. Occhi…ippocampo…occhi…ippocampo. Anche se quello lì ha l’amigdala troppo sviluppata e finisce col seminare cadaveri ovunque passi XD.

  13. Lara Manni Says:

    Mi piace questa lettura neurologica xD
    Colle pinze, assolutamente. Non cambio il passaggio ma cerco di chiarire meglio i due tempi, solo questo. Per ora i cambiamenti che sto facendo sono solo di “montaggio”, tipo prendere delle parti e metterle prima o dopo, ma non in quel capitolo, promesso 🙂

  14. Vale Says:

    Io invece (OT, lo so, ma sono eccitata da questo) ho scoperto chi ha dato fuoco alla baracca con il proprietario dentro (la baracca)… Ora spero solo che il collpevole non esca dal computer per impedirmi di rivelarlo… ehm… Effetto Esbat, mi sa.

  15. Lara Manni Says:

    🙂
    Sarebbe divertente, però 🙂

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