Attenzione, bitte

Che poi, pensavo poco fa mentre posavo la matita e mi accendevo la sigaretta. Che poi, quando si scrive una storia fantastica, i dettagli reali sono ancora più importanti. Ovvero devono essere ancora più curati rispetto a un romanzo mainstream. Perchè se in una lettera scritta da una maestrina nel 1915 io uso delle parole che a quell’epoca non c’erano ancora, commetto una leggerezza. Magari nessuno se ne accorgerà, ma comunque faccio scricchiolare tutto. Come quando ho fatto nascondere un personaggio dietro una bitta sul molo di Trieste, nella versione fan fiction di Sopdet: impossibile, le bitte sono troppo basse, urge altra soluzione.
Non sono cose di poco conto: se non avessi avuto il betareading in chiave nipponica di Caska su Esbat, Sasaki avrebbe acquistato la sua maglietta su eBay, tenuto in sommo disprezzo in Giappone, e non su yahoo!auctions.
Dunque, essendoci molta patria storia in Sopdet, mi attendono mesi di lavoro meticoloso. Meglio, no?

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8 Risposte to “Attenzione, bitte”

  1. uriele Says:

    … ma questa storia del disprezzo dei giapponesi per ebay da dove viene?
    Se devo essere sincero alcuni miei capi adesso lavorano in America o in Francia (quindi sono giappi importati), ma questa storia non l’avevo mai sentita. Cos’é successo? Problemi con l’invio postale oppure con i metodi di pagamento?

  2. Lara Manni Says:

    Da quel che ho capito, senso di superiorità?

  3. demoniopellegrino Says:

    senti, ma una bitta cos’e’?

  4. Valberici Says:

    è il vecchio disprezzo per i gaijin che ha preso nuove forme. 😉

  5. Rew Says:

    Io sto avendo lo stesso “problema”. La documentazione storica, un grande grattacapo e difficilmente mi salverò, anche io sono masochista.

  6. Uriele Says:

    @Valberici: sì, ma yahoo! è una corporation americana con sede in California (come ebay, anche se non sono sicuro della sede) e soprattutto Yang (uno dei due fondatori) è cino-americano (e si sà che i giapponesi hanno qualche antipatia atavica e reciproca con i loro vicini cinesi (per motivi storici) e coreani (per motivi legati alla nascita di kendo e kundo ed altri screzi)
    @demonio pellegrino: sono quelle cose fighissime che ci sono sui moli attorno alle quali si assicurano le cime per ormeggiale le barche

  7. uriele Says:

    Non so se puó essere utile ma su una banchina, di fianco alle bitte, é facile trovare delle cime ammassate a formare piccole collinette di canapa.
    Molto spesso la banchina non é al livello del mare altrimenti quando c’é l’alta marea il camminamento sarebbe sommerso dall’acqua rendendolo inagibile (parlo delle banchine in cemento ovviamente): un personaggio potrebbe quindi aggrapparsi ad un anello di ormeggio con le braccia e calarsi oltre il bordo facendo leva con le gambe sulla parete.
    Se la banchina é in cemento (almeno sulla riviera emiliano romagnola e in sicilia, altri porti non ne conosco) é possibile trovare ai bordi delle scale di metallo (cosí se qualcuno cade in acqua puó facilmente risalire).
    Nei piccoli siti marittimi, se il paese é di pescatori, é facile trovare un aglomerato di barchette a remi ammassate alla rinfusa. Questa é una foto del centro dove ho fatto sub, il dive-X di Pantelleria:

    Ne ho cercate altre, ma questa era l’unica abbastanza chiara:
    sulla sinistra hai l’inizio della banchina, al centro la discesa a mare per far scendere barche a vela, gommoni e sommozzatori, e a destra il cumulo delle vecchie barche .

    Spero di essere stato chiaro e che ti possa servire per risolvere il problema delle bitte

  8. Lara Manni Says:

    Uriele, sei magnifico, ma davvero!
    La soluzione delle cime mi sembra ottima. Oppure una pila di casse. Il personaggio in questione si trova sul molo di Trieste, e deve nascondersi ma tornando verso piazza Unità d’Italia. Più che la discesa in mare, immagino che si fermi dietro le cime aspettando il momento giusto per infilarsi poi in una delle strade laterali.
    Preziosissimo!
    Quanto alla questione yahoo. Hai ragione, ma pare proprio che gli utenti trovino troppo gaijin eBay…
    Rew: insisti. 🙂 Documentarsi è anche molto divertente.

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