Domandine e domandone

Non potrei stare buona e guardarmi le stelle cadenti? A proposito, ieri notte, sdraiata su un prato, ne ho viste tante quante non ne ho mai viste in vita mia. Ovviamente, guardavo soprattutto Sopdet (Sirio, ovvero: almeno uno spoiler sul titolo posso farlo).
Comunque in realtà me la sto prendendo comoda. L’elenco dei punti da perfezionare, in Sopdet, è lunghissimo, ma è anche vero che le ricerche mi divertono. In particolare: devo trovare più informazioni su quello che è stato il campo di concentramento di Gonars. Devo sapere che tipo di spada usavano gli ufficiali italiani nella prima guerra mondiale, assodato che dal 1909 (grazie, Duca) la divisa era definitivamente grigio-verde. E se nei funerali (siamo in un paese molto piccolo del Veneto, sempre nel 1915) si usava l’incenso. E come.
Domanda cosmica, invece.
E riguarda la differenza tra scrivere semplice e scrivere facile. Perchè è vero che scrivere semplice è difficilissimo. Ma è anche vero che non sempre “ordine” coincide con “semplice”. Fino a che punto chi scrive può (o deve) sollecitare il lettore a seguirlo? Dipende da quello che lo scrivente desidera, probabilmente. Ma forse – e sottolineo forse – nella narrativa fantastica il problema si pone doppiamente. Perchè la complessità della scrittura sembra essere riservata al mainstream, e invece penso che anche fantasy e horror ne abbiano bisogno. Non penso a  una lingua che allontani, assolutamente: ma a una lingua che richieda un enorme lavoro dallo scrivente e appena un pizzico di attenzione in più da chi legge.
Credo.

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17 Risposte to “Domandine e domandone”

  1. uriele Says:

    L’incenso nella cultura cattolica, che io sappia si usa solo in chiesa. Il prete passa due volte l’ incensiera sopra al defunto durante la messa funebre per rendere omaggio al corpo.
    Se il rito é ebraico e laa famiglia é molto ortodossa, puó essere che lo Shabbat dello Shiva si usi dell’incenso o delle spezie profumate durante la cerimonia dell’Havdalah (comunque lo Shabbat romane un giorno di festa e anche se conta numericamente come giorno dello Shiva é quasi un interruzione del lutto e l’uso dell’incenso é raro)

    Nella religione cattolica si usano molto di piú le candele. Una cosa che ti potrebbe tornare utile: in italia il giorno della veglia é consuetudine coprire con drappi neri gli specchi per non rischiare che l’anima del defunto rimanga legata alla terra (chessó scivola un panno nero da una cornic
    e e tac, hai un fantasma infestante intrappolato nella casa XD)

    Se vuoi farti un idea di come si svolge un funerale questa é una buona fonte di informazione:
    http://www.onoranzafunebre.com/rito-funebre-cattolico.html
    http://www.onoranzafunebre.com/rito-funebre-ebraico.html

    Ho messo anche quello ebraico perché in veneto c’é una comunitá molto forte e ben integrata (direi anche prima della seconda guerra mondiale, ma questi sono dati che posso estrapolare solo dai lavori di Hugo Pratt)

    Se scegli il rituale ebraico qui puoi trovare un infarinatura dei vari riti di passaggio:
    http://www.unive.it/nqcontent.cfm?a_id=5177

    L’incenso come ovviamente sai é usato soprattutto nei culti e nelle religioni orientali (vedi funerale cinese:http://www.onoranzafunebre.com/riti-funebri-cinesi.html)
    Quello che si usa nei culti cattolici comunque é quello da incensiere piuttosto che i bastoncini di incenso

  2. Lara Manni Says:

    Uriele, mi inchino tre volte.
    Dunque, il rituale ebraico potrebbe servirmi…ma dopo, verso la metà.
    Il funerale è quello cattolico. In realtà, quella a cui penso è la benedizione che viene impartita davanti allo spiazzo del cimitero, in una piccola comunità. Pensavo soltanto se l’uso dell’incensiera fosse sempre stato in voga, anche in tempi di guerra, o se non fosse stato sostituito
    dall’aspersione della bara con l’acqua santa.
    Angelo di nome e di fatto. 🙂

  3. uriele Says:

    Oddio… nel periodo della guerra forse l’incenso costava caro. Comunque é usato fin dal medioevo. Consodera che oltre gli usi liturgici serviva anche pe rcoprire gli odori . Ma non mi pare di aver mai letto su una fantomatica sospensione per motivi economici (il che non vuol dir nulla, di base mi interessano piú le storie della mitologia religiosa, dei santi e il significato dei riti)

  4. Mele Says:

    Uriele… O.O… la cosa degli specchi non la sapevo… però è una notizia fantastica… da Oz!
    Larù, hai una buona scusa per un viaggetto al nord, eh? Ti cerchi un vescovo vecchietto e sei a posto. Puoi chiedere a qualche nonno, anche. Però devi venire su!! Frrrrrrrrrrrrrrrrrr!
    Sai, stavo pensando al problema delle bitte: il personaggio (aha! Posso vantarmi perché so chi è?), quanto è alto? perché io sono una nanetta, quando mi rannicchio il più possibile (senza che mi impedisca di camminare anche un po’ velocemente), riesco a raggiungere la “bassezza” di 51 centimetri. Insomma, le cose (come hai detto tu, cime e casse) possono benissimo arrivare anche fino ad una sessantina di centimetri, rimanendo nascondigli “precari”.
    Brrrrrr! Mi vengono i brividi a pensare a quello che succede dopo!

  5. celesty Says:

    Per il campo di concentramento, ho trovato questi:
    http://www.e-brei.net/old/modules.php?name=News&file=article&sid=996

    http://www.comune.gonars.ud.it/index.php?id=817

    http://it.wikipedia.org/wiki/Gonars

    http://www.ecn.org/filiarmonici/gonars-1941.html

    http://it.nntp2http.com/cultura/2007/01/531fb75a28fb6fb39bc78f2b4e309fe4.html

    Mentre per le spade…
    http://it.wikipedia.org/wiki/Categoria:Militari_italiani_della_prima_guerra_mondiale

    http://www.esercito.difesa.it/default.asp

    Oppure ancora meglio, ho chiesto ad un mio amico militare… ^^ PErò mi darà la risposta per lunedì, riesci ad aspettare così tanto? *-*

    -Iscritta a WordPress, devo ancora sistemare il blog… xD Poi comincerò a fare un blog che analizza di tutto… xD-

  6. Vale Says:

    Allora, co’ ‘sti spoilerini a metà!
    *Vale borbotta*

    Da ex cattolica posso dirti che attualmente non si usa l’incenso al cimitero, ma solo durante il rito in chiesa… oddio, non è che abbia assistito a tutti sti funerali, eh…
    Cosa facessero nel ’17 mi sfugge, comunque penso che ti basta trovare un prete di una certa età, quelli giovani (i pochi che ho conosciuto) di queste cose se ne fregavano.
    L’incenso usato come dice Uriele è quello in grni, puro, quindi molto costoso. Mio padre ne aveva un barattolino, che ogni tanto accendeva, e l’odore è diverso da qualsiasi incenso si possa comprare in giro (a meno che non si va in un negozio di forniture liturgiche).
    Ma prendilo con le pinze, ‘sto commento, che magari ho detto qualche cavolata, del resto non è che sono mai andata in giro a cercare l’incenso puro…

  7. Vale Says:

    Sulla domandona invece mi viene da risponderti con una frase che tu conosci molto bene, quella nella prefazione di On Writing.
    Quello che dici sulla differenza fra scrittura semplice e scrittura facile mi ha fatto venire in mente Twilight (ahimè, in traduzione) che è una scrittura facile, fin troppo: nonostante il testo sia scorrevole lo trovo proprio buttato lì, sciattissimo.
    Scrivere semplice è tutt’altra cosa.

  8. uriele Says:

    @ Vale : hai detto bene, é quello in grani. Come ho scritto sopra non é quello in bastoncini, ma avevo paura potessero esserci delle “zollette”di incenso da bruciare nell’incensiera. Grazie, hai fugato anche un mio dubbio con la tua risposta 😀

  9. Vale Says:

    ^_^
    Le “zollette” sono i carboncini da accendere, su cui poggiare i granelli.
    Mio padre si era preso un barattolino di incenso (glielo ha regalato il suo amico prete) e ogni tanto lo accendeva.
    Ci sono queste pastiglie di carbone (quelle che avevamo a casa avevano circa tre cm di diametro) che bisogna accendere (a me non di rado partiva una mezza bestemmia, perché quei dannati aggeggi si spegnevano spesso) e mettere nel bruciatore. A casa dei miei ce n’è uno in pietra, ma in chiesa lo usano di metallo (oro?). Sopra ci si mette l’incenso che dopo qualche istante inizia a bruciare.

  10. Ayame Says:

    IO vivo in un piccolo paese sperduto in Veneto *.*

  11. uriele Says:

    grazie mille. I turiboli piú comuni durante le funzioni sono in ottone e/o ferro, soprattutto per le piccole chiese di campagna (d’oro e d’argento penso li abbiano le cattedrali delle grandi cittá, ma non si puó mai dire, magari possono essere il regalo di dei fedeli che hanno ricevuto la grazia dal santo patrono della diocesi).
    Grazie per il chiarimento sull’accensione: non ne ho mai visto accendere uno e pensavo potessero dar fuoco direttamente a una zolletta (ai grani no, brucerebbero troppo in fretta)

  12. Fabrizio Says:

    Leggere è un’esperienza, come guardare un film o leggere un fumetto.
    Sta a chi scrive decidere il grado di complessità della lettura, in base al suo progetto.
    Tendenzialmente io sono per la scrittura easy. Ma non è detto che questo debba valere sempre. Dipende cosa vuoi comunicare e cosa vuoi che provi il lettore.

    Magari puoi chiedergli un po’ più di impegno. Magari no… -__^

  13. venexian Says:

    il fumo dell’incenso, salendo verso il cielo, fa da guida alle anime.
    Sai, Lara, era usanza distribuire persino dolci, le “favete”, durante la cerimonia funebre 😉 e gli uomini indossavano rigorosamente un mantello lungo e nero ^_^
    Sirio, il dragone, veglia su di te ;-P

    (nei colli di Conegliano, se ti interessa, esiste un castello con un fantasma VERO! ne hai sentito sicuramente parlare persino in tv)
    e che dire di Ca’ Dario?

  14. Lara Manni Says:

    Ca’ Dario appare in Tanit, numero tre 🙂 Anche se è un’apparizione momentanea, ma c’è.
    Uh. Cos’è il fantasma di Conegliano???? Chi è?
    Le favete!!! Venexian, sono preziosissime, e anche il mantello!!!!!

    Uriele, Vale, GRAZIE! In realtà quella del funerale è una scena piccola, la descrizione occupa mezza pagina. Però è una scena chiave, e la voglio perfetta.

    Ayame, Mele, essì, prima o poi il viaggio nordico lo faccio (Mele, ci ho pensato alla faccenda delle bitte, visto che il personaggio E’ piccolino di statura. Ma anche le scalette del molo Audace andrebbero bene…).

    Fabrizio: per me leggere deve essere “easy”. Ma easy non vuol dire necessariamente “ordinato”, volevo dire questo. Penso agli scarti che fanno alcuni grandi maestri, e a quanto mi piacerebbe perfezionare i miei. E’ come dice Vale: la paura è che poi “sciatto” o “piatto” diventi sinonimo di facile, no?

  15. celesty Says:

    Lara!
    Mi hanno dato per buono solo ora un commento che avevo fatto ieri dove ti davo alcune informazioni sul campo di concentramento e sulla cosa militare… (Se lo vedi, buona!) xD
    Spero ti servano. ^^

  16. Lara Manni Says:

    Visto! L’ho sbloccato io, è che WordPress blocca automaticamente i commenti con i link e io non guardo sempre quelli messi in moderazione.
    Ma grazie! Utilissimi!!!

  17. celesty Says:

    Di nulla e non sapevo di queste cavolate… xDDD

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