Paura (e una petizione)

Una lampadina che si accende e si spegne, e il suono di una campana. Ogni volta più forte.
Oppure.
Un bambino che dorme e un improvviso senso di freddo: il presentimento che non crescerà.
Oppure.
Un’ombra che si confonde con il buio della strada.
Oppure?

Indagini personali sulla paura dopo la rilettura del vecchio Clive (Barker).

Ps. Marco mi scrive una mail e io amplifico: ” Ho trovato su internet questa petizione per tradurre in inglese la saga di Yoshiki Tanaka, Legend of the Galactic Heroes. È una space opera meravigliosa da cui è stato tratto un vecchio bellissimo anime.In Italia non credo che la vedremo mai, ma almeno l’inglese è una lingua più accessibile”.
Firmate!

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28 Risposte to “Paura (e una petizione)”

  1. demonio pellegrino Says:

    le famose situazioni da cui parte King…

    forse e’ un po’ OT, ma leggendo on writing credo di aver scoperto il motivo della debolezza dei cattivi di King: per sua stessa ammissione lui non si cura all’inizio di chi siano i personaggi e di come la storia va a finire. Parte dalla situazione. E fin qui non c’e’ niente di male, perche’ ne escono fuori pagine da urlo (ancora Duma Key). Ma mi chiedo se questo non sia proprio IL responsabile della debolezza dei suoi cattivi. Perche’ King quando comincia a scrivere non li conosce del tutto. E non e’ un caso secondo me che nei suoi libri compiutamente piu’ belli (cioe’ quelli belli dalla A alla Z, non quelli bellissimi dalla A alla U e poi cosi’ cosi’ alla Z), lui avesse gia’ in mente tutto, anche se poi magari la trama e’ cambiata: misery per esempio.

    Se tutto questo e’ OT cancella…

  2. Lara Manni Says:

    Dunque….però lo capisco. Nel mio piccolissimo, neanche io so chi siano i personaggi quando comincio. Ivy doveva essere solo una figurina di contorno e così, in Sopdet e Tanit, Adelina e Nadia…Quindi mi riesce difficile rispondere: secondo me un personaggio si conosce MENTRE scrivi, e cominci a dargli anima, e poi un passato, e poi sviluppi le azioni conseguenti a come è. Credo, eh.

  3. demonio pellegrino Says:

    mi pare sia diverso, pero’: King dice chiaramente che a lui, all’inizio, dei personaggi non gliene frega quasi niente. Non e’ uno di quegli autori che s’innamorano dei propri personaggi, come la meyer, o – non offenderti per il paragone – come mi pare abbia detto tu stessa.

    Proprio questa mancanza d’interesse per i personaggi secondo me gioca un ruole forte nei cattivi di King: se il personaggio umano si evolve durante l astoria, e alla fine non ha importanza dove va/quello che fa, purche’ sia pertinente alla storia, nel caso del cattivo questo non puo’ funzionare. Il cattivo DEVE essere spaventoso. Il ragno di IT e’ ridicolo, non spaventoso. La firugina imbottigliata di Duma Key e’ ridicola, non minacciosa.

    Non so se mi spiego.

  4. demonio pellegrino Says:

    secondo me sto diventando dislessico. Si puo’ diventare dislessici?

  5. Rohchan Says:

    …vuoi sapere cosa mi fa paura? Giusto qualcosa, forse anche un po’ infantile…

    Un viso dalle espressioni deformate dalle strobo in discoteca.
    La maschera del Joker.
    L’odore delle case coi muri di mattone a vista. (!!!)
    Le gallerie delle vecchie città, di sabbia e mattoni, che iniziano ma non ne vedi la fine, e hanno quell’odore di acqua e terra e muschio, e il vento freddo che viene da lì sa di aria morta, ferma. E per giunta, anche se il buio ti invita ad entrare, sai che avrai un freddo cane e metterai i piedi su qualcosa di scivoloso, e non è una cosa intelligente nè prudente ma lo fai lo stesso.
    E poi scappi.
    Gli specchi quando è buio.
    Quei flash che arrivano a volte, quando sono stanca, e ho l’impressione che a qualcuno succederà qualcosa, e mi corre un brivido gelato nella schiena, giù fino alle caviglie, e poi è come se mettessi i piedi nell’acqua bollente.
    Il buio in solitudine.
    Una persona che si dondola sulla sedia/poltrona/divano/letto.
    Il rumore di un ramo che si spezza.
    Gli occhi di chi ti guarda senza vederti, ma non perchè pensa ad altro, o non vede affatto, ma perchè VEDE qualcosa d’altro, che tu non vedi. E che, ovviamente, non è una cosa bella. E tu ce l’hai alle spalle.

    …e altro, credo. Ma non ho capito se cerchi sensazioni o cose fisiche, diciamo così. Di solito, tendo a far finta che ciò che mi spaventa non esiste, oppure è una stupidaggine e come tale finisce relegata nelle sciocchezze…

  6. demonio pellegrino Says:

    paura:

    – cercare l’interruttore al buoi li’ dov’e’ sempre stato, e non trovarlo, ed essere sicuri per un centesimo di secondo lunghissimo che l’interruttore non c’e’ piu’ o e’ stato spostato (con tutto quello che ne consegue).

    – finire nel radar di un magistrato bisognoso di un colpevole (Enzo Tortora docet).

  7. Lara Manni Says:

    Cercavo esattamente questo….L’interruttore e le gallerie fanno paura anche a me, ammetto.

    Demonio, ti sei spiegato benissimo! E’ che forse King fa talmente attenzione ai personaggi umani che scivola sui non umani. Anne Wilkes era terrorizzante: ma era “reale”. 🙂

  8. Ema Says:

    Non concordo sui cattivi di King. Pennywise è straordinariamente spaventoso, almeno da come la vedo io. E lascia perdere la raffigurazione finale in forma di ragno: il ragno è semplicemente l’immagine coacerva delle paure ancestrali dei bambini (e non solo) ma ciò che è mostruoso è quel che sai che è in grado di fare (non pensiamo alla ridicola rappresentazione cinematografica, lì il ragno è VERAMENTE ridicolo). Ed epica è la lotta finale in cui il premio in palio è la vita e la sanità mentale, quel reciproco mordersi la lingua (se ricordo bene).

    Tornando in topic: a me accendere la luce spesso spaventa. Perché se sono lì, al buio, a immaginare lovecraftiani abitatori o sussurratori nelle sagome indefinite che si incrociano nelle tonalità blu notte della stanza, il terrore vero è che la luce li concretizzi. Che dissipi la flebile speranza che in realtà quella cosa sia solo l’appendiabiti. E a quel punto non possono più non accorgersi di me, che incautamente li ho disturbati e anzi sto ancora con la manina sulla parete a maledire la mia avventatezza…
    Non so se mi sono spiegato.

  9. Lara Manni Says:

    Ti sei spiegato benissimo. Infatti le ombre che si confondono col buio sono la cosa che a me spaventa di più (insieme ai cani selvaggi): proprio perchè sono indeterminatezza pura…

  10. Ema Says:

    un’altra situazione che personalmente odio/adoro (perché c’è sempre qualcosa che attira, nelle paure folli) è trovarmi a nuotare sott’acqua e vedere solo blu, senza nessun contorno definito, in tutte le direzioni – in genere basta nuotare appena sotto la superficie con 5-6 metri di acqua di profondità massima. Non sai mai cosa può spuntare fuori, o cosa può rivelarsi quell’ombra leggermente più chiara che si avvicina dal fianco sinistro. Qui sono un po’ deviato dalla visione dei vari “squali” televisivi, lo ammetto.

  11. Lara Manni Says:

    Ecco, e io che non so nuotare?
    Terrore dei terrori: non sentire la sabbia sotto i piedi e non avere appigli…Un giorno ci scrivo qualcosa.

  12. Ema Says:

    (quando comincio a rompere ditemelo)
    svegliarsi la mattina e trovare qualcosa di leggerissimamente diverso nel “solito” mondo che non è più solito. Un particolare sbagliato in ogni cosa: la mensola di colore diverso, la mamma con una voce più stridula, in cortile una palma anziché la solita quercia…
    Questo è un incubo di quando ero piccolo.

    Ancora. Accorgersi che stai vivendo un sogno, o meglio un incubo, e non riuscire a svegliarsi.

  13. Uriele Says:

    sarò materialista, ma io ho sempre avuto paura dei ragni. Da quando ho visto aracnofobia da piccolo, anche il ragnetto più piccolo mi terrorizza. sapere che un animale piccolo e innocuo, uguale agli altri potrebbe ucciderti con un morso… poi ovviamente arrivano i giapponesi ci mettono un po’ di clock punk e robotica e mi ipnotizzano fra paura e meraviglia:

  14. Carraronan Says:

    “La Princesse”, il famosissimo ragno del video, è realizzato dai “La Machine”, una compagnia di artisti francese Ci sono anche i video, secondo me più belli, del giretto a Liverpool. Notare il design imbullonato e i getti di acqua spray per simulare strambi getti di vapore. Ottima estetica steampunk pura.
    http://en.wikipedia.org/wiki/La_Princesse

    Si trovano anche i video dell’elefante steampunk ispirato a un romanzo di Verne. E lo show con l’elefante e la marionetta gigante, molto bella anche lei, è stato progettato proprio per il centenario della morte di Verne.
    http://en.wikipedia.org/wiki/The_Sultan%27s_Elephant

    L’elefante a vapore viene dal romanzo, molto famoso pure questo, “La maison à vapeur”, del 1880. Tutte queste stramberie sono ottime come ispirazione per lo steampunk, nel suo recupero dell’ottocento.
    http://en.wikipedia.org/wiki/The_Steam_House

    ^___^

  15. G.L. Says:

    Uriele: in quello schifo di film i ragni SALTAVANO. Me lo sogno ancora di notte. Bastardi.

  16. Lara Manni Says:

    Domandina: ma perchè tanti ragazzi/uomini che conosco hanno paura dei ragni? Giuro, non è capziosa!

  17. G.L. Says:

    Perchè hanno otto zampe.

  18. Lara Manni Says:

    Cosa hai contro la multizampità???

  19. Ema Says:

    E’ che è inquietante come modus operandi, oltre che per l’aspetto (altro che la formichina).

    Cioè volendo un ragno bell’e completo ti dà un giro di ragnatela per distrarti, ti morde e ti avvelena, tu rimbambito ti fai tutto imbozzolare (brrr) oppure crocifiggere al centro della ragnatela e poi quando sei di nuovo cosciente tornano a mangiartisi un pezzettino per volta. Ce n’è abbastanza, a casa mia.

  20. Lara Manni Says:

    Ma i serpenti sono molto più fetenti. Essere digerito lentamente è peggio che essere mangiato lentamente.

  21. Uriele Says:

    la mia paura è il veleno:
    nel film (l’ho visto che avrò avuto 6 anni e ho visto IT che ne avevo 8 e il secondo non mi ha fatto così paura) alcuni ragni particolarmente velenosi finivano in un carico diretto negli stati uniti.
    I piccoli bastardi si accoppiavano con i ragni locali, creando una nuova stirpe velenosa come i primi, ma dall’aspetto innocuo dei secondi. Un ragno è una bestiolina piccola, a cui non si fa caso. Non ha un aspetto pericoloso come uno scorpione o un serpente e non sempre ti accorgi subito del suo morso. Inoltre hanno quella diavolo di filo sottile che gli permette di calarsi delicatamente fino alla coppola e zampettare dentro la maglietta e sotto i vestiti. E hanno un metodo di caccia subdolo: intrappolano gli altri insetti in delle ragnatele, questi rimangono intrappolati e cercano di divincolarsi ingrovigliandosi ancora di più e avvertendo l’aracnide. Il ragno senza nessuna fretta si avvicina mentre le prede continuano a divincolarsi nella tela, le anestetizza con il veleno che blocca i centri nervosi e le avvolge nel filo prima di divorarle, lasciandole morire lentamente e aspettando nuove prede.
    Poi ci sono le tarantole… le tarantole però mi fanno un meno paura: le vedi arrivare e hanno una tecnica di caccia più diretta (ma continuano a farmi schifo)

  22. Lara Manni Says:

    Per me nulla batte l’ansito di un cane che corre alle tue spalle senza che tu possa voltarsi per sapere se ti sta raggiungendo…

  23. Uriele Says:

    Con i cani ho avuto brutte esperienze (il pastore tedesco vecchio e psicopatico di mia nonna che non mi riconsce e cerca di staccarmi la mano. l’enorme cane nero dei vicini sempre sbavante alla catena che cerca di morsicare chiunque…), ma mi sono sempre piaciuti, hanno un linguaggio del corpo facile da capire e ci si regola di conseguenza. Inoltre un cane è grosso,lo vedi. Puoi usare un bastone. Ti da una possibilità, in un certo senso.
    Anche se essere inseguito da una muta di cani idrofobi nella notte direi che è una buona paura ^^

  24. Mele Says:

    GL, guarda che i ragni saltano davvero. Parlo per esperienza personale.
    (Cos’è la pallina nera che è appena comparsa sulla mia maglietta?- sono stata più veloce a toglierla che a rendermi conto che era un ragno. Per fortuna ero sola in casa, perché 1. sotto ero nuda, 2. Magari sarei sembrata strana a spingere colla scopa la maglietta fino alla lavanderia).
    Ma io sono fortunata perché ho una super gatta che mangia gli insetti e mi protegge (è solo un po’ crudele colle farfalle)!
    Larù! Non ti avevo scritto niente qui!! Ma le mie paure sono noiose. A parte quella degli insetti e quella degli esseri striscianti attorno al mio letto, riguardano tutte i possibili incidenti che potrebbero accadere alla mia gatta.
    Tipo, che rimanga schiacciata in una porta chiusa dalla corrente d’aria. Che sia sulla traiettoria di un coltello scivolato di mano a qualcuno.
    Che sbagli la mira saltando sul davanzale e… ecco.
    Che faccia cadere qualcosa di pesante e ci rimanga schiacciata sotto.
    Sono monotematica, insomma.
    Ah, anch’io non sopporto i cani (ma anche quelli piccoli: se ti si appendono ad una caviglia, ti azzoppano).
    Ma anche un gatto se ti salta in faccia non è mica da sottovalutare…

  25. Lara Manni Says:

    Sì, ma i cani sono peggio, per me. Eppure mi piacciono e ho anche avuto un cane, da bambina. E’ l’idea della corsa e dell’aggressione alle spalle che mi terrorizza.
    Forse, girandosi e facendo la voce grossa. Anzi, AVENDO una voce grossa invece di quella da Vispa Teresa che ho io…

  26. Roberto Says:

    Per i cani, niente di meglio del badile!

    I ragni, invece … come non adorarli! (nevvero, Somma?) Delle piccole maligne carogne. Splendidi XD

    Paure … mmmm. Un racconto di Barker! Quello nel quale (proprio non mi ricordo titolo / raccolta) in cui degli indigeni scagliano una maledizione di … decadenza? E i tizi maledetti, uno dopo l’altro, diventano fragili. E’ sufficiente toccarli per aprire loro ferite tremende sui loro corpi, e alla fine persino il contatto coi granelli di polvere diventa come l’impatto di un proiettile. Il tutto accade poco per volta, affinché le vittime se la possano godere per bene, e a uno per volta. E l’ultimo tizio della spedizione, nonoché voce narrante (o comunque POV principale) conclude la storia con non-so-più-chi che gli dà una pacca sulla spalla e ritrae la mano imbrattata di sangue con una smorfia di schifo.

    Quello non era niente male come paura!!!

  27. Rohchan Says:

    Gah!!! I RAGNI!!!! Orrore e raccapriccio. Aveo dimenticato di metterl, forse perchè cerco di non pensarci. Sono veramente una cosa allucinante.
    L’ultima volta che ne ho visto uno, in camera da letto, mi sono fatta venire una crisi di panico. Non ti dico mio padre a cercare di calmarmi…>.<
    Bestie orride…e non riesco nemmeno ad ammazzarle, mi viene la pelle d'oca solo al pensiero…ç.ç

  28. Lara Manni Says:

    Adoro quel racconto, Roberto: se non erro, è in uno dei Libri di sangue!!!!
    Ok, mi arrendo sui ragni.
    Ma io sono una che fa le coccole agli scorpioni, per dire…xD

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