Ognuno uccide la cosa che ama

Ieri pomeriggio una lettrice che mi aveva chiesto un’intervista per il suo blog mi ha mandato le domande. La prima è “perchè hai ucciso il gatto?”. Non è la prima volta che mi viene chiesto, o addirittura rimproverato o addotto come motivo per lasciar perdere il libro.
Bene, anticipo la risposta che ho dato alla lettrice. Ho ucciso il gatto perchè amo i gatti, non per insensibilità nei confronti dei medesimi o degli animali.  E’ come quando King, che nella vita è padre amorevole, fa morire i bambini nei suoi libri. E’ la perdita di quel che amiamo di più a farci soffrire.  Quando ho scritto quella scena ho pensato: “se io fossi al posto della Sensei, cosa mi convincerebbe che quella che ho davanti è una creatura reale e spietata? Una morte, benissimo. Ma di chi?”. Ecco tutto.
Ps. Tutto? No. Perchè anche la scelta di chi muore, in una storia, non è affatto slegata dal proprio vissuto.  E nessuna delle “mie” vittime, nei tre romanzi, rappresenta qualcuno che detesto: anzi. Il contrario.

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14 Risposte to “Ognuno uccide la cosa che ama”

  1. palanmelen Says:

    La lepre garantisce per te.

  2. Lara Manni Says:

    Già. 🙂

  3. Laurie Says:

    Non sopporto gli scrittori che non hanno il coraggio di dare la morte, quando ciò è necessario alla storia.

  4. Rew Says:

    Laurie, e vogliamo prendere come esempio One Piece? Decine e decine di personaggi sarebbero dovuti morire in più di 50 volumi, eppure manco uno morto. Lì è esagerazione pura.
    Ma bene o male, qualcuno si lamenterà SEMPRE.

    E teoricamente dovrei iniziare a fare i compiti delle vacanze… mi sa che la relazione di Esbat la farò per prima : D

  5. Uriele Says:

    E la Going Merry dove la metti??? (sì teoricamente non è una persona, ma faceva parte dell’ equipaggio)
    Non è che bisogna uccidere per forza qualcuno per tirare fuori una bella storia, non tutti i racconti devono avere i massacri alla Berserk (l’intera armata dei falchi sterminata in un capitoletto) o di Bastard!!, dipende tutto da cosa richiede la storia per funzionare: se chiede sangue, sangue devi dare, se chiede pietà devi dare pietà.

  6. Lara Manni Says:

    Sottolineo e condivido. E’ la storia che chiede. E, Lau,tu che hai letto tutto…vabbè…
    Rew. Voglio leggere, sai?

  7. Ema Says:

    Una delle cose che odio di più che emerga da una storia è quanto lo scrittore sia innamorato dei suoi personaggi. La trovo una cosa deleteria che porta l’autore a perdere la soggettività e il narrato a diventare meno realistico. Bene invece chi ha il coraggio di insozzare a dovere i suoi protagonisti, e se necessario togliere di mezzo senza troppi complimenti gli “aiutanti” più amati, sempre con coerenza ovviamente…

  8. Lara Manni Says:

    Anche se è dura, sai? Perchè alla fine ci si innamora davvero…

  9. Ema Says:

    Meglio, perché mi farai vivere quella morte come se fosse quella del mio gatto, o del mio amico del cuore, o del mio criceto galattico preferito. E allora io lettore ti “crederò” fino in fondo, nella tua finzione, e mi perderò senza speranze… 😉

  10. Laurie Says:

    E, Lau,tu che hai letto tutto…vabbè… —> fatto sempre bene sese

    Laruccia, tieni d’occhio bookandsorcery dovrebbe arrivare “qualcosa” tra pochi giorni.

  11. Vale Says:

    Bè, a me dà sempre fastidio leggere della morte di qualche animale, perché purtroppo ne vedo tante nella realtà, ma… caspio, qui si tratta di un romanzo… Se mi serve di mostrare quanto è stronza la vecchia di paese del mio romanzo, scrivo che sparge bocconi avvelenati per uccidere i gatti randagi (anche perché questo porta ad uno sviluppo del racconto, che se non ci fosse, non avrebbe quel minimo di credibilità che voglio dargli).

  12. Lara Manni Says:

    Ogni tanto penso che la morte ci faccia talmente paura che non vogliamo neanche sentirla raccontare…parlo delle morti “sentite”, almeno, non di “si accasciò senza respirare”.
    Lau!!!

  13. Roberto Says:

    PS: a parte Chris 😉

  14. Lara Manni Says:

    (vero)

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