La versione di Cita

Perchè ieri sera ricevo una mail, una bella mail di una lettrice a cui Esbat è piaciuto parecchio. Però, proprio alla fine della mail, c’è una frase che mi fa pensare e ci penso per un bel pezzo della notte e questa mattina ho le occhiaie.
La frase, testuale, è questa: “e poi la cosa che mi ha fatto più piacere è che si sente proprio che il libro è scritto da una donna”.

E questo è un bene o un male?, mi sono chiesta.
Chi scrive non dovrebbe “sparire” dietro il suo testo?, mi sono chiesta subito dopo.
I personaggi femminili di King non sembrano scritti da una donna?, mi sono chiesta inevitabilmente, rispondendomi di sì.
E i miei personaggi maschili quanto somigliano all’idea di uomo (o demone) che una donna si fa?

Non mi sono risposta, e ho pensato che metterla nei termini “Io Tarzan Tu Jane”, quando si scrive, è inevitabile ma anche un po’ claustrofobico. Potendo, scelgo la via della scimmia.

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119 Risposte to “La versione di Cita”

  1. G.L. Says:

    Potendo, me ne sbatto di Tarzan, di Jane e pure di Cita.

    Rochelle non è una figura femminile, è Rochelle. Così Mathis e la mamma di Caius. Non mi interessa fare personaggi femminili, ma donne. Anzi, quella donna lì, con il suo carattere e la sua “interezza”. E basta.

    Scusa se ho orticellizato, ma era l’unico modo per spiegarmi.

  2. Lara Manni Says:

    Ti sei spiegato bene, però riflettevo su una cosa: non credo che a te direbbero mai “si sente che il libro è scritto da un uomo”. Ecco.

  3. G.L. Says:

    A parte Mele che ha detto che è “da maschi”? Scherzi a parte. Uno dei complimenti più belli che ho ricevuto (da una persona che di certe battaglie se ne intende) è stato proprio che i miei personaggi femminili non sono personaggi femminili, ma quella tizia lì.

    La femminilità della scrittura secondo me è altrove. Sta nel trovare dettagli che un uomo non potrebbe cogliere o li coglierebbe molto difficilmente. Penso, come già ti dissi, alle ultime pagine di Esbat. Un certo tipo di “interiore”, quel tipo lì, è scrittura femminile non perchè sia scritta da una “femmina” o “per femmine” ma perchè apre un orizzonte che è “femminile”.
    L’avesse scritta un uomo (uno bravo) sarebbe stato comunque uno sguardo “femminile”.
    La questione del gender è complessa, tortuosa, ma Odino, per imparare le rune si è cavato un occhio e si è vestito da donna.

  4. Lara Manni Says:

    Oddio, devo comprare baffi finti? 🙂
    Scherzi a parte anche io: capisco quello che vuoi dire, ma io sono molto spaventata dall’idea degli orizzonti femminili o maschili, anche perchè i primi rischiano di tuffare chi li apre dritta dritta nel “sentimentale”. Che è altra cosa da “sentimento”, ovvio. I secondi, invece, si identificano con sguardo del narratore: e sembra comunque qualcosa di più e di meglio. E’ un pasticcio, non so se riesco a spiegarmi…

  5. G.L. Says:

    Ragazza, ti ricordi che stai parlando con l’alfiere del “le gabbie no”?

  6. Lara Manni Says:

    Ma certo. Però non siamo in tanti a pensarla così, e quel che temo è che dopo “la scrittrice che viene da Internet” arrivi “quella che scrive horror al femminile”. 🙂

  7. G.L. Says:

    Guarda io invece credo al contrario. Gli unici a credere agli steccati sono i “Wannabe” e gli assi del Marketing, gli altri se ne fregano, anzi vorrebbero molta più roba oltresteccosa di quanta ce ne sia in giro.

  8. Lara Manni Says:

    “Oltresteccosa” è stupendo! 🙂
    Questa è la definizione che voglio!
    Però sulla letteratura femminile o al femminile il discorso è moooolto complicato (ne sto parlando via mail con un’amica che mi dice giustamente che meno male che Esbat non è erotico, altrimenti ero anche “la scrittrice donna che viene da Internet e che parla di sesso”). Perchè agli scrittori maschi non succede?

  9. G.L. Says:

    Perchè stiamo parlando di vox populi e nella vox populi si sa, gli uomini non vanno oltre a quella cosa lì. Se non ci credi manda una mail al PresDelCons.

  10. Lorenzo Says:

    Io non la vedo tanto come il discorso che già hai affrontato dei “libri da maschi” e “libri da femmina”.
    E’ più una questione di sensazione.
    Prendiamo “Memorie di una geisha” di Arthur Golden. Nonostante ci siano momenti davvero crudi, la delicatezza con cui vengono trattati è di stampo “femminile”, il che non è una categorizzazione (sempre a mio avviso) dello stile o del target, ma si avvicina al modo in cui si vivono le amicizie tra persone di sesso differente.

    Non so se ho fatto un pastrocchio o se sono riuscito a spiegarmi ?__?

  11. Lara Manni Says:

    Ma no, sono troppo vecchia per il PresDelCons.
    Però mi fai venire in mente un altro aspetto della medaglia. L’esordiente. L’esordiente femmina. Perchè la tendenza è sempre (quasi sempre, via) quella di pensare che l’esordiente femmina sia appetibile, corteggiabile, scopabile? Pensavo che non fosse così e invece è così. 😦

    Lorenzo, ti sei spiegato benissimo, è il discorso ad essere complicato. Quello che volevo dire è che mentre difficilmente si dice a uno scrittore che ha una sensibilità femminile, o maschile, a una scrittrice lo si dice quasi come prima cosa. Ecco.

  12. uriele Says:

    Quando hai scritto di personaggi maschili ben descritti da delle donne, mi sono messo a pensare e… onestamente non mi era tanto difficile trovare donne che descrivessero bene dei personaggi femminili, quanto trovare delle donne (in tutti i sensi :P).
    Se guardo indietro nel mercato fantasy e fantascienza mi vengono in mente subito solo poche donne che scrivono: a memoria mi sono venute solo C.L.Moore, la Le Guin. Kate Wihlelm, la Bradley, la Rice, Mary Shelley e la Kress (di cui purtroppo ho letto solo il bellissimo manuale beggining middle & end, ma nessun romanzo e che é moglie di un famoso autore di fantascienza… come direbbero certe malelingue italiche). E di queste le uniche conosciute al grande pubblico (e parlo di gente che non sa neppure chi sia Mieville, Ellison e a fatica conosce Heinlein, che effettivamente da noi é uno dei maestri, ma é conosciuto solo da gente che si addentra un po’nel genere, a differenza di Clarke, Asimov, Herbert,…) sono la Bradley, Mary Shelley e, se va fatta bene, la Rice.

    É un mondo di uomini anche se non sono “migliori a scrivere” della controparte non scozzese in gonnella. Forse c’é una specie di barriera psicologica che fa pensare alle ragazze che scrivere fantasy é un lavoro da uomini, non l’ho mai capito, onestamente (certo ho visto piú donne storcere la bocca quando suggerivo un libro fantasy o di fantascienza che uomini, anche fra le ingegnere… che non sono propriamente donne donne… :P)

  13. Ema Says:

    non ho mica capito il discorso dell’esordiente femmina… -_-

    A parte questo sono abbastanza d’accordo sul fatto che leggendo una storia di cui non conosco l’autore non VORREI accorgermi se si tratta invece di un’autrice. Esempio.
    Robin Hobb, pseudonimo di scrittrice fantasy e di fantascienza. Iniziai a leggere “L’apprendista assassino” qualche anno fa convinto che Robin fosse un uomo (pensavo a Batman). Lo trovai strepitoso, così come i seguiti, e non mi sono mai chiesto una volta se quello stile così forbito e tuttavia scorrevole, introspettivo, approfondito, mai banale fosse il prodotto di una penna col ciclo oppure no (tanto per andare sulle differenze più becere tirate in ballo da noi beceri maschi). Quando decisi di informarmi su questo scrittore così fuori dal comune rimasi sorpreso, ma nemmeno me ne fregò più di tanto. E attenzione: i romanzi di cui parlo hanno come protagonista un maschio in prima persona.
    (Molto a posteriori ricordo di aver pensato che forse forse in effetti Fitz si fa un po’ troppe-seghe-mentali = è-troppo-poco-superficiale per essere un maschietto, ma l’ho archiviato come pensiero maschilista 😉 ).
    Il senso è comunque lo stesso: mi aspetto di non dovermi accorgere, leggendo un pezzo, del sesso di chi scrive.

  14. Lara Manni Says:

    Fatti abbracciare Uriele. Infatti. Anche se l’elenco è allungabile a piacimento, è così. Un po’ meno così da quando sono arrivati i fantasy romanticoni, il che rischia di creare un ulteriore problema: i maschi scrivono i fantasy seri, le femmine quelli alla Twilight, e abbiamo chiuso.
    Però, il punto è che quando questa benedetta signorina arriva a scrivere un fantasy o un horror, mi sembra che si tenda a sottolineare due aspetti che dovrebbero essere al di là del testo: il sesso, o l’età (wow, quanto è ggggiovane quest’autrice!). E non va mica bene.

    Ema, è così!!!! E voglio leggere Hobb, a questo punto.
    (quanto all’esordiente, è facilissimo: mai ricevuto tante mail corteggevoli, spesso spudoratamente, come nell’ultimo periodo: e non necessariamente da persone che hanno letto il libro)

  15. uriele Says:

    Se avevi un nome piú equivoco non ci sarebbero stati problemi. Io fino ai 18 anni ho sempre pensato che Terry Moore (quello di stranger in paradise un bellissimo fumetto fra noir, thriller e rosa che parla di due ragazze, una lesbica e la sua amica/amore etero), Terry Pratchett fossero delle donne, quindi non mi sono mai fatto tanti problemi su autrici di sesso femminile

    (e se devo essere sincero, fino a quando non ho fatto il controllino su Moore cinque minuti fa ero sicurissimo che fosse una donna, ma come al solito i Moore scrittori sono Dei maschili perfetti in ogni loro incarnazione: lunga vita a Alan il padre, Christofer il figlio e Terry lo spirito santo :P)

  16. Lara Manni Says:

    Che ne pensi di Larry Maine? 🙂
    Scherzi a parte, se mi chiedessero cosa desidero è questo: che qualcuno mi legga senza rendersi conto se sono uomo, donna, trans o pianta carnivora.
    (adoro Stranger in paradise: uno dei fumetti più belli che conosca)

  17. Lorenzo Says:

    Purtroppo questo è un “mondo di uomini” (dico questo sia in senso “cromosomico” che in senso lato, ma per questa seconda parte sorvolo perché preferisco rimanere in tema).
    I fastidiosi e offensivi atteggiamenti di “approccio” verso le scrittrici sono una tristissima realtà: se poi queste sono giovani, bhé… addio.
    Ora la questione è: si può cambiare questo dato di fatto?
    La risposta è un ancora più triste, no.
    La povertà dei contenuti di molti romanzi di successo (Lara, non ne cito, ma il primo titolo che viene in mente lo conosci 🙂 ) rispecchia la povertà di cultura e rispetto delle persone e della vita stessa.
    La discriminante sessuale è solo una delle tante conseguenze di questa considerazione.

    Quì mi fermo, visto il 2009 di insofferenza che sto vivendo, mi rendo conto di diventare noioso se proseguo con questo discorso.

  18. Lara Manni Says:

    No, Lorenzo, il discorso è importante, e probabilmente il mio post di stamattina nasce dalla stessa insofferenza 🙂
    Però notavo una cosa che mi fa piacere: qualche giorno fa GL ha scritto un post che tocca argomenti tutto sommato simili
    http://wunderkindtrilogy.blogspot.com/2009/09/moana.html
    E lo hanno commentato in tanti. Vorrà pur dire qualcosa, almeno spero.

  19. Roberto Says:

    Ma ragazza mia, se tu non hai dei problemi ci tieni proprio tanto tanto a fabbricarteli, vero? XD
    Vedi, già queste pippe mentali, se non ti conoscessi, mi farebbero pensare subito che sei una donna!
    😉
    Ricordi? Adorabili così … finché non vien voglia di strozzarvi?

    Veramente il commento non mi sembrava inteso nel senso in cui lo si sta interpretando. Quindi:
    NON per il modo in cui sono descritti i personaggi, NON per gli argomenti trattati o per il modo in cui sono stati trattati, NON per identificare Esbat come “libro da donna” o “libro da uomo”, NON per catalogare il libro come “sentimentale” (ecché vor’ dì?) ma a indicare che, in generis, lo stile (con tutto quel che vogliamo ficcare nella parola “stile”) è femminile. Non chiedermi in che senso, non ne ho le competenze, però è un’osservazione che trovo abbastanza corrispondente al vero e, aggiungo, non ci vedo proprio nulla di male.
    Se mi chiedi perché la tua lettrice ha sentito il bisogno di sottolineare il punto … perché il TG deve informarci che è stata abbattuta l’ennesima barriera e le donne possono arruolarsi da una parte o dall’altra, piuttosto che le donne pilota (europee?) si son ritrovate non so dove per fare non mi interessa cosa … ecc ecc. Sono notizie davanti alle quali la mia reazione spontanea è “molto bene, ma che mme frega?”.

    Fregatene anche tu 😀

  20. Lara Manni Says:

    🙂
    Mio adorato saggio. In parte è vero, eh: se non ho un problema, me lo creo da sola. Però penso è che perchè sono io che sono fatta così, e probabilmente lo sarei anche da uomo xD
    Poi, no, non c’è nulla di male: ma sto diventando etichettofobica. Se mi creassi uno pseudonimo maschile?

  21. Lorenzo Says:

    Pseudonimo maschile? GIAMMAI! 🙂
    Per sentirti dire poi “ma sai che scrivi come una donna?”
    hehehe

    Sto leggendo il post che hai linkato prima, con relativi commenti…
    Dopo commento.

  22. Ema Says:

    Hobb la straconsiglio, e vai tranquilla (non so se qualcun altro che commenta qui ha avuto modo di leggerlA).

    Ecco, non so se (ri)aprire qui il mio vecchio pallino del me-ne-frego-quanto-sei-giovane-se-non-sai-scrivere-ma-perché-mai-ti-dovrei-leggere, ma ti ci sei avvicinata pericolosamente quindi vi accenno e se trovi che sia fuori luogo taccio.
    In sostanza da come la vedo io il “valore” di un romanzo, racconto, storia deve essere un assoluto: è un capolavoro, è orribile, è ben scritto ma poco originale, è molto fantasioso ma manca di mordente, è scorrevole ma poco approfondito.
    E NON: eh, per averlo scritto un bimbo di 10 anni è proprio bello; per essere l’opera d’esordio è notevolissimo; considerato che l’autrice non l’ha mai riletto è venuto davvero bene. E via dicendo. (Ma potrebbe essere benissimo: per averlo scritto una donna è decisamente vigoroso; eh, per essere una fanciulla ha dato vita a personaggi estremamente crudi – per dire qualche altra cavolata).
    E non dico che queste considerazioni non si debbano fare, dico solo che non DEVONO far parte della valutazione assoluta dell’opera. Punto.

  23. Lara Manni Says:

    Ema, sposami. Anche se da ora in poi mi farò chiamare Larry Motter (il suggerimento, via Facebook, è di Francesco Falconi ed è geniale).
    E’ esattamente questo il punto: anche per me una storia deve essere questo, è per questo che dico che chi scrive dovrebbe non esistere, o quasi.
    E mi chiedo anche: da cosa dipende l’etichettatura generale? Dai giornali? dal fatto che è meglio parlare di chi ha scritto il libro piuttosto che del libro? Dalla curiosità? Dall’insicurezza? (le etichette rassicurano, no? Sono ordinate, direbbe Hyoutsuki)
    Non lo so.

  24. G.L. Says:

    Ema: applausi.

    Lara: qui entriamo in gioco anche noi. C’è da lavorare (e parecchio) sulle case editrici che sono le prime a dire “per essere un negro puzza davvero poco” o amenità del genere. In secondo luogo ci sono gli operatori culturali, alcuni molto attenti a questa che non è una sfumatura, e altri che invece proprio non ci arrivano che così facendo si resta – tutti – indietro di millenni. Infine dal pubblico, dai lettori, che spesso cercano la minestra scaldata e si accontentano di quella e basta. Bisogna dare il via a un circolo virtuoso.

    Ma che te lo dico a fare? son mesi che ne discutiamo..Uff!

  25. Lara Manni Says:

    Ma io adoro le battaglie perse, GL: per questo ho scritto il post, stamattina (e, sì, anche perchè sono un po’ psicopatica).
    Ri-scherzi a parte: vero, specie il discorso a monte e quello a valle. Non c’entra, o invece sì: ma quando verrà il momento in cui gli editori capiranno che pubblicare venti libri sui vampiri in una sola estate ottiene l’effetto contrario di quel che pensano? Quand’è che cominceranno a lavorare anche loro sui testi e non sull’appeal presunto dei medesimi?
    Circoliamo. Nel senso del circolo virtuoso. 🙂

  26. Lorenzo Says:

    GL ed Ema, applausi da parte mia.
    Quanto fa bene trovare persone che alzano la testa dal gregge e si domandano “ma che succede?” e non si fermano alla domanda, ma cercano risposte, si informano, pensano, si pongono altre domande che richiedono risposte e dopo aver trovato risposte che magari non erano quelle “facili” o quelle che si aspettavano, le condividono con gli altri, non per il gusto di provocare, ma per confrontarsi e trovarsi di fronte ad altri interrogativi, ecc…..
    Ecco, penso che questa potrebbe essere la strada, ma c’è un piccolo problema: questo modo di porsi appartiene ad una minoranza che non avrà mai modo di sollevare la propria voce, visto il baccano del resto del gregge che vuole le risposte semplici, sempre che voglia anche quelle, visto che molti ritengono di sapere già tutto e il resto, anche se giusto, è merda (mi scuso per il termine in un blog pubblico, ma “quanno ce vo’, ce vo'”).

  27. Ema Says:

    @GL: grazie. Ma soprattutto grazie del resto di ciò che hai scritto, il circolo virtuoso deve essere mosso da scrittori e lettori insieme, i primi che lavorino da dentro e i secondi che come giustamente sottolinei NON SI ACCONTENTINO, finanche in un genere bistrattato e criticato (spesso ahimé a ragione e proprio per questi motivi) come il Fantasy. Un lettore di fantasy, o di horror, o di sci-fi, dovrebbe esigere scrittori che sappiano fare comunque poesia, o cruda cronaca di guerra, o sagace umorismo e così via. (Poi se fossi stronzetto potrei dire: purtroppo parecchi “scrittori” attualmente nella cerchia dei “pubblicati” sono contagiati, ossia provengono dalla cerchia dei lettori che si accontentavano e propagano il virus producendo opere di mediocre livello).

    @Lara: anzi Larry. Non mi fare di queste avances, io non sono un giovane esordiente scrittore da circuire (anche se mi piacerebbe 😉 ). Eppoi, ancora riesco a non sposare la pazientissima fanciulla che ha deciso di incrociare la sua X con la mia, se sposassi te è probabile che la pazientissima si inquieterebbe un tantinello…

  28. Uriele Says:

    Abbandona qualsiasi sesso. Fatti chiamare Kamen Writer e presentati con una lunga cappa e una maschera da wrestler messicana :D.

    A parte gli scherzi (anche se Kamen Writer è un bel nome U_U ) fregatene è il consiglio giusto. Qui si critica il sesso non la scrittura. Troverai sempre qualcuno che ha qualcosa da dire tipo:
    +Non leggo Orson Scott Card perchè è un °omofobo°, come nel caso recente di gente che sta boicottando Shadow Complex, gioco tratto dalla saga dell’ Impero (ehi ciao teste di cavolo, lo sapete che il caro card è anche l’uomo dietro ai fantastici insulti di monkey island ed è mormone come la mayer)
    +Non leggo la Bradley perché è una femminista estrema lesbica (e giuro che l’ho sentito dire davvero)
    +Non leggo Heinlein o Mishima perché sono dei fascisti (e qui non voglio recriminazioni su Heinlein o Mishima, lo so che non è così semplice catalogarli e che le accuse sono cazzate, in alcuni libri appaiono temi di guerra o pensieri di “destra” e gli autori hanno visioni sempre articolate, ma il discorso non è questo il discorso sono le critiche mosse a questi personaggi dai lettori).

    Il tuo sesso sarà sempre un problema per qualcuno, come i tuoi gusti letterari, la tua religione (o la sua assenza), la tua nazionalità (gli autori italiani buuuuu, quelli americani/giapponesi wow, che è un po’ il ribaltamento del pensiero intellettuale italiano fino agli anni 50, dove l’europeo era uber alles). Concentrati su quello che scrivi, quando ti sono mosse accuse motivate e argomentate (anche se non le condividi) sono portate al tuo lavoro, allora fai un esame di coscienza e vedi se è una questione di gusto o si tratta di tue mancanze e la mancanza di un pene non rientra in una mancanza per un autore ( a meno che non sia chiuso in una stanza vuota, con le mani legate dietro la schiena dei fogli, un calamaio pieno, del viagra e una data di scadenza).

    Il tuo libro purtroppo non l’ho ancora letto (mi sta per arrivare con la fratello mail dall’Italia) e visto che provo una certa simpatia il mio giudizio (in positivo o negativo) sarà comunque viziato, ma di certo sarà un giudizio sul libro non sull’ autore. Sono uno che per imparare il nome di un autore che gli piace deve prima leggere 10 libri (di cui si ricorda fatti e personaggi) e che passa alla biografia e alle idee solo dopo aver conosciuto lo scrittore come autore (ok ci sono casi notevoli, come Bradbury e Heinlein che fanno emergere più di altri il pensiero in modo quasi saggistico o didascalico, ma quelle sono eccezioni che mi piacciono comunque :D)

  29. Lara Manni Says:

    Uh, meraviglia.
    Credo che Ema abbia già risposto a Lorenzo: intanto, cominciamo. E il non accontentarsi mi sembra lo slogan giusto. Alzare il tiro, nella narrativa fantastica, è fondamentale, dall’una e dall’altra parte: qualche tempo fa pensavo che cominciare a scrivere ai tempi di Twilight potesse avere il vantaggio di illuminare una zona d’ombra. Adesso mi sto rapidamente ricredendo: perchè il fenomeno ha appiattito il modo di scrivere (e dunque di leggere). Ogni parola in riga come soldatini, e guai a uscire dai ranghi. Non mi piace.

    Uriele, purtroppo le argomentazioni che porti le ho sentite anche io (sulla Bradley no, ma su Mishima quasi sempre). E a me piacerebbe sapere perchè le stesse motivazioni non vengono portate su tanti altri scrittori che erano umanamente pessimi. Il guaio è che chi scrive è concentrato sul testo: salvo scoprire che quando il testo non gli appartiene più, ed è in circolazione sugli scaffali, PUO’ (non sempre) diventare meno importante. Ecco il punto.

    Ciò detto: Ema, tranquillo, sono a favore della bigamia. E, Uriele: Kamen Writer, come ci stiamo dicendo via mail io e la mia socia, è un magnifico nome per un collettivo 🙂

  30. Sara Says:

    Come qualcuno prima di me ha già detto, il mondo del fantasy è un dominio prettamente maschile (forse per colpa del caro e buon vecchio Tolkien che ha dato la stura a tutto?). Di donne che scrivono ne io mi sono imbattuta solo nella LeGuin e nella nostrana Troisi (su cui non commento che non è questo il luogo). Poi ci sei tu. Che scrivi fantasy, ma con personaggi che fino ad oggi nessuno (a mia memoria, che però potrebbe essere scarsetta) aveva mai pensato: demoni giapponesi, scrittrici di manga, fumetti… La genialità della tua scrittura sta proprio in questo: hai creato un nuovo filone nel mondo del fantasy.
    Che poi la tua scrittura sia “da femmina” o “da maschio”, sinceramente non riesco a capirlo. Ci sono momenti in cui si intuisce la mano femminile, ma nella maggior parte delle scene ho trovato la scrittura alquanto “neutra” (e bada bene non è una critica!). Che a scrivere fosse Lara Manni o Larry Motter non si trovava alcuna differenza.
    Per fare un paragone (generi che non c’entrano nulla l’uno con l’altro, premetto) mi sembri un po’ la Vargas. Io adoro questa donna. Adoro i suoi personaggi e i suoi gialli. Nel leggere di Adamsberg o degli Evangelisti ti perdi letteralmente nel romanzo e quando ne vieni fuori non ti chiedi se la Vargas è un uomo o una donna, ma “a quando il prossimo?”. Anche lei come te ha una scrittura neutra. I suoi personaggi possono essere sia figli di una donna che di un uomo. Altro esempio è Ellis Peters e il suo Fratello Cadfael o l’ispettore Felse.
    Quando tu ti chiedi: ma i personaggi di King avrebbe potuto scriverli così anche una donna? Io ti rispondo di si. Non è il sesso dell’autore che fa un romanzo e la sua storia, ma la persona che lo scrive.
    Se proprio vogliamo dirla tutta, mentre leggevo Esbat e mi perdevo nelle descrizioni meravigliose che fai di Hyoutsuki, io avevo in mente solo Sesshomaru. Data la mia scarsa conoscenza dei manga giapponesi, avevo sempre pensato che Rumiko Takahashi fosse un maschietto. Ho scoperto che è una donna solo dopo aver letto Esbat e aver navigato in internet per saperne di più del mondo di cui parlavi… Ergo, il tuo demone per me era chiaramente descritto come lo avrebbe fatto un uomo.
    Spero di non essere stata troppo confusa. In conclusione, quello che volevo dire, è che secondo me la tua fan sbaglia e che la tua scrittura è abbastanza neutra da non dare adito ad etichette di nessun tipo.

    PS: Larry Motter è geniale, io lo adotterei subito!

  31. G.L. Says:

    Lorenzo/Ema: il fatto che abbiate detto la stessa cosa dovrebbe farvi capire che “non siamo soli”. Le pecore sono in 4 gatti e hanno voce (una voce asinina) in Rete. Non fatevi fregare. L’animale che fa quel ruggito è un agnellino.
    4 pecore sole solette: 2 pecorefeline – lo ripeto – sono la voce muggente che trovi solo qui, in Rete (fate una prova: prendete un qualsiasi lettore “forte” italiano e mettetelo davanti a certi commenti/argomentazioni che in Rete vanno per la maggiore e godetevi l’espressione modello “ho appena visto un alieno”).
    Le altre 2 pecore mannare sono più difficili da ignorare perchè sono gli Addetti Marketing Che Regolano Il Mondo. Ma il Marketing oggi imperante (e sia io che Lara ne sappiamo qualcosa) è fatto partendo da presupposti sbagliati (che la gente voglia solo spaghetti e spaghetti e spaghetti, che sono buoni intendiamoci, ma dopo un mese…) che vacillano ogni giorno di più.
    Il circolo virtuoso di cui parlo ha la forza necessaria per imporre parecchio.

    Le provocazioni non mi interessano, qui c’è da costruire. E come scrittore, come uno che è “dentro” ci provo con tutte le mie forze e, fidati, le bastonate arrivano. I provocatori li divido in due specie: i moralizzatori che si fanno pubblicità fingendosi costruttori di ponti, mentre invece non fanno altro che dare voce al peggio del peggio in base ad una supposta (è proprio il caso) democrazia o orizzontalità, e poi ci sono quelli che tirano sassi e si vantano di non nascondere la mano. Questi non sono altro che bambini che tirano mollichine di pane alla Casa Stregata per far vedere che Loro Sono Forti. Beeeelano.

    In particolare, Ema: il fatto è proprio questo. Ciò che accomuna i Wannabe (scusa ma “scrittore” è una parola che ho pudore ad usare) e gli Assi Del Marketing Himmleriano è questo: fa comodo. Fa comodo avere un pubblico pigro. Io scrittore ti propino la solita puttanata, io Venditore (hehe) te la so vendere senza sforzo e tu lettore pigro sei contento. Questo è il circolo – vizioso – che bisogna spezzare. Ma per spezzarlo c’è solo un modo, rendere economicamente allettante l’idea di una collana/casa editrice/ufficio marketing che valorizzi chi fa l’oltresteccatrista (bella questa, Lara?). Le energie ci sono, ne sono assolutamente convinto e i tempi sono (quasi) maturi. Ed è questo di cui bisogna parlare per mandare affanculo le gabbie non di dovemettoipuntiniperfarmipubblicare.

    E per non restare confinati nell’ambito della letteratura, il mondo intero è popolato di circoli virtuosi che aspettano solo di essere innescati.

    Uriele: chi si vanta di NON leggere qualcosa è – semplicemente – un coglione.
    Non ho fama di scrivere/dire cose per paraculaggine quello che dico/scrivo è quello che penso e al 99% deriva da cose che ho rpovato sulla mia pelle.

  32. Eleas Says:

    ciao larry,

    sono nuovo del tuo blog sebbene alcuni tuoi lettori mi conoscano. Ne approfitto per dare un piccolo contributo se possibile alla discussione.

    Personalmente non credo che sia possibile scrivere un romanzo in modo asettico, su questo punto non concordo con GL ed Ema, chi scrive a meno che non sia un angelo porterà sempre un punto di vista. Si citava la grande MZB, i suoi capolavori sono evidentemente scritti da una donna e offrono sugli uomini il punto di vista di una donna, ma non per questo restano meno belli.

    Questo potrebbe scandalizzare, ma a me una donna piace in quanto donna a tutto tondo e un uomo che scrive (pur bene) non la potrà mai rendere a tal punto. Ci si potrà avvicinare un tot, ma resterà distante in quanto uomo. (Chiaramente il discorso vale al contrario).

    Non concordo con il fatto che il sesso di un autore però debba essere un problema, offre una veduta punto. Altrimenti davvero i libri potrebbero scriverli solo gli angeli.

    Su MZB chi la definisce femminista non sa una mazza di lei che le femministe le ha gentilmente prese a calci nelle terga per più di una volta e che anzi era cordialmente e nemmeno troppo da loro detestata.

    Sul non accontentarsi sono d’accordo così come reputo un aiuto ulteriore per chi scrive avere un rapporto diretto con chi legge attraverso internet. In questo modo si accorcia la distanza tra lo Scrittore e il lettore. Pertanto rinnovo l’invito a Ema a proseguire con la lettura della sorella di GL ahahah 😀 io leggerò la Hobb prima o poi promesso

  33. Lara Manni Says:

    Oh, Sara! Fred Vargas! E ogni tanto mi chiedo se non abbia adottato quello pseudonimo proprio per questo motivo…E mi chiedo se quel bellissimo aggettivo che mi hai dato (GRAZIE!), “neutro” non possa alla fine diventare un valore positivo. Perchè per me lo è!
    GL, e qui entriamo nel Discorsone. L’oltresteccatismo (sì che mi piace) dovrebbe nascere prima delle case editrici, infatti: dovrebbe nascere nelle graziosissime scuole e università dove si formano i futuri Assi del Marketing, che mio umilissimo parere quasi sempre hanno una visione del mondo che al confronto Second Life è una barzelletta. Spaghetti tutti i giorni, o vampiri tutti i giorni, provocano effetti collaterali: sazietà e nausea, per cominciare. Immagino che l’AdM (Asso del Marketing) a quel punto sbandiererebbe tabulati di vendite (anzi, secondo me sarebbero tirature, ma lui ti direbbe che sono vendite, ah ah) che dimostra che le persone vogliono spaghetti e vampiri a pranzo cena e colazione.
    Dopodiche, io non so se ci sia spazio per un’alternativa editoriale: sicuramente ci sono scrittori e ci sono lettori che hanno voglia di qualcos’altro. Ed è già tantissimo.

    Eleas: benvenuto!!! E grazie per quello che dici: che è ancora diverso, però, da quello che ho in mente. Per citare la mia Ossessione Personale, King…il punto di vista di un uomo su un personaggio femminile, per me, diventa il passaggio di un secondo momento. Quando lo leggo, non penso al suo sesso (anche perchè entra così bene nella psicologia delle sue signore che non sembra affatto una scrittura maschile).

  34. Lorenzo Says:

    Ciao GL
    Siamo d’accordo quasi su tutto, se non per il fatto che i tempi siano maturi.
    Anzi, io di maturità (in senso lato) in giro ne vedo e percepisco ben poca. Molto spesso ho l’impressione che “l’anello mancante” sia l’homo che si definisce inadeguatamente ed arrogantemente “sapiens sapiens”.
    Comunuque, visto che la scintilla di speranza è sepolta anche nel più irriducibile dei pessimisti (come nel vaso di Pandora)… quando cominciamo con il circolo? 🙂

  35. Eleas Says:

    grazie del benvenuto, capisco quello che tu intendi Lara, ma tu sei donna e scriverai sempre “da donna” nel senso più nobile del termine. Quando parlo di punto di vista intendo lo scrittore che scrive. Per quanto uno è eccelso, è pur sempre o uomo o donna. Come dicevo prima ad Ema difficile per un uomo descrivere le sensazioni di una donna con le mestruazioni, difficile andare oltre i modi di dire classici e le frasi fatte. Perché? Facile non ha esperienza non può nemmeno averla, quel che è più drammatico e quindi mai potrà descrivere bene un fatto così banale. Cioè siamo differenti e le nostre teste (per fortuna) pure, altrimenti scusate sarebbe una noia mortale.
    Quindi mi meraviglierei poco del commento iniziale della tua scrittrice e anzi fossi in te ne sarei lieta, in quanto hai mantenuto aderenza a ciò che sei e cioè donna, questo probabilmente ha dato un impulso positivo al tuo libro che ammetto di non aver letto eheh. 😉

  36. Lara Manni Says:

    Pensa, Eleas, che nel seguito di Esbat mi sono scervellata per descrivere le sensazioni di un uomo (vabbè, uomo) con un’erezione. Non so quale sia il risultato, ma ci ho provato: ovviamente un uomo sa di cosa parla, così come una donna sa di cosa parla quando scrive di mestruazioni.
    Però: è anche vero che forse a chi scrive non si chiede tanto di riprodurre fedelmente il reale quanto di rileggerlo. E io sarei molto interessata a leggere un buon romanzo (maschile) dove si parla (se serve) anche di mestruazioni. 🙂

    Ps. Lorenzo? Mi sa che abbiamo già cominciato.

  37. Ema Says:

    Eleas non ce la faccio, lo sai. Nihal mi ha sventrato tutte le velleità di prosecuzione, io sordido vampiro lei fulgida luce solare. Errare humanus est ma insistere è da fresconi (fresconibus? fresconorum?).
    Riguardo al discorso sesso, come ti dicevo prima per quanto la “piena comprensione” dell’essere donna è indubbiamente appannaggio del sesso femminile (genetico o acquisito, direi 🙂 ) non credo che per ben rappresentare un personaggio femminile in una storia si sviluppi sempre il 100% di questa piena comprensione. Saranno sempre dettagli e sfumature, meglio se mostrate piuttosto che narrate, e in questo anche un uomo può dire la sua in maniera egregia senza manifestare al lettore la propria “maschiezza”.

    GL, vorrei essere ottimista come te che sicuramente essendo del settore hai una visione più completa della mia – ma girando per forum, BRRRRR… cosa non si legge. A me la situazione sembra invertita, ossia ci sono pochi ghetti in cui si può ragionare partendo presupposti simili a quanto già esposto più sopra, e poi c’è la stragrande maggioranza delle comunità di lettori che mi/ci fucilerebbe a vista.

    Larry caro/a, allora siamo d’accordo 😉 Però divisione dei beni, please…

  38. Ema Says:

    (appendice: credo che Lorenzo sia un altro me stesso che scrive da un universo parallelo, oppure io sono un altro Lorenzo che scrivo in parallelo dall’universo… insomma, chiaro? 😉 son già due volte che scriviamo le stesse cose in contemporanea. Mi sposo pure lui).

  39. G.L. Says:

    Eleas: occhio da Wunderlettore sai benissimo cosa penso dell’asetticità. Due dita in gola per chi non lo sapesse. Capisco quel che vuoi dire e hai ragione, ma uno scrittore se è tale deve avere l’ambizione di scrivere come un angelo.

    Lara: le case editrici, lo sappiamo, sono dei Moloch farraginosi e pieni di vicoli ciechi in cui la mano destra non sa che fa la sinistra, l’unica cos che vuole è l’oro. E siamo noi, in quanto scrittori che abbiamo l’onere di proporre cose che non siano facilmente catalogabili, in secondo luogo sta ai lettori avere la famosa “open mind” e mandare al diavolo la pigrizia. Le case editrici si adegueranno.

    GL: i tempi sono maturi. Guarda il MaDD (Manni Dimitri D’Andrea) di certo quello che scribacchiamo non è roba facilmente gestibile per i Goebbles dell’InfoMkt e le rogne ce le abbiamo tutti e tre, MA siamo tutti e tre pubblicati da marchi grossi che, se non altro, hanno provato a scommettere su qualcosa che, fino a poco fa, non avrebbero nemmeno preso in considerazione. Ma questa è la nostra lotta di trincea. Quotidiana e asfissiante. Occhio NON mi sto lamentando (già vedevo orde di troll che trolliferavano su queste cose), lottare lì è un privilegio, lo so benissimo.

    Se ti riferisci al mondo extraletterario (che comunque sempre mondo è) attento, al momento la Grande Rete Informatica Della Realtà è in mano al Troll Major e sta belando pure lui. Ciò che serve, penso alla questione dei gender, è trovare dei messaggi semplici ed efficaci che attecchiscano nella vox populi e che diventino un asso da calare nelle discussioni quotidiane. Ti dicono che le donne vere sono quelle con le palle e tu (maschio) rispondi che sono solo due sacchetti pieni di spermatozoi, li metti in imbarazzo e li zittisci. Ti dicono che gli asili nei posti di lavoro sono solo un costo? tu rispondi che almeno così nessuno può far finta di stare ammalato per restare a casa con i figli. Messaggi semplici e diretti.

  40. Ema Says:

    (appendice 2, se volete bannarmi lo capisco)
    Malizioso: Lara/LArry, in virtù di ciò che dicevi prima sui caratteri tipici che si affibbiano alle giovaniscrittriciesordienti, sono certo che in parecchi di quelli che ti scrivono mail di un certo tipo sarebbero felici di aiutarti nella piena comprensione del fenomeno erettile 😉

  41. Lara Manni Says:

    Sono anche favorevole alla trigamia, nessun problema 🙂

    Vogliamo prendere il famosissimo caso di Emma Bovary? Superarchetipo femminile creato da un uomo. Ecco, cattivo pensiero: quanti sono gli archetipi femminili creati dagli scrittori uomini? Una marea. Il viceversa? Purtroppo, molti di meno. E quasi sempre sono gnokki.

    Ps. Lo so, per alcuni anche io sono rea di gnokkità. Però non è allo gnokko che pensavo con il mio Demone, e sono felice del famoso Lettore Uomo che se ne è accorto. Semmai, se devo autodenunciare una traccia di “femminile”, la individuerei nel gentile, generoso, accudente Masada 🙂

  42. Lorenzo Says:

    @Ema&Larry: spiegatemi.
    Che razza di matrimonio è? Ne sposo uno e me ne trovo a casa due?
    hehehe

    Sino a poco più di un anno fa ero più ottimista e solare.
    Negli ultimi mesi diciamo che la vita ha picchiato duro, ma invece di rendermi cieco, mi ha aperto gli occhi ed ora, ristabilito (anche se non del tutto 😉 ) la mia visione è più simile a che si guarda in giro con davanti un “sottile velo di grigio”.

  43. Eleas Says:

    Lara: credo che infatti il buon romanzo non sia tanto nell’essere un perfetto descrittore di uomini o donne o di entrambi, ma di offrire appunto puti di vista o reinterpretazioni degli stessi dal proprio punto di vista. Per quello il porsi il problema è una questione abbastanza di lana caprina. Quanto all’erezione ti faremo sapere eheh…

    Sordido Vampiro: impegnati!

    GL: a sto giro temo di dover dare ragione al sordido vampiro, magari il lettore fosse mediamente simile a un valberici!

  44. Eleas Says:

    lara sicura che emma bovary non fosse solo il sogno erotico di un uomo? più che il desiderio di una donna?

    GL: su sta cosa non corcordo, la forza di W è proprio nel suo non essere angelico, ma umano profondamente umano, la bellezza del Dent de Nuit non è nella sua asetticità, ma nel lerciume.

  45. Lara Manni Says:

    GL, oh, la open mind. Sì, siamo noi e insieme dovrebbero essere altri, ma mi rendo conto che occorre soprattutto impegnarsi in prima persona. Dunque, mano alle tastiere e vada come vada. Anche perchè sto ragionando per la prima volta su una cosa con protagonista un uomo 🙂

    Ema: ho avuto intensi scambi verbali e di mail sull’argomento con amici ed ex fidanzati che ho messo in totale imbarazzo, lo sai? 🙂

    Lorenzo: funziona come la cosa dei Mutui, se insistiamo arriva anche Michael Moore.

    Eleas: sì, ma porsi il problema è importante laddove scatta l’etichetta, non mentre scrivi 🙂
    Quanto alla Bovary, temo di sì. Era il sogno erotico di un uomo, ma è diventata “una donna più vera delle donne” per un sacco di gente…

  46. Lorenzo Says:

    Piccolo OT: Lara ti prego, non parlarmi del mutuo. Quello si che rende tutti uguali, femmine e maschi (bhé, anche le tasse, ma non divighiamo oltre 😀 )

    Anche io ritengo che sia impossibile un tipo di scrittura sessualmente “asettico”, ma sono in linea con chi mi ha preceduto dicendo che la narrazione deve essere in funzione della storia e non del fruitore finale o di chi aspetta solo di apporre una propria critica più sull’autore che sull’opera.

  47. Eleas Says:

    Lara: etichette BRRRRRR… il problema me lo porrei laddove mi dicessero guarda che scrivi di erezioni come se fossi un libro di medicina.

  48. G.L. Says:

    Eleas: penso che sia il contrasto fra.

    Lara: se usi ancora la parola gnokko ti tolgo il saluto. Emma è diventata uno stereotipo ma non puoi ragionare così altrimenti non scrivi più Quello lì è un maschio e quella lì è una donna, ma si chiama Pino e fa il camionista e il suo sogno è aprire una serra. E’ lui. Il resto (lo sguardo diverso direbbe Eleas) è intrinseco e puoi solo lavorarci, ma ce l’hai dentro.

    In quanto alle mail, ehm, imbarazzanti. Lo sapevi che Jena Metzgeray… ehm, solletica? E sai che per… proprietà tranistiva, ehm, giocoforza. Giuro è stata la prima volta che arrossisco per una mail…

  49. Lara Manni Says:

    Eleas, quello sarebbe drammatico anche se scrivessi di mestruazioni. In realtà, parlare del corpo maschile o femminile, per il tipo di storie che piacciono a me, e che scrivo, è solo funzionale alla storia e non centrale. Forse uno dei punti chiave è proprio questo.

    Lorenzo: non vedo l’ora di andare a vedere il nuovo film di Sam Raimi. Horror, banche, mutui e maledizioni: quell’uomo è un genio 🙂

    GL. Ma certo che non voglio pensare agli stereotipi da scrittrice, ma da lettrice ci rifletto. Anche se ammetto che quando dai forma a un personaggio provo a non ricaderci.
    Jena Metzgeray è un Bastardo: dunque, può produrre quell’effetto collaterale. Le fanwriter lo sanno 🙂

  50. G.L. Says:

    Lorenzo: NO il mutuo NON ci rende tutti uguali ed è lì il problema. Il mutuo te lo danno in base allo stipendio ed è statistico che le donne guadagnano meno degli uomini! Quindi – come al solito – rovescaire il discorsio: tu banca, vuoi che la gente paghi il benedetto mutuo? bene, bisogna fare che le donne abbiano parità di stipendio così… Uff, mi sta venendo mal di gola e ho da scrivere sennò la mia parte la dico e non la faccio. Insomma, il mio contributo alla discussione penso sia chiaro.

    Baci a Lara.
    A Eleas no che poi gli fa schifo.

  51. Ema Says:

    @Lara: amici ed ex fidanzati perché il fidanzato corrente era meglio non metterlo in imbarazzo su quel punto lì? 😉 (se sto toccando un argomento delicato mi ritiro in buon ordine).
    E comunque in virtù di queste tue interviste a scopo consultativo mi ricollego al discorso con Eleas: il bravo scrittore deve sapersi avvalere al meglio anche di esperienze TERZE, non solo delle proprie. Va da sé che scrivere del paesello in cui si è nati è più facile che scrivere di una metropoli lontana mai vista né toccata, così come è più facile descrivere un trip se si è abituali consumatori di ecstasy, ma mi piace pensare che uno scrittore possa e debba riuscire a mostrarci i marzianetti anche senza sballarsi.
    Un po’ come faceva Novecento con i luoghi mai visitati, se avete presente…

    PS Emma Bovary era mortalmente femmina. L’ho odiata per tutto il romanzo e ho selvaggiamente goduto della sua fine. Mitico Flaubert.

  52. Lorenzo Says:

    @Lara: Drag me to hell…
    penso che sarà uno dei tanti film che andrò a vedere per i “fattacci miei”. Non sempre i miei gusti incontrano quelli degli amici (o viceversa… fa lo stesso 🙂 )
    Pensa che Raimi e il fratello avevano iniziato a stendere questa storia anni fa, poi i vari progetti tra cui SpiderMan li hanno fermati… sino ad oggi 😀

  53. Lara Manni Says:

    Lo vedi, Ema? Io invece ero furibonda per la sua fine e ho odiato selvaggiamente i suoi amanti. E il farmacista. E pure Charles. 🙂
    Quello delle esperienze terze è, secondo me, il modo in cui si scrive. O si dovrebbe, perchè altrimenti il rischio è precipitare di brutto nel filone “vi racconto la mia vita perchè è dannatamente interessante”.
    Posso aggiungere il signor Salgari agli esempi dei marzianetti?
    (e attualmente sono single e tale intendo rimanere, in effetti) 🙂

    Lorenzo: appena posso sarà mio, quel film.

  54. Lorenzo Says:

    Ma sapete che Salgari è venuto in mente pure a me?
    E se posso permettermi di aggiungere un altro “nomuncolo”… Shakespeare che pare non abbia mai visitato l’Italia, eppure la descrive in molte delle sue opere.
    “Chi ha la barba è più che un giovane, e chi non ha barba è meno che un uomo.”

  55. Laro Says:

    io ho letto il tuo bellissimo libro da “maschia”.
    Forse dicono che pare scritto da donna perchè ci son tanti personaggi femminili, ma dal punto di vista del Demone è proprio fichissimo e da uomA 😉 kiss

  56. Lara Manni Says:

    Oh mamma. un Laro 🙂
    Lorenzo, poi, a chi scrive storie fantastiche, questa faccenda del “non aver visto” è decisamente cara: anche perchè un ragno comune può diventare It…

  57. Lorenzo Says:

    (ma qui tra Lare e Lari non ci si capisce più nulla 😀 )
    E quanto hai ragione, anche se sul finale di IT posso permettermi di dirti che non mi “ha dato”? Tutto il libro “in salita” e poi il finale come se volesse chiudere perché aveva altre storie in mente (personalissimo parere, si intende 😉 )
    Altro film che mi permetto di suggerire: Orphan… i trailer mi hanno stregato.

  58. Lara Manni Says:

    Basta, chiamatemi Larry.
    Il finale di It, lo so, ha deluso molti. Come a me, nella Torre nera, la morte di un antagonista…In realtà sia King che il figlio Joe hanno una strana inquietudine nei confronti dei finali. Non tutti, certo: il finale de Il miglio verde è straordinario, per esempio…
    (a proposito di maschile-femminile: ogni tanto mi diverto a rileggere proprio Il miglio verde e poi Dolores Claiborne. Due personaggi di sesso diverso descritti come meglio non si potrebbe)…
    Orphan? Non ho visto i trailer! Vado.

  59. Lorenzo Says:

    Dolores Claiborne!!!!
    Ho pianto… tanto, leggendo il libro. Per la sensibilità, la durezza, la tragica veridicità di una storia che è fantasia ma non tanto.

    Ancora un film, ma tratto da un bel libro (poi interrompo gli OT cinematografici)
    Amabili Resti (regia???? Peter Jackson 😉 )

  60. Ema Says:

    No aspetta, Lara(ro/ri/ru). E pure Lorenzo, caro altro-me nonché futuro marito.
    Cioè… non ho capito se mi state suggerendo che Salgari si drogava, o favoleggiate della sua strepitosa forza immaginifica forte delle esperienze di terzi di cui si avvaleva magistralmente.

    Sulla Bovary. Direi che la discordanza di opinioni al riguardo è una straordinaria conferma del sapiente lavoro di Gustave.

    Beh per non scrivere solo autobiografie vedo solo tre modi… inventare tutto tutto (ma senza agganci è facile perdersi); farsi venire idee chiedendo in giro (le esperienze di terzi); stravolgere e trasformare dati eventi/luoghi/personaggi della propria esperienza inserendoli in contesti diversi. Poi è ovvio che la propria vita influenzi da morire anche le cose di cui abbiamo VOGLIA di scrivere. Da quando sono padre, nei miei sporadici esperimenti narrativi gli unici protagonisti che mi sembrano accettabili sono un giovane padre con figlia molto piccola allegata, chissà come mai. (Prima invece erano diverse varianti di giovane-lavoratore-impegnato-in-una-relazione, o appena-uscito-da, o uscitone-da-diverso-tempo ma con la testa fissa al periodo d’oro).

    PS Ma pure Shakespeare si faceva di ecstasy? quante cose si scoprono sul blog della Manni…

  61. Eleas Says:

    GL: se i baci me li dai tu mi fa schifo sì ahahah

  62. Ema Says:

    (PPS King lo strozzerei con le ultime 30-40 pagine de La Torre Nera. Anche se in fondo in fondo lo sapevo dove voleva andare a parare).

  63. Eleas Says:

    ema: un meraviglioso esempio dell’invento tutto tutto lo trovi in asimov, un libro che mi avevi consigliato proprio tu tra l’altro. Nenache gli Dei. ME-RA-VI-GLIO-SO!

  64. Lorenzo Says:

    Visto che mi si cita Asimov, mi torna in mente un racconto scritto in modo “sessualmente asettico” come piace a Lara: L’ultima Domanda.
    Ancora oggi, quando lo rileggo, mi viene la pelle d’oca.

    @Ema: sentirmi chiamare “futuro marito” oltre a farmi rabbrividire mi fa tornare in mente Shampoo di Ranma 1/2 😀

  65. Ema Says:

    Eleas, i miei suggerimenti in materia sono oro colato, come ormai tutti sanno. (Perché io non-mi-accontento 😉 . Io solo Rowenta. Vabbe’).

  66. Lara Manni Says:

    Ah, Neanche gli Dei 🙂
    Allora, calma e sangue freddo. L’invento tutto tutto è una bugia. Deliziosa, ma una bugia. Anche quando chi scrive parla di: demoni, cavallucci marini assassini, orrori che vengono dallo spazio e grandi antichi che dormono sotto il mare, non inventa nulla. Perchè: in parte ricombina molto di quel che ha visto/letto/sognato/temuto nel corso della sua vita; in parte prende dalla propria esperienza reale, e dalla propria emotività reale.
    Tipo, Ema, e perdonami se parlo sempre di King: quando i suoi figli erano piccoli, i suoi romanzi erano pieni di bambini in pericolo, o che morivano addirittura. Perchè era un suo terrore, perchè era, almeno secondo me, l’emozione più potente che riusciva a restituire. Adesso, sta scrivendo una serie di formidabili storie sulla maturità, come Duma Key e Lisey: e insomma è lui stesso a dirlo, proprio in Duma Key, “comincia da quel che conosci”.
    E poi c’è l’ultima parte,che sono le persone che ci stanno intorno e a cui rubiamo come ladroni.

    Ps. E, sì, Shakespeare si faceva di ketamina, e…. le ultime pagine della Torre…vabbè 🙂

  67. Eleas Says:

    lara mi lasci così… ah nenache gli dei PUNTO… ma lol

  68. Lara Manni Says:

    ..è stupendo 🙂

  69. Eleas Says:

    ah ecco… per un attimo ho temuto… e lì direi che il momento inventivo tocca delle vette ben difficili da emulare anche solo di striscio, e ben poco di attinente alla nostra realtà troviamo nella dimensione tangente la nostra. Ben poco, giusto alcuni concetti, come quello di “procreazione”, “famiglia”,”evoluzione”. Per il resto è un inno alla fantasia.

  70. Ema Says:

    No Lara/ri/ro/ru mi so’ spiegato male. ‘Spetta.
    Quando dico inventi tutto tutto parlo proprio di inventare tutto tutto tutto. E per quello l’egregio Eleas citava Neanche gli Dei. Perché l’universo alieno ivi descritto è qualcosa di (quasi) completamente slegato da qualsiasi elemento copiabile della nostra realtà. E la maestrìa lì sta nel non creare qualcosa di incoerente, non perdersi nella mancanza di riferimenti col reale – che invece come giustamente ricordi tu ci sono in qualsiasi altra invenzione narrativa.
    Questo volevo di’…

  71. Lara Manni Says:

    Essì, ma a ben vedere l’algido Asimov attinge per forza alle categorie di reale, non foss’altro che quello che ha dedotto dai suoi studi e dal suo lavoro (o di reale presunto).
    Pensa, per citare un’altro testo, al Mule e alla psicostoria. Ma sai che ogni volta che vedo il PresDelCons mi vengono in mente? Processo facile facile di identificazione a posteriori, però in fondo questo testimonia della maestria del narratore, no?

  72. Ema Says:

    Ma noi non avevamo Hari Seldon a indicarci la via prima, e mi sa che a meno di colpi di scena non abbiamo nemmeno una Seconda Fondazione a rispedire il Mule nei ranghi. (Mi risvegli suggestioni favolose che ho lasciato da tempo, col ciclo della Fondazione. Mi sa che merita una rilettura, sempre che i miei tascabili economici degli anni ’80 non vadano in polvere – gialla – non appena li apro.)
    Per scrivere senza attingere affatto dalle categorie del reale probabilmente non dovremmo nemmeno usare la parola come la conosciamo. Che è strumento nato per descrivere la realtà, di fatto. Quindi qualche distinguo va fatto per forza, via.

  73. Lara Manni Says:

    La realtà o l’antimateria, sì.
    (anche io ho una voglia tremenda di rileggere la Trilogia Galattica: e quanto ho amato la Seconda Fondazione, da pupetta?)

  74. Ema Says:

    Io tifavo Gendibal, e non c’era io/noi/Gaia che tenesse. E Bliss, ecco, Blissenobiarella (se non erro) era il prototipo perfetto di oggetto del desiderio maschile. Lì sì che si vedeva la mano maschile.

  75. Lara Manni Says:

    Porca miseria, devo rileggere. Ovviamente, ero innamorata del Primo Oratore, all’epoca 🙂

  76. Eleas Says:

    eh mi fate tornare in mente anche a me il buon vecchio Asi… sìsì… quasi quasi… beh comunque lara tieni presente che in Neanche gli Dei il nesso con il reale è proprio a livello minimale, per il resto pura genialità. Nel ciclo della Fondazione siamo quantomeno nel nostro universo e si parla di esseri umani, solo per quello è possibile fare… previsioni comportamentali.

  77. Uriele Says:

    @ GL: guarda non parlo di quello che possiamo fare noi. Io ho smesso di leggere i romanzi di King dopo Shinning, It, Carrie e il primo libro della torre nera (continuo con i racconti perchè quelli mi piacciono), perché per me allunga troppo il brodo e generalmente un libro che mi prende fino alla fine si conclude con un finale che non mi soddisfa quasi mai . So che verrò fucilato per questo ma i racconti mi piacciono molto, sono i romanzi di king che mi danno dei problemi, era lo stesso problema con Verga: non mi piacevano i romanzi, adoravo i racconti (anche se pèr altri motivi: la somma delle sfighe nei romanzi era superiore a quella che riuscivo a concepire per una singola persona). Ma almeno ho dato un giudizio a un autore dandogli alcune possibilità (e lui non mi ha preso mentre la Rice sì, gusti).

    Molte persone non danno altrettante possibilità a un autore. D’altro canto anch’io, come credo chiunque non leggo alcuni libri perchè non ho il tempo materiale e ce ne sono altri a cui sono più interessato in quel momento, una forma di snobbismo e selezione quasi naturale (non posso ammazzarmi e dormire un ora a notte per leggere il grande romanzo cybermodernista di Incognotsky se sul tavolino ho ancora da leggere “io sono un gatto”).

    Ultimo esempio su scrittori che certa gente non legge o legge solo per dire che è brutto e fatto male:
    Wunderkid:perchè GL è uno stronzo, è snob, è supponente, si crede chissachì (e penso tu sappia benissimo dove guardare per trovarli)
    Le avventure di Laura e SMQ: vedi gli stessi motivi, ma applicati a Gamberetta (e ho sentito gente commenti che sfociavano nel è brutto perchè la ragazza non sa amare o cose simile, e qui si confonde l’autore con l’opera e oltretutto si danno giudizi senza basi. A me Laura non è piaciuto, ma è scritto, non dico con mestiere, ma bene. Il mio giudizio è solo sulla storia e lo sviluppo. Silvia mi piace di più, la protagonista non mi ispira, come non mi ispirava Jane di Cuore d’Acciaio, ma il conte è un bel personaggio e la storia procede bene)

    @ Lara: però mi raccomando se fate le Kamen writers alle presentazioni presentatevi con le maschere da lottatrici messicane. Altrimenti chiedo i diritti per il nome U_U

    PS: NON ho detto che GL e Gamberetta sono degli stronzi e dei senzacuore che mangiano feti, ho fatto degli esempio come con Heinlein e Mishima (che sono due scrittori che adoro e il secondo ha scritto storie incredibili riguardanti il kendo, sport che amo). Non esprimo giudizi su di loro perché non ho mai avuto il piacere/dispiacere di prenderci una birra insieme ed essendo parzialmente cybertecnoluddista non considero i personaggi virtuali equivalenti alle persone reali. Per sostenere le proprie idee e combattere i troll c’è bisogno di tirare fuori le palle cibernetiche ed essere un po’ spacconi: quando qualcuno è coperto dall’anonimato dice cose molto peggiori di quello che farebbe se dovesse metterci la faccia, quindi è giusto agire di conseguenza, e non parlo di gente invidiosa o che vuole farsi pubblicità: esistono persone intrinsecamente stronze o intrinsecamente stronze che lo fanno solo per il Lulz (o loal in italiano).

  78. Uriele Says:

    Una spirale non ha due facce 😀
    ho riletto da poco la serie prima della trilogia, quelle di Hari Seldon che sviluppa la psicostoria, ma il mutante mi manca troppo. (ho ancora i brividi per la scena in cui Seldon appare sugli schermi e manda in palla tutti perchè non aveva previsto, giustamente, un anomalia come il mutante a secoli di distanza dalla sua dipartita :D). Mi avete fatto venire voglia di rileggere anche questo… e la pila di nonvivraimaiabbastanzaperleggermisecontinuiarileggerevecchiromanzi cresce ogni giorno di più

  79. G.L. Says:

    Uriele: ripeto, sono 4 pecore (e una pecoraia), non bisogna fare di due solisti un coro. E poi – che cazzo – è vero, io sono supponente e stronzo e… cos’altro c’era? Ah sì, ma non lo sanno che sono pure satanista?

    Su King: lascio a Lara. Ma sono d’accordo, spesso (spesso, non sempre) King allunga il brodo. Però la Torre Nera è eccezionale. E il finale di It, non vogliatemene, con “Vai Silver!” è da crepacuore. Crepacuore per l’invidia, ovvio. Sono un satanista io, che credi che mi commuovo per così poco? (sniff)

    Però. Se mi paragoni ancora a Gamberetta m’incazzo, ma ho capito quello che vuoi dire e fingo di stare la gioco. Però, ripeto, sono due cose diverse (per mia fortuna e per sua sfortuna). I miei lettori al 98% sono fuori da Internet, quelli di Gamberetta sono solo in Rete. Hai presente quella cosa del vento e della tempesta? ecco.

  80. Uriele Says:

    @ GL: cybertecnoluddista… mi pare non ci sia da aggiungere altro. Poi io conosco solo i personaggi non le persone. Non te la prendere. Il personaggio Uriele/Marco e il personaggio Gamberetta/Chiara hanno avuto qualche screzio in passato per differenze di vedute (e perchè su molte cose sono un prolisso cagacazzo), ma le persone non si conoscono. Adesso sto parlando con GL in rete, come potrei parlare con te a una conferenza autore contro lettore. O come posso parlare con Lara personaggio-personaggio. Non credo nell’amicizia in rete, è un mio limite, ogni rapporto ha una certa dose di alterazione rispetto alla realtà, non vedo il linguaggio del corpo e non ho idea del comportamento di una persona al di fuori dell’ambito nettiano/evento. Sono limiti miei, come ho detto. È per questo che non faccio differenza fra i giudizi del personaggio GL e del personaggio Gamberetta in questo caso, la mancanza di dati sufficienti a darmi una visione limpida della persona, il dietro le quinte.

    Ho avuto un brutto rapporto con il re. Il mio primo King è stato Shining dopo aver visto il film di Kubrick, non me ne vogliate ma la fine di Kubrick per me era un colpo di genio. La fine di king era molto meno potente. Come ho detto ho apprezzato molto i racconti e ho trovato on writing veramente interessante (e utile… non me ne voglia il vecchio Bradbury, ma il suo Zen and Art of writing è divertente, ma utile come le farneticazioni di nonno Simpson, è un tè fra scrittori, non un manuale e una serie di consigli con un interessante biografia).

    La Torre nera l’ho preso perchè… adoro Michael Ende e il vero finale della saga e la metastoria (sono uno che è andato a vedere il sesto senso pur sapendo il finale quindi capirete…) mi ricordavano i racconti dello specchio nello specchio, di a scuola di magia e della prigione della libertà. Adoro il meccanismo della Mise en Abyme e i metaracconti: magari non ho un anima da new weird e bizzarro, ma nel profondo amo il surrealismo e i giochi di scatole narrative. Solo che il primo libro mi ha lasciato un po’ di amaro in bocca e non ho trovato la forza di andare avanti. Ho preferito virare sui racconti, più succinti efficaci e terrorizzanti per i miei gusti. So che mi privo di qualcosa, ma visto che mi trovo così bene con lo short King, ci sono molti altri autori che amo e ho un limite di vita dipendente dalle mie cattive abitudini, preferisco così.
    (se però qualcuno ha da consigliarmi un long King differente da quelli che ho nominato come stile, prendo volentieri in considerazione il suggerimento e c’è anche il rischio che riprenda in mano la torre nera: se non volete farlo per me, fatelo per sedare la mia ignoranza 😉 )

  81. Laurie Says:

    Uhm, Larù, leggendo lo scambio di battute tra te e GL mi è venuta in mente una cosa: non è che tu consideri femminile come qualcosa di negativo? Mica lo è! Essendo cresciute in una società dove donna è legato a certe caratteristiche vediamo il mondo in modo leggermente diverso da quello di un uomo.
    Poi.
    Non è detto che non possiamo cambiare punto di vista 😉
    (Per la domanda di ieri sera, bisogna essere nel fandom per amarlo. Punto. Da fuori non si capisce xD)

  82. Lara Manni Says:

    Un Long King? Duma Key, sicuramente. E, Uriele, finiscila la Torre., ti prego. Il primo libro è profondamente diverso, persino nel linguaggio, da quelli che seguono.
    Lau: no, io non considero affatto negativo il femminile, ma temo che il resto del mondo, un poco, sì. 🙂
    GL: “Vai Silver” è perfetto, è un colpo al cuore. Forse il modo in cui “finisce” It, nel senso di It creatura, un poco poco meno.

    Sulla rete, e sul resto. So che non verrò capita, ma lo dico lo stesso: io stimo Gamberetta, tantissimo (anche come autrice) e stimo GL, tantissimo.
    Perchè lo dico? Non per fare il Walter Veltroni del fantasy, ma perchè ci sono cose, evidentemente molto diverse, che mi piacciono in entrambe. E rivendico questo. Perchè non mi piacciono gli schieramenti. E perchè a questo punto racconto un aneddoto che volevo tenere per me. Ho ricevuto mail e qualche incursione – negative – da persone che si dicevano fan di Licia Troisi e che mi attaccavano “in quanto” autrice che non era dispiaciuta a Gamberetta.
    Trovo questo FOLLE, non avendo mai detto mezza parola su Licia Troisi per il semplice fatto che non la leggo, e non la leggo perchè non amo il fantasy elfico dopo Tolkien. Magari un giorno lontano o vicino mi ricrederò, ma al momento ho fatto indigestione di orecchie a punta. Più semplicemente, ognuno ha la sua pila di nonvivraimaiabbastanzaperleggermi, e a me interessano altre strade.
    Però lo schieramento non mi piace.
    Il circolo virtuoso sì, e parecchio.
    E non ditemi che le due cose si escludono a vicenda, oh.
    Scusate.

  83. Eleas Says:

    Mmmmm la discussione scivola verso luoghi perigliosi… Licia Troisi, GL e Gamberetta messi assieme sono come manovrare nitroglicerina vecchia di duemila anni.

    Inviare mail attaccandoti in quanto non sei stata criticata da gamberetta è sì ridicolo, ma sul pezzo che la crostacea scrisse su Esbat (o meglio che non scrisse) ho espresso la mia opinione sul mio blog. Ridicolo fu non fare una critica serrata come viene fatta normalmente sui vari libri da lei recensiti.

    Quello che contesto e ho sempre contestato a Gamberetta non sono (in taluni casi) la sostanza (che ad esempio è cannata di brutto nel caso del W, mentre in alcune cose ci prende sulla Licia del primo periodo), ho sempre contestato e sempre contesterò i modi. Che spesso sconfinano nella maleducazione e nella mancanza di rispetto. Quando interviene la maleducazione a mio modestissimo avviso anche le cose intelligenti che uno può arrivare a dire perdono spessore.

    Quanto a ciò che uno legge beh saran pure cavoli suoi… io Licia l’ho letta tutta e potrei dire che non c’è roba meno elfica della sua… finora.

  84. Lara Manni Says:

    Alt, Eleas, non parlo di quel che non conosco e il post non parlava di questo 🙂
    Ripeto: per me, i miei personalissimi gusti, qui e ora, leggere un fantasy “classico”, che gli elfi siano elfici o non lo siano, non è fra le mie priorità. Non ho detto che sarà sempre così, ma chiedo rispetto: così come io lo tributo a coloro che dicono che non leggono horror perchè c’è troppo sangue. 🙂
    Dopodiche, per quanto riguarda non la mia persona, ma le cose che scrivo: ben vengano le critiche. Ma su come scrivo, non su con chi frequento in rete: per favore, e per gentilezza. Grazie

  85. Eleas Says:

    e dove stava la critica a chi frequenti in rete perdonami? Se dire che una persona che insulta coloro i quali producono libri a lei non graditi è una critica a te per chi freqenti scusa ma hai un concetto di critica estremamente ampio… se poi non si può parlare di gamberetta senza commettere atto di lesa maestà bon ne prendo atto.
    Su cosa leggi mi pareva di aver scritto che sono affaracci tuoi, non comprendo davvero il motivo del tuo insorgere in modo sì scomposto, se non per il fatto che ho detto che una cerrta persona è maleducata detto questo chiudo la questione che tanto so come va a finire. ciao ciao

  86. Lara Manni Says:

    Lo vedi che è complicato, Eleas? 🙂
    A questo punto potrei risponderti che non mi sembrava di aver risposto in modo scomposto (in effetti non mi pare). Aggiungo comunque che mi riferivo all’aneddoto postato sopra, evidentemente, visto che non mi risulta che tu mi abbia criticato (le fan eccetera che mi hanno scritto eccetera).
    Peeerò.
    Però ragazzi, diciamola tutta. A me non va che non si possa tirare fuori il nome Gamberetta senza provocare un putiferio, o almeno, perdonate, non nel mio blog. Non quando stiamo parlando di tutt’altro. Spero che questo non risulti scomposto, te ne prego, perchè non è la mia intenzione. E’, solo, un po’ di frustrazione perchè non riesco a spiegarmi.
    A me interessa parlare con te, Eleas, con Ema, con Uriele, con GL, ma anche con Gamberetta. Mi interessa parlare di LIBRI e di scrittura.
    SE questo non può avvenire senza che la discussione si trasformi in chi-sta-con-chi, ammetti, la cosa può non farmi piacere.
    Se tu tiri in ballo l’articolo su Esbat, mi trovo costretta a rispiegare per la miliardesima volta il perchè quella segnalazione non poteva che essere tale. Posso farlo, volendo, con un esempio: ho letto e commentato via mail il romanzo di un’amica. E’ evidente che quando uscirà io non potrò recensirlo. Posso dirne bene, e non solo perchè è di un’amica, ma perchè è bello: ma sono, in qualche modo, coinvolta. A me questo sembra semplice.
    Peerò.
    Detto questo, ecco che rispostiamo il discorso: non solo rispetto al post originario, ma anche, di nuovo, verso la diatriba. E cavolo: come faccio a far capire all’universomondo che nella diatriba non.voglio.entrare?
    E’ così sbagliato?

    Ps. Aggiungo che avrei la stessa identica reazione se qualcuno venisse qui parlandomi male di GL o di altre persone che stimo, tanto per chiarire. Sinceramente, non ho nessunissima voglia di fare di questo spazio un’occasione di flaming, chiunque ne sia l’obiettivo.

  87. Eleas Says:

    mah guarda… in realtà sul mio blog avevo detto molto chiaramente che invece avrei proprio gradito una critica di gamberetta su esbat, proprio perché era qualcosa di cui avrebbe dovuto avere una conoscenza superiore alla norma. Ho sempre ritenuto che l’aspirazione all’asetticità nel giudizio critico su qualsivoglia argomento sia una chimera tanto quanto lo scrivere da uomo se si è donne o viceversa. Il mio, il tuo giudizio scaturisce dall’esperienza di qualcosa, necessariamente, allora quale giudizio può essere migliore di un giudizio di qualcosa della quale so bene come è stato creato? In tal senso credo che tu dovresti recensire il libro della tua amica, proprio perché la conosci e ne puoi valutare appieno vizi e pregi.

    Personalmente Gamberetta mi urta quando assume toni maleducati non credo di aver detto alcunché di scandaloso, mi piace parlare con la gente ma mi piace farlo nel rispetto e trovo che nel suo caso questo spesso non avvenga. Dirlo è male? Dove sta in ciò il flame Lara? Dove sta il misunderstanding? Magari so’ io quello tarato eh!

    Anche a me interessa discutere di libri lara altrimenti non starei a rispondere dettagliatamente alle tue obiezioni. Ma va anche detto che pur nella civiltà che credo di aver sempre mantenuto nei blog cui prendo parte, mi sento in obbligo verso me stesso di dire sempre ciò che penso. E se dire che determinati atteggiamenti sono maleducati da fastidio (io sono vecchio e quindi all’educazione ci tengo) preferisco saperlo.

    Mi piacerebbe potere parlare con chiunque di qualunque cosa, mai impedirei a chicchessia di dire la sua (per citare valberici), ma debbo poter dire la mia nell’altrui rispetto s’intende.

  88. Ema Says:

    Se questo fosse un forum, e lo moderassi io, ecco questo sarebbe il momento di dire: ragazzi chiudo il topic, non perché qualcuno abbia ecceduto i toni ma perché stiamo scivolando su un argomento pericoloso che già altrove ha fatto migliaia di vittime e lacerti antropici (madonna che ho tirato fuori) e non è mia intenzione permettere che si cada in una diatriba ormai sterile nella quale tutti dicono la loro e rimangono della loro.
    (Inoltre dato che Gianrico (Eleas) è un noto fomentatore di folle/provocatore che Sgarbi gli fa una… un baffo, aggiungo un ban di cinque giorni per il suddetto ^_^ )

    Tu che sei una brava ragazza l’hai detto in maniera molto cortese e pacata, direi 😉 COMPONENDO i contrasti…

  89. Lara Manni Says:

    Forse sono più tarata di te, eh.
    Per me non è così: se io contribuisco (anche se in questo caso il contributo è stato minimo: il MIO, intendo, nei confronti del libro della mia amica), sono coinvolta. Se non l’avessi letto prima, sarebbe diverso. Perlomeno, io ti dico quello che farei io COMUNQUE: per questo, onestamente, non mi aspettavo neanche la segnalazione di Gamberetta.
    Ma questi sono punti di vista, tutto qui.
    Il flame: temo che inevitabilmente si apra quando si parla di comportamenti o giudizi, in questo caso di Gamberetta. Ripeto, a me, qui, non interessa questo: tu sei liberissimo di dirmi tutto quel che vuoi, ma io sono altrettanto, credo, libera di dirti che l’argomento, secondo me, non porta da nessuna parte.
    La pensiamo in modo diverso e ciò nonostante discutiamo: siccome sono stupida, tonta e molte altre cose, io desidero un mondo così. Anche su Internet. E una risata, o altro, mi seppellirà, lo so da sola.

    Ps. Ema, grazie. Davvero.

  90. Ema Says:

    se però vogliamo tornare sull’argomento: “è lecito o no recensire qualcosa in cui si è personalmente coinvolti?” mi viene da dire che se si appoggia Eleas si potrebbe finanche dire che è lecito per l’autore autorecensire i propri pezzi. Che per carità si può fare, ma per ovvi motivi non può venire bene. Per questo serve l’editing, lo scrittore c’ha il prosciutto sugli occhi quando guarda le sue creature, e spesso gli si sciolgono pure le cozze di grasso a rendere la visione ancora più distorta – dio, che scena raffinata.
    Per questo c’è lo sviluppatore che sviluppa e c’è il tester che testa, e DEVONO essere due persone diverse. (Deformazione professionale).

  91. Lara Manni Says:

    Aggiungo, Ema: e quando vede la prima stampata dell’editor con tutti i segni strilla come un maiale sgozzato 🙂

  92. Eleas Says:

    sul primo punto mi spiace ma non la penso affatto come te: quanto più una persona è onesta tanto più mi fiderò del suo giudizio anche se implica il lavoro di qualcuno che conosce. Ma è una questione che coinvolge fede e moralità (sta bono Ema). Io mi fido di te che recensisci perché so che sei onesta nel farlo (o almeno ti fo credito al primo giro). Ma questo modo di porsi è da vetero-catto-comunisti ti direbbe quel fetente di Ema.
    il flame: intanto non è che abbia inziato io a parlare di gamberetta e anzi mi pareva di averti dato ragione su certe mail cui tu stessa facevi riferimento. Poi per carità ho detto la mia e tu l’hai gradita poco ci sta tutto.
    Ti ripeto non ti mpedirò mai di dire la tua, e su questo mi sa che siamo d’accordo, almeno su sta cosa dai 😉

  93. Eleas Says:

    dite? io quando faccio correggere i miei pezzi a mia moglie se non vedo decine di segnazzi non sono mi ca tanto soddisfatto, ma io son strano si sa.

    autorecensire… forse sarei persino più acido della gambera nei confronti di quello che ho scritto proprio perché dopo che ho gfatto qualcosa lo riguardo e lo cambierei

  94. Lara Manni Says:

    Ma ti assicuro, per restare al punto delle recensioni, che se io cominciassi a recensire (e io le recensioni non so farle, per altro, come ho detto un altro fantastiliardo di volte) i libri a cui ho fatto un betareading, prima o poi me lo rinfacceresti e io ti darei ragione. 🙂
    L’onestà si misura dai comportamenti, secondo me, mica dai proclami. E anche l’imparzialità: sinceramente, pensate che potrei mai fare una recensione negativa di King? No. Perchè nei suoi confronti ho le famose fette di prosciutto sugli occhi. Anzi, di lardo di Colonnata.

  95. Eleas Says:

    non temere se è lardo di colonnata ci penso io a toglierlo!!! 😛

    Sono ASSOLUTAMENTE d’ccordo con te io misuro le persone dai comportamenti. E non ritengo che inneggiare a un autore sia segno di recensione meno professionale. Anzi! Lo scopo di una recensione non è la distruzione di un autore sulla base della sua perfezione stilistica. Secondo me invece è un modo per fare appassionare la gente a qualcosa che ci ha colpiti. Un gesto di amicizia gratuito e importante. Per quello non avrei alcun problema a leggere una tua recensione del genere o addirittura una su king (sul quale comunque ho una mia opinione). Anzi il tuo entusiasmo sarebbe l’arricchimento che serve.

  96. Lara Manni Says:

    Ma sarebbe, nel mio caso, una recensione “di pancia”: uno dei modi per recensire o parlare di un libro, e fin qui ci siamo. Ma non l’unico.
    Però, se King mi avesse chiesto un parere sul suo libro, non sarebbe onesto, da parte mia, parlarne negli stessi termini. Io almeno la vedo così.

    Ps. Ovviamente se accadesse una cosa del genere prenderei il primo treno per Napoli e andrei a baciare il sangue di San Gennaro, influenza o non influenza.

  97. Eleas Says:

    sì lo stesso farei (o meglio avrei fatto) per MZB, mi posso dire salvo visto che non mi può chiamare!

    Comunque la recensione di pancia è uno dei modi che entusiasma e trasmette l’amore per qualcosa. credo infatti che io sia un pessimo recensore in tal senso in quanto tutte le mie recensioni (e iniziano ad essere un tot) sono di pancia, raramente mi fermo a prendere nota, preferisco vivere le storie perdermici dentro e raccontare non tanto quanto stilisticamente perfetto sia il mod di scrivere di tizio, quanto piuttosto quali avventure si possano vivere in certi mondi, o quali personaggi incredibiliabbia incontrato.

    Considerato tutto forse mi sembra un modo onesto di pormi, dicendo guarda che mi ha colpito la tal cosa e l’ho trovata meravigliosa, non puoi perdertela. Se ti leggi una mia recensione di un libro qualsiasi di MZB il tenore sarà questo. Ed è onesto nella sua parzialità e tanto mi basta.

  98. Lara Manni Says:

    (arriviamo a cento commenti, su)
    Ecco, basta a te e forse basterebbe anche a me. Ma non può bastare in assoluto. Alla me stessa scrivente serve anche (e forse soprattutto) altro: mi serve anche che qualcuno prenda le distanza da un testo e me ne mostri pregi e difetti. Potrò o meno essere d’accordo con chi lo fa, ma se ci fossero ovunque recensioni entusiastiche, che accadrebbe?
    Se, per fare un esempio su cui concordiamo tutti quanti – credo – su Twilight circolassero solo gli inni alla Meyer, sarebbe interessante e utile?

  99. Eleas Says:

    ma non sto dicendo che l’occhio ccritico debba essere ingoiato dall’emozione. il sentimento deve essere temperato dalla ragione. Altrimenti saremmo dei folli. Le mie recensioni di panza sono sì entusiastiche ma credo che si possa anche intravedere una posizione analitica. Poi ci sono testi che mi prendono meno allora forse mi pongo in una posizione differente e mi domando come mai non mi abbiano coinvolto e allora l’analisi si fa più profonda.
    La Mayer ha i suoi pro e i suoi contro come ognuno, non è certo alta letteratura, ma se dovessi dirti che in certi punti non mi ha preso ti direi una bvalla, mi ha preso pur essendo perfettamente cosciente che era un romanzetto delle balle e sopratutto scritto da schifo (basti citare le tremilamilioni di volte che viene fatta notare la perfezione del protagonista maschile).
    non può mai bastare, se bastasse saremmo morti 😉 ma di sicuro l’entusiasmo non implica irragionevolezza. È difficile ma è un esercizio che gradisco. Tra poco pubblicherò la recensione di Orchi ti invito a leggerla spero ti possa dare un’idea di come recensisco. 😉

  100. Lara Manni Says:

    Va bene, leggerò la recensione (e magari anche Orchi, prima o anche dopo).
    La Meyer. Qui potrei parlare per ore, e approfitto per rientrare anche In Topic. Quello che ha fatto infuriare ME è il personaggio femminile: svilente, umiliante, roba che i fratelli Grimm al confronto sono Beth Ditto.
    E qui andiamo persino oltre la cattiva scrittura: è pessima narrativa. Ok, ho fatto la frittata: adesso chi mi salva dalle twilighters? Aita!

  101. Ema Says:

    Stavo per dirti di non nominare la Meyer…

    Ciò detto (mentre scusate ma sto in estasi a sentire le dita di Knopfler sulle note di Private Investigations live e quindi potrei anche dire qualche smielatezza tipo vi amo tutti, peace and love). Gianri, la recensione non deve essere un atto d’amore secondo me. (Né di fede… vabbe’, taccio). Specie se pensi che c’è chi ci lavora – ma quaaaanto mi piacerebbe! così oltre a perderci le ore mi pagherebbero pure – quando parli di “recensione” parli comunque di qualcosa, a mio avviso, di tecnico. E attenzione, per tecnico non intendo solo tecnico stilistico. Tecnico ossia “del settore”. E di questo settore fa parte anche la valutazione passionale, anzi è una GROSSA parte.

  102. Ema Says:

    dimenticavo: peace & love.

  103. Eleas Says:

    AHAHAHAH sì certo Bella è il classico esempio di teenager in rotta con se stessa, che però sogna il principe azzurro (poco importa se è vampiro e qui ti dirò concordo non poco con la recensione di Gamberetta sui gnokki, speriamo non mi abbia sentito GL).
    Comunque è uno dei pochi libri migliorati dal film secondo me! Un caso da studiare.

  104. G.L. Says:

    Gian: alza il volume. http://www.youtube.com/watch?v=U4G_IO5zmwM

    Torno a scrivere.

    Hail Satan

  105. Libertè Says:

    Hai perfettamente ragione…non capisco perchè l’essere donne dovrebbe stupire…

    Un saluto.

  106. La versione di Cita « Laramanni's Weblog Says:

    […] Prosegue Articolo Originale: La versione di Cita « Laramanni's Weblog […]

  107. Uriele Says:

    @ Eleas: inizialmente ero curioso anch’io di vedere una recensione di Esbat e ho insistito. Ma poi la cosa si è trasformata in:
    “Se sei davvero il crostaceo di Dio, manda un esercito di angeli a proteggerti”. La maggiore parte era gente che aspettava una recensione per sezionare un romanzo e cercare di dimostrare che era una merda (ingigantendo dettagli e decontestualizzandoli), soprattutto per l’introduzione che aveva fatto Gamberetta. Se avesse messo solo una segnalazione (come per i biplani di d’Annunzio) ci sarebbero state due flebili richieste di recensione e la cosa sarebbe finita lì.

    Communque errore mio che ho scelto l’esempio sbagliato. Abbiamo accumulato quasi tutti le parole chiave per scatenare un flamestorm epocale

  108. Lara Manni Says:

    Allora cambio flame. Sto sbiancando per quel che accade al fandom di Twilight: date un’occhiata qua
    http://www.facebook.com/profile.php?id=1651158317&v=feed#/group.php?gid=109666747050&ref=share

    “ALLORA TESTE DE CAZZO ,VI VOLEVO AVVERTIRE CHE IL 20 NOV.ESCE NEW MOON SE VOLETE VENIRE A VEDERLO VI ASPETTIAMO A ROMA AL WARNER VILLAGE …..COSI PRENDETE UN PO’ DI BOTTE E CHIUDETE IL SITO OK?”
    è una delle cose più gentili che si possono trovare. Aiuto.

  109. G.L. Says:

    Ma no, stai tranquilla. Stanno solo dibattendo. Non vedi? Ti sembrano aggressivi? Macchè. Muovono critiche civili a qualcosa che non è di loro gradimento esponendo un pov molto educato e cortese, facendo sfoggio di ironia, arguzia e molta cultura. i riferimenti a Sofocle e a Petronio si sprecano. E c’è molto escapologismo celiniano, vedo. E guarda, se guardi bene, vedi anche che ci sono addirittura dei consigli che tu, come autrice, ed io, come Empio, dovresti apprezzare perchè sono sinceri e scevri da ogni pre-giudizio. Anzi uno, il commento 2134, quello fra “Teste Di Gallina Vi CrociFriggeremo Tutte!” e l’altro (a mio parere di derivazione Wikenstein) “Guardate Che Vi Caghiamo Nel Kranio Se Non La Piantate con Hello Brutty” – quello lì, l’hai visto?, arriva a citare persino il Sommo Cammellier che cantava “Ognuno E’ Figlio Del Suo Tempo/Ognuno Cerca Ciò Che Ha/Trallallerò, trallallà,/Peccato Che Poi Cambia Sempre Il Tuo Papà.

    Insomma, Lara, allora dillo, se non si può nemmeno discutere allora, eh, la democrazia e internet e tutti-uguali-e-felici.

    Vuoi che vado avanti?

  110. Lara Manni Says:

    No.
    Ma mi ostino a pensare che possa essere diverso.

  111. Ema Says:

    E GL HA SBAGLIATO UN CONGIUNTIVO, E GL HA SBAGLIATO UN CONGIUNTIVO, ZUM-PA-PPA’!

    Così impari a citare escapologismi vari 😉

    A parte scherzi, io sono sempre più terrorizzato dal mondo adolescenziale in cui prima o poi si catapulterà la mia frugola. E se un giorno iniziasse a scrivere… oddio… xlo+ xké tvb?

  112. Lara Manni Says:

    Ema, se la tua frugola è piccola, potrebbero persino aver abolito le vocali, per quel tempo 🙂
    Per fortuna NON è tutto così, ma arrivare a picchiarsi per Twilight..per un libro. Magari è persino un segno positivo, vai a capire.

  113. Gianrico Gambino Says:

    ema al tempo l’elfetta potrebbe essere preda dei miei raptor ahahah immaginati uno dei miei che viene a dirti ” ah vecchio esci la squinzia che la giro!!!” ahahahah no non potrebbe accadere li ammazzerei prima! Culturalmente eh ma li ammazzerei… 😀

    GL: perdona Ema non sa quello che digita il pc lo rintrona e questi sono i risultati… usasse almeno un mac!

    Lara non per fare il pessimista ma… con quei nobiluomini discutere la vedo ardua

    uriele: ma non credo che questo si possa definire flame… se questo è un flame ema cosa erano quelli sul forum di guardiani? guerre atomiche?
    L’esempio ci stava e non è che se nomini gamberetta io mi straccio le vesti non posso permettermelo coi tempi che corrono… ma avrei gradito lo stesso la rece e no per dimostrare alcunché solo per avere la rece. punto. mo vi lascio a domani notazza.

  114. Generi alti e generi bassi Says:

    […] discuteva l’altro giorno e ieri sul bloggolo di Lara Manni autrice di Esbat e nel discorrere amenamente m’è venuto un pensiero quando siamo giunti a parlare di […]

  115. Uriele Says:

    Parliamo di cose serie: lo sapete che in streaming c’è tutto il grande sogno di maya (glass no kamen) in italiano ( sempre meglio virare quando il vento viene da prua ^^)

  116. Lara Manni Says:

    Kamen writers alla riscossa 🙂

  117. Ema Says:

    gian, se uno dei tuoi venisse a dirmi ” ah vecchio esci la squinzia che la giro!!!” lo metterei alla porta finché non impara che il verbo “uscire” è intransitivo e non ammette complemento oggetto. A quel punto potremo invece parlare dei termini “squinzia”, “giro” e soprattutto “vecchio”.

  118. Lorenzo Says:

    AHAHAHAHAHA
    “ah vecchio esci la squinzia che la giro”
    Questa me la riuso 🙂
    Vista l’involuzione della specie, sarà il caso che il sottoscritto non diventi mai padre, prima di lasciare compagna e figli da soli mentre io sconto l’ergastolo per la strage di adolescenti che sarei costretto a fare per proteggere la mia famiglia 😀

  119. Uriele Says:

    Incomincio a credere in una specie di consecutio universale che lega tutte le cose. Si incomicia con il Kamen Writer (cosa che mi è saltata in mente leggendo Kamen Teacher, vecchio manga dell’autore di GTO), si passa a Glass no Kamen. E oggi scopro per caso da un amico che una writer di Kamen sta finendo la sua opera dopo 16 anni:

    http://www.animeclick.it/notizia.php?id=23045

    È il periodo universale che lega tutti i Kamen. ^^

    PS: 10 a 1 punto su Maya come nuova Dea Scarlatta, ma non ho ancora visto come si sono sviluppati gli eventi dopo la storia di Ellen Keller e dopo Rocky Joe non mi stupirei se la poesia fosse preferita al mero successo “fisico”

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