Ossessione

Sto rileggendo Il talismano di Stephen King e Peter Straub. Bugia, lo sto finendo, perchè l’avevo cominciato e lasciato, molto tempo fa: prima di leggere la saga della Torre nera.  E adesso me lo sto davvero gustando: forse perchè ritrovo in quel romanzo i semi di quello che sarebbe fiorito nella Torre.
E allora, ecco la domanda del giorno. I Territori sono evidentemente l’ossessione di King. E non solo la sua: il mondo altro ma parallelo piace a un bel po’ di persone e a me per prima, nel mio nanocosmo.
Però dentro i Territori King mette quasi sempre un bambino, anzi, un ragazzino intorno ai dodici anni. E’ la sua storia, forse: o meglio, la storia personale (credo che King abbia avuto un’infanzia tremenda) che viene filtrata e reinventata nei suoi libri.
Ovviamente, succede anche a me, e quando scrivo e rileggo arrivo a domandarmi se prima o poi cambierò ossessione (mondi paralleli, appunto, e personaggi femminili tutt’altro che eroici).
Non funziona così per tutti. Non, per esempio, per Clive Barker di cui oggi comincia a occuparsi GL: e sono curiosa di quel che dirà. Perchè King è inchiodabile a un’ossessione (o due), e forse anche Lovecraft e sicuramente Gaiman. Barker mi sa di no…

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6 Risposte to “Ossessione”

  1. Ale Says:

    Se mi parli di Neil Gaiman non riesco a non metterci bocca^^. Lui, sicuramente, un’ossessione ce l’ha: quella del protagonista sperduto. A volte sperduto in un paese fantastico, in un mondo alternativo; a volte solo dentro se stesso. E poi c’è la figura della guida, che però di solito è un vagabondo, o comunque un personaggio fuori da ogni schema: penso a Wednesday, penso a Spider, a Valentine, ecc. ecc.
    Mi incuriosisce questo fatto di filtrare la propria realtà negli scritti. Penso che, in modi più o meno nascosti, capiti a tutti, ma solo alcuni rendono note le chiavi di lettura di certe avventure o i lati “reali” di alcuni personaggi…forse conoscerle toglierebbe loro fascino, o forse in alcuni casi lo aumenterebbe. E’ comunque una prova ulteriore del fatto che quando si scrive si lascia su carta un pezzetto di sè, che a volte non è nemmeno troppo piccolo. 🙂

  2. Ema Says:

    Trovo che i due romanzi de Il Talismano siano tra i più appassionanti che ho letto di King, e da come la vedo io la mano di Straub si nota molto nel tono “fiabesco” del racconto, che pure poi è stato riportato al Mediomondo (secondo me solo nel secondo, per questioni di opportunità).
    Non so se la presenza del “bambino” possa essere definita un’ossessione per King; di certo, un personaggio di quell’età è perfetto da inserire in molte delle sue trame. Abbastanza grande per non essere un barattolino urlante, abbastanza piccolo per non farsi troppe domande sulle cose strane che gli capitano, abbastanza piccolo per avere il sense of wonder necessario (e trasmetterlo a chi legge). E per risvegliare le paure infantili dei lettori stessi, che sono a mio parere una delle più reiterate ossessioni di King. Più che un’infanzia traumatica, forse un’infanzia… molto fantasiosa, ecco 😉 Di quelle che ti portano a rimanere sveglio coi sudori freddi per ore la notte a cercare di capire cosa si annida nell’ombra.

    E io voglio sapere che fine fa Jack Sawyer…

  3. Lara Manni Says:

    Le paure infantili, è vero. In realtà quando parlo di infanzia traumatica mi rendo conto di fare una crasi dei miei pensieri: e mi riferisco ai padri di King, che o perdono i figli o sono i loro nemici, quasi sempre…Ma anche questa, a ben vedere, è una paura infantile, a volte terribilmente vera…
    Ehi, Ale…io non so se il rivelare le cose che sono dietro la scrittura faccia perdere di fascino e mistero alla stessa…sicuramente è impossibile rivelarle tutte, per quanti sforzi si facciano…
    (il protagonista sperduto: vero pure questo, e anche questa è una terribile paura infantile…)

  4. Ale Says:

    Sarà che, forse, gli scrittori stessi non sono pienamente coscienti di TUTTO quello che trasferiscono nel loro testo? Forse si tratta in maggior parte di subconscio e la “parte oscura della luna” non emerge mai.

  5. demonio pellegrino Says:

    non ti pare pero’ che in realta’ questo filo rosso della presenza dei bambini attorno ai dodici anni negli ultimi libri di King sia scomparso? Anche dove la spalla adolescente si sarebbe prestata (Duma Key), King ci ha messo un personaggio piu’ vecchio. Magari mi sbaglio, e nel prossimo libro under the dome il dodicenne ritorna…

    Il talismano e’ spettacolare come libro. Mi esalto’ infinitamente quando lo lessi venti anni fa.

  6. Lara Manni Says:

    Sì, è vero: esiste ormai un King narratore della maturità che trovo altrettanto incantevole. 🙂

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