Prima di picchiarmi contate fino a cinque

Non vorrei ma lo faccio. In realtà voglio, altrimenti non lo farei. Twilight, dicevo: ieri sera ho riportato (nei commenti alla versione di Cita, verso la fine) una frase tratta da un gruppo di Facebook, una fra le molte. Della serie: anti-twilight  fatevi sotto che vi colchiamo di botte. E cose così.
Ora, mi urge un sociologo che spieghi la faccenda magari partendo dai tempi dei Beatles e delle crisi isteriche delle fan.
Perchè dico sociologo? Perchè, e qui mi aggancio a quanto scrive oggi Eleas, questo non è più un discorso sulla narrativa, e tanto meno sulla letteratura. Se si giudica Twilight, lo dico serenamente e aspettando sassi, sputi e contumelie, sul piano letterario, il pollice non può che essere rivolto in basso, per una marea di motivi (il più facile è quello espresso da Stephen King: la Meyer non sa scrivere, e punto).
Però non credo che il giudizio possa essere questo. La passione delle lettrici, se non ho capito male, non riguarda la scrittura: riguarda i personaggi. Anzi, riguarda l’happy end fra i personaggi.
E allora cos’è? Non credo neanche che sia Amor Vincit Omnia, perchè sarebbe troppo facile: o magari non lo è? Bella è la nuova versione dell’eroina sfigata che sposa il figone? Come Bridget Jones? Come Cinderella? Oppure?
Tell me.

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84 Risposte to “Prima di picchiarmi contate fino a cinque”

  1. Ema Says:

    ma io la vedo semplicissima. Estrania il fenomeno dalla letteratura e portalo in un generico mondo di ragazzine. Musica, telefilm, tronisti (ODDIODDIODDIO) … qualcuno direbbe “gnokki”. Ecco qua, ecco la tua risposta. Che il medium sia la carta stampata qui c’entra poco secondo me. (Ed è un bene? boh).
    Povera figlia mia.

  2. Eleas Says:

    il dilemma che porta Lara è lievemente diferente dal mio (Ema adesso ti rispondo eh), però si ricollega al fatto che nonostante sia palese che la Mayer scrive male, i personaggi prendono. E prendono non solo gli adolescenti (non lo sono più da un… nnio). Trovare un perché è opera non facilissima, ma non impossibile. Mediamente una donna non è soddisfatta del suo corpo (come Bella) e sogna di stare con un bel tipo gentile e coraggioso (come Bella). Nel libro questo avviene e quindi la catarsi passa proprio per queste corde. L’immedesimazione. Ragazzi i greci ci giocavano il senso stesso della tragedia. Lo so! Sofocle è meglio della Mayer, ma lei pur nella sua bassezza letteraria raggiunge lo scopo fondamentale di coinvolgere il lettore, non è poco.

  3. Uriele Says:

    Un solo esempio… penso che tutti i lettori di fantasy siano passati per il dinamico duo Tracy/Hickman. Libri scritti male, storia elfesca da gioco di ruolo, personaggi così piatti che li potevi far passare sotto una porta… nessuno che abbia mai conosciuto (a parte uno che voleva diventare un grande scrittore fantasy e aveva il dinamico duo come acme letterario… per fortuna è diventato ingegnere) considera questa coppia degli scrittori buoni di fantasy. Un master mediocre della terza edizione riesce a fare di meglio con i suoi giocatori. Però… però hanno creato Raistlin.
    Anche quando avevo 12 anni sapevo che erano brutti libri, corposi quanto inutili, ma non per questo non ho letto tutta la saga dei draghi e dei gemelli risucchiato da quei maledetti occhi a clessidra che vedono la morte nella vita.
    E non lo rimpiango. Raistlin ti lovvo, eri uno gnokko ante litteram

  4. Valeria Says:

    Salve a tutti 🙂
    Mi inserisco nel discorso perchè… leggo da un po’ questo blog, nei commenti nascono spesso discussioni davvero interessanti, e stavolta voglio partecipare anche io 😀
    Per spiegare il successo di Twilight io eviterei di sparare sulle ragazzine, dipingendole, come sempre, come una categoria monolitica fatta di isteria e tronisti… certo che ci sono, ragazzine così, ma perchè fare un torto alla nostra intelligenza e credere che siano tutte e senza eccezioni così? 😉
    Eleas ha ragione: al di là della storia, quello che funziona sono i personaggi, li ho trovati abbastanza archetipici da poter suscitare immedesimazione da parte di tipi diversi di ragazze, più o meno -ine. E che questo sia accaduto indipendentemente dalla volontà della Meyer, secondo me è sicuro XD
    Specialmente nel primo libro (dal secondo in poi le cose cambiano, purtroppo, e in peggio) Bella è un personaggio in cui è facilissimo immedesimarsi, e lo dico in senso positivo: la sua incapacità di inserirsi in un gruppo, che però non si traduce in un senso di superiorità; la goffaggine, il fatto che non sia una bella ragazza ma una ragazza ordinaria (e difatti moltissimi fans si lamentarono della scelta dell’attrice, troppo bella secondo loro); le passioni, anche se malamente accennate e poi lasciate morire il rigo successivo, per cose decisamente non “mainstream” per una ragazzina di 17 anni (la letteratura inglese dell’800, la musica di Debussy)… sono tutte cose che inevitabilmente vanno a toccare nervi scoperti in molte persone.
    Trovo che, specialmente per i ragazzini, formarsi una propria identità autonoma sia sempre più difficile, perchè la società attuale, e specialmente quella italiana, offre solo UN modello, scartando tutto il resto come qualcosa di inopportuno, di perdente, da disprezzare.
    Invece Bella non solo non incarna quel modello, ma viene anche “premiata” con un amore meraviglioso, impossibile, pericoloso e, ovviamente, eterno, cosa che nella vita non accade mai, perchè, e lo ribadisco, specie a 17 anni, se non ti uniformi sei emarginato, punto e basta (non è capitato davvero a nessuno degli attuali trentenni, nemmeno una volta?).
    Direi che ce n’è abbastanza per comprendere almeno alcune delle motivazioni che spingono le ragazzine ad aderire così tanto a questo universo…
    E non ho nemmeno menzionato l’imponente campagna pubblicitaria!

    Poi, purtroppo, secondo me la Meyer ha voluto strafare, e invece di fermarsi al primo colpo di fortuna ha voluto fare una quadrilogia… in cui Bella diventa l’esatto opposto di quello che era in partenza, e in cui l’autrice manifesta tutti i suoi difetti non solo come scrittrice (quello lo sapevamo già XD) ma anche e soprattutto come persona. Basta solo ricordare il modo in cui fa reagire Bella all’abbandono di Edward: la prima settimana smette di mangiare, di bere, di fare qualunque cosa che non sia rimanere a letto a piangere, i mesi seguenti li passa in stato di incoscienza, praticamente, svolgendo automaticamente le azioni della sua vita quotidiana, e per finire si mette in situazioni al limite del tentato suicidio perchè così “sente la voce di Edward” che la ammonisce… una cosa davvero penosa.
    Ecco, qui l’unico motivo che trovo per il seguito è semplicemente la fidelizzazione.

    In conclusione, sommando tutti i fattori, e soprattutto non sottovalutando la campagna pubblicitaria (perchè sinceramente a me è sembrato che si sia toccato il fondo nel momento in cui è stato deciso il film), non mi sembra poi così inspiegabile il successo di un’opera mediocre come Twilight…

    Uh, e mi sono dimenticata il fenomeno agghiacciante delle mamme! Quelle che, notando che in Twilight non si fa sesso e nemmeno ci si bacia, hanno sponsorizzato il libro all’inverosimile come fulgido esempio di comportamento per le loro figlie e le adolescenti in genere… suppongo che queste donne preferiscano una figlia vergine che alla prima delusione amorosa cerca ripetutamente di suicidarsi piuttosto che una figlia con una normale vita sessuale e, magari, allegra XD

    Scusate il papiro 🙂
    Valeria

  5. Eleas Says:

    ale a me sembra che in new moon la risposta assolutamente emotiva e per niente ragionevole di Bella sia assolutamente in linea col resto e sopratutto con il modo di ragionare dei ragazzi di oggi per i quali il momento emotivo riassume l’esistenza e una volta superata l’emotività, il sentimentalismo non si riesce più a vedere niente… quindi direi che anche qui i personaggi (Bella in particolare) rispecchino assai il reale.

  6. Ale Says:

    Se Twilight non fosse diventato l’attuale fenomeno, probabilmente, avrei anche dimenticato di averlo letto, o lo avrei classificato come “un libro mediocre che avrebbe voluto parlare di vampiri”. Visto che tutto il mondo (o quasi) si inchina, sono ancora qua a chiedermi perchè.
    Valeria dice che è facile immedesimarsi in Bella. Può darsi. Anche se non mi sembra che Bella faccia tutta sta fatica ad inserirsi visto che ha pagina venti o giù di lì ha già il suo gruppo di amici e sostenitori. Poi la sua goffaggine è esagerata: alla terza volta che cade già speri che si rompa una gamba (se la rompe mai? Non mi ricordo più, mi sono guardata bene da torturarmi due volte).
    Ma veniamo a Lui: Edward, l’Insuperabile. Nel senso di Tonno Insuperabile. Immagino sarà anche 70 kg di bontà in olio d’oliva (e canini), ma non ho mai letto di un vampiro più bamboccio. Al di là del suo aspetto da figonzo, mai una volta che provochi un brivido. Continua a dire “sono pericoloso, sono pericoloso!”, ma via: se lo deve dire da solooo!
    Tristezza.
    Se a due protagonisti bambocci aggiungi una trama pressochè inesistente (in cui le elucubrazioni della protagonista sulla figaggine del suo lui fanno la parte del leone) e un metodo di scrittura discutibile l’unica risposta che mi resta è: tanta pubblicità e moda. Twilight è diventato un po’ il libro-simbolo di quella generazione che avrebbe voluto essere dark e a cui se chiedi chi sono The Sisters of Mercy ti rispondono con sdegno che loro sono atee/atei e di ascoltarti i Tokio Hotel, loro si che spakkano. Sì, sto generalizzando un po’, ma esagero solo perchè -davvero – sono tuttora allibita. 😛

    In tutto ciò: se Twilight mi riporta un po’ di vampirismo al cinema e in tv a me va bene. Non sono certo schizzinosa e – per esempio – ho amato alla follia il vampiro Spike di Buffy…;)

  7. Vale Says:

    Cinderella, sì. Con tutto intorno il solito discorso del (maschilista) principe azzurro che ogni ragazza dovrebbe sognare e anelare, e poi naturalmente servire e riverire.
    A me spaventa un bel po’, che le ragazzine vogliano immedesimarsi in questa roba.
    E – perdonami, Valeria – ma i personaggi non sono per niente riusciti… lo dicevo giusto ieri a mio marito, che non ha letto Twilight: Bella – per usare un linguaggio terra terra – mi fa solo rodere. Per citare un esempio, lei ragazza non bella, non troppo intelligente, arriva in una scuola e immediatamente trova gente che le va dietro, un’altra ragazza che la tratta come fosse la sua amica del cuore e le racconta come vanno le cose in quella scuola, e lei sta tutto il tempo a pensare “mamma mia che palle questa!”.
    Non è solo inverosimile la subitanea popolarità di Bella, ma anche il fatto che lei ne sia infastidita, avendola, la Meyer, descritta in quel modo.

    Non posso che quotare Lara, che cita il Re: la Meyer non sa scrivere, e il non saper scrivere non significa solo non essere capace di comporre bei pensieri, ben collegati fra loro. Il saper scrivere riguarda anche e soprattutto la storia, la costruzione dei personaggi, la verosimiglianza.

  8. Ale Says:

    a pagina venti, non HA 😛

  9. Ema Says:

    Beh innanzitutto non volevo condannare in toto le “ragazzine” (rispondendo a Valeria). L’ho detto, ma solo perché in questo momento (con tutte le mie fobie anticipate da padre) è un nervo MOLTO scoperto e quelle che urlano, quelle che si sentono, che si vedono, sono quelle stereotipate che si strappano i capelli per un idiota belloccio. Non metto assolutamente in dubbio che la realtà non sia tutta così… purtroppo per motivi mediatici e proprio per il fatto che queste “fanno più rumore”, le nuove leve rischiano di più di diventare in un modo piuttosto che in un altro.

    PS Buffy… e io che tenevo per Willow in versione strega incaxxata! E per Spike, ovviamente.

  10. Eleas Says:

    anno 2024

    elfetta: ” a pa’ te levi ho da uscì”
    Ema: “per cortesia cerchiamo di usare un tono un po’ meno irrispettoso?”

    da sotto

    figlio di Eleas: ” acosa scenni”

    ema si affaccia

    Ema: “chi sei? che vuoi?”
    Figlio di Eleas: ” avecchio nun te ‘ncazzà che te sarta la pompa, esci la squinzia che la giro!”
    Ema: “e tu vorrsti uscire con questo troglodita?”
    Elfetta: “a’ hai rotto”

    in lontananza si sente una risata malevole di un losco figuro avvolto nell’ombra che se la gode come un pazzo 😀

  11. Eleas Says:

    vale: se i personaggi non fossero riusciti non avrebbe avuto il successo che ha avuto. Se fossero così mosci… a noi sembrano mosci, ai ragazzi invece piacciono, per i ragazzi oggi essere pericolosi non coincide con il fatto che gli altri lo dicano, ma con il fatto che tu ne sia convinto, ecco che Edward allora è perfetto.

  12. Vale Says:

    Ah, bè, allora va bene.
    Del resto io non li ho mai capiti, i ragazzi, nemmeno quando lo ero io.

  13. francescodimitri Says:

    Twilight è un orrore e non merita pietà.
    E non ho dubbi che tra i suoi lettori ci sia gente in gamba.

    Motivo? Non ce n’è. Punto.

    Con il senno di poi possiamo spiegarci mille cose. Ma io credo che, semplicemente, a volte i motivi non esistano. Il caos è una forza attiva – e non sempre è possibile ridurlo all’ordine…

  14. Demetri Says:

    Mrs Meyer non scrive male. Scrive a suo modo, con il suo stile.
    Insomma quella sua saga è un mix di romance e suspence, che volete di più? Era indirizzata alle teenagers. Il Signor Stine, lo “Stepehen King per ragazzi” come scrive? In modo sempliciotto, proprio come la Meyer.
    Ad ognuno la sua cerchia/cerchio infernale. Alla Meyer quello delle ragazzine vogliose ^_^ C’è gente che sogna, altri sono nei sogni

  15. Ema Says:

    sono perlomeno d’accordo con coloro che sostengono che non è necessario che i personaggi siano “fatti bene”, qualsiasi cosa significhi per ciascuno, perché un romanzo/telefilm/film abbia successo. Molti personaggi di alcune serie dopotutto “funzionano” proprio perché fanno sempre ciò che da loro si aspetta il pubblico, senza un minimo di sforzo immaginifico di chi muove i fili.

  16. Eleas Says:

    demetri: guarda che ripetere ossessivamente lo stesso concetto per 2000 pagine o forse più non è scrivere bene, ma essere ossessionati dalla bellezza fine a se stessa

    ema si credo che sia quello il punto

  17. Ale Says:

    Io non sono molto d’accordo sul fatto che, essendo il target composto da adolescenti o ragazzi, si possa scusare un tipo di scrittura inferiore alla media. Scrivere semplicemente non significa scrivere male,anzi: è forse più difficile cercare di scrivere in modo da non sembrare ridondanti.
    In quanto alla suspence – prendo spunto dal post di Demetri – in Twilight non ce n’è l’ombra. Il “cattivo” arriva e combina qualcosa nelle ultime 40 pagine o giù di lì; prima è una giulebbe di situazioni alla “Dawson Creek” (che io ho guardato senza rimorsi, quindi non è che voglia fare l’intellettualoide) ma molto più noiose e banali. Inoltre…qualcuno di voi ha visto Roswell? Non trovate che l’inizio sia spaventosamente simile a Twilight, con la ragazza “normale” che contempla gli alieni belloni? 😛

  18. Aryaali76 Says:

    Lasciando per un attimo da parte la questione sulla Meyer che sa/non sa scrivere (comunque, io sono d’accordo con il Re).
    È vero, è molto semplice identificarsi con Bella perché è mediocre: non è bella -domando scusa per il gioco di parole-, non è stra-intelligente, non è aggraziata. Insomma, non ha nulla, ma proprio nulla, di anche lontanamente speciale.
    (Aggiungo anche che non è nemmeno stra-simpatica: non sono per niente d’accordo su chi dice che non si sente superiore ai suoi coetanei: è una snob fatta e finita, basta osservare come descrive i suoi so called amici per accorgersene.)
    Senz’altro, il fatto che questa tizia così, diciamo, normale riesca nella mirabile impresa di accalappiare il figone di turno è un bel massaggio all’ego per le fan immedesimate. Ancora di più se si pensa che ci riesce a dispetto di tutto: delle avversità, dell’opposizione di lui, della sua stessa natura.
    Ma – e qui sta secondo me uno dei punti di forza – Bella diventa una vampira, in altre parole diventa immortale.
    Il finale permette di sognare un mondo in cui la morte, la malattia, l’invecchiamento, la bruttezza non esistono. Di fronte a lei si aprono secoli d’amore con la sua splendida famiglia. È il buon vecchio e vissero per sempre felici e contenti con un’aggiunta di zanne: la versione vampirica di Cenerentola. È rassicurante, no?
    Che cosa c’è di meglio di una storia intrisa di romanticismo che, oltretutto, non finisce mai?
    Sia chiaro, con questo non voglio dire che a me la saga di Twilight sia piaciuta: ne ho letto i primi due volumi per dovere di parodia e se non li avessi guardati in quell’ottica non penso avrei resistito. Non mi è piaciuta la storia, non mi sono piaciuti i personaggi, non mi è piaciuto lo stile e men che meno mi è piaciuto il messaggio che sta dietro il testo.
    Per quanto opera di fantasia – e quando uno scrive e sogna può sbizzarrirsi – ho trovato disonesto l’appiccicare un finale da favola a qualcosa che favola non è.

  19. Ema Says:

    a proposito di “come finirà?” quanti di voi che avete letto si sono fatti venire dei dubbi sul fatto che l’eroina al fin della licenza si vampirizzasse pure lei?

  20. Lara Manni Says:

    Ho letto e meditato fin qui, però volevo aggiungere un particolare che mi sta a cuore: Bella, secondo me, è una “falsa mediocre”, nel senso che si intuisce che è un anatroccolo che sboccia. Come ogni adolescente, certo: e infatti anche Ivy, in un certo senso, è così.
    Però c’è una biforcazione: è quella che divide un personaggio complesso da un personaggio Mary Sue. Perchè presa sicurezza di sè, e soprattutto con la trasmformazione di Breaking Down, Bella diventa non un’adulta, con i grigi e le sfumature che gli adulti hanno, anche se vampiri. Ma, semplicemente, perfetta.
    Seconda considerazione: ho letto da parecchie parti che Edward rappresenta per molte il modo in cui si vuole essere amate. E questo mi fa pensare ancor di più. Protette sempre e comunque? Coccolate? Non sono domande provocatorie, perchè mi rendo conto che io stessa ho biforcato: maschile accudente e maschile mitologico e distante.
    Questo, appunto, prescidendo dalla scrittura.
    Ps. Noticina: non ho mai e poi mai e poi mai pensato o detto che chi legge Twilight ha una marcia in meno. Scherziamo? Semmai, ho scritto che mi turba la violenza di alcune, sperabilmente poche, frange del fandom, ecco. Questo sì.

  21. Eleas Says:

    ema che bella sarebbe stata vampirizzata era ovvio nel primo libro e obbligatorio dal secondo in poi restava in dubbio il come e il quando… non ci poteva proprio essere altra alternativa specie dopo new moon

  22. Ele/Caska Says:

    Guarda, c’entra poco col punto perché personalmente son stufa di impergolarmi in disquisizioni sulla “fenomenologia Twilight” (perché è la stessa identica fenomenologia che sta dietro da sempre ai manga di successo e ai telefilm, belli e brutti, solo che essendo un libro arriva a tutti con una sorta di “nobilitazione” e senza lavorare epr fasce esclusive, punto). però una cosa volevo dirla.
    …ma avete notato che, in realtà, se scritto in tutt’altro modo ci sono delle dinamiche in twilight che sarebbero interessantissime e brillanti? Cioè, così assolutamente NO, ma scritto sotto una luce più adulta certe cose penso che le avrei amate profondamente xD Tipo, il fatto che Bella sia una ragazza mediocre e quindi dipendente in modo ossessivo da Edward. Se ci pensate, scritto in modo più profondo, sensibile e forse leggermente cupo, ne avrebbe fatto un personaggio in un certo senso tormentato, senza rendersene conto, quello di una donna che vive all’ombra del proprio uomo (che non è giusto, ci siamo, ma sono personaggi, non modelli di vita!) e nutre per lui sentimenti ossessivi. L’amore di Bella per Edward sfocia, a volte, nell’autolesionismo, e la rende totalmente incapace di pensare agli altri. Hanno un bel dire il contrario, ma Bella è un’egoista. Non si fa problemi all’idea di prendere e sparire per sempre, senza mai più vedere i suoi genitori, pur di stare con Edward. Né, anche se cerca di fare la paracula, si fa problemi a dare false speranze a Jacob colta dall’atteggiamento “non mi va, ma non voglio fare la parte della cattiva essendo brutale una volta per tutte, perché a me un amicone sexy serve…”. O il fatto che sprofondi in stato catatodico quando Edward la lascia. Insomma, trattata in modo più -diciamocelo- letterario, Bella sarebbe andata alla grande.
    Stessa cosa vale per Edward, che è un depressivo tremendo. Si sente in colpa da ottant’anni per qualcosa che non ha mai fatto o_o e anche il suo sentimento per è del tutto irragionevole e ossessivo, mi resterà in mente per sempre quando chiede a Jacob di ingravidarla lui…o__o
    E in tutto questo allora sì che Jacob sarebbe stato il perno d’equilibrio, la persona un po’ iraconda ma tutto sommato buona e umana, con pregi e difetti (Jacob è, innegabilmente, il personaggio migliore. Se notate, è l’unico che cresce), ma che viene alla fine trascinato in questa spirale di sentimenti ossessivi e morbosi che lo porta a dedicare la sua vita alla figlia della ragazza che non ha potuto avere e del “rivale”.
    Il problema è che tutte queste cose, tutta questa psicologia potenzialmente problematica e interessate, si riduce completamente a “oooh, si amano così tanto, che carini!” …così, come se fosse normale annullarsi nel corpo e nella mente per la persona che ti piace xD” E’ un pensiero molto adolescenziale, non c’è che dire, ma svilisce quelli che potevano essere dei personaggi decisamente più complessi. Ma, sicuramente, più difficili da amare.

    Alla fine il grande problema di Twilight, per quanto mi riguarda, è che non ci sono scotti. Nessuno paga il prezzo di niente, il sacrificio non esiste, tutti ne escono puliti come angeli. Parlano tanto della “storia d’amore tormentata” e dei “Romeo e Giulietta”, ma tormentati da cosa, esattamente…o_o? Lui impara subito a non morderla. Nessuno si oppone alla loro storia (persino Rosalie si scopre che era solo invidiosa e_e). Finita la separazione in New Moon, finisce anche quel poco di “pepe drammatico” che la loro relazione rischiava di avere. E quindi? Due libri su pucci-pucci-ti-amo-di-più-io. E il che scassa assai, se considerate che, dobbiamo ammetterlo, l’idea di far sparire Edward per quasi un intero libro è stata molto coraggiosa da parte di un’autrice consapevole che quel personaggio è Il Successo della saga.
    E io sono comunque una che è generalmente contro alle menate sul fatto che i vampiri sono cambiati…insomma, se fossero diversi in modo interessante, ben venga, i vampiri di Buffy erano decisamente non tradizionali, ma quel senso di rinuncia e condanna, l’aver dato qualcosa (l’anima) per ottenere qualcos’altro (l’immortalità) è costantemente presente. In Angel, che vive come un dannato, e in Spike, che vive una vita a suo modo divertente solo finché non si trova davanti all’impossibilità di stare vicino come vorrebbe alla persona che ama.
    Insomma, io resto dell’idea che la saga era interessante, in potenza. Ma lo erano anche un sacco di altre cose che non si sono rivelate all’altezza.

  23. eli Says:

    Anch’io sto leggendo Twilight proprio in questi giorni…il commento che mi è venuto al momento della partita di baseball è stato “ma che boiata pazzesca”…alla fine la storia è carina, assolutamente niente di che, un po’ come leggere un harmony…..
    il film non l’ho visto e quindi non posso dire perchè abbia fatto tanto clamore….probabilmente sono riusciti a darne un’immagine molto allettante nella promozione…
    P.S. anche il mio vampiro preferito è Spike di Buffy!

  24. Eleas Says:

    ele/caska: e il non pagare scotti è ESATTAMENTE quello che ci propone la società comodista di oggi. Motivo per cui Twilight è fenomenologicamente PERFETTO per le teste degli attuali adolescenti.

    su jacob… vero è il solo a crescere “fino a un certo punto” poi viene castrato pure lui con l’imprinting e proprio quando iniziava a dare fastidio. Un metodo dittatoriale di maltrattare il solo personaggio con le palle 😉

  25. Valeria Says:

    Quanto avete scritto *_*
    Dunque, rispondo generalmente.
    Ribadisco che a mio parere la Meyer scrive male e ha idee ancora peggiori: i quattro libri, presi nella loro interezza, non mi piacciono, nè mi piace il messaggio che passano alle ragazze… io mi sono fermata al secondo, ma resto dell’idea che l’evoluzione sempre più negativa data al personaggio di Bella dal secondo libro è tremenda perchè la trasforma nel’opposto di ciò che era all’inizio. Non solo non sboccia, ma diventa la parodia di ciò che avrebbe voluto essere.
    Certo, non fa una grandissima figura nemmeno nel primo libro, ma se la Meyer si fosse fermata a quello perlomeno ne sarebbe uscito un personaggio tutto sommato positivo…

    Quanto ad Edward… ecco, io sono sempre stata una ragazza che sognava l’uomo forte, deciso, che arriva, ti ama “come se non ci fosse un domani” e nel frattempo ti risolve anche la vita. Probabilmente un pedaggio da pagare ad una certa insicurezza, alla paura di predere decisioni proprie…
    Ora che sono cresciuta, che ho una mia maturità e autonomia, so perfettamente che un uomo del genere, lungi dal renderti contenta e felice, ti rende la vita un inferno, perchè ti riduce sostanzialmente a bambina scema e tu da bambina scema ti devi comportare… ma quando avevo 16, 17 anni, sognavo caparbiamente questo tipo di uomo, così caparbiamente che mi è rimasto il “guilty pleasure” di concedermi un sospiro o due su questa immagine impossibile.

    Poi ho visto che di sfuggita avete parlato di vampiri, di Buffy&co: inutile dire che da quel punto di vista Twilight fallisce completamente, al punto che io non l’ho mai considerato un romanzo che tratta di vampiri, quanto piuttosto una storia d’amore in chiave wannabe-dark XD

    Al futuro padre ansioso dico che, volenti o nolenti, siamo più simili ai nostri genitori di quanto noi stessi ammetteremmo mai, e lo stesso ovviamente varrà per i nostri figli, perciò non credo che ci sia da preoccuparsi guardando modelli che sono lontani anni luce dal nostro vissuto quotidiano 😉

  26. Ele/Caska Says:

    le teste che “vogliono formare” agli attuali adolescenti, diciamo…penso che chi cresca in un tempo non abbia colpa di quello che il tempo gli trasmette, casomai ce l’hanno gli adulti e i loro vari “laviamo i panni sporchi in famiglia” “mostriamo il mondo bello e pulito” “non parliamo del problemi così forse spariranno” e “volemose bene”. Io non prenderei a calci gli adolescenti, poverini, una buona parte non sono altro che il prodotto di ciò che trentenni quarantenni e cinquantenni fanno ogni giorno, così come lo sono quelli della mia generazione e della generazione prima della mia.

  27. Lara Manni Says:

    Sì, la storia del “non pagare scotti” colpisce anche me: perchè è vero che nel primo libro – quoto Ele – esistevano possibilità interessanti. Il problema è che a me ha dato subito la sensazione di voler correre verso quello che sarebbe stato comunque un “vissero felici e contenti”.
    E qui si pone un altro punto che in apparenza non c’entra niente. Vero, verissimo, Twilight “non è” un horror, in nessunissimo modo. Non solo perchè non spaventa, ma perchè non ha i canoni di oscurità e alterità che, secondo me, sono propri dell’horror.
    E’…ugh…un romanzo borghese. Anche se non è chiuso fra quattro mura, è come se lo fosse. Perchè in buonissima parte un romanzo borghese parla d’amore, in modi diversissimi, ma questo è il tema…
    Ed è un romanzo borghese che vende perchè è scritto in modo molto semplice: non parlo di lingua, parlo proprio di struttura.
    In questo, forse ancor di più che nel non pagare scotti, è perfetto sociologicamente: è rassicurante proprio nel momento in cui mette in campo qualcosa che invece dovrebbe inquietarti.

  28. Ema Says:

    Valeria, che gli dei t’ascoltino 😉
    Anche se sono un tantino più pessimista su questo fronte. Ma è un discorso lungo e complesso e andremmo veramente troppo fuori argomento.

    Comunque, prossimo obiettivo: trovarmi una versione free di Twilight per poterne sparlare più liberamente… 😛

  29. Eleas Says:

    ele: ogni adolescente pur essendo una persona non del tutto matura ha un cervello e sceglie. Chi ha più cervello sa distinguere, più cervello o più fortuna negli incontri o nella vita in genere. Io non voglio mazzuliare e basta i ragazzi di oggi, ma noto in loro una passività che trovo a dir poco sconcertante altrimenti non mi spiego certi atteggiamente. Oddio parlo da vecchio… basta.

    Resta il fatto che adulti, adolescenti, politici e via discorrendo propugnano la teoria del tutto subito e senza sforzo e così non si va lungi…

  30. Vale Says:

    Ema: basta cercarla, se proprio non vuoi fare la figuraccia in biblioteca…

  31. Vale Says:

    😛

  32. Lara Manni Says:

    Sì, Eleas, ma credo che l’equivoco di Twilight sia più complicato ancora. Intanto, fornisce una vecchia certezza: l’amore salva e redime. E tutti sappiamo – da umani e da lettori – che non è così, o lo è raramente. Però lo sappiamo da umani cresciutelli, certo non da adolescenti. In questo senso Twilight è fiabesco, e credo che davvero il nome Bella non sia stato scelto a caso (ovviamente dall’altra parte c’è la Bestia).
    Mi viene in mente la Mazzantini, di cui parlavo qualche giorno fa, e che in fondo fa la stessa cosa, racconta la stessa storia: l’amore salva. Invece, come lettrice, a me capita di essere più incuriosita nei confronti dell’amore che danna. O trasforma, via.

  33. Ema Says:

    Vale:
    in BIBLIOTECA preferirei prendere, vantandomene e mettendola in bella mostra, la raccolta quinquennale dei CALENDARI MICHELIN col bollino ZOZZO e PIU’ ZOZZO, tre stelle. Mentre sventolo allegramente l’abbonamento ad Harmony Collezione Rosa Più, casualmente appuntato sulla mia confezione mensile di Viagra.

  34. Eleas Says:

    amore che danna è solo l’estremo opposto, direi che l’amore che cambia è quello che viviamo quotidianamente e forse proprio per questo piacciono gli estremi archetipi, perché non esistono e nel libro si sogna.
    Poi ovvio che i nomi non sono mai casuali.

  35. Vale Says:

    Ema: :mrgreen:
    Effettivamente non so in quante biblioteche sia… io l’ho trovata in quella del paese in cui vivo – notorimente scarsuccia, tant’è che un amico mi ha suggerito di andare in quella della vicina città…
    Quanto a me, io l’ho preso da internet, l’ho letto e poi cestinato.

    (però per lavoro sto sistemando gli archivi fotografici dei film per un service editoriale… e le locandine dei film porno mi suscitano due reazioni: infinita tristezza o infinita ilarità…)

  36. Valeria Says:

    Io l’ho comprato in inglese, così ho fatto la figura di quella colta 😉 XD

  37. Lara Manni Says:

    Nel libro si sogna…e ci rispecchia anche, sognando. Credo 🙂

  38. Celesty Says:

    Innanzitutto, devo dire che neppure a me Twilight piace. Sarà perché odio le storie in prima persona, ma l’ho letto ed in ogni santissima pagina rischiavo di vomitare o di addormentarmi (Tanto per farti capire quanto mi prendesse. .____. E a King tanto di cappello per quell’affermazione. v.v Ha anche detto che la Rowling sa scrivere divinamente, in poche parole. xDD)

    Ma veniamo al tuo punto. Tu ti chiedi che cosa ci trovino di bello le persone in questo “””romanzo”””. Innanzitutto, guarda il target di età che legge quel… Coso. Avranno sì e no dodici o tredici anni… Massimo diciassette.
    Quindi, direi che qui si capiscono molte cose.
    Ti dirò di più.

    Alle ragazzine piace perché è il classico “””romanzo””” dove una ragazzina brutta si innamora e viene ricambiata dal figone della scuola. E già qui ci si può identificare. Poi nasce anche dal fatto che tutte (O quasi) sognano di avere un ragazzo perfetto, bellissimo, intelligentissimo, maturissimo e chi più ne ha più ne metta. Inoltre, sognano l’amore impossibile. In più, come se non bastasse, le ragazzine tendono ad amare il ragazzo fortissimo e che sa difenderti e che sa far cag**e addosso gli altri con un semplice sguardo. Per di più, le ragazze di adesso adorano essere in mezzo a triangoli amorosi.
    La Meyer ha semplicemente miscelato tutti questi ingredienti, con una piccola aggiunta di pepe: far sì che il ragazzo luccichi al sole (Si sà, alle ragazzine piacciono i glitter) e che cambi il colore degli occhi in base all’umore e, ciliegina sulla torta, ha messo anche la parola “vampiro” quando di vampiresco in quella sotto-sotto-sottospecie di romanzo non c’è un emerito piffero e anche una famiglia di licantropi, tanto per farli entrare in competizione in amore per prendersi la protagonista.
    Poi ha creato anche un mondo attuale, quindi più vicino alla realtà e quindi un mondo dove le ragazzine si possano specchiare tranquillamente.

    Per questo a molti piace.
    (Poi ci sono le note dolenti, e ti rimando ad un forum anti Twilight che frequento.)

    Spero di essere stata esaudiente. ^^

  39. Gianrico Gambino Says:

    celesty: permettimi di contraddirti… io li ho letti tutti e temo proprio di nn avere ahimè più alcuna delle età da te citate, ma manco una eh!! Eppure pur essendo conscio che il romanzo è mal scritto, mi rendo conto che prende, che nella lettura prendeva.

  40. Celesty Says:

    Io infatti ho letto il primo tutto e ho lasciato perdere a tre quarti il secondo.
    Ovvio, ci sono delle eccezioni che confermano la regola, ma la maggior parte dei fans di Twilight sono di quell’età eh.
    Senza alcuna offesa, non è mia intenzione, sia chiaro.

  41. demonio pellegrino Says:

    Dico una cosa sola: la Meyer, e’ vero, non scrive benissimo, ma se la leggi in inglese, scrive sicuramente meglio di come appaia invece dalla traduzione in italiano. Ho letto il primo in italiano, e l’ho trovato scritto male. Gli altri sono scritti benino.

    Sulla questione di fondo penso che di base la Meyer sia una Moccia americana: le regazzine ci s’identificano. Punto.

  42. Valeria Says:

    Ah, sì, è vero: io ho detto che scrive male perchè ci sono nel libro delle potenzialità che, purtroppo, rimangono del tutto inespresse => vedi il post di Ele/Caska che ha spiegato benissimo questo concetto. Ma quanto alla padronanza della lingua, almeno in inglese e nei primi due libri, direi che è nella media.

    Comunque, davvero il target sono solo le adolescenti?
    Probabilmente le adolescenti sono quelle che poi reagiscono con tanta violenza verbale verso ogni critica, ma sinceramente ho avuto l’impressione che Twilight sia diventato un fenomeno trasversale all’età… e ribadisco, in america è letto tanto dalle madri quanto dalle figlie, ad esempio.

  43. Teiresias Says:

    Direi che non c’è altro da aggiungere al proposito (chissà perché, ma basta dire “Twilight” e i commentatori spuntano come funghi in autunno XD).
    Per me l’unica cosa da dire è De gustibus non disputandum est: ovvero, la saga piace a certe persone perché incontra i loro favori. Piace alle ragazze, specialmente quelle di una certa frangia d’età, perché è una storia d’amore di quelle come non ne esistono nella realtà: il fatto che sia un vampiro è soltanto un modo per distanziarla dalle altre e un modo per nascondere il fatto che, di per sè, oltre alla storiella Harmony non c’è più di tanto. Come ho sempre detto, se non ci fossero stati i vampiri, probabilmente questo libro sarebbe stato lasciato da parte come tanti altri (che poi abbia ROVINATO per certe cose il mito dei vampiri… beh, questo è un altro paio di maniche).
    Che poi all’interno del fandom si nascondano delle maniache convinte di poter diventare vampiri o che probabilmente moriranno a novant’anni vergini e zitelle perché non riusciranno a trovare un uomo che sia paragonabile al “loro” Edward”…quando morì Rodolfo Valentino ci furono dei suicidi di massa. Gli esagerati ci sono sempre e ovunque, il problema è che fanno più rumore di chi è discreto…

  44. Lara Manni Says:

    Valeria: sai che il fatto che sia trasversale mi preoccupa? O forse sbaglio, e forse alla mia età, per esempio, è giusto continuare a leggere storie romantiche: per ripigliare il parallelo con la Mazzantini, credo che lei sia letta dalle mie coetanee, per esempio.
    Ehi, Teiresias: bravo ad aver ricordato Rodolfo Valentino. E’ vero. Primo mito del cinema, primo fenomeno di innamoramento collettivo…

  45. Mele Says:

    Maschile accudente, Larù? Accudente in senso mooolto lato. In senso Ju-on, se mi permetti…
    (perché parlavi di Max, giusto?)

  46. Lara Manni Says:

    Parlo di Esbat, eh? 🙂
    Max. E Masada.

  47. Mele Says:

    Ok.

  48. Valeria Says:

    Perchè ti preoccupa?
    Voglio dire, tolte le frange estremiste di cui sopra, che personalmente mi lasciano indifferente perchè ormai ogni fenomeno di massa le solleva, per quale motivo è preoccupante che un libro del genere sia piaciuto (moderatamente e senza strapparsi i capelli nè tantomeno gridare al capolavoro imperituro) anche a ragazze più grandi?

  49. Lara Manni Says:

    Mi preoccupano due cose: la prima, da scribacchina orrorifica, e riguarda una cosa che abbiamo discusso qui tante volte. La confusione sul genere e l’inflazione del genere. Se la sola Newton Compton ha mandato in libreria una quindicina di titoli vampireschi in estate, secondo me si rischia la saturazione, e la saturazione potrebbe riguardare anche gli horror veri e propri.
    La seconda mi preoccupa come donna. Noi donne abbiamo fatto la fortuna del romanzo borghese sentimentale, e dallo stesso romanzo borghese siamo state, per lo più, trattate malino. Una si augura che quando è una donna a scrivere, come la Meyer, le cose vadano meglio. Invece, pare di no 🙂

  50. Valeria Says:

    Mmmh, sinceramente non saprei cosa rispondere a questi tuoi due timori 😀
    Ho pensato da un lato che il genere horror, dal mio punto di vista, è sempre stato molto di nicchia in Italia; può rischiare una saturazione un genere di nicchia?
    E poi ho pensato che la Allende non è l’unica donna scrittrice che ha raggiunto tutto questo successo, e mi sono venuti in mente almeno due altri nomi, ma loro non scrivono romanzi borghesi, e nemmeno romanzi che spopolano tra la ragazzine, e quindi… ribadisco, no so 😀

  51. Valeria Says:

    Ah, che lapsus!
    Volevo dire la Meyer, e appunto la Allende era uno dei due altri nomi 🙂

  52. Lara Manni Says:

    Quali sono i nomi? Allende e…?
    Perchè Allende è davvero un caso molto particolare. Mi viene in mente Agatha Christie, ma anche qui siamo in un caso particolare 🙂
    Ps. Vero, l’horror è nicchia, ma se identifichi l’horror con il best seller di vampiri lo fai rischiare lo stesso. Almeno temo.

  53. Ema Says:

    la cornwell… la rowling…

  54. Murasaki Says:

    Buonasera a tutti, scrivo il mio commento prima di andarmi a leggere la logora copia di Twilight che sono riuscita finalmente a placcare in biblioteca dopo MESI di tentativi – cpmunque conosco abbastanza il libro per sentito dire, dopo la tonnellata di schede che le mie alunne delle medie ci hanno fatto su.
    Sì, il target del libro è adolescenziale. Le madri lo hanno probabilmente preso in mano mosse dall’entusiasmo delle figlie… e hanno scoperto che si lascia leggere piuttosto volentieri. Credo sia un romanzo che può piacere a quasi tutte le ragazzine ma solo a una certa categoria di lettrici adulte, con una forte propensione per le storie d’amore col Bello e Impossibile che tanto impossibile alla fine non è (categoria in cui rientro pienamente). Sono d’accordo con Teiresias e con chiunque sostenga che Edward non è un vampiro nel senso letterario del termine ma il modo di dare al personaggio una dimensione da Bello e Impossibile – e non c’è dubbio che se appena scavi un pochino (con un cucchiaino da té, mica con una ruspa) si tratta di un romanzo rosa e non di un romanzo dell’orrore. Però non starei troppo a preoccuparmi delle indicazioni sociologiche e dei messaggi che racchiude perché questo tipo di storie d’amore (abbastanza dichiaratamente non realistiche) ha una chiave di lettura che riguarda il cammino dell’anima, più che il modello di amore o di società o cose del genere.
    Quanto alla protagonista, non è vero che non è bella: non si sente bella, che è tutt’altra questione, e anche se inciampa ogni due per tre e si sente molto imbranata in fin dei conti si destreggia abbastanza bene. D’accordissimo invece che ha un carattere piuttosto sulfureo e che all’occorrenza si comporta come uno schiacciasassi.Un po’ meno d’accordo sull’egoismo: il romanzo inizia con un gesto di altruismo: Bella se ne va in esilio volontario in un posto che non le piace per permettere alla madre di godersi la sua storia d’amore col nuovo marito. Come ricompensa, avrà la SUA storia d’amore e un fidanzato molto affascinante che a casa sua non avrebbe trovato – e che va bene per lei, ma che non sembra entusiasmare la maggior parte delle sue compagne di corso (non so perché, sinceramente).
    E’, in effetti, la trama (o almeno parte della trama) della Bella e la Bestia, e sì, sono d’accordo che il nome della protagonista NON è stato scelto a caso.
    Siamo nel mondo delle fiabe. Le fiabe hanno a volte una venatura horror che non appare in superficie, ma soprattutto parlano per simboli e immagini archetipe – proprio come certi romanzi d’amore che non sempre sono grande letteratura.
    Insomma, adesso che ce l’ho tra le mani mi meraviglio molto di chi si meraviglia che abbia successo. D’altra parte non è che l’unico modo per avere successo con un libro sia scrivere una storia così…

  55. Murasaki Says:

    Dimenticavo: scusate la lunghezza esorbitante ^__^

  56. Ema Says:

    starai per dire che pure la rowling è un caso particolare. Ci sto. Ma vuoi dire che tutte le scrittrici di successo sono di riffa o di raffa eccezioni?

  57. Val Tidone Says:

    Sono desolato, ma la dinamica di queste manifestazioni non riesce ad appassionarmi

  58. Lara Manni Says:

    Perdonami Val Tidone, però a me interessa capire. E, benvenuta Murasaki e grazie per l’analisi, profonda e interessante.
    Ti spiego la meraviglia: all’età delle twilighters leggevo Jurassic Park e King, dunque probabilmente la meraviglia è personalissima. Però: però ricordo bene l’ondata di piena di Tre metri sopra il cielo (che secondo me ha enormi punti di affinità con Twilight, compreso il Bello e Quasi Possibile), e non mi pare di ricordare punte di violenza come queste. Vabbè che sul giornale di ieri c’era la notizia delle risse a piazza del Popolo fra emo e truzzi, risse mica da niente, con i tirapugni e i coltelli, e quindi forse sono io che sono la Vispa Teresa.
    Però c’è una cosa da dire sulle fiabe: le fiabe sono molto più crudeli di Twilight. Nelle fiabe lo scotto di cui parlava Ele si paga, eccome. Nelle fiabe c’è la paura vera, e non solo l’amore. Pensa alla Sirenetta (quella vera, non quella Disney), o alla vera Cenerentola, quella che taglia la testa alla matrigna col bordo del baule…ad Hansel e Gretel…ecco, le fiabe vanno a fondo. La mia sensazione è che questi libri restino sulla superficie: e ci sta, e va bene, ma per carità. Il fatto che io detesti Sophie Kinsella non significa che sia per forza un cattivo libro.
    Insomma, la mia meraviglia è: possibile che sia vera l’affermazione secondo la quale o si scrive d’amore o non si scrive? 🙂

  59. Valeria Says:

    L’altro mio nome è la Yoshimoto 🙂
    Insospettatamente, ho passato un suo libro ad una mia cugina diciannovenne in fissa per Edward e Bella e l’ha gradito molto, chiedendone ancora 🙂
    E poi tutto dipende da come si scrive d’amore, Lara 🙂

  60. Murasaki Says:

    Le fiabe… le fiabe si raccontano in tanti modi e l’uso di addomesticarle risale alla fine dell’Ottocento e da allora non si è più interrotto. Si vede che oggi le preferiamo così, per quello strano uso di addomesticare quel che deve andare in mano ai bambini che risale pure quello alla fine dell’Ottocento. Quando, ora che ci penso, nacque la letteratura horror, per adulti. Chissà se è un caso?
    Comunque il lettore adolescente è onnivoro: all’età delle twilighter non potevo leggere Jurassic Park, visto che Crichton non l’aveva ancora scritto, ma Mangiatori di morte sì, e ora che ci penso anche Carmilla, che è sempre stato tra i miei racconti preferiti. Le ragazze che mi hanno fatto la scheda di Twilight hanno letto anche, chi prima chi dopo, Il giovane Holden, Il diario di Anna Frank, Piccole donne, Il ritratto di Dorian Grey, Eragon. Tutte si sono appassionate all’Amico ritrovato. Tra gli adolescenti (maschi e femmine) King è una lettura gettonatissima. Il lettore, soprattutto il lettore giovanissimo, è una creatura onnivora. Poi c’è qualcuno che si fissa solo su un genere, un autore o un libro, oppure che non legge affatto.
    Sulla violenza non so che dirti, tutto sommato preferisco di gran lunga che si scannino in rete pro o contro Twilight piuttosto che vadano allo stadio a sprangarsi – ma prova ad aprire un video di Marco Carta su YouTube e leggiti i titoli che si danno i fan e gli avversari di un essere umano che, alla fine, non ha mai obbligato nessuno ad ascoltarsi le sue canzoni, e la tua Vispateresaggine potrà trovare ricco e sorprendente alimento – c’è molta violenza in rete, ce n’è sempre stata, e spesso si agglomera intorno a argomenti del tutto insospettabili. C’è molta violenza anche fuori, ma quella c’era già prima e le varie piazze d’Italia hanno visto gran copia di risse, sembra che molti giovani non riescano a farne a meno e se nessuno gli dà un motivo non dico valido ma almeno serio se lo cercano loro col lanternino, il perché non l’ho mai capito. Oggi sono più aggressive anche le ragazze, ma non è detto che sia necessariamente un male, magari spenderanno meno soldi in futuro per comprarsi gli antidepressivi (se sopravviveranno alle coltellate, si capisce).
    Quanto allo scrivere d’amore oppure non scrivere… mah, gran parte della letteratura è sempre stata d’amore. E’ un argomento che piace, però c’è anche altro – come nelle canzoni o nei film. Certamente le storie d’amore si sono sempre prese la fetta più grande del mercato, finirono per cascarci perfino nella letteratura greca, dove pure erano partiti con tutti quei begli argomenti così seri e simbolici (pieni zeppi di storie d’amore, ora che ci penso).
    Invece NON sono d’accordo su Tre metri sopra il cielo, che non è affatto la stessa storia di Twilight: Tre metri sopra il cielo riprende un’altra tipologia rosa, quella della Principessa e del Brigante (o del Povero) che ammette due finali: coppia unita o coppia separata (sempre comunque dopo una consistente redenzione di lui); mentre non ho MAI avuto notizia di una storia con il Bello e Impossibile che non terminasse con la coppia unita.
    Secondo me ti mancano le basi del genere rosa, niente da fare ^___^

    (il tutto assolutamente IMHO!)

  61. Lara Manni Says:

    Probabilissimo 🙂
    Però io amo le storie d’amore: per esempio, La storia di Lisey E’ una delle più belle storie d’amore che abbia letto, e così La sfera del buio della Torre nera.
    Diciamo che non amo le storie d’amore quando la fanno semplice. Meglio, non amo le storie quando la fanno semplice, ecco.

  62. Murasaki Says:

    Beh, un po’ semplice Twilight la fa; direi che su questo non si discute ^__^

  63. Strega_del_lago Says:

    Twilight. Ormai è diventata una moda da seguire, non è calcolato per niente e ribadisco il “niente”, il libro! Chiedete a chiunque “Ma Edward Cullen com’è descritto nel libro?” e vi risponderanno “e che sei stupido? è Robert Pattison!”
    Twilight, se la Meyer non avesse sfornato anche gli altri tre libri, sarebbe rimasto un libro decente, autoconclusivo, sempliciotto ma carino.
    Perchè Bella è una persona “normale” senza qualità e con difetti vari, ma almeno non viene descritta come la “gran figona” che diventa nel quarto libro! La Meyer stessa ha detto che non sa un cappero fritto di vampiri (e si vede pure) e che è tutto nato da un suo sogno. Ok, ci sto, ma cavolo, documentati se proprio devi scrivere tutti questi libri! Stephen King ha ragione, la Meyer non sa scrivere! Troppi errori e pensieri che vanno e vengono come se fossero fazzoletti. Sembra più un racconto scritto da una bambina che da un’adulta. Con questo non dico che non possa piacere, certo, ci sono fin troppi forum sulla “splendida saga dei vampiri super fighi” ma riassumendo non c’è niente del libro ma tutto sul film! In rete girano bamboline dei personaggi (osceni a mio parere), magliette, tazze e credo ci siano anche le mutande. Detto ciò, penso davvero che questa commercializzazione sia solo per il personaggio/attore che invece del personaggio/libro. E con questo chiudoXD

  64. Lara Manni Says:

    Mutande????

    Stregadellago: con un ritardo enorme, se sei la stessa di Efp, ho letto la tua fic! E’ splendida: grazie!!!!

  65. Strega_del_lago Says:

    ebbene si, anche le mutande…non mi stupirei di vedere la faccia di Kristen Stewart proprio là… bah, non capisco cosa ci trovino i “fan” in tutto questo…io lo ammetto, quando lessi il primo libro, lo trovai anche carino, sempliciotto, certamente, ma fattibile… e ora? Ragazzine e non che invadono la rete con gridolini virtuali e cuorici per chi? Non per il personaggio in sè, ma per l’attore… la Meyer dovrebbe vergognarsi di quello che ha creato, sopratutto perchè non ha scritto per una sua voglia e per fantasia…no… per compiacere le menti delle fan…
    Comunque grazie mille, mi ha fatto davvero piacere sapere che ti è piaciuta! Pensa, quando l’ho scritta ho pensato “ma pensa se la legge…come minimo mi uccide perchè fa schifo!”XD

  66. Uriele Says:

    Bhè non è l’unica autrice costretta a far sopravvivere personaggi zombie per i fan: vedi Poirot e Holmes (che con Holmes Doyle c’era pure riuscito ad ammazzarlo alle cascate però…)

  67. Lara Manni Says:

    Stregadellago, ma scherzi? Ne sono felicissima: la notizia di oggi è che è stata aperta una sezione apposita tutta per Esbat 🙂
    Uriele, era bellissima la morte di Holmes….

  68. Uriele Says:

    in November 1891 he wrote to his mother: “I think of slaying Holmes … and winding him up for good and all. He takes my mind from better things.” His mother responded, saying, “You may do what you deem fit, but the crowds will not take this lightheartedly.”

    Poi sulla sua “resurrezione” ci sono varie leggende: lettere minatorie da parte dei fan, discussioni con colleghi scrittori e… la mia preferita:

    A year later, King Edward VII knighted Conan Doyle for services rendered to the Crown during the Boer War. Gossip has it, that the King was such an avid Sherlock Holmes fan, that he had put the author’s name on his Honours List to encourage him to write new stories. Be that as it may, His Majesty and several hundred thousand of his subjects must have been very pleased when in 1903 The Strand Magazine started serializing The Return of Sherlock Holmes.

    Alla fine penso che anche la Mayer abbia dovuto soccombere ai fans. Certo se non fosse stato così mi sarei perso la Valle della Paura il romanzo che preferisco (poi vabbè ci sono i racconti e lì è difficile scegliere). E fra i non Doyliani mi inchino sempre davanti al bellissimo la soluzione al sette per cento (ebbene sì lo ammetto, ogni volta che vado a Londra passo per il museo/casa di Baker Street)

  69. Fabrizio Says:

    Giusto per gettare altra benzina sul fuoco, guardate qui…

    http://www.geekologie.com/2009/07/sure_why_not_twihard_tattoo_ga.php

  70. Lara Manni Says:

    Oh MAMMA MIA!

  71. Strega_del_lago Says:

    ok, cavatemi gli occhi e mettetemi delle palline da tennis, vi prego!

  72. Ale Says:

    O cucitemici sopra dei bottoni come la Seconda Madre di Coraline!!! O_O

  73. Strega_del_lago Says:

    si…la cosa più…disgustosa (si penso sia l’aggettivo più adatto) è che c’è gente che la compra e praticamente sono introvabili proprio per il loro successo, proprio come le bamboli/barbie di Edward e Bella…

  74. simona Says:

    Ho scritto sul mio blog,qualche tempo fa’, di come andando a lavorare in libreria mi veda circondata da libri su vampiri,dalle guide su come crescere il vostro cucciolo succhiasangue al manuale per cuccare un mortalmente pallido fingendovi damigelli tisiche par suo, etc. etc.. E ne sono vagamente disgustata perchè, proprio come asserisce Lara, e secondo me è proprio così, alla fine ci si innamora non del libro,del suo eventuale contenuto e di quanto ci ha insegnato o fatto riflettere. No, si sbava sui personaggi smaniando di vederli sposarsi tra di loro finché morti non li separi-che poi il vampiro dovrebbe essere un non morto e allora bisognerà pure cambiare formula e dire, che so, finché la mortale non schiatti e il vampiro non abbia più sangue nemmeno dagli ospedali- o che so io.Insomma, Twilight non mi piace per come è scritto ma sopratutto perchè non comunica un accidente. Non per fare il panegirico ma leggendo Esbat mi sono sì innamorata dei personaggi ma perchè mi comunicavano qualcosa! Tanto che mi sono intrippata anche per la Sensei, e sono etero, però è una entità biologica così particolare,così fragile e potente al contempo… Come non ci si può innamorare di un personaggio così?

  75. Lara Manni Says:

    Simona, mi commuovo. Grazie!

  76. Fabrizio Says:

    Però, riflettendoci, la questione sta tutta in quel “finchè morte non ci separi”, che per i vampiri non verrà mai.
    Twilight è Dawson’s Creek con i vampiri.

  77. Ale Says:

    Se vogliamo proprio essere pignoli…secondo me Twilight è ROSWELL con i vampiri. E dire che a me Roswell era piaciuto.
    La Meyer però ha rovinato anche ciò che di buono poteva esserci in quanto ha tolto al vampiro ciò per cui – solitamente – viene amato: l’oscurità.
    Onestamente non trovo niente di male nell’invaghirsi di alcuni personaggi, purchè trasmettano qualcosa. E davvero mi chiedo cosa trasmettano questi bambocci alla sterminata ondata di fans che si sono conquistati. E se qualcuno mi dice che, se piace alla maggioranza allora sono io che sbaglio, di solito rispondo: “Ok, allora mangiamo tutti cacca, che sei miliardi di mosche nel mondo non possono sbagliarsi!!!” 😛

  78. Ema Says:

    Uriele: da come la sapevo io, Conan Doyle fu costretto a tornare a Holmes dopo averlo precipitato nella cascata perché si accorse che i suoi romanzi storici non li cagava nessuno 😉
    Però l’aneddoto del Re non lo sapevo, vedi quante cose si imparano…

  79. Uriele Says:

    A dire il vero il ciclo di Nigel e alcuni racconti fantastici non erano malaccio (Certo non aveva ancora incominciato il ciclo del dottor Challenge, ma erano comunque delle alternative carine a Holmes). So che esistono anche i racconti medici, ma non li ho mai letti e non posso giudicare. Però è vero: non piacevano come Holmes.
    Comunque il personaggio gli si è attaccato come una sanguisuga e lo ha costretto ad essere l’autore di SH e basta

  80. Ema Says:

    eh son problemi. Fosse capitato a me…

  81. Uriele Says:

    E vabbè, a quanto so anche alla Christie stava sulle palle Poirot in modo assurdo, mentre adorava Miss Marple. Ed elimina il “pesante fardello” con il romanzo Sipario. (poi vabbè a me miss marple stava sulle palle e mi piaceva Poirot che era la versione esibizionista, emotiva e belga di Holmes)

  82. simona Says:

    A proposito di romanzi sui vampiri,quando ero un’adolescente in fermento ho letto Le notti di Salem, del re dell’horror. Recentemente l’ho fatto leggere anche a un’appassionata della saga di Twilight e il massimo commento in merito è stato: Ma i vampiri di questo romanzo sono brutti! Della serie: l’apparenza è tutto…

  83. Lara Manni Says:

    Dille che Barlow assume quell’aspetto solo per ingannare i lettori 🙂

  84. simona Says:

    per farvi due risate, guardate il video su you tube twilight trailer spoof, oppure andate sulla mia pagina facebook!

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