Dalla fan fiction alla fan fiction

Veramente volevo raccontare cosa sta succedendo su aNobii: ovvero, linkare  questa discussione dove si narra del venturo libro di Rizzoli, Il tarlo del libro, che raccoglierà alcuni commenti anobiani, previa liberatoria e con scopi benefici. Mi sono inserita tardi nel dibattito per esprimere le mie perplessità: perchè magari sarà un libro con scopi nobilissimi, ma un volume costituito da recensioni di utenti è destinato a non avere alcun controllo da parte degli utenti stessi, e magari a essere incorniciato, che so, della prefazione di un Paolo Crepet qualsiasi che spara banalità su Internet. Forse sbaglio, ma diffido di queste cose: anche perchè, mi chiedo,  un libro del genere serve ad accendere i riflettori su aNobii? Magari sì, certo. E questi riflettori servono? Magari sì, certo pure questo. E lo spirito degli anobiani sarà rispettato? Non lo so. Ma forse eccedo in diffidenza.

Comunque la notizia del giorno riguarda Esbat: e per me è splendida. E’ stata aperta su Efp, nella sezione Libri, una categoria apposita. E ci sono già due fan fiction a cui si aggiungeranno quelle che partecipano al contest. Sono felicissima!!!

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21 Risposte to “Dalla fan fiction alla fan fiction”

  1. Mele Says:

    Conoscendo aNobii praticamente solo di nome, non posso esprimermi.
    Come scrivente (l’ho imparato!) di fan fiction… Aaargh! Non posso scrivere una fan fiction su Esbat conoscendo gli altri due! Sono troppo influenzata. Mi tocca aspettare che pubblichi l’ultimo.

  2. Lara Manni Says:

    Ma sì che puoi invece!!!!
    Non pensare agli altri due e pensa al primo. E poi l’hai praticamente quasi fatta (S.) …:)

  3. Laurie Says:

    Questo mi ricorda che mi devo impegnare a scrivere: post per il blog e fanfiction per te. Che è un po’ un regalo per te.
    Laruccia, non ci si sente fierissime di avere fanfiction sul tuo libro? ❤

  4. Aryaali76 Says:

    Essendo aNobiana (e ghettizzata, pure) ho visto la discussione e sinceramente sono rimasta un po’ perplessa. A parte il fatto che non ho ricevuto la mail, non penso che avrei firmato la liberatoria.
    Non solo perché, come dici giustamente, gli utenti non hanno alcun controllo sul libro -che pure è composto dalle loro recensioni- e perché non si sa bene a che cosa (e SE) possa servire un volume del genere (sì che la pubblicità è l’anima del commercio, però…) ma anche perché la faccenda in toto mi è apparsa quantomeno nebulosa.
    Che genere di libro è, a chi può interessare, per quale ragione tutta questa fretta, con che criterio sono state scelte le recensioni, la beneficenza in quale misura e a chi verrà fatta, chi deciderà i tagli ai commenti e per quale ragione non comunicare agli utenti quale commento è stato scelto… sono solo alcune delle domande che mi sono posta.
    Non so se sia per via del tipo di lavoro che faccio, ma sono oltremodo diffidente nel mettere in giro firme a calce di progetti che non conosco a fondo. Se vogliono qualcosa da me, prima mi spiegano tutto per filo e per segno, poi se ne riparla.
    Quanto alle fan fiction su Esbat, non posso che essere contenta per te: per quanto mi riguarda, il tuo libro è stato una boccata d’aria fresca, che mi ha riconciliata assai con gli esordienti italiani.
    Ora aspetto ansiosamente di poter leggere Sopdet!

  5. Lara Manni Says:

    Ci si sente fierissime e felici! E poi trovo splendido che il cerchio si chiuda, e che si torni al fandom 🙂

    Su aNobii: io detesto i non-libri, e questo lo è. Almeno, sulla carta: un volume a costo bassissimo realizzato con materiale gratuito su cui gli utenti non avranno la possibilità di dire “a”.
    E poi, la pubblicità rischia di essere negativa: come scelgono le recensioni? Sui libri più popolari? A cosa daranno risalto? Alle stroncature o alle analisi positive? Chi lo curerà?
    Mi sembra un’operazione furba, sinceramente, che rischia di non fare del bene a quel che davvero è aNobii…

  6. Kijomi Says:

    Mi hai rubato – ahimè – l’argomento per il mio prossimo post.
    A me la mail è arrivata, e mi ha scatenato ilarità, più che indignazione.
    L’editoria tratta da internet è un fenomeno che ha preso sempre più piede, e giusto o sbagliato che sia (È sbagliato! Sbagliato! È una cosa mostruosa che ci porterà alla catastrofe! /opinione personale), è abbastanza inutile puntualizzare che gli utenti, in rete, sono una massa di creative commons infranti.
    Ho una domanda, più che altro: parli di spirito degli anobiiani, e ti assicuro che quale sia questo spirito mi sfugge. Io sono su anobii perché leggo e ogni tanto ho delle opinioni da esprimere, e ti assicuro che non sento lesi i miei diritti perché qualche genio non ha trovato di meglio che pubblicare la mia recensione sfottò su Twilight. XD

  7. Ema Says:

    se ho ben letto verranno scelte le x recensioni più votate dei primi 100 libri più letti, quindi non dovrebbe esserci un’ulteriore interfaccia “ragionata” tra le recensioni e la pubblicazione. Stando così le cose, i commenti sono stati scelti direttamente dalla community di anobii anche se non lo sapevano.
    A me la mail non è arrivata (ettecredo, al massimo ho due voti sullo stesso commento, mi pare su Il trono di spade) ma se lo fosse penso che avrei firmato la liberatoria. Sempre che, ripeto, le cose stiano davvero come ho appena detto. Credo che nella liberatoria ci sia scritto che Rizzoli si riserva il diritto di tagliare alcune parti, il che può voler dire tutto e niente ovviamente. Il motivo di non comunicare i commenti selezionati in anticipo è evitare che vengano modificati, presumo.
    A me sembra tutto sommato un’iniziativa positiva per far conoscere la community. Senza dubbio è un’operazione furba, ma forse in questo caso anche “benefica” al di là della beneficienza.

    Riguardo al tuo fandom, complimentoni e tanta invidia 😉 dev’essere davvero una sensazione favolosa.

  8. Lara Manni Says:

    Kijomi, fallo lo stesso il post 🙂
    Mah, per spirito intendo semplicemente la passione o la curiosità che ti porta a crearti una libreria e a commentarla e a discutere con altre persone dei temi e dei libri che ti stanno a cuore o che ti fanno imbufalire. Non so quanto questo possa venir colto in un’antologia di recensioni.
    Ema, peggio mi sento 🙂 E le tante recensioni che ho letto su libri non più letti, che magari sono molto più interessanti? xD
    Non so se sia benefica: bisognerebbe poter giudicare il libro per capire se lo è. Potrebbe anche venir fuori una cosa alla Io speriamo che me la cavo, e risultare tutt’altro che benefica…

    Ps. Sul fandom: sì! 🙂

  9. Ema Says:

    beh perlomeno è un metodo asettico per sceglierle, o meglio un metodo in linea con i gusti della maggioranza dei partecipanti di aNobii. Io non credo che per avere una comprensione decente del fenomeno sia necessario avere una visione omnicomprensiva – noi stessi che ne facciamo parte non abbiamo letto tutte le recensioni, né partecipiamo a tutti i gruppi, e infine è più probabile che noi si legga una recensione di un libro molto letto che di uno meno letto – anche perché più o meno letti da chi? sempre da noi.
    Ecco, se io dovessi rappresentare aNobii al resto del mondo probabilmente sceglierei un metodo simile. Non vedo davvero tutte queste controindicazioni. O sarà che rosico perché non ci sarò 😉

    Concordo pienamente sul discorso dello spirito dei tarletti… ma mi chiedo perché non dovrebbe trasparire dalle recensioni. Sono pur sempre le nostre, di noi “tarli” con quello spirito lì. E spesso ogni recensione si porta appresso anche un minimo di discussione (i commenti degli altri).

  10. Eleas Says:

    anobii non riesce ad appassionarmi, non riesco a entrare nel maccanismo non so nemmeno perché visto che tratta di libri e dovrebbe piacermi

  11. Lara Manni Says:

    Non so Ema…voglio sbagliarmi, ma l’iniziativa non mi convince e mi sa di “pubblicità gratuita”. Ma forse sono una malpensante.
    Edit: leggo ora che sulla discussione sono intervenuti l’editor e la curatrice. Mi preoccupa, della seconda, questa definizione: riportare nel libro le “recensioni “non ufficiali”, tratte dal web e quindi spesso dissacratorie, ironiche, sarcastiche, fuori dal coro”. A me non convince quell’ “e quindi”. Come ho scritto nella discussione, non è che in questo modo i lettori e scriventi della rete vengono presentati come una sorta di specie a parte? Quel che intendo dire è che chi legge e si incontra in rete non è dissimile a chi legge “fuori” dalla rete: in più, ha la possibilità di scambiarsi opinioni. Il che è moltissimo. Ma i miei dubbi restano sulla modalità: come si fa a far capire che aNobii è un mezzo, straordinario, ma un mezzo? Non ci rende nè più belli nè più buoni nè diversi: semplicemente, ci mette in contatto.

  12. Ema Says:

    Eleas, per appassionarti devi fare una sola cosa… prendi un utente qualunque, anche che conosci (Lara o me per esempio). Vai sul link “recensioni”. Comincia a leggerti quelle sui libri che conosci. E vedrai che ti appassioni, sia che tu sia d’accordo sia (SOPRATTUTTO) che tu non lo sia…

    considerato il numero di volumi che ti stai sparando in endovena in questo periodo saresti il tarletto perfetto.

    Lara. Finché dici pubblicità gratuita ci posso stare. L’importante è che non sia negativa o sfruttata per scopi anti-community, diciamo così, il che mi sembra quantomeno difficile. Poi oh, spesso quelli che malpensano c’azzeccano. E io in genere sono un di costoro, anche se non stavolta.

  13. Lara Manni Says:

    Ema: pubblicità gratuita alla Rizzoli, mica ad aNobii 🙂

  14. Ema Says:

    Laré, e io ho capito. Intendevo che non sia negativa nei confronti di aNobii, cioè che non si facciano pubblicità “a spese di” ma “grazie a”.
    Comprendo i tuoi timori e condivido come sovente capita le tue convinzioni in merito (non esistono i “lettori della rete” e i “lettori ebbasta”). Speriamo che il suo “e quindi” sia un semplice “e quindi, non essendo schermati o sottoposti a livelli di censura, più liberi di quelli ufficiali”. Poi oh, qualora prendano davvero i commenti più votati si troveranno anche molte recensioni ben “dentro al coro” quindi il ventaglio opinionistico dovrebbe essere rappresentato con buona approssimazione.

  15. Lara Manni Says:

    Comunque so di essere una rompicoglioni, Ema, “e quindi” non interverrò ulteriormente nella discussione 🙂

  16. kijomi Says:

    Il mio non vuol essere un semplicistico “non importa che se ne parli bene o male, l’importante è che se ne parli”, lungi da me, ma: di libri che parlano di internet, su internet, pro internet o contro internet ce ne sono a milioni, oramai, e occupano una fetta di editoria che personalmente trovo piuttosto imbarazzante. Il discorso è all’incirca quello che facevi tu, Lara, sui “non-libri”, se non ti ho fraintesa.
    Questo è semplicemente l’ennesimo, abusatissimo libretto commerciale che compreranno principalmente persone che Anobii già lo conoscono, più un paio di sventurati che si faranno probabilmente un’idea confusa e del tutto irrilevante su come funzionano le community.
    Non vedo tutto questo pericolo di venire fraintesi, o visto come un popolo a parte, “noi di internet”. Almeno, non più di quanto non si faccia già.
    Che la Rizzoli si faccia pubblicità, beh, direi che è un po’ il suo lavoro, non capisco che le si debba imputare XD

  17. Lara Manni Says:

    Esatto. Quel che a me infastidisce, però, è che con ogni probabilità, andando a ricercare le recensioni più “fuori dal coro”, si presentino gli aNobiani come un gruppo ohhh…dissacrante! ohhh….controcorrente! Non è così: chi è su aNobii ama i libri e ne parla, e punto. L’idea di diffondere un’idea confusa su cosa significhi davvero fare comunità a me infastidisce. Forse perchè qualcosa di simile è successo a me, quando mi sono ritrovata a spiegare a chi non le conosceva cosa sono e come funzionano le fan fiction…
    Secondo punto: aNobii è straordinaria perchè si parla di tutti i libri, anche quelli di ultranicchia. In questo caso i libri recensiti sono i più popolari, ergo si farà un libriccino sulla Mazzantini e sull’eleganza del riccio. Utile? Sicuramente no. Ma mi rendo conto che sono discorsi impopolari, i miei, e ad alto rischio fraintendimento.

  18. Ema Says:

    ma sbaglio o mi sembra di intercettare un sottilissimo velo di scazz… ehm, di aceto nelle tue ultime parole nonché nel precedente rilievo sui rompicoglioni? 🙂 se scriviamo qua a mio parere siamo tutti un po’ ROMPICOG – che in realtà sono una forma molto più avanzata dei PRECOG di Dick, se avete presente.
    E’ perché si tratta di una nota dolente o sei rimasta urtata per qualcosa in particolare?

  19. Lara Manni Says:

    Ma no Ema, non sono rimasta urtata, è che mi sono resa conto che in questi casi si rischia di essere scambiati per rosiconi/invidiosi e chi più ne ha più ne metta. In effetti, poi, non sono neanche affari miei. 🙂

  20. Aryaali76 Says:

    Oh, beh… ultimamente essere scambiati per rosiconi/invidiosi va per la maggiore. Sta diventando la regola.
    Se solo ci si azzarda a dir qualcosa di un minimo controcorrente si viene subito tacciati di malevolenza, invidia (e stronzaggine incipiente).
    Non mi riferisco a questa discussione, ma a una condizione ben più generale.
    Una muove qualche critica, ragionata per carità, o esprime un’opinione diversa dalla maggioranza, oppure dà voce a un dubbio e subito si leva il coro: “Invidiosa! Parli solo perché sei invidiosa!”.
    E ho notato che più “il coro” è privo di argomenti e più le urla sono forti e gli insulti pesanti.
    Così, ogni volta mi chiedo: vale la pena di aprir bocca, se poi ti tocca essere crocifissa in sala mensa come Fantozzi? (Poi però continuo a dire quello che penso… e infatti finisce sempre a tarallucci -avvelenati- e vino).

  21. Lara Manni Says:

    Già. Non è questo il caso, ma fiuto il rischio e comunque non voglio rompere uova nè panieri. Vedremo 🙂

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