Elogio del fandom: postilla

Prima il testo, poi il contesto.
Amici, romani e concittadini: non vengo a dire che il fandom è il luogo migliore del mondo, dove gli uccellini cinguettano e le farfalle svolazzano e le pentole d’oro aspettano tranquille sotto gli arcobaleni.
Non è così.
Nel fandom si litiga. Nel fandom ci sono le piccole e grandi cattiverie: a volte si plagia per dispetto o per pigrizia, altre volte si reagisce inviperiti al commento critico scatenando le amiche contro il recensore, altre volte ancora si fa la battutina velenosa. E così via.
Eppure, si sta bene. Io, almeno, ci sono stata benissimo: forse perchè non mi sono mai preoccupata di schierarmi (lo so, è un mio limite: ribadisco che Veltroni mi fa un baffo), quanto, semmai, di leggere e di scrivere. E di commentare, dando quando potevo suggerimenti oppure esprimendo il piacere che avevo provato dopo una lettura.
Vediamo se riesco a spiegarmi: nel fandom sei uno-a-uno. Sei  pari agli altri. Non sei migliore, mai: neanche se la tua storia ha molti commenti. Sei uno dei molti. E questo a me fa bene: perchè non ho mai creduto che lo scrittore abbia uno status superiore al lettore. Anzi, continuo a pensare che lo scrittore sia semplicemente qualcuno che ha una storia da raccontare, e punto.

E che gli sia necessario un confronto: in questo momento, mentre sono alle prese con la Crisi del Secondo Libro (è quella cosa per cui ti rendi perfettamente conto che il Secondo Libro rischia di soffrire di un eccesso, perchè ci metti dentro tutte le corde che puoi toccare, tutti i virtuosismi di cui sei capace. E così lo ammazzi), ho bisogno di confronto come l’aria. E lo sto ottenendo, grazie al cielo.

Il fandom, per finire, ti ricorda che non sei uno strafigo/figa. Sei qualcuno che ha qualcosa da dire, e molto da ascoltare. Per me, è benefico.

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53 Risposte to “Elogio del fandom: postilla”

  1. Laurie Says:

    altre volte si reagisce inviperiti al commento critico scatenando le amiche contro il recensore, altre volte ancora si fa la battutina velenosa

    L’attacco delle amykette!! Ma anch’io lo sono. Lo rivendico con orgoglio (indovina di chi? eheh).

    Comunque per riprendere una cosa del topic passato, io son rimasta stupita dalle parole di Francesco Dimitri perché descrivono bene il fandom e per uno scrittore professionista parlare così acutamente di una realtà come quella della scrittura amatoriale è un atteggiam mi sono imbattuta in molti scrittori snob (italiani, gli americani e inglesi boh… ma sì, cavolo c’è la MZB, santa donna!)

    Del resto tu sottolinei che le storie vengono spesso da altre storie ed è anche questo vero.
    Del resto se scrivere fanfiction nasce da un piacere personale, pubblicarle in rete ha tutto un altro significato IMHO almeno per alcuni di noi.
    Non nascondo che molti si son montati un po’ la testa grazie ai loro lettori ahah

  2. Lara Manni Says:

    Storie che vengono da altre storie.
    Facciamo un esempio. Il Milione di Marco Polo: un caposaldo dell’Occidente, giusto? Be’, Il Milione non è di Marco Polo: o meglio, lo è in parte. E’ stato scritto dal signor Rustichello da Pisa, prigioniero a Genova insieme a Marco Polo. C’è chi dice sotto dettatura, c’è chi dice che Rustichello ci abbia messo del suo. E già fin qui viene a traballare “l’autoralità”.
    Ma pensa alle Città Invisibili di Calvino: “storicamente”, “tecnicamente”, “contestualmente” non è una fan fiction.
    Ma nei fatti lo è. Ci sono i personaggi de Il milione. E, certissimo, c’è Italo Calvino con la sua scrittura (faticosa e laboriosa e solitaria) e la sua voce e la sua poetica. E.
    Le città invisibili sono leggibili senza aver letto Il milione? Assolutamente sì: anzi, è più probabile che siano molto più lette de Il milione che non è proprio una lettura facile. Sono “originali”. In parte, ma non del tutto.
    Amava Calvino Il milione? Sicuro.
    Se vuoi mi spingo ancora più in là.
    Ognuna delle città invisibili è chiusa in sè. Non ha teoricamente legami con le altre, no? Come…ehm…una raccolta di shot.
    Lo so che questo è un parallelo che può sembrare capzioso: non voglio sostenere che ogni fan fic postata su un sito sia COME Calvino. Voglio dire che gli atteggiamenti sono infiniti, ma sono infiniti anche su carta.
    Quanti libri “hobbystici” vedi in giro? Io tanti.
    Mentre a volte esistono similitudini così straordinarie fra fan fic e romanzi che non vedo altra differenza se non che le une sono “gratuite” e gli altri no.

  3. demonio pellegrino Says:

    Sono contento che si riconosca la grandezza di Pisa. Forza Pisa.

  4. Lara Manni Says:

    Fazioso! 🙂

  5. gnappetta Says:

    ” la Crisi del Secondo Libro (è quella cosa per cui ti rendi perfettamente conto che il Secondo Libro rischia di soffrire di un eccesso, perchè ci metti dentro tutte le corde che puoi toccare, tutti i virtuosismi di cui sei capace. E così lo ammazzi)”
    il tutto shakerato con una buona dose di “ma come caspita avevo fatto a scrivere il primo?!?” e autocompiangimenti vari…

  6. Lara Manni Says:

    Anche, ma in misura minore. L’ultima cosa che vorrei è cominciare a innamorarmi delle mie parole in quanto tali.

  7. Ema Says:

    che io sappia il buon rustichello, compagno di cella di Marco Polo, riassunse i racconti dell’amico perché gli aveva fatto due palle così per tutto il tempo della prigionia. Me lo immagino Marco Polo, uno di quelli che ogni volta che gli racconti qualcosa sorridono con aria di chi la sa lunga e ti rispondono: “eh ma questo è niente, io ne ho passate UN MILIONE così… ti ho mai raccontato di quella volta che…” e tu alzi gli occhi al cielo sbuffando ma tanto lui non ti nota perché sta già perso dietro ai cavoli suoi.

    Insomma Lara basta FANFICCARE tutti i romanzi che ti vengono in mente! ^_^

  8. demoniopellegrino Says:

    Non sei la sola scrittrice ad avere paura di’innamorarsi delle proprie parole. David Foster Wallace giunse alla conclusione che in alcuni casi la sua scrittore giovanile era stata pesantemente influenzata da una ricerca della parola e della bella struttura solo fine a se stessa. Ovviamente non lo disse cosi’, ma in modo molto piu’ complicato, e cioe’ disse di essere stato spinto da un”bisogno fondamentalmente insipido di essere avant-gard e post-strutturale e linguisticamente ginnico” (basically vapid urge to be avant-garde and post structural and linguistically calisthenic).

    Non male, no? E pensa che non si riferiva neanche a Infinite Jest.

  9. Fabrizio Says:

    Anche le Grotte di Lascaux erano una fan fiction… 😛

  10. Lara Manni Says:

    Demonio, ma dai??? Mi sento consolata…

  11. Mele Says:

    Rispondendo al post di ieri e a quello di oggi.
    Mmmh.
    Secondo me c’è un tra virgolette “mercato delle fan fiction”.
    Così come “tirano” libri indecenti, “tirano” anche ff scritte male.
    Certo, tra autore e lettore il rapporto è molto più stretto nel mondo delle ff. Non solo a base di consigli e reciproci commenti, ma persino di… commissioni, se mi permettete.
    Certe volte le storie si scrivono, si modificano in base al piacere dei lettori. Certe volte One shot diventano long fic per il volere dei lettori. Più che il solo piacere di scrivere, c’è quello di condividere.
    Per me ogni storia, anche la più sgrammaticata, ha ragione d’essere. Perché ha pubblico (e, se vogliamo essere filosofici, perché ognuno ha il diritto di esprimere le proprie idee nel modo in cui riesce), anche se nessuno è obbligato a leggerla. Sinceramente, non capisco né approvo questo bisogno medioevale / staliniano di depurare il fandom da ogni lordura.
    Nel fandom spesso si sente autonomamente il bisogno di “elevarsi”, senza che un esercito di fan writer ti pungoli coi forconi, ad un livello di scrittura più alto, leggendo storie scritte meglio.
    Comunque, Larù, secondo me il fandom ha i propri miti. E non fare la modesta. (Oddio, so che questo ti manderà in paranoia assurda. Fermati prima. Non o non solo per la pubblicazione, ma perché scrivi bene. Come Mistful aka Sarah Brennan nel fandom di Harry Potter)

    Ancora due cose.
    1. Sono d’accordo con Ema: smettila di “fanficcare” tutto.
    2. Pensandoci, il fandom è come un circolo. Con un diametro di qualche chilometro.

  12. Fabrizio Says:

    Comunque, l’etichetta di fanfic denota solo la provenienza creativa e la “non proprietà” dei personaggi e la devozione agli stessi.
    In questo senso, la maggior parte degli autori di comics americani è fatta di fanwriter.
    Grant Morrison ha scritto gli ultimi due anni di storie di Batman essendo fan del periodo anni ’60 del Pipistrello. E l’ha rimasticato e risputato, in modo da mettere in continuity anche le storie più camp.
    In tutto questo la tag di fanfiction è quasi un surplus. Non esiste.
    Esiste la qualità e la non qualità.

    Anche Watchman, volendo potrebbe essere una fanfic. O un’anti-fanfic.

    E badate che questo calza tantissimo sui fumetti, molto di più rispetto alla letteratura non disegnata. Perchè in questi campi seriali capita spesso che autori diversi si avvicendino. Autori che devono essere almeno un po’ fan per fare prodotti di qualità.

    Il problema, secondo me, si trova quando sei più fan che autore. E allora non riesci ad avere il giusto distacco per cercare cose nuove. “Uccidendo” anche i propri miti…

  13. Lara Manni Says:

    Mele, sì. Sono d’accordo ma non ho capito il Fermati. 🙂 Come fan writer, sono ferma da un bel pezzo. E prima di ricominciare devo finire la revisione…
    Fabrizio ha detto una cosa su cui pensare: infatti le fan fiction meno interessanti sono quelle che si muovono con varianti minime rispetto all’originale.

  14. Mele Says:

    XDDD. Fermati prima della paranoia. Da “Oh, ma a me non interessa per niente essere un ‘mito'”. Altrimenti poi mi sento in colpa.

    Sai che il mio senso della misura è misero (guarda l’IC dei miei personaggi…). Si potrebbero specificare meglio le “varianti minime”? Cioé, riguardo al tipo di storia, al tipo di narrazione, ai personaggi…?

  15. Ele/Caska Says:

    Per me le più noiose sono gli pseudo seguiti che cercano di riprenderne l’azione xD”

  16. Lara Manni Says:

    Mi fermo mi fermo (e naturalmente NO: non voglio essere un mito io).
    Le varianti minime sono quelle che intende Ele: gli pseudo seguiti.

  17. Federico Russo "Taotor" Says:

    Perdonami, Lara, ma il giudizio dei lettori di fanfiction quanto può essere utile?
    Mi spiego: quando scrivevo sui siti di fan fiction, non scrivevo affatto bene, ero a malapena al limite della decenza. E i lettori cosa mi dicevano? “Bravooo!!!!!11”.
    Sono migliorato un pochetto, e i commenti sono diventati del tipo (cito testualmente): “pare quasi la pagina di un libro famoso”.
    Lusinghevoli, certo, ma poco utili: non dicevano niente. Non mi dicevano cosa non andava, perché ai loro occhi erano belli e basta – anche se oggettivamente non era proprio vero.
    Trovo giusto quello che dici, ma, come dire, non riconosco la superiorità dei fandom (suona tanto come “condom” XD), insomma, delle fanfic. Senza dubbio hanno la loro utilità, e ci si può trovare anche qualcosa di buono… Ma a mio modesto avviso, per migliorare, sono necessari i pareri di lettori più esigenti.

  18. Mele Says:

    Posso?
    Secondo me ogni tipo di storia ha i lettori che si merita.
    Modestamente, Larù aveva dei signori lettori. Scommetto che molti erano anche puntigliosi.

  19. G.L. Says:

    Mele: 🙂

  20. Lara Manni Says:

    Federico, non ho parlato di “superiorità”, bensì di “realtà”. Peraltro, quel tipo di “bravooo/aaaa” si ascolta anche fuori dal fandom (regno-dei-fan), con chi ti dà pacche sulle spalle a prescindere non appena hai pubblicato un libro. Un giretto per aNobii te ne può dare la prova. O su Ibs. Magari sotto una pubblicazione a pagamento per “il Filo”.
    Come dice Mele, dipende dai lettori: è vero, io sono stata fortunata ad averne di molto attenti, ma non sono stata l’unico caso.

  21. Federico Russo "Taotor" Says:

    ===
    Secondo me ogni tipo di storia ha i lettori che si merita.
    ===

    Verissimo, concordo appieno; abbiamo svariate prove lampanti, difatti.
    Sia chiaro: non voglio sminuire i siti di FanFic. Dico solo che il pubblico, oltre a “meritartelo”, te lo cerchi pure, o no?
    Per esempio: un conto è pubblicare sui siti di FF, frequentati maggiormente da giovanissimi adolescenti incapaci di cogliere i vari aspetti di un brano (non dico tutti, ma basta fare un giro per rendersi conto della risma di molti utenti – ricordiamo che stiamo parlando anche di qualità critica e impegno nella scrittura, non grado di divertimento), un altro è pubblicare per esempio su spazi frequentati da chi lo scrittore lo fa da tempo e con impegno (e con ambizione). Un’alternativa (diametralmente opposta) ai siti di FF, sarebbe, per esempio, il forum Writer’s Magazine – un ottimo luogo per lo scambio di opinioni e consigli sui racconti.

    Che poi su siti di FF si trovino anche delle “perle”, va bene, ma sono appunto solo questo. Eccezioni. O no? 🙂

  22. Lara Manni Says:

    No.
    Su molti forum per “scrittori” si trovano – non sempre, ma spesso – persone con gli stessi vezzi dei concorrenti al Premio Strega. Quanto al fatto che gli adolescenti (non in maggioranza come credi) sarebbero incapaci di ecc.ecc., non concordo.
    Detto questo, io diffido fortissimamente dei forum collegati alle scuole di scrittura con annessi manuali di scrittura e credo molto di più nello scambio autore-lettore. Perdono. Limite mio.

  23. Ele/Caska Says:

    Mah, non sono d’accordo. Secondo me il lettore impreparato è utile esattamente quanto uno preparato, perché sa dirti in modo puro, semplice, se la tua storia arriva. Non ha fronzoli per la testa e, cosa ancora più importante, non ti fa complimenti per riceverne a sua volta. Questo sui luoghi di chi “lo scrittore lo fa da tempo” mi pare si verifichi molto meno, per personale esperienza, e sempre per quanto mi riguarda ho incontrato molti, ma molti più talenti tra gli scrittori di fanfics. Che non significa amino meno scrivere o scrivano meno. Io ho un’amica che ha a suo attivo più di duecento storie. Non è un numero a caso, duecento, scritte ininterrottamente nell’arco dei sei anni in cui ci siamo conosciute, senza un giorno di pausa. E tutte scritte con puntiglio, attenzione e anche una certa originalità.
    Mi pare che invece, tra “scrittori che vorrebbero essere seri”, ci sia una sorta di salamelecchismo, e anche -posso dirlo?- tanta ma tanta noia.

  24. Ele/Caska Says:

    Aggiungo, senza andare alla mia amica che è un mostro xD, il mio archivio di storie ne conta 42, escluse quelle che negli anni ho cancellato perché ritenevo particolarmente brutte (almeno una decina). Tutte scritte con amore, con dedizione, piangendoci – non metaforicamente- se non mi sentivo in grado di scriverle come avevo pensato eppure continuando a provarci. Sempre storie diverse, di genere diverso, scritte in modo completamente diverso, e molte di queste storie sono anche a capitoli (una ne ha ottantotto). Nel frattempo, ho anche scritto un romanzo chiestomi al momento da due case editrici molto invista ma di cui non faccio il nome. Non ho ambizione, non prendo sul serio la scrittura? Non credo proprio. Molti ficwriter come me e come Lara si sono semplicemente trovati a loro agio in quel momento e in quella dimensione, tutto qui.

  25. Federico Russo "Taotor" Says:

    Mi sa che bisogna definire “ficwriter”. XD
    Dando un’occhiata qui, che è un sito che frequentavo secoli fa, non ci trovo una grande qualità. Né tra gli autori, né tra i lettori. Ma è solo un’occhiata: magari, cercando meglio, le perle si trovano. Ma forse per ficwriter si intende altro.

    Premetto che non posso dissentire su ciò che dite riguardo a certe tendenze tra scrittori pubblicati e forum che li riguardano. Io ho citato Writer’s Magazine per due motivi. Primo, perché mi è stato molto utile anni fa, quando cominciavo a scrivere “sul serio”: i consigli degli utenti erano davvero utili. Poi, sì, c’è chi preferiva fare pompini e chi dire le cose come stavano.
    Secondo, viste le divergenze che Fantasy Magazine ha avuto con me, credo di offrire una visione oggettiva sul sito di WM, sempre di proprietà Delos.

    Ad ogni modo.
    Nel post, Lara parla di confronto, e di uguaglianza tra scrittore e lettore (“nel fandom sei uno-a-uno. Sei pari agli altri. Non sei migliore, mai“). Come dicevo prima, a mio avviso puoi avere l’occasione di un (buon) confronto in luoghi diversi dai siti di Fan Fiction. Io non sono un esperto in materia, quindi, da come ne parlate, sembra esserci, nel campo Fanfic, un El Dorado di ottimi scrittori nascosti… XD Non so, alzo le mani, non me ne intendo.
    Se si vuole però il confronto bisognerebbe rivolgersi a chi può appunto confrontarsi. Un anello di blog letterari può essere il modo giusto. Ma non è detto che tutti possano dare buoni consigli – qualche maglia di questa catena può essere più “debole”. Tuttavia, scevrando, si può trovare l’ “audience” adatta.
    Altrimenti non si può migliorare.

    @Ele/Caska, Il numero di storie scritte da te e dalla tua amica non ne garantiscono alcuna qualità. Ma, oltretutto, non mi pare si stesse parlando di quantità di storie scritte (e duecento storie scritte male non “glorificano” – [cit. XD] – l’autore, solo perché ha avuto il tempo o la pazienza per scriverle. Il numero di storie non conta nulla).
    Che ci sia salamelecchismo e noia da parte di molti scrittori pseudo-seri è vero, lo penso anch’io. Ripeto, a mio modesto avviso i lettori bisogna sceglierseli – se si vuol ricevere pareri maturi e utili, che vadano oltre al “bello” o “brutto”: questi ultimi pareri non servono a molto, se non sono in grado di spiegarti il perché e, ancora meglio, il come rimediare.

  26. Ele/Caska Says:

    Non ho detto che sono segno di qualità, ho detto che si può tacciare di tutto tranne che di non essere costanti.
    Comunque su EFP ci sono 28732 autori, counter aggiornato a ora. Sì, in effetti abbi pazienza se non sono tutti Proust :D* Ma quelli bravi, fossero anche solo cento, sono già tanti per il fatto di essere cento, anche se su ventottomila. Cercane cento bravi su cose tipo ozoz.

  27. Lara Manni Says:

    Federico quel sito è esattamente quello dove scrivevo io e dove scrive Ele. E Laurie. E Mele. E Avalon. E Roberto. E Teiresias. E Rochan. E molte persone che commentano qui e che, ti assicuro, farebbero mangiare parecchia polvere agli scrittori titolati.
    C’è una disparità tra i nostri discorsi: tu non conosci quel mondo, ora. Io conosco entrambe: quello e quello dei blog letterari che mi citi. Ne leggo parecchi e vale lo stesso metro: non sono l’Eldorado. Per due buoni, ce ne sono venti che non funzionano. E che, in più, hanno la presunzione di essere depositari del vero e della consecutio.
    Secondo punto. Non sto dicendo meglio questo o quello. E’ ovvio che se si cerca il confronto lo si trova ovunque.
    La vera differenza è che nel fandom ci si confronta tra persone che scrivono senza la spocchia di voler AMBIRE AD UNO STATUS. Scusa il maiuscolo: ma qui, mi sembra, non si riesce a uscire da questo equivoco. Nonostante siano passati secoli dal Romanticismo, continua a girare questa palla per cui lo Scrittore è colui che è Superiore. Bugie: lo scrittore è colui che scrive, e punto.
    Su Efp, o su altri siti, ci si confronta sulle storie, non sul manuale del signor xy in vendita alla modica cifra di euro ecc.ecc.
    E, insomma, a scrivere si impara scrivendo.

  28. Federico Russo "Taotor" Says:

    ===
    La vera differenza è che nel fandom ci si confronta tra persone che scrivono senza la spocchia di voler AMBIRE AD UNO STATUS.
    ===

    Questo è interessante.
    Ma in questo modo come puoi “misurarti”? Affidandoti ai pareri di utenti fissi di cui conosci il “grado di preparazione” (suona male, leggilo come: “capacità di spiegare perché degli aspetti del brano vanno male e come risolvere”)?
    O in generale, valutando gli svariati commenti ricevuti?

    P.S. La sezione “Storie Scelte” raccoglie per caso le storie migliori?

  29. Ele/Caska Says:

    Solo in teoria, delle mie hanno scelto quasi sistematicamente le più inutili.

  30. Lara Manni Says:

    Affidandomi ai commenti che denotano non solo una competenza, ma anche un’empatia con il testo: il che significa capire, da lettore, dove ha eventuali punti deboli.
    Se un lettore mi dice: attenta, qui hai allungato troppo il brodo, per farti un esempio, e capisco che è un lettore interessato a quello che ho scritto fino a quel momento, quell’osservazione è da tenere nella massima considerazione.
    Alcuni sono lettori affezionati, altri no: dico “affezionati” perchè una fan fiction, quando è lunga, viene pubblicata a capitoli e tu hai la possibilità di vedere quante persone la seguono, eventualmente mettendola nei loro preferiti, e, ovviamente, quanti la commentano.
    Ho detto altre volte che il fandom svolge una sorta di multi-editing istantaneo. Non sempre, e non per ogni storia.
    Ma c’è una cosa che ho visto avvenire SEMPRE, anche in occasione di fanfic che erano evidenti piccoli svaghi: se ci sono errori grammaticali, i lettori intervengono e ti suggeriscono le correzioni. Banale? Non troppo, visto gli errori che capita di leggere anche in testi pubblicati.
    Per non parlare di chi ti ricorda le incongruenze, gli eccessi descrittivi (insomma, una camicia è una camicia, non ho bisogno di sapere quante cuciture ci sono nelle maniche) eccetera.

  31. Federico Russo "Taotor" Says:

    @Ele/Caska, cito dalla prima storia che trovo nella categoria “Storie Scelte”, una storia di una certa Frytty:

    ===
    Novembre.
    Una giornata come tante.
    Una notte come tante.
    Fuori la pioggia battente sembra riflettere lo stato d’animo della ragazza appollaiata sul davanzale della sua camera intenta a catturare con lo sguardo quelle minuscole gocce bagnate.
    ===

    Ok. Posso smettere di leggere dopo “minuscole gocce bagnate”? XD

    @Lara. Quindi i lettori li scevri. In pratica parliamo della stessa cosa. 😀
    Per me gli aspetti positivi di questo tipo di siti sono due: ricevi all’istante commenti sul tuo racconto, e sì, spesso sono consigli spassionati. Notai, tempo fa (e la cosa mi sembrò assai strana), che c’era un bel numero di utenti iscritti che non avevano pubblicato nulla. Erano lì solo per leggere.
    Ammirevole. 🙂

  32. Lara Manni Says:

    Se i consigli non sono spassionati, perdonami, cosa te ne fai? 🙂
    Quanto al giochino fatto con la fan fiction, potrei dirti di sì, puoi smettere. Ma potrebbe ritorcersi contro di te.
    Uno: perchè usi un verbo desueto come scevrare in un contesto colloquiale, deduco per elevare il tono del discorso in modo inappropriato. Due, perchè hai iniziato il tuo post sulla classificazione degli scrittori, nel tuo blog, paragonando i medesimi ad una donna in fase premestruale: banale, oltre che inesatto.
    Ti conviene? 🙂

  33. Federico Russo "Taotor" Says:

    Scevrare è solo il termine più adatto a definire ciò che intendo. Se tu lo trovi desueto, be’, convertilo nella tua mente in qualcosa di più appropriato. “Pigliare”? XD
    Quando esprimo un’opinione, prima di tutto cerco di essere il più chiaro possibile, tutto qui.
    Se parlo in dialetto salentino non si capirebbe una mazza. E poi quando si riportano per iscritto i pensieri si è più ordinati. Se vuoi posso sembrare più “realistico” aggiungendo mille “tipo…”, “cioè”, “boh”, o cose così. 😀

    Del mio post sugli scrittori possiamo parlare nel luogo adatto, sul mio blog. Ma se non ti dà fastidio, va bene anche qui.
    Il titolo del post è:
    “Scrittori: mestruazioni, masturbazioni, prostituzioni e turbe”.
    Affronto l’attitudine alla scrittura attraverso vari “stadi”, con una visione sessuale, un’analogia che mi pareva azzeccata, sia perché sono porco, sia perché la trovo divertente.
    È evidente che ti senti offesa per il paragone “mestruazioni”-“debolezza femminile”, ma ti assicuro che non c’è alcun intento discriminatorio, nel post. Non per nulla prendo come esempio anche la masturbazione – la pratica più squallida per un uomo: tutti si fanno le pippe, ma non lo ammettono perché implica la momentanea impossibilità a trombare. E per un uomo fare da sé è una cosa piuttosto triste.
    La rabbia immotivata della fase premestruale invece è semplicemente un dato scientifico. XD Noi uomini avremo sicuramente altri mille difetti.
    Insomma, mi conviene. 😛 XD

  34. Lara Manni Says:

    Federico, mi sa che con te sarebbe durissima riuscire a esprimere una critica, perchè non vuoi capire.
    Sarò più chiara.
    – Scevrare è sinonimo di scegliere. In un contesto colloquiale, come questo, non si usa. Non è essere chiari, è essere sopra le righe. E fare dell’ironia con i boh e i cioè non vanifica l’errore. In altre parole: un editor ti avrebbe messo un bel circoletto a matita su quel verbo.
    – Non è mia abitudine sottolineare questi scivoloni: l’ho fatto perchè tu sei stato sgradevolissimo con la ragazza di cui hai citato quattro righe, a caso, e con evidente senso di superiorità. Era per dirti che la superiorità va meritata.
    – Dire che la masturbazione è una cosa triste perchè significa che non si ha una figa a disposizione è ancora più triste. Nonchè terribilmente indicativo.
    – Se parli di dati scientifici, citali. Show, don’t tell, ricordi, caro? 🙂

  35. G.L. Says:

    Penso che la pratica più squallida per un uomo, sia quella di addurre scuse “ironiche” (o addirittura “scientifiche”) a qualcosa di sessista, offensivo e parecchio squallido (oltre che fuori luogo). L’equazione donna = mestruazione è come dire che il tuo cervello è la fanfic dei tuoi organi genitali. E se pensi che io ti abbi dato della testa di cazzo ti sbagli.
    Era ironico.

    Lara, scusa, non voglio aprire un flame, ma certe cose mi fanno imbestialire.

  36. Lara Manni Says:

    Sto flammando anche io, GL. E’ il colmo 🙂

  37. Federico Russo "Taotor" Says:

    Lara, e fatte ‘na risata! Stavo scherzando! XD

    Scevrare mi dà l’idea di una scelta ponderata, di una separazione analitica ecc. Si corregge quando si sbaglia, non quando si è “zelanti” – cosa che non sono. Cioè, ce la stiamo menando per un verbo, è assurdo! XD

    La ragazza che ho citato l’ho citata a caso. Se mi mette due aggettivi di seguito, di cui uno assolutamente ridicolo, non è colpa mia, non faccio il superiore. Quando vado a mare con gli amici, sai qual è la battuta che si fa più spesso quando si chiede com’è l’acqua (volendone sapere la temperatura)? “Bagnata!” 😀

    “La rabbia immotivata della fase premestruale invece è semplicemente un dato scientifico. XD ” Ma non si capisce che è una battuta?

    E fattela, ‘na risata, dài! 🙂

  38. demonio pellegrino Says:

    Federico, la risata me la faccio io a leggere quello che scrivi. Va bene uguale?

  39. Mele Says:

    Indossando occhialoni per proteggermi dalle… ventate di acido che sento arrivare, aggiungo un po’ di cosette.
    Sì, io scrivo su Efp (e non solo). Ci sono in giro mie vaccate colossali. Sai (tu generico, ma anche “tu, Federico”) perché? Perché la prima storia che ho postato risale al 2005. Cioè è stata iniziata nel 2004. Portavo ancora l’apparecchio.
    Sono un’adolescente, sai? Sono passati “solo” quattro anni dalla mia prima fan fiction, eppure a leggermi sembro un’altra persona. E fra quattro anni sarò un’altra ancora. Poi si salderà anche lo sterno e baci, abbracci alla mia elasticità mentale (lo so che quando parlo così voi trentenni mi vorreste picchiare…).
    Vienimi a dire che scrivo male. Ti risponderei: Sì, ho messo una virgola tra un verbo e il suo complemento oggetto.
    E aggiungerei: le mie lettrici spesso non usano la punteggiatura. Come vedi, ogni storia ha i commentatori che merita.
    E a questo proposito: che me ne faccio di un commento “specialistico”? 1. Mica devo vendere un libro (ho messo da parte le mie velleità di “scrittrice professionista”… beh, più o meno quando ho iniziato a scrivere fan fiction); 2. Io produco per lettori, non per critici. Voglio che ciò che scrivo sia bello da leggere, non da criticare.
    Anche io mi commuovo davanti a una lunga equazione con i passaggi spiegati in una colonnina a destra. Ma è una commozione sterile. Tanto in matematica, passione o non passione, sono una sega.
    Per uscire dalla metafora: i commenti di un lettore sono più vivi e danno vita al testo. I commenti di un critico gli fanno una vestina. Possono mettere la letteratura in una tabella (ricordate “L’attimo fuggente”?), ma non possono dirmi se e come il testo “parla”.
    Di critici che sono anche lettori, purtroppo ce ne sono pochini.

    PS: Nel giro di quattro giorni mi sono arrivate tre mail da Efp ad informarmi che tre mie storie sono state inserite nelle “Scelte”. Ecco, sono storie che io, critica, reputo “non belle”. Ma si vede che i lettori le hanno giudicate “altamente leggibili”.
    Questo fa di me una super elfa? Mi fa perdere dieci chili in una notte? No, perché non mi interessa dove stanno le mie storie, purché rimangano con affetto nella memoria di chi le legge.
    (certo, se fossi pagata per scrivere, allora la vedrei in tutt’altro modo XDD)

    PS2: Spesso vicino al mestruo aumenta la creatività, sapete?
    Scusate, ma perché masturbarsi dovrebbe essere una cosa triste? L’avevo sempre considerata una cosa fisiologica, tipo andare in bagno o grattarsi. Una cosa fisiologica e divertente. Devo farmi venire i complessi?

    PS3: Larùùùùùùùùù! I verbi desueti, NO! Non condannarmeli, ti prego, sai quanto li adoro!

  40. Federico Russo "Taotor" Says:

    Mele, ammiro la tua dedizione! 😀
    Dev’essere sfuggito a più di qualcuno sia l’argomento dell’articolo, sia il fatto che io non condanni nessuno.
    Mele, quello che dici è giustissimo, lo dici tu stessa: “1. Mica devo vendere un libro”. Difatti, uno può scrivere come gli pare, nessuno lo fucila.
    Tuttavia sostieni: “2. Io produco per lettori, non per critici. Voglio che ciò che scrivo sia bello da leggere, non da criticare.” Non si è parlato di critici. Io personalmente ho parlato di opinioni e critiche costruttive.
    Scrivere per farsi leggere non va tanto d’accordo con lo scrivere per se stessi. Nessuna delle due cose però è da condannare. La semplice differenza è che chi scrive per se stesso, per un suo sentimento, un suo bisogno fisiologico, di solito non sente la necessità di far piacere la propria opera. O comunque, non essendo questo il suo scopo, non si cura di una particolare limatura stilistica – perché mai, dopo tutto?
    Chi scrive per farsi leggere, invece, entra in una sorta di “circolo vizioso”. Gente vecchissima, che ora purtroppo è morta, ma anche gente tuttora in vita, durante la propria esperienza di scrittura ha imparato delle tecniche che valorizzano il testo. Lo rendono migliore.
    Se si vuol scrivere per farsi leggere, bisogna quindi considerare anche questi aspetti – non so cosa intendi tu per critici, io non voglio neanche nominarli, infatti non so chi siano: i miei unici “critici” sono quelli che mi leggono spesso, di cui mi fido, e che danno opinioni su ciò che scrivo, tutto qui. 🙂
    Così, su due piedi, mi verrebbe da fare un paragone “culinario”. Quando prepari la pasta devi metterci un pizzico di sale.
    È probabile che a te (un “te” generico) piaccia senza. Ma quando prepari un pranzo, una cena, non puoi non metterlo: sennò agli altri convitati fa schifo. La cosa peggiore che potrebbe capitarti, invece, sarebbe cominciare ad apprezzare la pietanza col sale.

    Perdona il paragone un po’ idiota. È il primo che mi è venuto in mente e che sembrava calzare col concetto. 😀

  41. Federico Russo "Taotor" Says:

    P.S. La tiritera delle mestruazioni non so com’è venuta fuori: non ha alcuna importanza. Era un pretesto, insieme alle altre metafore, per la stesura del mio articolo.
    E la storia della masturbazione era una considerazione generale. Di solito è così, ma non vengo da nessuna prestigiosa università americana per dirlo. Se si inventa una “lega a favore della masturbazione” io mi unisco subito! Lol.

  42. Mele Says:

    Guarda, a me il tuo articolo non ha dato fastidio.
    Il punto è che io e te non ci capiamo.
    “critico”, sei tu quando ti metti a fare le pulci su “minuscole gocce bagnate”. Che fa venire la pelle d’oca anche a me, lo ammetto, ma mi fa ancora più senso vedere che si prende una storia e la si legge per segnare gli errori. Come un tema d’italiano!
    Poi. Secondo te, sono una che scrive “per sé” o una che scrive per farsi leggere? Perché scrivo per mio piacere, ma il mio piacere è avere qualcuno che mi legge. Che è un po’ quello che provo dopo un’ora di inutile chiacchierata al telefono con un’amica, non un modo di dire.
    In questo senso, non mi vergogno ad ammettere di essere una delle puttane peggiori, di quelle che ne prendono tre per volta.
    Ma non pago per farmi scopare. Anzi, il mio orgoglio e piacere sta proprio nel fatto che la gente mi cerchi perché io sono brava a farlo.
    E mi piace quando lo si fa perché è bello.
    Non quando uno tira fuori un metro per vedere quanto riesco a infilarmelo in gola.
    Insomma, secondo me le critiche “costruttive” che vengano prima della storia, non servono a niente.

  43. demonio pellegrino Says:

    Mele, le puttane peggiori sono sempre le migliori.

  44. Federico Russo "Taotor" Says:

    No, no, non fraintendiamo. Le “minuscole goccioline bagnate” sono semplicemente un esempio. Ho aperto quel sito, ho selezionato la categoria di racconti migliori, ho preso la prima storia e ho letto solo l’inizio, tutto qui. Se poi l’inizio è quello che è, vabe’, capita. Ma riguardava un’altra cosa.
    Il punto è che ci sono “critiche” e “critiche”. Tu per critica, ho capito, intendi un attacco diretto farcito con pregiudizi col solo scopo di abbattere l’autore. Ovviamente questa è una cosa che farebbe solo un qualche frustrato.
    Io per critica (veramente costruttiva) intendo un interessamento al testo, uno studio della sua struttura che porta, alla fine, a un resoconto dei pro e dei contro. Ci si sofferma quindi sui “contro” in modo da correggerli, così da poter scrivere, la prossima volta, una storia migliore. Tutto in un clima di volemose bene.
    Ma, mi pare di capire, tu credi che io intenda dire che un testo, avendo dei difetti, faccia schifo. No! Mai sia. Non intendo affatto questo. Tutti noi commettiamo degli errori. Ma un bel racconto, seppur con certi errori, rimane bello. Allora perché non renderlo ancora migliore? Ecco, a questo punto (ricollegandoci con l’argomento iniziale dell’articolo), è bello poter fare affidamento su chi possa dare consigli utili a migliorare. Puoi chiamarli come vuoi, lettori, amici, colleghi, (critici – in senso buono, quindi). A questo punto, dunque, si valutano i consigli, e si scelgono quelli più utili – e questo punto è stato ben chiarito con Lara, che ha affermato di contare sui lettori fedeli: siamo sulla stessa linea di pensiero.

    “Insomma, secondo me le critiche “costruttive” che vengano prima della storia, non servono a niente.”

    Ovvio. Infatti quelle non sono costruttive. Di solito chi fa critiche del genere ha già qualche risentimento per l’autore o il racconto. E non servono a niente, difatti.

    Senti di appartenere allo Stadio 5? Anche io! 😀 Con quel paragone maialone intendo infatti il meglio dello scrittore/scrittrice. Colui/colei che sfrutta i consigli per un arricchimento personale, un miglioramento delle proprie abilità. 🙂

  45. Lara Manni Says:

    Federico, è molto raro che io mi arrabbi, credimi. In genere succede in rare occasioni: quando vengo presa per il culo, per esempio.
    Bene, quando tu mi dici che hai citato quella storia non con lo scopo di demolire, bensì con quello di avanzare una critica migliorativa, mi stai prendendo per il culo.
    E non perchè io sia contro le critiche migliorative: un anno di archivi del blog testimonia dell’esatto contrario. Semplicemente, nelle tue parole ho letto un “dalli alla fanwriter”, condotto con non poca supponenza. E qui entriamo in un’altra, interessante sfera che mi riporta al perchè IO non critico gli altri scrittori.
    Il pulpito. Il mio pulpito è adatto per predicare? In estrema sincerità, per quello che riguarda la mia persona, non lo credo. Tu sei altrettanto tranquillo su te stesso? Se la risposta è sì, mi fa piacere per te. Andrai avanti, sicuro.
    Ps. Se non ti spiace, decido io cosa mi fa ridere e cosa no. Se devo commentare quel che tu, fin qui, hai scritto, devo citare la regina Vittoria: “We are not amused”.

  46. Federico Russo "Taotor" Says:

    Guarda, Lara, sono sincero, mi stupisci davvero.
    Io, Ele/Caska e Mele abbiamo discusso normalmente; tu ti arrabbi ma, giuro, non ne vedo il motivo. Voglio dire, che ti ho fatto?
    È per il racconto di FF? Quello l’ho citato dopo averlo preso totalmente a caso. Non ho idea di chi l’abbia scritto. In quella parte di commenti si stava parlando dei siti di Fan Fiction ecc., ed è in base a quello che ho commentato. Poi è finito lì e siamo andati avanti. La predica era lontanissima dalla mie intenzioni.
    E poi, che diamine, in una discussione tranquilla tu mi restituisci veleno. Era solo uno scambio di opinioni, ma tu mi stai dipingendo come il Diavolo che non sono.
    Io non sto prendendo per il culo nessuno. Giuro, sei tu a intenderla in questo modo. Cerco ripetutamente di essere amichevole, tendo la mano ma tu me la rifiuti. Non me lo spiego, e mi fai rimanere abbastanza di merda, visto che “venivo in pace”.

  47. Lara Manni Says:

    Federico, mi stupisco anche io di me stessa, credimi. In genere non me la prendo così. Ma mi sono messa nei panni dell’autrice di quel racconto, presa a caso ed elevata a simbolo delle cose che vanno male. Non mi è piaciuto.
    Avrei preferito, credimi, che tu avessi preso una mia storia, o un brano del libro, e avessi contestato quello. Io sono qui, posso valutare quello che mi dici, tenerne conto e, eventualmente, replicare. Prendersela con chi non può difendersi non mi piace.
    Non ho nessuna preclusione nei tuoi confronti: continua a venire in pace e prendi quello che sto scrivendo come una critica costruttiva. Magari, ogni tanto, sbagli anche tu, no?

  48. Federico Russo "Taotor" Says:

    Ognuno è responsabile… dei racconti che scrive. 😀
    “Avrei preferito, credimi, che tu avessi preso una mia storia, o un brano del libro, e avessi contestato quello.” Ecco, ma il tuo articolo si chiama “Elogio del fandom: postilla”, non “Critiche a Esbat: Lara Manni ascolta”. Mi son limitato a commentare in tema, nient’altro, capisci?
    Può sembrare che abbia elevato quella storia a simbolo delle cose che vanno male? Be’, l’intento era mostrare la capacità analitica di alcuni lettori. Il resto del racconto, oltretutto – stando al poco che ho letto -, non è affatto male. Ma non è questo il fatto, non era il racconto l’obiettivo. Difatti ho letto essenzialmente le recensioni, e nessuno le ha fatto notare quel banale errore. Ecco: l’argomento in questione era il confronto. Nessun ommento sull’errore implica un pubblico poco attento. Probabilmente si gustano il racconto e non badano a certe sviste. Probabilmente non sanno nemmeno che si tratti di una svista.
    Ma non tutti i “fic-lettori” sono così, ma questo ormai lo abbiamo appurato.
    L’autrice di quel racconto probabilmente non sa nemmeno di tutto ciò. Io non l’ho preso a Emblema dello Schifo, il racconto non c’entrava granché, l’obiettivo erano i lettori di quel racconto. Se mai l’autrice dovesse leggere questa conversazione, potrà capire che nessuno qui ha criticato il suo racconto (ancora), e che a una goccia è concesso di essere minuscola, non essere bagnata. 😀 Tutto qui.

  49. Lara Manni Says:

    Federico, ed ecco che mi riprendi per il culo. Hai scritto “POSSO SMETTERE DI LEGGERE?”.
    Più chiaro di così. Ma mi rendo conto che sei evidentemente impermeabile all’autocritica. E dunque alle critiche. Tutto qui.
    Ps. IO faccio parte del fandom. Quindi la cosa mi riguarda.

  50. Federico Russo "Taotor" Says:

    Esatto, è coerente con ciò che avevo scritto precedentemente: “Dando un’occhiata qui, che è un sito che frequentavo secoli fa, non ci trovo una grande qualità. Né tra gli autori, né tra i lettori. Ma è solo un’occhiata: magari, cercando meglio, le perle si trovano. Ma forse per ficwriter si intende altro.”
    È evidente che mi sarei dovuto spiegare meglio dopo quel “Posso smettere di leggere? XD”. Per questo chiedo venia.

  51. Fabrizio Says:

    Oggi leggevo un’articolo su Focus. Niente di chè, per carità, ma comunque interessante.
    Dice che per diventare bravo in una pratica qualsiasi bisogna dedicarle almeno 10.000 ore. Che fanno 3 anni e mezzo a 8 ore al giorno. O sei anni, se puoi dedicargliene solo 4.
    Al di là di come uno si organizzi, quelle ore devi spenderle e io credo che il fandom possa essere un buon posto in cui farlo.
    Il limite non sta nei lettori, ma nella testa di chi scrive. E se si scrive per il fandom, conoscere il proprio lettore è necessario. Perchè in ogni tribù, che nella savana o su internet, si creano linguaggi, strutture e consuetudini.
    Ci sono fan molto esperti e fan alle prime armi. Ci sono fan intelligenti e di ampie vedute, così come ci sono quelli ottusi o troppo inquadrati. Ma il tipo di multi-editing che ti dà la rete, se scrivi per il fandom, è quanto di più vicino al pubblico che si potrebbe trovare in una libreria specializzata.
    Utile e decisamente diverso dal contributo che può dare l’editor di una casa editrice.

    Se si dovesse fare il parallelo nell’ambito del design, l’editor può essere paragonato a un ingeniere o a un designer più esperto, che supervisiona il progetto di una qualsiasi cosa.
    I fan sono il campione dei fortunati, chiamati a testare il prototipo.
    Spesso la loro “ignoranza” è la base per avere le risposte più utili.

    Perchè alla fine il confronto finale è sempre quello del pubblico in libreria. E non puoi conoscere per intero i gusti e la preparazione che stanno dietro alla mano che porta il tuo libro alla cassa.

    Fine.

    P.S.: chi non si è mai masturbato, lanci la prima pietra…

  52. Fabrizio Says:

    P.S.: perdonate ridondanze, lacune e orrori di ortografia.
    Lo so che non è un buon motivo, ma ho scritto abbastanza alla svelta…

  53. Ele/Caska Says:

    “Spesso la loro “ignoranza” è la base per avere le risposte più utili.”
    Quote di proporzioni epiche.

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