SDSL

Il problema è quello di cui scrivevo venerdì. La terribile SDSL, ovvero Sindrome Del Secondo Libro. Me ne sono resa conto di colpo, quando una delle tre persone impegnate nel betareading di Sopdet mi ha consigliato di eliminare un personaggio che appariva in un solo capitolo, e anzi per una piccola parte del medesimo.
Allora, ho capito la faccenda del virtuosismo. Perchè quando scopri di aver imparato a pedalare, il passo successivo è “Guarda mamma, senza mani”. Guarda, lettore, cosa so fare. Guarda cosa tiro fuori dal mio cilindro, op! Guarda come risuona bene quest’aggettivo, guarda con quanta accortezza ti piazzo una scena di pura acrobazia verbale. Guarda…ehi, dove vai?
Ritornare sulla strada della storia è, questo sì, un gesto d’umiltà. Anzi, forse no. Forse è semplicemente una questione di amore. Per chi legge.

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18 Risposte to “SDSL”

  1. Vale Says:

    Oddio, la SDSL! Sono quattro o cinque anni che ci sto dentro!

  2. Mele Says:

    E noi che abbiamo amato ogni singolo personaggio di Sopdet, che facciamo?
    Scherzi a parte, penso a chi potrebbe essere, ma non mi sembra ci sia qualcuno eliminabile “così”. A meno che in effetti non ci sia bisogno di questo personaggio e io me ne sia dimenticata.

  3. Lara Manni Says:

    Mele, non te lo dico 🙂

  4. demonio pellegrino Says:

    Com’era il discorso? Ammazzare chi si ama?

  5. Roberto Says:

    Mmmm. Sarà mica … coso-bello? Se è lui, a me comunque era piaciuuuto – se non altro come sfacciata citazione kinghiana XD ma forse i fan-kinghiani non fanno testo, nel caso in esame 😉

  6. Carlotta Says:

    Editor: Lo vedi quel personaggi lì?
    Autore: sì
    E: bello eh?
    A: Uno dei migliori. Meritava più spazio.
    E: Eliminalo
    A: Cosaaaaaa?!
    E: bwahahahahahah

    ‘Na traggedia 😉
    Penso che sia abbastanza normale comunque la tendenza a voler strafare. In bocca al lupo, anzi all’editor.

  7. Lara Manni Says:

    Roberto: lo so. Ma fermati a pensare a quanto quel personaggio serviva alla storia….E’ questo che intendo con “guarda mamma, senza mani”….:)

  8. Ema Says:

    Vedila così. Altri scrittori senza mani non ci sanno andare.

  9. :A: Says:

    “Concepisco il buon design come la presenza del minor numero possibile di elementi.
    La semplicità è preferibile alla complessità.
    […]
    La parsimonia è preferibile all’abbondanza.
    […]
    Pochi elementi sono preferibili a molti.
    Un sistema è preferibile ai singoli elementi.”

    Dieter Rams, 1987

  10. Ophar Says:

    Però anche le vite che non servono a nulla alla trama principale sono storie e a volte, a seconda dei libri, il racconto è particolare proprio per questo. Tu, per esempio, fai quella cosa grandiosa di approfondire le comparse. E’ anche questione di stile, alla fine. Non sapendo a quale personaggio ti riferisci non so se questo discorso c’entra, non lo so davvero, ma il minimalismo quando si scrive, credo, è una scorciatoia tanto quanto essere baroccheggianti XD in un testo ci va il giusto, né la parsiomonia né l’eccesso e “tanto” non significa “troppo”. Il fatto di tagliare il più possibile non lo condivido affatto: la siepe la poti non la spogli, cavolo XD Kiss!

  11. :A: Says:

    @Ophar, nei risvolti di ogni scena di ogni racconto/libro si annidano storie.
    Ogni personaggio secondario porta con sè esperienze che lo hanno portato fin lì, in quel momento, e che, volendo, potrebbero essere approfondite e raccontate. Ma in questo modo, i romanzi non sarebbero romanzi, avrebbero lunghezza di enciclopedie.
    E ogni opera sarebbe ingestibile per lo scrittore, che banalmente riporta tutto a “che storia sto raccontando/voglio raccontare”.
    Una volta Mike Carey disse che gli spiace non raccontare le vicissitudini di alcuni personaggi di Lucifer, ma se avesse dovuto analizzare tutte le loro storie non avrebbe finito mai più la serie…
    …banalmente, ogni personaggio racchiude una storia, perchè le due cose non sono distinte, la storia è semplicemente funzione del personaggio. Sta allo scrittore scegliere cosa è rilevante e cosa no.

    E il principio di economia è un ottimo principio per la narrazione: di solito (esistono eccezioni, che confermano la validità della regola), è vero che una cosa è raccontata meglio quando è raccontata con il minor numero di “elementi” (parole, personaggi, ho scelto un termine di interpretazione ampia), e lo dico avendo anche esperienza di sceneggiatore di fumetti, in cui il numero di pagine è prestabilito.

    Altrimenti, se lo scopo NON è narrare, preferisco costruzioni meravigliosamente anti-narrative come quelle del neo barocco cubano (per esempio “Paradiso” di José Lezama Lima).

  12. Roberto Says:

    Ma certo. Non per nulla l’ho individuato perché è il personaggio che può essere tolto senza nulla togliere alla storia ^^
    Forse era più un virtuosismo che poteva starci finché Sopdet era fanfic – e quindi ristretto a noi fan maniaci XD
    “ehi guardate ragazzi, su una ruota sola!” “grande brava continua così!! Uh-uh!” Ora lo si può abbandonare senza particolari rimpianti (resta comunque una piacevole comparsata e lo conserverò senz’altro!).

  13. Ophar Says:

    :A:: (è delizioso discutere così e io sono innamorata dei dibattiti) sì e no. Cioè: penso di aver capito quel che vuoi dire, e capisco che se una persona inserisce millesettecento immagini/idee/storie il racconto non va avanti, il ritmo è compromesso moltissimo e spesso ci si trova davanti a scrittori un po’ troppo esibizionisti in tal senso. E questo è vero. E’ vera anche un’altra cosa: è perfettamente possibile che Lara abbia eliminato un personaggio senza nulla togliere alla storia. Però non è detto che questa sia la regola, ecco tutto, o ancora: non deve, secondo, me essere presa troppo alla lettera. Dipende sempre dalla storia, sempre dal momento preciso della storia e dello stile dello scrittore. Ribadisco che non sempre “molto” è “troppo”. A volte sì e a volte no, o almeno io penso questo 🙂

  14. Lara Manni Says:

    Certo. Nel caso specifico, quella comparsa (che ho amato MOLTISSIMO mentre la creavo) rischiava di appesantire una vicenda che ha già moltissimi personaggi, e non poche altre comparse. Ragionandoci, mi sono resa conto che in un romanzo erano più gli svantaggi che i vantaggi. In una fan fiction, come dice il Saggio, ci stava tutto. A me piace potare, Ophar, non tagliare: però bisogna avere anche il coraggio di rendere la vicenda fluida. Non per facilità, ma per comprensione del lettore 🙂

  15. Mele Says:

    Ecco. Ora sono triste.

  16. Lara Manni Says:

    Su,su.
    Vedrai, Mele: posso giurarti con la mano sul cuore che lo sto facendo più bello. E, credo, parecchio.

  17. Eleas Says:

    mmm SDSL… io sono affetto da una variante credo la SDSC (sindrome del secondo capitolo), ma tant’è.

    Certo se approfondisci ogni cosa farai la fine di Martin in cui tutto è approfondito e un libro normale sta diventando un’enciclopedia, ben scritta e affascinante per carità, ma infinita. Spero anzi che abbia una fine.

    Sono scelte stilistiche. Credo. Puoi essere minimalista come era MZB, che con poche pennellate dipingeva benissimo un personaggio e la sua psicologia, o puoi essere barocca. Chi dice che il barocco fa schifo? È uno stile. A ognuno il suo. E non che il barocco sia meno difficoltoso del minimalismo, se in un caso la difficoltà sta nell’usare poche parole, nell’altro nel non usare quelle sbagliate visto che ce ne saranno molte.

    buon lavoro lara…

  18. Lara Manni Says:

    Grazie Eleas. In realtà non voglio essere e non sono nè l’una nè l’altra cosa. E’ come diceva Ophar. Potare la siepe. 🙂

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