Suicide club

Ne avevo sempre sentito parlare, ma non l’avevo ancora visto. E dal momento che ieri ero raffreddatissima e incapace di fare nulla, ho deciso di cercarlo e di guardarlo in streaming. Parlo di Suicide Club, o Suicide Circle, di Sion Sono. E’ un film del 2002, poi anche romanzo e manga. Mi ha lasciato abbastanza sconvolta.
Ma non per il “gore”. Sì, d’accordo, c’è una marea di sangue e pezzi di carne e pelle a tonnellate, ma non è la macelleria a turbarmi. E’…la limpidezza. E, insieme, l’assoluta ambizione della storia. Che è una storia filosofica, soprattutto.
Allora, c’è questa scena iniziale sconvolgente, dove cinquantaquattro ragazzine in uniforme scolastica arrivano sulla banchina per prendere il treno, e ridono e scherzano e la musica è assolutamente lieta, pop, leggera. Poi le ragazzine si prendono per mano, sempre ridendo, mentre la musica resta identica, e non c’è nessun violino sinistro a mettere sull’avviso chi guarda, e contano uno, due, tre e si gettano tutte insieme sui binari. Segue sangue a fiumi e tutto l’armamentario splatter. Che, assicuro, colpisce molto meno rispetto all’incongruenza fra scena e conclusione della stessa.
Il resto è complicato da raccontare.
C’è un’epidemia di suicidi in Giappone. C’è un team di investigatori che indaga in modo caotico. C’è una misteriosa borsa bianca che appare sui luoghi dei suicidi e contiene un rotolone di pelle umana: vari pezzi di pelle cuciti assieme, anzi. C’è una sorta di hacker che si chiama Il pipistrello e contatta la polizia. E continuano ad esserci morti assurde e soprattutto sorridenti: studenti che si gettano allegrissimi dal tetto della scuola, madri che sorridono estatiche mentre si affettano la mano, ragazze che leggono per ingannare l’attesa mentre il forno dove infileranno la testa si sta scaldando.
Però non è questa la cosa che fa paura. La cosa che fa paura, per esempio,  è il dialogo finale fra una ragazza che sta indagando sulla morte del suo ragazzo e una platea di bambini-filosofi.  Sono le grandi questioni sulla vita e sulla morte che vanno a schiantarsi su quella che è apparentemente una trama horror.
E’ un film strano e anche pieno di difetti. Ma non credo che lo dimenticherò facilmente. E credo che chi scrive horror dovrebbe vederlo, e pensarci un po’ su.

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25 Risposte to “Suicide club”

  1. Aislinn Says:

    Mi hai incuriosito moltissimo, lo vedrò sicuramente.

  2. kira Says:

    Sembra decisamente interessante, soprattutto se dici che si suicidano con il sorriso sulle labbra e in massa. Ho i miei dubbi che lo capirò se è filosofico, ma sono un tipo curioso, lo sai! 😛

  3. Lara Manni Says:

    Guarda Kira, penso che non lo abbia capito nessuno, regista a parte, fino in fondo 🙂
    Comunque vi riavverto: sangue e budella a volontà, eh? Quindi chi non ama il genere si tenga alla larga….

  4. kira Says:

    Capita chenon si capisca un film… ma io lo guardo soprattutto per lo spargiento di sangue! E’ una vita che non vedo un film così…. 🙂

  5. Lara Manni Says:

    Allora non rimarrai delusa, specie dalla scena iniziale. E’ molto inquietante, comunque. E confuso. A me è scattata la reazione “ci metto le mani e lo riordino”, ma è una reazione stupida, lo so.

  6. kira Says:

    Tendi a voler mettere ordine in quello che per te è caos… che c’è di male! Ma non credo che questo genere di film abbiano un senso, per come la vedo io!

  7. Lara Manni Says:

    Be’, senz’altro il regista, così come l’autore di Battle Royale, sono partiti da un discorso di denuncia sociale. Almeno così l’ho percepito. L’idea è peraltro identica: la vita umana vale zero. In Giappone, e non solo. Le esistenze dei singoli sono inutili e considerate come pedine di un gioco. Che si tratti di giocare alla morte come in Battle Royale o che si tratti di ascoltare un complessino pop (e che complessino!) come in Suicide Club.

  8. kira Says:

    Ma che senso ha fare un film di denuncia se poi nessuno lo capisce? Per carità, ci sarà del bello in questo film… ma se tutti lo vedono soltanto come un horror senza senso dove si vedono solo budella e sangue, perde di significato il film stesso, o no?

  9. Lara Manni Says:

    Be’ sì. Però quella parte è abbastanza chiara. I suicidi sono quasi tutti adolescenti che vengono considerati solo come possibili consumatori. Ma tu guardalo e dimmi che te ne pare, sono curiosa!

  10. kira Says:

    Lo metto subito a scaricare… così riesco a darti un’opinione a 360°

  11. Lara Manni Says:

    Benone!!!!

  12. Aislinn Says:

    Comunque vi riavverto: sangue e budella a volontà, eh? Quindi chi non ama il genere si tenga alla larga….

    Sono cresciuta a pane e horror quindi la cosa non mi spaventa:-) E quello che hai descritto mi intriga troppo per non vederlo…

  13. kira Says:

    Che stress però. Solo lingua originale e sottotitoli! Fa niente, mi sono abituata al giapponese con gli anime yaoi! xD

  14. Lara Manni Says:

    Sono curiosa io, a questo punto, dei vostri feedback. Kira, sì, giapponese e sottotitoli in italiano o in inglese (quelli inglesi sembrano migliori, ma è comprensibile anche in italiano) 🙂

  15. Ele/Caska Says:

    Beh, oddio, magari non lo capisce subito un occidentale, un orientale sì xD Abbiamo modi di pensare e percepire i tempi e i modi narrativi differenti, non per niente un occidentale medio – me compresa, che comunque sono una cinefila e lo amo- si sparerebbe a guardare un film di Kim Ki Duk e in corea fa quasi dei blockbuster.

  16. kira Says:

    Dai il tempo a quel pezzo di preistoria del mio pc di scaricarlo e te lo commento subito!
    Sicuramente in inglese saranno migliori ma rischio di capirci ancora meno se devo tradurre! xD

  17. Lara Manni Says:

    Ele, questo è verissimo. Va anche detto che secondo me il regista ha voluto confondere le acque volutamente. Però, bel film. Gran bel film.

  18. Laurie Says:

    Se c’è una cosa che i giapponesi sanno fare è di essere audaci. Avranno mille difetti ma sono dannatamente capaci di raccontare storie terribili, folli, atroci.
    Non è esattamente nella mia lista dei desideri come Battle Royale, ma credo che tra i due film (serie) corra questo filo.

  19. Ophar Says:

    Visto e rimasta di sasso. La parte dove quella lì si affetta la mano è terribile. Diciamo che la scena del treno l’avevo già vista un po’ di tempo fa sul blog di Gamberetta, ma non sapevo che fosse di un film, oggi quando ho letto il post sono rimasta XD Comunque è un film strano O_O

  20. Lara Manni Says:

    Sì, la parte della mano non sono quasi riuscita a guardarla. 🙂 Ma più che altro per il contrasto con l’espressione del viso della signora. Diciamo che la faccenda dei contrasti è la cosa che mi ha colpita di più….

  21. Teiresias Says:

    Visto un annetto fa, la scena iniziale è da incubo 😀 a dire la verità l’ho visto su Youtube (giapponese con sottotitoli in inglese), e credo di essermene perso un pezzo perché c’era un salto, forse ho perso una delle morti…
    Più che altro mi ha inquietato tantissimo il fatto del gruppo delle ragazzine e la tematica del suicidio di fondo: forse perché qui da noi in Occidente l’argomento è trattato in modo diverso, ma ho trovato il film incredibile proprio per questo. Tra l’altro perché, a vederlo, mi era tornato alla mente un episodio di diversi anni fa di un pullman di ragazzi che si sono suicidati in gruppo in mezzo a un bosco.
    Oh beeeeeeeeeh…devo ancora trovare MPD Psycho, su Youtube non c’è e a scaricarlo non lo trovo >_<

  22. Ele/Caska Says:

    MPD Psycho scaricatelo in alta defizione, perché già è difficilissimo da seguire così xD”

  23. Lara Manni Says:

    Io mi sono appena letta il manga ma è molto diverso, molto più centrato sul rapporto amicale a due. Mmmm….

  24. kaw Says:

    credo di aver letto il manga, tempo fa. raggelante come sanno essere solo i fottuti giapponesi ma dopo un po’ iniziava a perdere di mordente. forse è quel genere di storia che funziona meglio coi tempi e le tecniche del cinema, ma non ci tengo a scoprirlo, non sono uno spettatore molto budella-compatibile X’D (e tanti auguri a chiunque dica di esserlo perché ha visto molti horror occidentali XD i fottuti giapponesi giocano un campionato completamente diverso)

  25. Lara Manni Says:

    Verissimo. E non hanno neanche l’ironia di Tarantino (anche se il principio è simile, e anche il colore rosso-tenue del sangue, chissà perchè).
    Il film è più duro del manga, giurin giurella.

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