Amo Bobbi Anderson

Uno dei personaggi femminili di King che amo di più è Bobbi Anderson, la protagonista di Tommyknockers, aka Le creature del buio. La amo, per essere precisi, nelle pagine iniziali, quando Roberta è semplicemente una donna solitaria con un talento per la scrittura. Solo che decide di mettere quel talento al servizio di romanzi western, che vengono schifati da tutto l’ambiente letterario che aveva salutato con entusiasmo il suo esordio poetico. E vive così, in una casa vicino al bosco, con un vecchio cane e un vecchio amico che ogni tanto viene a trovarla.

Pensavo a Bobbi perchè non ce ne sono molti di personaggi femminili di questo genere. Ci riflettevo anche in seguito alla discussione di ieri sul blog di GL, e gira che ti rigira abitualmente le eroine di una storia sono sempre costruite in funzione di un rapporto sentimentale, ma molto poco spesso in funzione di se stesse. Anche quando lo negano, quel rapporto, ci ruotano attorno. Il che non significa che non bisogna scrivere storie d’amore.  Perchè la storia di Bobbi è “anche” una storia d’amore: ma non è quello l’aspetto che prevale.

Ps. Ci pensavo anche per un altro motivo. E’ che Bobbi ha una vocina della testa che parla come Orson Welles, e che le dice “noi non scriveremo nessun romanzo prima che sia pronto”. Ecco, mi sa che mi ha contagiata.

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46 Risposte to “Amo Bobbi Anderson”

  1. Vale Says:

    Siamo in due, allora.

  2. Lara Manni Says:

    Per la vocina?

  3. Vale Says:

    Ad amare Bobbi, ma ora che ci penso anche per la vocina.
    Solo che io ne houn centinaio, di queste voci, e ognuna “esige sempre più attenzione”…
    Ehm.

  4. Ema Says:

    Ne ero quasi sicuro. Io invece ho odiato Bobbi (Roberta, per gli amici Bobbi se non erro) fin dal primo momento. Lei e il suo nome da cagnolino, anzi il nomignolo da cagnolino.
    Ma qui penso che molto c’entri l’identificazione sessuale: già che tu l’abbia identificata come protagonista del romanzo marca la differenza con la mia percezione, che fin dall’inizio o quasi l’aveva bollata invece come comprimaria (colpa dell’aver letto la trama, probabilmente). Il punto di vista del lettore maschio, correggetemi maschietti se sbaglio, si va a infilare subito nel poetazzo ubriacone e per tutta una serie di motivi vede quasi fin dall’inizio la ragazzetta come una disturbatrice. Tanto poi da godere selvaggiamente quando… vabbe’, non spoilero troppo (qualcuno che legge qui non si è bevuto Tommyknockers per caso??).
    E pure al tuo amico Stefanino secondo me Bobbi stava sulle balle, se si analizza il percorso… Acc, è difficile non spoilerare cavolo…

  5. Vale Says:

    Ema, è donna, scrittrice, indipendente e felicemente single, ha una casa con un pezzo di bosco (che è il mio sogno).
    E inventa una macchina da scrivere telepatica. Non ditemi che non gliel’avete invidiata un po’anche voi.

  6. Lara Manni Says:

    Interessantissimo: sono sicura che molti lettori maschi si siano identificati con Jim Gardener, a dispetto dei suoi non pochi difettucci. Ma credo che scatti anche il meccanismo a cui faceva riferimento Vale: Bobbi è un’anomalia assoluta. Tanto è vero che.
    Ma credo che King la amasse molto, invece. Perchè Bobbi è una delle due proiezioni di se stesso, se ci pensi bene.

  7. Ema Says:

    Il fatto che Bobbi incarni una parte di lui non significa che non possa odiarla (nei limiti). Oh mi scuserà chi proprio oggi aveva deciso di leggerlo, ma kinghetto la sottopone a un disfacimento progressivo coi controfiocchi e la condanna ad un finale senza riscatto (al contrario dell’orrido finale del film). E poi vienimi a spiegare che “ah, ma non era più lei, era solo un simulacro e blablablà”.

    Vale: proprio perché ha una vita apparentemente perfetta secondo me è feroce obiettivo di maschi rosiconi 😉 eppoi la macchina da scrivere telepatica non è farina del suo sacco, come si intuisce da subito e si scopre in un secondo momento.

  8. Lara Manni Says:

    Ema, ma che senza riscatto? Leggi molto bene 🙂

  9. Vale Says:

    Ema, sì. ma io un giretto sulla macchina lo farei lo stesso…

  10. Eleas Says:

    a me invece colpisce la seconda parte del tuo post lara… e non concordo. Non ritengo che le eroine siano costruite in funzione di una negazione o affermazione di una storia. Ho letto molti libri in cui le donne erano al centro con le loro storie o con la loro negazione di esse, ma erano loro. In cima (lo so mi ripeto) metto MZB, le cui donne sono uno spettacolo: vive, reali, per nulla forzate, assolutamente credibili.

  11. Ema Says:

    gianri secondo me tu parti da un’eccezione e vuoi trasformarla in regola. Però secondo me c’è in effetti un’inversione di tendenza nella narrativa contemporanea, dovuto anche e soprattutto al maggior numero di donne scrittrici. Con risultati più o meno interessanti, diciamo 😛

  12. demonio pellegrino Says:

    ho smesso di leggere al terzo commento. Ho comprato tommyknockers due settimane fa…non l’ho ancora aperto. Ti diro’ poi.

  13. Eleas Says:

    ema lo so che MZB è il top in questo approccio, non voglio farla diventare regola (oddio sarebbe bello lo fosse) però non mi sembra che nemmeno abitualmente le eroine siano costruite e partire dalla negazione o meno della storia d’amore (a meno che non siano robetta tipo Cime tempestose ecco…) 😉

  14. Lara Manni Says:

    MZB è davvero l’eccezione, Eleas. Una delle eccezioni, almeno. Quante ne abbiamo come lei? Virginia Woolf, e va bene (penso a Orlando, per esempio). Ma quanti personaggi “picareschi” di sesso femminile esistono?
    Ps. Cime tempestose non è robetta!!!! E’ un grande libro, considerando da chi e come e in che epoca è stato scritto.

    Demonio, sono molto curiosa: è un libro controverso…

  15. Eleas Says:

    lara il robetta era una battuta speravo fosse ovvio!!!

    quanto al resto non saprei ma non credo mi fa strano che solo MZB costruisse personaggi femminili centrati e non storti

  16. palanmelen Says:

    Ah, certo. Gatto doppiato da King in persona, giusto?

  17. Lara Manni Says:

    Esatto Mele 🙂
    Oddio, Eleas, non avevo capito, perdono.
    Non “solo” MZB. E non “storti”. Diciamo non costruiti solo sulla relazione amorosa. Insomma, quante versioni femminili esistono, tanto per fare esempi buttati qua e là, di:
    – Roland di Gilead
    – Kafka (quello che sta sulla spiaggia)
    – Don Chisciotte

    Pochi pochi…

  18. demonio pellegrino Says:

    dovra’ aspettare, temo, tommyknockers. Ha una lunga lista di libri che mi chiamano dalla libreria ogni volta che ci passo di fronte, mi sgridano, mi maledicono e mi bestemmiano addosso.

    Alcuni hanno cominciato anche a minacciarmi. Non scherzo.

    Comincio ad avere paura.

  19. Lara Manni Says:

    Demonio. Questa è la trama di un libro, lo sai? Di un libro da scrivere, intendo. 🙂

  20. Ema Says:

    ma è pure colpa di una società maschilista nei secoli dei secoli amen. Per eoni l’eroina è stata la pupa dell’eroe, su, su. La Bronte ha già osato tanto (e comunque in fin dei conti parla di una storia d’amore, terreno in cui le donne per forza di cose sono sempre state accettate) e Virginia Woolf era già in epoca femminista. Una che avrebbe potuto e non ha fatto è stata Mary Shelley (pure lì solo pupe dei boss, e mai col pov in fronte tra l’altro).
    Un personaggio femminile che ho amato alla follia è Micol, nel Giardino dei Finzi Contini. Ma anche lì era vista attraverso la passione del protagonista.
    Una di spessore: la Marchesa di Merteuil, in Le Relazioni pericolose.
    Emma Bovary per quanto odiosa.
    Mo’ me ne vengono altre…

  21. Eleas Says:

    e che dire in tal senso di Jane Austen?

  22. Lara Manni Says:

    Ema, vero che scherzavi anche stavolta?
    Mary Shelley pupa del boss? Ma de che! Mary Shelley era figlia di Mary Wollestonecraft, ed era veramente “cotanta madre”.
    http://it.wikipedia.org/wiki/Mary_Wollstonecraft
    E ha fatto, oltretutto: il suo Frankenstein è l’atto di nascita della letteratura fantastica. Per mano di una donna. E non c’è traccia di sentimentalismi o convenzioni, in Frankenstein!!!!
    Emma Bovary – ne abbiamo già parlato – è una donna secondo un uomo: ed è la visione di chi l’ha creata che, se la prendiamo da questo punto di vista, è odiosa.
    Quanto a Micol, la detesto, te lo dico con franchezza. Il concentrato dei presunti difetti femminili, incluso il tradimento…
    Merteuil è un gran bel personaggio, invece.

    Eleas: personalmente non amo Jane Austen, ma penso che in quell’epoca ha già fatto molto così…

  23. Valeria Says:

    Scusate se mi ripeto, ma la Allende sono decenni che scrive splendide storie con donne che attraversano continenti, fondano città si ribellano a regimi, reinventano se’ stesse quando non sarebbe possibile, e, nel tempo libero, amano intensamente indipendentemente dalle loro storie e dai loro risultati. Persino le protagoniste dei suoi libri per ragazzi sono ragazze indipendenti e che nulla hanno da invidiare al classico protagonista maschile che vive mille splendide avventure.
    Poi ok, alla Allende si può rimproverare che le sue pagine trasudano spesso un po’ troppo femminismo, ma secondo me solo in alcuni casi…

    E poi c’è Scarlett Thomas, autrice di PopCo e Che fine ha fatto Mr. Y…

    E posso nominare anche i personaggi di Amelie Nothomb?
    E quelli di Jeannette Winterson?
    E se volete continuo 😛

    Tutto questo per dire che a fronte delle mille Danielle Steel che popolano gli scaffali con storie d’amore dove la donna è vista in maniera monodimensionale, la Donna-Che-Ama, poi ci sono una cinquantina di donne multisfaccettate… e aumentano col passare degli anni, secondo me. Diamoci un attimo il tempo di recuperare il tempo perduto 😉

  24. Valeria Says:

    Mi sorge il sospetto che non si parlasse di letteratura contemporanea… pardon 😀

  25. demonio pellegrino Says:

    Lara, lo so…

  26. Eleas Says:

    valeria se parliamo solo di letteratura contemporanea non salviamo manco i maschietti che anzi sono ancora più stereotipati

  27. Lara Manni Says:

    Valeria, sì invece! Non c’era un limite temporale 🙂
    Scarlett Thomas la sto scoprendo ora con Mr.Y, che mi sta piacendo tantissimo! E’ vero, hai ragione: la sua eroina è decisamente picaresca. Altrochè!
    La Allende. Uh. Sai che non ci avevo pensato, ma hai ragione anche in questo caso.
    Invece non conosco la Winterson, nel senso che so chi è ma non ho mai letto niente di suo, e provvederò al più presto.
    Bella la lista 🙂

  28. Eleas Says:

    allora aggiungi anche austen

  29. Valeria Says:

    Della Winterson consiglio Powerbook. E’ fantasia allo stato puro… c’è di tutto dentro, amore, avventura, travestimenti, ma soprattutto c’è il gusto di raccontare una storia e il gusto di sentirsela raccontare 🙂

    Quanto agli stereotipi dei maschietti moderni, adesso sono curiosa, perchè non me ne viene in mente neanche uno!

    Alla lista aggiungerei la Yoshimoto, per forza.
    E anche una autrice forse poco conosciuta, che ho scoperto per caso: Maeve Brennan.

  30. Lara Manni Says:

    Eleas, ma tutti i personaggi della Austen vivono in funzione del matrimonio! Io parlo di personaggi che non sono necessariamente legati al rapporto sentimentale, invece, o per i quali il rapporto sentimentale è una delle componenti. Picare, insomma 🙂

    Maeve Brennan? Segno.

    Ah. Doris Lessing.

  31. Eleas Says:

    magari dico una bestialità ma le donne di ragazze lupo non fanno troppo schifo da QUESTO punto di vista, sono stereotipate su altri aspetti, ma sono mlto indipendenti… a me non erano spiaciute.

  32. Eleas Says:

    lara considera anche il contesto in cui scrive austen e considera che genere di persona fu per i suoi tempi, era rivoluzionaria!

  33. Lara Manni Says:

    No Eleas: Mary Shelley fu rivoluzionaria, ma non Austen. Austen fu una bravissima scrittrice, ma nel senso di cui stiamo parlando fu anzi oltremodo conservatrice, secondo me.
    Ragazze lupo mi manca.

  34. Valeria Says:

    Forse è più rivoluzionaria la vita di Jane Austen rispetto ai suoi personaggi… perchè indubbiamente è vero, vivono tutti in funzione del matrimonio, e non poteva che essere così d’altronde.

  35. Lara Manni Says:

    Certo. Ma quel che conta, secondo me, sono i testi. E ogni tanto mi rendo conto con sgomento, su Efp, di quante fanwriter riproducano lo schema-Austen…

  36. Eleas Says:

    scusate ma non concordo una vita non può essere rivoluzionaria e l’opera di una vita conservatrice. La trovo una contraddizione in termini. Poi magari sbaglio io. Ma immagino si possa incentrare tutto un romanzo e un personaggio sul matrimonio e al contempo sull’assoluta libertà del personaggio non lo trovo assurdo. Poi magari sbaglio eh!

  37. Lara Manni Says:

    Oh sì che si può, Eleas. Pensa a tutti quegli scrittori che hanno scritto opere straordinarie e conducevano esistenze assai criticabili. Tolstoj, per esempio.
    Sinceramente, se il fine delle eroine di Austen è sposarsi, e se in questo post sto parlando non di scrittrici femministe, ma di personaggi femminili che sono in grado di esistere e avere un senso senza relazionarsi a un uomo, proprio non c’è partita.
    IN QUESTO SENSO.
    Non sto dicendo che Austen non sia una grande scrittrice, sto dicendo che non ha creato il tipo di eroina di cui sto parlando.

  38. Ema Says:

    no Lara, non scherzo nemmeno stavolta.
    La pupa del boss è l’eroina, non l’autrice. Leggimi meglio 🙂
    Su quanto sia stata rivoluzionaria la Shelley (anzi Wollestoncraft “IN” Shelley) non ci sono dubbi, ma trovami una donna rilevante nel suo capolavoro e vengo lì sulle ginocchia (sperando che non abiti troppo distante da casa mia).

  39. Ema Says:

    non c’è traccia di sentimentalismi e manco di donne, infatti, in Frankenstein 🙂 ma pensa che figata assoluta sarebbe stato fare una Creatura Femmina! troppo? (e quella che il mostro obbliga il suo creatore a mettere insieme non vale, anzi sembra più il soddisfacimento di un bisogno primario).

  40. Lara Manni Says:

    Ahhhh. Avevo capito male, perdono.
    Su questo hai ragione. Però. Però c’è la parte in cui il Dottore crea un mostro femminile e poi lo distrugge, che mi ha sempre dato da pensare…

  41. Ema Says:

    lara perdonami se mi autocito:
    “(e quella che il mostro obbliga il suo creatore a mettere insieme non vale, anzi sembra più il soddisfacimento di un bisogno primario)”
    in effetti non sono stato chiarissimo ma intendevo proprio quello a cui ti riferisci. E’ la prova finale dell’autodeterminazione come essere vivente e senziente della Creatura, cioè il bisogno di una compagna. Non è importante come Donna ma come legittimazione del diverso, direi. Legittimazione poi negata dal buon Victor che se la fa sotto ma su un livello meno materiale semplicemente nega la parità a quello che non vuole riconoscere come suo simile.

  42. Lara Manni Says:

    Io ci leggo un’altra cosa, ma fa niente.

  43. Ema Says:

    e dilla

  44. Lara Manni Says:

    Ema, io ci leggo una critica, invece, al maschile e ai miti maschili della creazione.
    Ma detto questo non voglio convincerti, e non voglio neanche fare l’apoteosi di nessuno.
    Quel che tentavo di fare è rintracciare personaggi alla Bobbi Anderson, per puro gioco e anche per amore di personaggi di questo tipo. Tutto qui.

  45. demoniopellegrino Says:

    Pensieri sparsi, anche se arrivo a babbo morto.

    Per il tipo di eroina che descrivi nel tuo post mi vengono a mente i personaggi della Kirino: in Out, in Grotesque, in Real world, il personaggio “forte” femminile non e’ definito dall’eventuale storia d’amore, che, se c’e’, e’ solo un di piu’. E certamente non e’ un qualcosa attorno al quale ruota attorno, anzi.

    Poi mi viene a mente la donna – di cui non ricordo il nome – di Mondo senza fine di Follett: che vive la propria vita di donna indipendente, coronando l’amore di gioventu’ solo in vecchiaia. Quando tutto il resto e’ stato fatto.

    E una su tutte: Florence of Arabia, di Cirstopher Buckley. Racconta la storia di un’italoamericana che sobilla la rivolta delle donne musulmane in medio oriente contro i pregiudizi maschili. Un libro fantastico, nel quale si ride per non piangere (e’ lo stesso autore da cui hanno tratto il film Thank you for Smoking). Se c’e’ un personaggio di donna picarasca e’ lei.

  46. Lara Manni Says:

    E’ vero, la Kirino! Hai ragione (come ho fatto a dimenticarla?). Mentre ignoro gli altri due testi. Grazie mille, Demonio:so cosa comprare (dopo King, magari)

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