Lettore, ascoltami

Ho sbirciato le prime tre pagine di The Dome, riservandomi di iniziarlo appena finito La progenie (e mi manca poco). E ho notato una cosa che è fra quelle che amo di più in King. E che si riallaccia molto al post di ieri e ai commenti che riguardano il concetto di ineluttabile.
Potete anche non leggere, da qui in avanti, anche se non faccio veri e propri spoiler.
King, dunque, avverte spesso il lettore che c’è qualcosa di ineluttabile in arrivo. Potrebbe limitarsi a lasciare indizi: un soffio di vento gelato, o la luce del giorno che cambia, o uno specchio che riflette un’immagine improvvisamente più opaca. Oppure, una tristezza senza spiegazioni che stringe il cuore del personaggio.
Invece, King è quasi sempre esplicito: a questa creatura a cui ti stai affezionando, caro lettore, e di cui in due pagine ti ho rivelato sensazioni, qualche briciola di passato, il colore dei capelli, mancano quaranta secondi di vita.
Personalmente, lo trovo bellissimo.

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25 Risposte to “Lettore, ascoltami”

  1. Stefano Romagna Says:

    E’ bellissimo. E’ una cosa che del suo stile ho sempre amato, l’anticipare i colpi di scena. Il bello è che invece di calare, con questo stratagemma la tensione aumenta ancora di più! E preparati, The Dome è tutto così.

  2. Ema Says:

    Bello e molto crudele. L’autore onnisciente che ti informa dell’ineluttabilità che lui ha deciso e con cui potresti anche non essere d’accordo, ma tant’è… è la mia storia e decido io.
    Non è proprio Ken Shiro che dichiara i famigerati 5 secondi di vita residui, ma insomma 😉

  3. Lara Manni Says:

    Crudele ma squisito. Certo, bisogna saperlo fare, il narratore onnisciente…

  4. demonio pellegrino Says:

    Si’, concordo. Riesce a maneggiare questo stratagemma in maniera esemplare. Mi ricordo quando stavo leggendo Duma Key, e lui butto’ cosi’, con nonchalance, che la figlia sarebbe morta. No, mi dissi, ho sbagliato a leggere. Rilessi, e niente. L’aveva proprio detto. E invece di togliere tensione, l’aumento’, proprio come dice Stefano.

  5. Ema Says:

    demonio, non ci ero ancora arrivato :(((((((((

  6. demonio pellegrino Says:

    NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO, mi spiace!!!

  7. YamiSanada Says:

    Quell’uomo sa essere un vero e proprio strumento di tortura. L’anticipazione che mi ha stesa è nel romanzo conclusivo della saga della Torre Nera. Io do per scontato che sia conosciuto, ma in caso contrario: spoiler nelle prossime righe 😉
    Quando lessi “Ve li voglio mostrare così, voglio che li vediate molto bene… perché ora sono ka-tet per l’ultima volta” la mia prima reazione fu di chiudere il libro di botto (schiacciandomi il dito per non perdere il segno), imprecare, tornare a leggere, prendere a testate il Roland raffigurato nella cover e sparare a raffica una serie di parole poco signorili. Perché chiunque fosse morto di lì a poco, sapevo che sarebbe stata comunque una coltellata. E infatti…

  8. Ema Says:

    confermo tristemente YamiSanada, per La Torre Nera fu così anche per me. Inutile sperare che avessi letto male. In quel caso però il finale allo stillicidio mi lasciò parecchio amaro in bocca per il modo in cui si consumò. A parte le lacrime dovute per almeno due del ka-tet.

    Voi piangete sui libri? (non a dirotto intendo, però ecco se vi vengono gli occhi lucidi almeno).

  9. YamiSanada Says:

    Gli occhi lucidi sì, di tanto in tanto; una volta in cui mi sono venuti i lacrimoni è stata quella per i due del ka-tet. Ma il record di commozione&magone lo detiene ancora la conclusione di God child, stupendo manga di Kaori Yuki.
    Di solito, però, sono sospironi.

  10. Lara Manni Says:

    Io piango come un vitello, sempre.
    Eh, sì…quelle anticipazioni dolcemente perfide che ti costringono a leggere con più gola.
    Come quando in Pet Sematary il padre del bimbo incappa nella sacca di aria fredda e tu sai che…
    Mi fermo.

  11. Stefano Romagna Says:

    Pet Sematary mi ha sconvolto. Ricordo di averlo finito di leggere, strabuzzai gli occhi e ricominciai da capo. Subito dopo.

    SPOILER

    E’ stato straziante sapere che Gage aveva pochi giorni di vita. E non è stata tanto la rivelazione, quanto il modo in cui il Re l’ha detta. In una giornata di sole mentre padre e figlio giocano con un aquilone.
    E’ nella mia top five, Pet Sematary. Si capisce?

  12. Lara Manni Says:

    Anche nella mia, Stefano.
    Ed è perchè, penso, davvero King uccide la cosa che ama. E lui ama i suoi figli, tanto.

  13. Ilya Nightroad Says:

    Come li amano i suoi lettori! ^^

  14. Ema Says:

    Pet Sematary è uno di quelli che mi ha messo PAURA. Non è facilissimo per una cosa di carta che si legge. Ma sarà che ero ancor giovine (!) sarà che il periodo era particolare… insomma, la notte ci ripensavo. E per turbare il MIO sonno ce ne vuole.

    PS Per lo spoiler su Duma Key… almeno non so quale delle due. Anche se ho un terribile presentimento.

  15. Vale Says:

    Ema, anche il saperlo non toglierà il gusto (salato?) di leggerlo.
    Quasi ti invidio per non averlo ancora finito…

  16. Lara Manni Says:

    Appunto, con King, per me, vale solo UNO spoiler: il finale della Torre nera. Quello non va rivelato neanche sotto tortura 🙂

  17. Ema Says:

    Vale salatissimo visto che mi ci sono già affezionato un bel po’. Ed è proprio questo, perché me l’ha intortata così bene, che mi fa pensare che… Vabbe’. Che poi ora che ho una figlia, seppur piccola… vabbe’. Vabbe’.

    Ma secondo voi Jack Sawyer che fine ha fatto? lo rivedremo? *cambia discorso sconsolato*

  18. demonio pellegrino Says:

    Ema, mi scuso, davvero, ma ti garantisco che la notizia arriva abbastanza presto nello storia, e che il libro continua un bel pezzo con la consapevolezza…

  19. Lara Manni Says:

    Del resto è qualcosa che si intuisce già prima della notizia, secondo me. King riesce a far trapelare molta della propria pietà sulle vittime predestinate. Per dire, nelle prime pagine di It io, almeno, avevo capito subito che il piccino sarebbe morto con la sua barchetta…

  20. Vale Says:

    Lara, anche io.
    Solo che pensavo: sta descrivendo il gioco di un bimbo, quindi questo bimbo farà una brutta fine.
    Però ho dovuto continuare.
    COsa che con altri meno bravi non succede.

  21. Vale Says:

    Scusami, volevo dire che all’inizio ho pensato che fosse un meccanismo proprio del genere. Avevo sedici anni, ero ingenua e pensavo che funzionasse sempre, invece non è così.

  22. Ema Says:

    tranquillo demo’, tanto già mi aveva ripetuto attraverso la vecchia che le figlie fanno una brutta fine. E poi come avete detto un po’ tutti Stefanino è bravo a tenerti incollato a capire come farà quella cosa che già ti ha detto che farà: prima o dopo cambia poco.

    In alcuni casi, per riprendere il tema, accade che sia un certo tipo di “analisi automatica a latere” che ti porta a pensare “questo muore”. Se sai che un romanzo è un horror (ma anche un thriller), e ti descrivono una scena di un certo tipo, sei portato a dire “questo qui è una vittima designata”. Un po’ come la ragazzetta nuda nuotatrice-di-mezzanotte de Lo squalo (il romanzo intendo). Retaggi di Psycho e della sua doccia, temo…

  23. demonio pellegrino Says:

    vero: prendi anche tutta la filmografia americana dell’orrore recente. La protagonista bionda e l’esponente delle minoranze (afroamericana, asiatica, scegli tu), ci lascia sempre il calzino.

  24. gnappetta Says:

    .. poi c’è il lettore deficiente che spera sempre fino all’ultimo che il predestinato NON muoia. anche se ha gia letto il libro. due o tre(dici) volte

  25. Lara Manni Says:

    Siamo tutti così, gnappetta 🙂

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