I have a dream

Sto leggendo molti interventi su Kindle, ebook e prospettive dell’editoria. Per esempio, segnalo il post di Stefano Romagna, quelli di Demonio Pellegrino,  del Duca Carraronan, di Sandrone Dazieri, di Francesco Dimitri.
Sono tutti molto interessanti e accurati, e ve li consiglio.
Veniamo a me. Non sono una fanwoman della tecnologia, nel senso che impiego un po’ di tempo a maneggiarla: diciamo che sono molto interessata ai contenuti più che ad altro. Ma proprio questo mi sembra il punto. E trovo magnifica questa riflessione di Dimitri:

“La domanda è: cosa compri, quando compri un libro? Un oggetto o un’esperienza? Io voto esperienza. Ok, la carta e l’odore e cazzate varie, ma siamo seri. Quanti di voi comprano codici miniati, o edizioni originali di Crowley? Io leggo un sacco di letteratura di genere, che significa un sacco di paperback. E quando sono fantasy, sono paperback lunghi e poco maneggevoli. Perchè non dovrei preferire un’edizione meno ingombrante e più comoda?”

Poi c’è un altro aspetto, che riguarda l’editoria italiana e soprattutto la narrativa fantastica. La quale, a mio modesto parere, in questo preciso momento è in un bel pasticcio. Intanto, è sovraesposta e caricata di aspettative: dopo Twilight, si va in caccia del libro di sfondamento. Questo è bene, perchè apre porte che altrimenti sarebbero rimaste chiuse. Ma è anche male, perchè non tutti i libri possono e soprattutto devono essere best-seller. Poi, c’è la dannata questione degli scaffali e del “dove lo metto”, che a volte può nuocere – e di molto – al libro medesimo. Infine, e non è la considerazione meno importante, ci sono i costi dei libri, che sono alti. Specie se i libri sono così numerosi e, spesso, appetibili.

Ed ecco che mi trovo ad aspettare la frontiera e-book con molta curiosità e molto entusiasmo: perchè la mia sensazione è che, fin qui, la rete continui ad essere considerata “un mondo a parte” rispetto a quello dell’editoria. E invece rischia di poter seriamente rivoluzionare tutto: in favore di chi legge, e forse in favore di chi scrive. Di essere, davvero, la carta fuori mazzo che riapre una partita che si sta facendo durissima.

Almeno, lo spero.

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29 Risposte to “I have a dream”

  1. Eleas Says:

    Facciamo alcune considerazioni di fondo, mi pare abbastanza evidente che la tecnologia e-book è ancora a dir poco acerba. Una soluzione proprietaria NON PUO’ diventare uno standard a meno che non abbia un successo tale da convertire forzatamente tutti a utilizzarla come avvenne per il formato pdf.
    Kindle è caruccio ma è limitato ad amazon e se voglio un libro mondadori (ipotizzando che mondadori ne renda disponibile la versione informatica)? Mi attacco?
    Per questo mi viene da dire che siamo ancora in fase di preaccensione dei motori a impulso. Non me ne voglia poi FrancescoDimitri, ma la sua frase è una boiata di quelle belle e buone. Il libro è anche un oggetto. Io non acquisto solo e soltanto l’esperienza che il libro mi passa, acquisto ANCHE il profumo di inchiostro la sensazione piacevole della patinata opaca sotto le dita mentre sfoglio, e non sono stronzate, sono piaceri che un libro da a chi legge.
    Mi si verrà a dire allora sei contrario ai formati digitali? ASSOLUTAMENTE NO. Solo non ci siamo nemmeno lontanamente prossimi. Mancano i supporti standard. Sono curioso di vedere cosa rilascia Apple come Tablet di lettura. Si deve vedere anche l’affaticamento nel leggere. Ho provato recentemente a leggere a monitor le Foreste di Darkover e posso dire che è stata una tortura. Non potermi muovere e dover restare fermo lì davanti al mac a leggere e usare il mouse per sfogliare è stato frustrante. Capisco che i touch pad ovvieranno il problema, ma quanti potranno acquistarli? E quanti libri saranno disponibili in detto formato a parte quelli spacciati dal guercio?

  2. Lara Manni Says:

    Invece, Eleas, io penso soprattutto a quel che c’è dentro un libro: e quel che c’è dentro può anche non profumare d’inchiostro, IMHO.
    Altro discorso è la posizione italiana: non sono un’esperta, ma non faccio fatica a credere al ritardo.
    Ma pensandola in prospettiva, mi sembra un’ottima possibilità. Rispetto al panorama attuale, almeno.

  3. Eleas Says:

    Certo che il contenuto del libro è essenziale, ma per me il libro è un oggetto bello a vedersi, quindi una cosa buona in sè.
    L’Italia è come sempre indietro, ma temo sia indietro sopratutto per una questione di mentalità degli editori, adesso voglio leggere l’articolo di dazieri che magari l’ambiente lo conosce molto bene. Ma io lavoro abitualmente con editori e io sono l’informatico, mediamente hanno la cultura di una capra in materia.
    Io sono un impallinato della tecnologia quindi non vedo l’ora che venga fuora il tablet apple 😉

  4. dr Jack Says:

    Sono d’accordo con voi che l’ebook attualmente è un po’ indietro qua in Italia.
    E condivido l’entusiasmo di Lara verso gli e-book.
    Io noto una marea di benefici (di cui si è già parlato in vari luoghi, non sto qua a ripeterli) e solo un paio di problemi che secondo me si possono risolvere.

    La storia dell’odore dell’inchiostro e delle bellezza di un libro di carta mi lascia un po’ in dubbio.
    Primo perché tutte le critiche che ho letto sugli e-book hanno toni molti simili a quelle che difendevano i libri miniati scritti a mano contro l’avvento delle pressa da stampa (basta guardare cosa si diceva della bibbia di Lutero).
    Secondo perché posso anche essere d’accordo che qualche libro a cui si è davvero affezionati può essere carino comprarlo… ma mi sembra indubbio che l’altro centinaio sarebbe più comodo averli in e-book.

  5. demoniopellegrino Says:

    Eleas, se parli d’affaticamento vuol dire che non hai usato strumenti DEDICATI alla lettura di ebook: il Kindle, il Nook, il sony Reader hanno una tecnologia e-ink, completamente diversa dallo schermo di un PC o di un eventuale tablet Apple. E’ come leggere un libro. Non ti affatichi. E questo non e’ discutibile, e’ un fatto.

    Poi, altra cosa: vero che il Kindle ti blocca con il tuo formato. Ma io ho appena convertito – gratuitamente e legalmente – i libri Wu Ming in formato Kindle, e li ho caricati. Ci ho messo tre minuti.

    Altra cosa, l’odore etc. Io sono un fan del libro come oggetto. E non credevo che avrei apprezzato il Kindle. Poi pero’ mi sono convertito piu’ di San Paolo. L’errore che si commette e’ di pensare necessariamente all’ebook come un’alternativa che rimpiazzera’ totalmente il libro. A mio modesto parere, il Kindle – o chi per esso – affianchera’ i libri tradizionali. Io da quando ho il Kindle compro anche piu’ libri di carta, e – ora che ci penso – compro edizioni piu’ care, magari quelle rilegate, il che sembrerebbe andare dietro al discorso di Dimitri.

    Ultima cosa: gli editori devono stare molto attenti. A mettere un libro online, illegalmente, ci vuole si’ un po’ piu’ che per un file musicale, ma non tanto. Va ripensato proprio il concetto di libro, e che cosa il lettore peorco come me compra: io sto gia’ dicendo basta a libri in copertina morbida a 16 Euri. Non credo saro’ il solo.

  6. Eleas Says:

    demonio: sull’affaticamento so bene che il monitor è un problema ma al momento quello passa il convento e quindi per arrivare a nook kindle o soci ci andrà del tempo e sopratutto del denaro che ora non posso dedicare alla cosa.

    Sui formati, vuoi dire che posso acquistare un kindle e poi convertire nel suo formato chessò ad esempio da un pdf? Domando sono neofita.

    Sull’odore e soci, la carta rimane densa di fascino e concordo assolutamente con te nel dire che almeno in una prma fase ci sarà (se va bene) un affiancamento.

    Editoria: lo so che sebrerà paradossale, ma temo che le mie posizione (qui lo dico e qui lo nego) non siano troppo distanti da quelle del noto crostaceo, a me piacerebbe che l’editore pippo mettesse in vendita il libro dell’autore pluto a x euri, ma che il suddetto libro fosse altresì disponibile in versione common creative online. Invece so già cosa accadrà, tu accatti il libro e allora hai diritto alla versione elettronica con di più, e magari pagando pure un sovrapprezzo.

  7. francescodimitri Says:

    Demonio ha più o meno espresso quello che penso io. E sulla questione del formato, Eleas, intendiamoci: tu stai paragonando un libraio a un editore, e l’operazione logica non funziona. Se Amazon aprisse uno store italiano, i libri Mondadori sarebbero comodamente reperibili nel formato Kindle. Qual è il problema? Se poi avrai voglia di comprarti un libro in una libreria Mondadori, non credo che Amazon ti picchierà per questo.

    Quanto all’odore della carta e roba del genere: è retorica. Un paperback medio puzza e ti si apre in mano dopo la prima lettura, in genere. Se poi, Eleas, tu leggi soprattutto edizioni di lusso, su carta doppia, con illustrazioni a colori e rilegature cartonate, buon per te, e capisco che le esigenze siano diverse. Io mi ammazzo di paperback, e ben venga un formato più comodo, economico e duraturo, per leggere quelle storie, per vivere quelle esperienze.

    L’ebook non è ancora ‘perfetto’, no. Ma mi arrogo il diritto di dire una cosa: sono convinto che chi continua a sottolineare ‘quanto sia indietro’ non abbia mai avuto, materialmente, per le mani un lettore ebook di nuova generazione.

    Forse non è chiaro quanto questa tecnologia sia _già_ avanzata… e finchè non ci giochi un po’, davvero, capirlo è difficile.

  8. demoniopellegrino Says:

    Eleas, sui formati: si’. C’e’ un programma gratuito online che si chiama mobipocket che ti permette di trasformare parecchi formati (pdf, txt, word, html) in formati compatibili per il Kindle. Io, per esempio, ho trasferito su Kindle tutti i libri wu ming, dal formato pdf, e sto leggendo con molto piacere guerra agli umani.

    Se questa “minaccia” agli editori li porta a rivedere il loro immondo approccio al libro “rigido”, che ormai rigido non e’ piu’ (copertine morbide vendute a 17 euri: non scherziamo, ma ci prendono per il culo?), ben venga.

    Sul copyright: io sono disposto a pagare il mio ebook. Non lo voglio neanche gratis. Fatemelo pagare 5 Euri, e io son contento. Ma se passasse, invece, il sistema che dici tu, allora vedo orde di libri illegali online.

  9. Eleas Says:

    francescodimitri: il concetto è proprio ma amazon lo aprirà mai uno store italiano? Quanti libri italiani avremo a disposizione e a che prezzi? Sarebbe giusto pagare 16 euri una versione elettronica? A me verrebbe da dire manco per il cavolo, ma gli scrittori sarebbero d’accordo?
    Intendiamoci, se prendesse piede l’ebook io sarei ben felice. Primo perché sono un malato di gadget tecnologici, quasi quanto valberici, secondo perché potrei portarmi appresso un’intera libreria. Ecco faccio un controllo tecnico sui due oggetti nook e kindle e vediamo cosa salta fuori. Anche l’aspetto memoria disponibile è importante.
    Sul piacere dell’inchiostro non ci troveremo d’accordo ma che ce voi fa’ non si può pensarla allo stesso modo su tutto.

  10. Eleas Says:

    demoniopellegrino: ecco già lo sblocco dei formati mi fa essere più sereno, poi sono concorde con te 5 euri, ma non di più. Ma gli editori sono ingordi. E non faranno mai la cosa più intelligente e cioè dare disponibile in formato gratuito l’elettronico con licenza CC e il cartaceo a prezzi non assurdi.

    Direi che poter convertire dal formato txt, doc pdf è un enorme punto a favore della cosa. Resta da approfondire il costo del lettore e la capacità di memoria nonché il peso medio di un ebook

  11. demoniopellegrino Says:

    Sul prezzo, da manager, faccio un ragionamento semplice semplice. Prendiamo un libro, che attualmente costa 16 Euri.

    Gli autori che scrivono qui sapranno (io non lo so) quanto s’intascano di questi 16 euri (inclusi i soldi che poi vanno all’agente). bene, il prezzo dell’ebook dovrebbe essere quella somma li’ + una somma che deve coprire il lavoro di editing fatto dalla casa editrice, e altri costi amministrativi.

    Io non credo, che se un modello cosi’ venisse fatto – modello non solo economicamente equo, ma anche economicamente sostenibile – il prezzo sarebbe superiore agli 8 Euri.

    Per gli autori, non cambia nulla. Per gli editori – se riorganizzano le loro strutture – non cambia nulla. Per le agenzie, non cambia nulla.

    Chi ci rimette veramente, alla fine, sono i librai. Che diminuiranno, ma che comunque resisteranno, se – come penso io – il libro cartaceo continua ad esistere.

    Se invece gli editori vogliono continuare a fare gli struzzi, si accomodino. Ma nel mondo degli affari gli struzzi non sono mai durati a lungo.

  12. francescodimitri Says:

    Eleas: sullo store, non lo so, ma credo (spero) di sì. Un migliaio di libri in spagnolo ci sono già, ma l’Italia si sa com’è. Io leggo al 99% in Inglese, e quindi da lettore, tutto sommato, la cosa mi interessa da poco. Da autore non dico altro perchè a qualcosa sto lavorando, ma chissà se vedrà mai la luce.

    Sui prezzi, il discorso è delicato. Di solito NON sono gli autori a voler tenere i prezzi alti – perchè un prezzo alto, potenzialmente, allontana i lettori, e l’autore guadagna sulle royalties, e i guadagni veri non li fai con un prezzo di copertina più alto, ma con molte copie vendute.

    Sono gli editori ad alzare i prezzi. A loro volta, non perchè siano scemi o autolesionisti, ma perchè per abbassare il prezzo hai bisogno di un BOTTO di copie di prima tiratura, per ammortizzare tutta una serie di costi, e in Italia questo non succede quasi mai: è il motivo per cui in Inghilterra i libri, in media, costano meno. Ed è il motivo per cui il vero formato paperback, all’anglosassone, in Italia è quasi assente.

    Quindi abbassare il prezzo è interesse, alla fine della fiera, di tutti. Interesse economico, intendo. Solo che ci sono delle difficoltà che non sempre dal lato-lettore si vedono.

    Un libro richiede lavoro, e un ebook ne richiede quanto uno cartaceo. L’editore non muore, anzi: il suo compito di filtro e rifinitura diventerà, secondo me, ancora più importante, perchè se i contenuti aumentano, è la qualità a fare sempre più la differenza (parlo di qualità del prodotto editoriale, in questo caso: magari un libro può fare schifo ma essere prodotto molto bene). Sono costi su cui non puoi risparmiare. Se vuoi un bravo editor lo paghi bene, ed è giusto che sia così, e questo fa salire il prezzo di copertina. E io, da lettore, sono contento, perchè pago ma so cosa pago.

    Altri costi però crollano. La carta, innanzitutto, che è una nota dolentissima. Diminuiscono i costi di distribuzione. Di magazzino. Di assicurazione (metti che in magazzino scoppia un incendio…). Insomma: molti costi calano, e cala anche il prezzo di copertina. E, credimi, la cosa non fa schifo a nessuno che abbia due neuroni in zucca, neanche dall’altra parte della barricata.

    Però c’è una considerazione ancora più sottile. “Bei” prodotti a parte (facevo l’esempio di Abarat, nella versione illustrata, perchè sarebbe un suicidio comprarlo per Kindle, e facevo l’esempio del mio Alice, che dovrebbe uscire in un’edizione davvero bella, se tutto va bene), a parità di prezzo, io compro volentieri un libro per Kindle. E considera che fino a pochi giorni fa, prima di averlo, il Kindle, NON la pensavo così. Un ebook mi dura di più, mi occupa meno spazio in casa, lo porto con me, ho un dizionario integrato in tempo reale, insomma, che mi serve, di più?

    Parliamo di Pan, per dire. La copertina è bellissima, la carta su cui è stampato, è carta riciclata (ottima per le foreste, non ottima per i libri). Ora. Io, se uscisse un’edizione di Pan per Kindle e costasse quanto quella cartacea, suggerirei di comprare quella per Kindle – e non è che a me cambi niente, eh. Se costasse meno, sarei ancora più contento, perchè in potenza (perdona il cinismo) ci guadagno di più.

    Ma l’idea che un libro appena uscito possa costare cinque euro mi sembra utopica. Ci sono dei costi sui quali è bene tagliare. Altri sui quali è bene non farlo. Tutto qui.

  13. demoniopellegrino Says:

    Vorrei sottolineare una cosa di quello che dice Dimitri: “considera che fino a pochi giorni fa, prima di averlo, il Kindle, NON la pensavo così”.

    E’ la stessa cosa che e’ successa a me e a tanti amici che hanno il Kindle. Usarlo E’ convertirsi.

    Sul prezzo: ho detto 5-8 euri PER GLI EBOOK, non per il libro nuovo con copertina rigida. Non ho idea della struttura dei costi di un libro, ma immagino che su un prezzo di 16 euri di un libro vero attuale, la maggior parte vada per la carta, distribuzione, magazzini, etc.

  14. Lara Manni Says:

    Distribuzione, in specie. Che sono costi decisamente alti, da quel che capisco. E che in questo caso verrebbero praticamente azzerati.
    Aggiungo un’altra considerazione, magari sbagliata: si creerebbe meno confusione di “etichetta”: nel momento in cui scarichi un libro dalla rete, forse puoi fartene un’idea più chiara. Sembra paradossale, me ne rendo conto. Ma pensa proprio al caso di chi, come me o Francesco, ha pubblicato con editori non specializzati in narrativa fantastica (anzi), e che al lettore abituale di quell’editore risultano quasi corpi estranei. Sarà una mia sensazione, ma l’approccio con il lettore-navigatore è diverso.

  15. Eleas Says:

    fatto un rapido confronto, così di primo acchito nook surclassa kindle ma di brutto. Più memoria, touchscreen, espandibilità, wifi, 3g, maggiore disponibilità di titoli, insomma direi che a parità di tecnologia visiva e-ink, the winner is nook.
    Detto tra noi è pure caruccio esteticamente, certo non è apple, ma non sempre si può avere tutto dalla life.
    Posso dire da tecnico che 2gb di memoria sono a dir poco ridicoli, sono pochi apposta per far acquistare l’espansione. Quando si proporranno con memorie ssd da 64 gb in modo da poterci piazzare dentro tutto lo scibile umano allora saranno pronti davvero. Per ora diciamo che nook se la cava meglio (sulla… carta).
    Adesso mi vado a leggere le specifiche di e-ink. Ecco lo vedete avete fatto riemergere il nerd che è in me… ufff

  16. Ema Says:

    dico due cose senza aver letto tutto quanto perché l’argomento mi interessa.
    Io attualmente mi costringo a non comprare una bella edizione rilegata di un libro e aspettare quella economica (ma economica sul serio, che magari non verrà mai per i motivi già noti che condivido con Demonio). Oppure mi compro una economica di un libro che mi hanno prestato e che adoro per il semplice fatto che quella BELLA costa troppo. E io sono un feticista del libro, che ci mette ore a scegliere la copia meno rovinata nella pila della libreria.
    E comunque mi nego tanti libri per i quali mi dico che “non mi attira così tanto, non ne vale la pena” oppure “me ne hanno parlato male, lasciamo perdere” anche se in prima battuta li avrei comperati.
    Spero, con l’introduzione massiccia di e-book e strumenti ADEGUATI, di poter leggere molto di più e comprare molte più edizioni BELLE di quello che davvero mi sta a cuore. Magari anche dopo averli letti in formato elettronico e averci speso quei 2 euro. Non so se mi spiego.

  17. Eleas Says:

    grosso modo mi trovo d’acordo con te ema, poi c’è la fregatura che a questo punto l’oggetto tecnologico mi intrippa, il nook mi piace sia esteticamente che tecnicamente. Uffa. È un problema amare la tecnologia.

  18. Lo Stregatto Says:

    Il discorso è estremamente interessante.
    Dando per assodato che il libro di carta non morirà, il punto che temo possa limitare lo sviluppo degli ebook, è la pirateria e la copia.
    Un libro occupa meno di un mp3, infinitamente meno di un film.
    Quindi per trasmetterlo ci vorrebbero pochi istanti, via emule o altri.

    Meccanismi antipirateria esistono, ma, usualmente, sono scomodi.
    Un Blue Ray non si copia perchè è su un supporto fisico.
    Un libro sarebbe solo digitale.

    Una volta superato questo punto, penso che le case editrici non amerebbero poi tanto l’idea; a naso, per ridurre il desiderio di pirateria i prezzi dovrebbero essere decisamente bassi (prezzi alti… non esiste metodo che resista all’infinito).
    Di solito più soldi muovi, più fai profitto; su 16€ un margine del 10% sono 1,6€; su 5€ sono 50 cent.
    Oltretutto, se il formato fosse protetto ma open o acquistabile, metter su un eshop è molto facile… alla portata di moltissimi.
    Quindi un autore potrebbe comodamente farsi da solo la sua casa editrice, pur vendendo a prezzi ridicoli, che sarebbero comunque maggiori della “fee” della casa editrice.
    Un King… se vendesse i suoi libri a 3€ l’uno… quanto guadagnerebbe?
    Agli scrittori piccoli… anche vendendo il libro ad 1€, anche 50 cent… non guadagnerebbero di più?
    Certo poi la casa editrice supporta lo scrittore, gli fa editing, pubblicità… ma anche li non sarebbe facile fargli concorrenza? Quanto di Esbat o Pan ha venduto per pubblicità e quanto per passaparola (o marketing virale, se volessimo pensare che Lara e Francesco hanno agito e scritto sul web deliberatamente per questo fine)

    Insomma il business model dovrà per forza cambiare.
    E le case editrici probabilmente, come tutte le grandi realtà, saranno ostili al cambiamento e faranno fatica ad adattarsi.

    Per quanto mi riguarda, da futurologo semi-professionista qual mi son trovato mio malgrado, nella mia sfera di cristallo vedo vedo e prevedo che rimarranno i libri veramente ben stampati e costosi, oppure gli ebooks.

  19. Lo Stregatto Says:

    wikipedia offre un bel “pro e contro” degli ebook.
    mi è piaciuto particolarmente:

    A book is safe from electromagnetic pulses and overloads.

    In caso di guerra nucleare in effetti… i libri cartacei li potrei leggere comunque, quelli elettronici, probabilmente, no.

    Sarebbe interessante fare 4 conti sul “breakeven” dell’acquisto di un ebook reader…
    il nook costa 259$
    un libro (recente, best seller) per nook costa 9,99$
    ipotizziamo lo stesso libro normale in media costi 15,99$
    259/5=52 libri.

    Se ne evince che, per ora, per un lettore medio è una fregatura.

  20. francescodimitri Says:

    Stregatto: mettici dentro tutte le cose gratis o a prezzi ridicoli, più vecchie (Lovecraft? Howard? Wells? Shakespeare? Dickens? Poe? Continuo?), e tutti i libri che per vari motivi costano meno di 9.99. E aggiungici che, se ti abitui all’idea, il risparmio di spazio e il poter portare con te un sacco di libri sono ATTIVI vantaggi.

    Non credo (e me ne dispiace) che questo abbasserà altre soglie – per dire: sono convinto che se Stephen King vendesse da solo a 3 euro, guadagnerebbe di meno, ebook o non ebook.

    Ma il punto è: ho la sensazione che molti, da quello che vedo qui e non solo, continuino a considerare gli ebook dei fratelli minori, piccoli e sporchi e d’emergenza, dei libri di carta (Ema: ebook nuovi a due euro non si può fare per millanta ragioni, nessuna delle quali particolarmente legata a oscuri complotti pluto-massonici).

    Non lo sono.

    Sono un’altra cosa, con alcuni svantaggi e altri, indiscutibili, vantaggi.

  21. Lara Manni Says:

    Non ho affatto quest’idea: secondo me quello degli ebook è più che un sentiero. E’ una strada parallela e importante, e che alla fine avrà probabilmente la stessa dignità, se vogliamo usare questa parola, del libro cartaceo.
    Mi viene solo da chiedermi quale sarà la levata di scudi non tanto degli editori, che a ben vedere hanno da guadagnarci, insieme all’autore: bensì di librai e distributori. Che in Italia spadroneggiano….

  22. Il Duca Carraronan Says:

    Sarà anche “vero” che non si possa fare a 2 euro, ma è oggettivamente “più vero” (questo mi ricorda la Fattoria degli Animali…), in quanto legato a un prodotto reale, che si possa fare a 1,99 dollari.
    Steampunk Tales, raccolte di racconti steampunk, non dice niente a nessuno? In realtà se si parla di editoria digitale è ovvio che si conosca la sua esistenza (sempre se uno si è tenuto aggiornato negli ultimi mesi).

    Direte: “sarà un librettino, uno che non può competere coi testi in libreria”.
    Sì, vero, è piccolo. Sono un po’ più di 58mila parole e 336mila battute spazi inclusi. Nuovo. Pagato con paypal (che si frega 30 cents + percentuale). A 1,99 dollari.
    Un libro “vero” come “Fuoco nella Polvere” di Lansdale, venduto brossura ad esempio a 9,90 euro (prezzo di copertina senza sconto IBS), può avere quasi 277mila battute spazi inclusi e un po’ meno di 48mila parole.
    Ops, ma… sembra più piccolo il cartaceo a 9,90 euro! E anche di parecchio! ^_^”

    In totale i primi tre numeri di Steampunk Tales, pagati tutti con paypal, mi sono costati 5,97 dollari e contengono 200mila parole e 1 milione e 133mila battute spazi inclusi.
    Non male per meno di 6 dollari. No?
    Ed è tutta roba “nuova”, non come gli ebook da 5-6 dollari venduti su alcuni siti online,che magari hanno “perfino 3 anni di età” (Flaming London del 2006, comprato a 5 dollari)!
    http://www.webscription.net/p-732-flaming-london.aspx

    E quanto si libri su carta in brossura nuovi a 5 euro concordo: non si possono fare. Però si possono fare a 5,50 come dimostrato in edicola (distinzione superflua edicola/libreria se si ragiona in termini di editoria digitale) da Mondadori con la nuova versione de “La Fortezza di Farnham”, completa, a differenza di quella pesantemente tagliata (di ben 1/3) di 40 anni fa.
    Prendi quei 5,50 e (citando Domenico Porzio ex-Mondadori) togli il 10% di interessi passivi, il 32% al libraio, il 20% al distributore, aumenta da 4% a 20% l’IVA, togli il prezzo per produrlo che si spalma in base alla tiratura divenendo meno grave (Porzio comunque suggerisce un 20%), il problema delle rese, le copie danneggiate ecc…
    E secondo me a 4 euro se davvero lo vuoi ci puoi arrivare (in realtà puoi fare anche meno -si parla di matematica, non di opinioni- ma immaginiamo che meno di 4 euro possa causare un crampo testicolare agli editori… tipo il crampo che dovrebbe cogliere Tombolini di Simplicissimus per via di alcuni libri che vende proprio a 3 euro -2,5 + IVA-).
    Con 4 euro di prezzo il margine per lo scrittore, che in editoria digitale all’estero è considerato onesto a 25% (ed è anche quello che vuole fare Tombolini di Simplicissimus, il più importante esperto italiano del settore), sarebbe di un intero, grasso, euro. Se metti il prezzo a 5 euro e dai allo scrittore solo il 20%, rimane 1 euro lo stesso.
    Se invece si vuole dare un euro allo scrittore mettendo il prezzo a 10 euro con le royalties da libro di carta al 10% (o meno), bisogna cominciare a pensare se si vuole ragionare come dei falliti (o come dei francesi, ricordate il modo in cui pensavano di usare i carri armati?) o come gente moderna (o come i tedeschi, che di fronte al carro armato non hanno pensato come gli altri “adattiamolo alla guerra di una volta”, ma “costruiamoci un nuovo modello di guerra attorno”… che è quello che dice anche Tombolini: pensare all’ebook come qualcosa di nuovo in sé, senza vincoli del passato).

    Non pretendo ebook a 2 euro, anche se è possibile in alcuni casi (la realtà del fatto in sé -Steampunk Tales- batte ogni cazzata esclusivamente teorica… la teoria deve nascere dall’osservazione dei fatti, non i fatti dalla teoria: Aristotele, non Aristotelici), ma solo che non siano a 9-10 euro. Si possono vendere libri in edicola a 5,50 euro?
    Si vendano ebook, perlomeno italiani (per evitare i costi ulteriori di traduzione e di diritti) a…. andiamo in contro agli editori, a ben 5 euro! Quasi il prezzo del cartaceo da edicola.

    Sarà anche che non si può “perché sì”, ma mi ricorda molto il tempo in cui i produttori imbottivano di stronzate i musicisti sul bisogno di impiccare i pirati (e, suggerimento di Microsoft, anche quelli che fanno software open o usano Linux) perché avrebbero distrutto la società occidentale e portato al trionfo delle orde comuniste asiatiche cannibali e pedofile (ho dimenticato qualcosa?).

    La stessa gente che appoggia l’annullamento del diritto alla privacy, l’abolizione del giudice naturale e del processo in caso di sospetta infrazione di copyright e il ribaltamento da presunzione di innocenza a presunzione di colpevolezza… vedesi dottrina Sarkozy, evidente fan dello stato di polizia di Napoleone III (con la differenza che l’Imperatore almeno aveva un cervello, come dimostrato dal suo essere un genio dell’artiglieria, mentre Sarkozy no).

    Ma alla fine il prezzo lo farà il mercato, ovvero la concorrenza ovvero convincere al lettore che ha un motivo per pagare ciò che può avere gratis (la concorrenza infatti è la pirateria, che man a mano che le persone più avvezze a usarla aumenteranno diverrà sempre più determinante). Si, ma il motivo va trovato e fatto capire. Bisogna offrire qualcosa. O fare abbastanza pietà da scatenare il meccanismo del mendicante (un mendicante fa facilmente parecchi soldi a 0,5-1 euro per volta, meno se rifiuta qualsiasi carità sotto i 20 euro in foglio intero). ^__^

    E come dice Sandrone Dazieri: non sono i DRM, le leggi contro la pirateria (che in realtà si scontrano contro l’impossibilità tecnologica o contro il diritto alla privacy, in base a quanto le volete “fasciste”) o altre stronzate a cambiare qualcosa.

  23. francescodimitri Says:

    Duca: io do per scontato di star parlando di un’editoria che è fatta da gente che del suo lavoro mangia. Che si possano ‘fare’ ebook a 5 euro è fuor di dubbio. Anche gratis, certo. Ma per considerare un prezzo reale, che dia da mangiare a tutti quelli che ci lavorano, devi buttarci dentro molti fattori (tipo: le tirature cartacee, che scaricano il costo unitario. Un libro di Stephen King è più facile farlo a un prezzo più basso di quanto lo sia fare un libro mio, ebook o non ebook, in qualsiasi edizione tu lo faccia. Un’antologia a volte può costare di meno perchè l’editore paga i diritti per i racconti una volta sola, senza royalties. Un libro che esca solo in ebook può permettersi costi molto più bassi perchè non deve scaricarne altri. Eccetera eccetera eccetera. Parlo di prodotti professionali e fatti per lucrare, come in ogni altra industria di questo mondo. E cerco di parlare, credimi, in modo quanto più concreto possibile, come faccio di solito).

    Quindi, sì, in teoria si possono fare. In pratica non è facile, non è veloce e non credo si potranno mai fare per tutti. E anche quando si faranno, degli editori ci sarà bisogno, e Stephen King non pubblicherà da solo.

    Poi, ripeto: che l’obiettivo debba essere abbassare i prezzi al massimo, è evidente. E, ripeto, sono convinto convenga a tutti, autori in testa. Ma dire ‘facciamo libri a due euro’ è irrealistico, e non aiuta la causa – la rallenta, come ogni dichiarazione di principio. L’esempio di Steampunk Tales non è valido (a proposito: com’è? Ancora non l’ho letto…), e sono certo che ti rendi conto del perchè – anche se l’esempio è una buona provocazione. (dico il perchè principale: perchè è una produzione di tipo radicalmente diverso, rispetto a quelle professionali, e rivolta a una nicchia molto attiva e specializzata. Non necessariamente di qualità inferiore, occhio – parlo di struttura produttiva, nient’altro).

    Quanto alla pirateria: quella la alimenti se arrivi in ritardo rispetto a pubblico e tecnologie – ma se ti muovi per tempo, non credo sia un grosso problema. Un problema, sì, ma non grosso. Solo una variabile in più da considerare. E che certo non risolvi con tecnologie ridicole e decreti inapplicabili. Ma neanche con proclami sull’era digitale e la presunta libertà che porta, e con le bubbole para-accademiche su morti varie dell’autore che si sentono in giro, con buona pace di Foucault.

    Il punto è: con dichiarazioni di principio da opposte fazioni, a una soluzione concreta non ci arrivi mai, o ci arrivi tardi. Pretendere di far pagare un ebook medio quindici euro è sciocco. Ma anche dire che siccome Mondadori può fare Brooks a cinque euro (peraltro in edicola – tutt’altro mercato), sia facile poi fare a cinque euro Caitlin Kiernan, non porta a nessuna parte.

  24. Lara Manni Says:

    Stephen King fece già l’esperimento, peraltro. Se non ricordo male con Il miglio verde, che mise a disposizione per un dollaro a capitolo (ma forse era un altro libro: dell’esperimento sono certissima, e mi ricordo anche che alla fine lo interruppe).
    In realtà io sto pensando proprio a quella “nicchia”, grande o piccola che sia, che IN ITALIA è la narrativa fantastica non a tinte rosa. Questo intendevo nel post.

  25. Laurie Says:

    Lara, ho la tua stessa identica opinione sugli ebook.
    Più che altro la cosa favolosa dell’ebook è di avere una libreria potenzialmente infinita a tua disposizione in qualsiasi lingua.
    E’ un pensiero golosissimo.
    E mi risparmierebbe quei pensieri angoscianti del genere “Dove metto un libro nuovo?”
    Oltretutto con un ebook reader non devo dipendere dal pc.
    Insomma, io ci vedo dei pregi. Certo, mi mancherà l’idea romantica di andare in libreria ma giusto quella.
    Più che altro per i prezzi, penso che ci siano strani perché siamo abituati a pagare per qualcosa di fisico. Certo, poi trovi ebook carissimi Mondadori che non sono compatibili con molto, e ti sembra una fregatura. Un prezzo equo, che tenga conto di pagare gli autori, gli eventuali traduttori, gli editor e tutto l’ambaradan ci può stare.

  26. Lara Manni Says:

    Io sono molto fiduciosa, Laurie. E non è un entusiasmo da fanwriter non professionale 🙂

  27. Ema Says:

    alla fin fine in musica la sterzata (lenta) c’è stata. Sono sempre di più gli autori e i gruppi che mettono a disposizione i loro brani NUOVI online, alcuni per prezzi irrisori altri per offerte libere (Radiohead, mica i Cugini di Campagna). A parte iTunes qui sono gli stessi produttori (in senso stretto) del “bene” a essersi dati una svegliata. Sarebbe bello se anche i produttori di parole già affermati, ossia quelli che possono permettersi l’esperimento senza andare in rovina, cominciassero a muoversi… pensate solo un king (visto che è già in ballo) che vende puntate di romanzo online sul suo blog a un tot centesimi l’una!

  28. francescodimitri Says:

    Lara: sì, l’esperimento finì male, ma erano altri tempi. King provò a vendere il Miglio Verde, se ben ricordo, dicendo ‘intanto scaricate, poi, se vi piace, pagate’. E pochissimi pagarono. Appunto, erano altri tempi, e le ideologie della Rete erano per certi versi naif: meglio far pagare prima, per come la vedo io, come in ogni altro segmento di mercato. Resta il fatto che io sono convinto che modelli nuovi, economicamente vantaggiosi per tutti, possano nascere e debbano farlo.

    Ema: il mercato musicale è diversissimo da quello letterario. Su una canzone, un cantante fa soldi in miriadi di modi (basta piazzarne benino una e ci campi per sempre) – per i libri non funziona così. Ma la tua idea non è balorda, anzi. (poi a me i Radiohead mi stramazzano le palle, ma è un altro discorso – l’hanno fatto anche i Nine Inch Nails, che non me le stramazzano per niente.)

    Non fraintendetemi: la mia prudenza non è paura. Io sono entusiasta degli ebook, sia da lettore che da autore. E’ solo che con i proclami non si avanza, con il ragionamento (e sapendo rischiare al momento giusto e in modo giusto: inutile paragonare un’edizione da edicola a un ebook, per dire), sì.

    Laurie e tutti: ci si arriverà prestissimo (anche se resto convinto che non smetteremo di andare in libreria: dovranno essere i librai a diventare più bravi. Ma Treadwell’s, la mia librerira di magia preferita a Londra, è sempre piena così). Forse in Italia l’eco non arriva, ma qui negli UK sugli ebook si stanno letteralmente scannando. E negli USA ancora di più, a quanto pare. Ergo…

  29. Lara Says:

    Secondo me, la questione è: ci vuole un editore abbastanza grande, se non grande del tutto, che si posizioni, e lo faccia in tempi piuttosto brevi. Oppure, una cooperatia di autori.

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