Spartaaaaaa

Non so se la mia influenza sia A, B o  C, nè se Randall Flagg abbia cominciato a fregarsi le mani. So che sto così a pezzi che riesco a fare poco: guardare film, per esempio.
Ieri mi sono vista in streaming The Orphanage, e l’ho trovato meraviglioso. Il canone dell’horror (la casa infestata, la vendetta dall’aldilà) trasformato in racconto psicologico. Subito dopo mi sono vista, in televisione, 300. Interessante, soprattutto dal punto di vista visivo.
Però mi sono chiesta una cosa: ma com’è che le donne si trasformano in eroine solo quando sono mamme e devono salvare la prole?

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25 Risposte to “Spartaaaaaa”

  1. Mel-chan Says:

    Vero che The Orphanage è spettacolare? *___* L’ho detto, personalmente ci sono morta su o.o
    E poi (non spoilero, eh), la fine è di una stranezza clamorosa, che non si capisce esattamente ma ti lascia lì a bocca scemamente (nelologismo is L) spalancata xD

  2. Uriele Says:

    Mi sono innamorato della “bambina” di the orphanage. Crudele e psicopatica come piace a me.
    300 è una bella pacchianata con frasi ad effetto prese da vari libri

  3. Enrico Says:

    Perchè purtroppo quella è la visione fortemente conservatrice che adotta 300. Bel film, tra l’altro, ma che va preso con le pinze.

  4. Lara Manni Says:

    Bel film, sì. Ma The Orphanage è imbattibile. Uriele, bambina? Non è che stai pensando a The Orphan?

  5. deby Says:

    probabilmente diventano “EROINE” solo se necessario…
    l’istinto di sopravvivenza e conservazione prende posizione solo in quei casi…anche se molti/e non ne sono coscenti…
    di 300 ho visto solo la fine….cavolo me lo sono perso!!^^
    beso.

  6. Uriele Says:

    doh! The orphange è quello stile “the Other” allora. Cara dislessia selettiva… Molto bello 😛

  7. Teiresias Says:

    Personalmente, a me The Orphanage ha deluso. Forse perché somiglia molto a The Others, e a me quel film non era piaciuto granché.
    Il film si salva giusto per la scena della vecchia che viene investita XD mi sono preso un colpo al cinema nel “dopo”…
    300 è una tamarrata assurda. Piace se lo guardi con lo spirito giusto 😀

  8. Laurie Says:

    Ne ho sentito parlare bene da tutte le parti, me lo gusterò. Non mi piace poi troppo l’horror ma dicono che lei è una ragazzina astuta e malefica (dalle foto del poster sembra Mercoledì xDD).

  9. Lara Manni Says:

    Ah. Io parlo di The Orphanage. Vecchio e strano film. Sì, somiglia a The Others…ma secondo me è più bello di The Others. Più straziante, anche.
    Teiresias, la scena della vecchia è TREMENDA!!!!

  10. Anita Book Says:

    Io ho visto 300 insieme a mio padre, che è un grande estimatore di film storici, e ad essere sincera mi ha sorpresa! Rispetto a tutti gli altri tentativi falliti (Troia, Alexander & co.) degli ultimi tempi, 300 si è presentata come una pellicola quantomeno fedele alle usanze, alle ambientazioni, agli stili di vita dell’epoca (un’epoca davvero affascinante, quella greca). Avete presente quelle raffigurazioni pittoriche che fanno da ornamento ai reperti archeologici come anfore e vasellame? Tutti quei combattenti fermati in pose algide e fiere, con gli elmi e gli scudi, con le lance e i mantelli svolazzanti? Beh, in 300 è come se avessi visto quelle stesse raffigurazioni animarsi, prendere corpo e anima. Ho apprezzato moltissimo la sceneggiatura (se pur con qualche ritocchino extra-storia, come l’utilizzo di rinoceronti e giganti dall’aspetto non proprio rassicurante) e la regia. E poi, c’è Gerard Butler che è un ottimo interpretatore; sembra che il ruolo di Leonida gli calzi a pennello. Per quanto riguarda il ruolo della donna e i tuoi dubbi, in effetti mi sento di concordare; per quanto moglie di un condottiero rispettato e onorato, per quanto di temperamento forte e determinato, Gorgo fa sfoggio di un coraggio e di una spavalderia che non sono sicura che a Sparta fosse concessa (ho letto da qualche parte, infatti, che sono state licenze del regista, che ha voluto esaltare la posizione e la figura della donna). In linea di massima, però, un film godibilissimo.
    The Orphanage l’ho visto anche io e mi è piaciuto tantissimo (il ragazzino mi inquietava parecchio), ma adesso credo di fare confusione: il bambino che chiedeva alla madre di giocare a ritrovare gli oggetti era lo stesso di Orphanage? ?.?

  11. Ele/Caska Says:

    Al cinema 300 era da morire. Avevo dietro dei fighetti che erano finiti al cinema in centro il sabato sera per fare i cretini e a un certo punto si sono ammutoliti. Solo uno ha parlato alla fine del primo tempo: “Credo di essere venuto.”
    per quanto mi riguarda, è un film che mostra tutta la forza del cinema (e di tutta la così detta arte, se vogliamo): spacca la logica e ti esplode in faccia. Chi se ne frega se è storicamente scorretto da diversi punti di vista (lo so pure io che gli spartani non combattevano nudi), secondo me conserva una cosa molto più importante dell’accuratezza al dettaglio: l’accuratezza emotiva. Che poi è il motivo per cui amo la letteratura di genere quanto quella considerata più seria.

  12. Eleas Says:

    quando lo vdi la prima volta ero scettico, ma debbo dire che mi ha conquistato senza sorta di dubbio, è un fumetto però dobbiamo dirlo, anz direi di più un fumetto della marvel in cui ci sono i supereroi e le superoine che sono tutti belli e muscolosi.
    La sola differenza qui è che i suddetti non hanno superpoteri, ma semplicemente la totale devozione alla patria si trasforma in superpotere di suo. La grecia classica non è il periodo storico che conosco meglio, ma il fanatismo degli spartani era abbastanza notorio quindi sotto quel punto di vista il film non mi è parso deragliare troppo. E se diamo l’assunto che il presupposto sia valido ne discende che le mogli degli spartani dovevano essere tipini niente male. (poi la scelta dell’attrice io la gradisco particolarmente è la stessa che ha fatto le Sarah Connors Chronicles).
    Per rispondere alla tua domanda, aspetta di avere un figlio e poi mi dirai cosa non faresti per lui… ^^

  13. Ema Says:

    concordo 100% con ele/caska. Leggetevi pure il fumetto. E guardatelo come tale, proprio non importa la mancanza di realismo, è un capolavoro di arte figurativa 😉 e di comunicazione attraverso l’immagine.

    Lo colloco a fianco a Sin City (che però ha più storia). The orphanage ancora mi manca purtroppo.

  14. Lara Manni Says:

    Be’, ma non era la mancanza di filologia a lasciarmi un filino di dubbio. Il film è enormemente coinvolgente, splendido dal punto di vista visivo. Però c’è qualcosa che non mi quadra lo stesso. Come se, appunto, fosse rimasto fumetto e mancasse una delle dimensioni necessarie. Non so, ci penso.
    Eleas, quello che intendevo dire è che sarebbe bello ogni tanto invertire i ruoli: una donna eroina senza figli e un padre disposto a tutto per salvare il proprio.
    Modelli: Alien nel primo caso, La strada di McCarthy nel secondo. 🙂

  15. Ema Says:

    occhio che ripley nel primo Alien all’inizio viene presentata addirittura come antipatichella, per poi diventare protagonista a sorpresa dopo la morte del capo a tre quarti di film (do per scontato che NESSUNO qui sia a rischio spoiler, perdonatemi 😉 ). Nel secondo Alien, viene subito ricondotta a mamma (seppur adottiva) compresa decisione irrazionale di tornare giù quando ogni sano di mente avrebbe “decollato & nuclearizzato”. Nel terzo viene praticamente de-sessuata, nonostante l’intimità in pectore col dottore e il modo in cui la guardano i detenuti. Nel quarto viene disumanizzata (mi astengo da commenti sulla qualità di quest’ultimo).

    L’eroina non-madre… mi viene da pensare a Aeon Flux, se qualcuno conosce il bellissimo cartone animato di Peter Chung. (Lasciamo perdere il film). Se si va sull’action se ne trovano a bizzeffe. Se no Tilda Swinton / Orlando come la vedi? 😉

  16. Teiresias Says:

    Ommygod Ellen Ripley O__O l’unico personaggio femminile nella storia del cinema che vale la pena guardare!
    Alien spacca ancora di brutto XD e lei è una grande: tra l’altro, pure sexy, secondo il mio modesto parere (maschile).

  17. Lara Manni Says:

    Non conosco Aeon Flux, e rimedio.
    Orlando (di Woolf) lo vedo sempre benissimo: ma in quel caso parliamo di androgini, o qualcosa che gli somiglia molto!

  18. Null Says:

    Uh Lara, non credo che sbagli nel rilevare qualche mancanza di fondo nella costruzione narrativa di 300, perchè si tratta di un racconto che si presenta, nel suo dipanarsi, volontariamente adagiato su un’ unico orizzonte simbolico (e valoriale) di rappresentazione dei fatti.
    300, sia come graphic novel che come film, è una storia descrivibile sinteticamente solo con aggettivo ‘potente’.
    E questo per due ordini di motivi.
    Innanzitutto , ma questo è evidente, perchè sfrutta un impianto visivo di forte impatto con tinte ocra e cremisi dominano la scena, il gioco dei chiroscuri e delle ombre che risalta le forme e una costante connotazione enfatica data a singoli gesti o azioni.
    Ma la ‘potenza’ la si nota in particol modo anche sul versante dei contenuti, perchè 300 è una narrazione fondamentalmente retorica e patetica cioè, nel senso proprio dei termini, tesa a costruirsi in un determinato modo onde comunicare, attraverso essa, precise emozioni, reazioni e sensazioni nell’uditorio.
    Delios, il veterano spartano guercio che racconta la vicenda ai suoi compatrioti, è infatti un ‘narratore inaffidabile’ perchè mitizza, accresce e filtra i fatti reali per crearne una versione idealizzata che possa infondere coraggio e determinazioni in coloro che, nell’epilogo, si apprestano a combattere contro i persiani nel deciso scontro di Platea.
    E’ una storia gloriosa di eroi spartani (il ruolo degli altri componenti del contingente greco alle Termopili è costantemente sminuito e adombrato dagli übermenschen lacedemoni) raccontata, in più battute e più volte, da uno spartano per altri spartani, con un chiaro intento morale e ‘propagandistico’ di fondo.
    Ne consegue un’onnipresente esaltazione delle istituzioni educative del militarismo spartano, del codice d’onore e di condotta che vige in una polis in cui si conduce una vita cameratesca e si pratica disinvoltamente l’eugenetica, rivolgendo ai vari personaggi che di volta in volta si avvicendano sulla scena critiche, disprezzo o plauso a senso unico secondo giudizi che adoperano una scala di valori ben poco neutrale.
    Motivo inoltre per cui ci si imbatta in tante ‘licenze’ narrative tese ad amplificare il carattere mitico di un’impresa già di per sè eccezionale: ambasciatori calciati senza troppi complimenti in baratri senza fondo che senza ragione apparente si spalancano nelle piazze spartane, re che si dedicano all’alpinismo estremo arrampicandosi su picchi quasi verticali che sfidano la geologia, guerrieri terminator che combattono disinvoltamente quasi in tanga e una generale rappresentazione della cultura avversaria e ‘diversa’ (dunque in gran parte misteriosa e sconosciuta) tanto esotica e surreale da risultare grottesca, trasformando l’esercito persiano in un’armata di mostri e scherzi della natura, più congeniale a qualche epigono sciancato di Tolkien.
    Concordo con Ele/Caska sul fatto che in 300 non ha senso considerare la verosimiglianza degli eventi, in quanto il genere d’appartenenza non è quello storico, bensì quello epico: vi si raccontano avventure eccezionali compiute da uomini di straordinario valore, le cui gesta vengono presentate veicolo del patrimonio di valori, tradizioni e costumi del gruppo sociale che ha concepito tale narrazione.
    Il racconto di Delios celebra, con finalità mista di edificazione etica e indottrinamento ideologico, i valori del mondo spartano e la loro forza, nobilitandone le origini proprio come l’Eneide di Virgilio celebra e legittima il destino imperiale di Roma ancorandolo alla dimensione atemporale del mito o i grandi cicli cavallereschi medievale, in successive eleborazioni letterarie, fondano la coscienza nazionale e il patrimonio culturale di certi stati europei.
    L’ ‘incompletezza’ di 300 è insita in questa sua stessa natura, che comporta come carattere generale una resa monodimensionale dei personaggi e degli eventi, sublimati al punto che ciascuno venga ricondotto tout court a incarnare un particolare valore (o disvalore).

    Quanto alla maternità come base della costruzione di molte eroine, va detto che molte di loro sono spinte ad esser tali anche per la protezione o difesa dell’amato oppure, a contrario e in senso tragico, per vendetta nei confronti del compagno fedifrago (tipo Medea).
    In effetti si è, forse a torto, spesso troppo ancorati ad una rappresentazione ‘protettiva’ della donna verso i suoi affetti XD….
    Concezioni più ‘indipendenti’ credo siano ad esempio incarnate da figure femminili autonome, libere e forti che rigettano i tradizionali ruoli attribuiti dalla società maschile, assumendo atteggiamenti e schemi d’azioni tendenzialmente associati all’altro sesso: è l’archetipo dell’amazzone e della ‘donna guerriera’, variamente rielaborato nella storia a partire dai miti classici, passando per l’epica cavalleresca di Ariosto, Tasso o Boiardo (che facevano fan fiction partendo dal preesistente fandom delle chanson de geste), tributando qualche omaggio a Giovanna d’Arco fino a giungere alle forme di cultura popolare contemporanee come il cinema(già citato in alcuni esempi da altri post) e, ancora più recentemente, i videogiochi (Lara Croft in Tomb Raider, The Boss in Metal Gear Solid, Jill Valentine & co. in Resident Evil ecc)

    P.S.- chiedo in anticipo scusa per la lunghezza spropositata dell’intervento e la sua esposizione contorta ^^

  19. Lara Manni Says:

    Macchè contorta, è chiarissima e utilissima.
    Vero, è il versante “mitico” di 300, di costruzione del mito mentre si fa, anzi, a colpire. Ma anche a lasciare quel fondo di perplessità nei confronti di chi coglie le parti “deboli” del mito stesso (il culto spartano della razza, vogliamo dirlo?). Ma non è neanche una questione di politicamente corretto, è il pedale pigiato verso l’immagine senza sfumature a suscitare il dubbio, ecco.
    Quanto alle donne, concordo. Ed è vero che nei videogiochi ci sono personaggi decisamente interessanti da questo punto di vista.

  20. Rohchan Says:

    Ehm…
    ok. Ci provo anche io. Intanto però faccio i complimenti a Null, perchè io di tutta questa roba in 300 mica me n’ero accorta…^^
    Diciamo che, pur amando la storia della battaglia delle Termopili, e quindi infastidita un pochino dalla…testosteronicità -ugh…bel neologismo..>>- della storia, mi piace guardarlo.
    E’ un po’ come le ‘Cronache di Riddik’, un bel film da vedere quando sei nera nei confronti di qualcuno, non hai nulla da fracassare contro il muro e ti sfoghi guardando il film e sperando che qualcuno pesti l’autore della tua ira come quei guerrieri del film. Ovviamente, così sto tralasciando tutta quanta la parte storica -o pseudostorica- della vicenda, perchè beh…le libertà che si sono presi sono parecchio evidenti anche per chi guarda il film semplicemente per divertirsi. Tante volte guardandolo scappa un ‘eeeehhhh, e poi?! Esagerato!’, ma vabbè. Si può fare.

    La donna che si sveglia solo quando è ora di proteggere la prole…
    secondo me è vero. E’ sempre stato il ruolo della donna, fin dalla notte dei tempi. Si può anche essere eroine senza casa e senza uomo, ma nel momento in cui entr in gioco un pargolo -o comunque qualcuno di più debole-, una donna non può fare a meno di tirare fuori le unghie e lottare. Ovviamente parlo secondo un mio modestissimo punto di vista. I tempi cambiano, cambiano anche gli atteggiamenti, ma credo che col patrimonio genetico ci sia poco da fare…quello è, e quello resta. Credo che le donne siano più inclini a proteggere, che a distruggere, ed è per questo che diventano guerriere solo quando la situazione lo richiede senza scampo.

    Sugli horror vi lascio a parlarne tra intenditori…mi fanno troppa paura, e non ne guardo mai….^^

  21. Lara Manni Says:

    Ehi Rohchan 🙂
    Ma sai, più che la mancata filologia è il tendere verso uno scopo unico (Spartaaaa) che mi ha lasciato un po’ perplessa. Forse sono altri i miti che fanno presa su di me?

  22. Rohchan Says:

    Questo è più che possibile, Lara. Anzi, direi che è persino SANO.
    Come tutte le cose, se tutti cercassimo lo stesso mito, sai che noia? ^_^
    A me piacciono gli eroi forti e valorosi, ma con qualche macchia nella coscienza. E le donne che sanno amarli, proteggerli e curarsi dei loro figli. Poi, ovvio che non tutti i gusti sono alla menta…>.>

    Sullo ‘Spartaaaa…’. Non credo di darlo molto a vedere, ma sono MOLTO patriottica. Moltissimo. L’Italia è la mia casa, e guai a chi me la tocca. U.U
    Se è questo che intendi, ovvio…

    PS hai visto? A volte ritorno…^_^

  23. Lara Manni Says:

    A me piacciono i miti di formazione: quelli dove l’eroe all’inizio è qualcosa e alla fine è qualcos’altro 🙂
    ps. Evviva!

  24. Null Says:

    Tipo la saga di Gilgamesh o alcune storie del ciclo arturiano ^^?

  25. Lara Manni Says:

    Assolutamente sì.
    Ma anche il mito di Ulisse.
    E tutti i miti metamorfici.

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