Con quale voce parlo

Sto imparando a capire molte cose, e so bene che ne ho un’infinità di altre da comprendere.
Parlo di me e del mio modo di scrivere: forse non ci sarebbe neanche bisogno di interrogarsi, basterebbe fare.  Non esiste la prova, esiste l’azione, diceva, grossomodo, il vecchio Joda in Star Wars.
Però alcune cose mi sono utili. Per esempio, ho capito che non è il contesto il mio centro. Non sono i panorami geografici e storici, non sono le dinamiche di gruppo, forse, neppure, l’azione. Sono i personaggi. La loro storia detta e soprattutto quella non detta. Il mondo in cui reagiscono e interagiscono. Le loro ferite segrete, anche se emergono in mezza frase.
Certo che è banale. Però è la mia voce: ecco, riuscire a riconoscerla mi pare un buon punto.  E magari a qualcosa servirà.

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7 Risposte to “Con quale voce parlo”

  1. Marco Says:

    E’ poi così diverso, cara Lara? Perchè troppo imbarazzanti da essere banali? Personaggi troppo vivi da essere sedotti dalla paura di essere violati? E’ questo? Allora è bello essere dannatamente banali 😉 I personaggi sono tutto un libro da scrivere, da spiegare, un IO da vivere e sperimentare. E’ la profondita dello sguardo dei personaggi a far grandi le storie (gli sguardi, le voci, le prospettive dei diversi personaggi in King, lo dicevi anche tu), non il numero delle delle cose che vedono o degli uomini che amano dentro la storia.

  2. Lara Manni Says:

    Finchè ci sarà almeno un lettore a comprenderlo, varrà la pena di scrivere. Grazie, Marco, non sai quanto 🙂

  3. Roberto Says:

    “Chiedi l’impossibile!”
    […]
    “Oh, va bene! Allora ci proverò.”

    “Esiste fare. E non fare. Non esiste provare.”

    Andando a memoria, s’intende. 😄
    Ho il computer in panne, ma non potevo resistere a questa citazione!
    [che è che fa giochetti jedi, adesso, ehh?? 😉 ]

    Si parte e si finisce dai personaggi, perché si parte e si finisce con gli esseri umani – e non esiste contesto che non si possa intelleggere se non prima di tutto comprendendo le ragioni che muovono coloro che le vivono. Altrimenti si fa storia, cronaca o-qualunque-cosa-sia, imbalsamata, per morti, non per vivi.
    E se la narrazione deve provarsi a essere credibile, anche quando parla di alieni o strani mostriciattoli, quale strada migliore di questa, scusa?

  4. Lara Manni Says:

    Ecco qual era il dialogo! 🙂
    Grazie, o Saggio, mi suonava nelle orecchie ma non lo ricordavo!
    Sai, non so se sia migliore: so che è la strada dove cammino meglio.

  5. Roberto Says:

    Io pure. 😄
    Che sia una caratteristica comune a molti kingofili?

  6. Mele Says:

    Sulla via per Mozart!
    (scusa il solito paragone musicale…)
    Bah, banale… alla fine esiste la banalità?
    (Se mi permetti, non per te.)

  7. Lara Manni Says:

    Mozart!!! Ma quella è la strada che porta in paradiso, Mele! 🙂

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