I libri, gli sconti e i supermercati

Ecco, questo invece è un post non pensoso ma proprio dubbioso. Su Repubblica di oggi ho letto una notizia: ovvero non ci saranno più “sconti selvaggi” sui libri. Per legge. Una legge non ancora approvata, veramente, e presentata da Ricardo Franco Levi del Pd: quello che prevede è il tetto massimo di sconto è fissato al 15 per cento.

Secondo Levi, ” dove si pratica il prezzo libero, negativi sono stati gli effetti sia sul piano dell´offerta culturale che su quello economico. Al principio hanno vinto le grandi librerie, più tardi le grandi catene. Alla fine però hanno trionfato i supermercati, con una mortificazione della creatività editoriale e del mercato librario”.

C’è qualcosa che non capisco.  Perchè i supermercati, in sè, dovrebbero mortificare la creatività editoriale? Perchè presentano una scelta di titoli considerati “popolari”? Perchè privilegiano i best-seller rispetto a libri più di nicchia? Ma allora non bisognerebbe, semmai, ampliare la scelta dei libri presenti “anche” nei supermercati?

Forse si sarà capito, ma io non ho il culto della libreria. Semmai ho il culto della lettura.  Ma forse mi sfuggono i termini della questione.

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75 Risposte to “I libri, gli sconti e i supermercati”

  1. Ayame Says:

    o_o; devo dire che non comprendo affatto questa proposta di legge. Sopratutto perché va contro al libero mercato. Commenterò meglio più tardi, ora sono di freeeetta 😉

  2. Eleas Says:

    No ma scusate, ma avete visto per caso cosa offrono i supermercati? No, non sto parlando della qualità, magari fosse quello il problema. Parlo della quantità. La scelta è limitatissima, irrisoria oserei dire. Non c’è mai niente che non siano proprio solo le ultime uscite e vi parlo non di porcatine, ma di Carrefour, Esselunga, Ipercoop.
    Le diachiarazioni di questo ennesimo folle, sono molto chiare in realtà. Le case editrici stanno facendo pressione. Del resto perché le case farmaceutiche possono e loro no? Se non altro quel che vendon loro fa cultura (almeno in teoria).

  3. Lara Manni Says:

    Dunque sarebbe una questione di “conteniamo gli sconti” e limitiamo la diffusione? Penso anche all’edicola, tra l’altro: che fine faranno i libri che vengono allegati ai giornali?

  4. Ireland Says:

    I libri in edicola si sono trasferiti nelle uscite mensili o settimanali di qualche collana :/
    Condivido la perplessità comunque, anzichè fare una cesta di libri con robe di Moccia e la sua allegra compagnia perchè non mi mettono una sezione con non dico i libri di nicchia, ma almeno qualche libro che non parli di adolescenti in calore?
    Una volta a fare la spesa ci andavano solo le donne, e nell’immaginario del proprietario del supermercato una donna ha bisogno solo di frivole storie d’amore tipo Harmony. Ora ci vanno anche studenti, famiglie, anziani, variare giusto un poco? Da me a parte le saghe di Shannara e fantasy fatti dai tredicenni non c’è niente altro.

  5. Eleas Says:

    Massì chiamala anche così io la chiamo tentativo di ripristinare una forma di stretto oligopolio sulla vendita dei libri.

  6. Vale Says:

    Niente più sconti sui libri?
    Poi si stupiscono che uno li scarica dalla rete.
    Come aspirante romanziera, questa proposta di legge non mi piace per niente.
    Come lettrice squattrinata mi rattrista: dovrò sempre più dipendere da biblioteche e suoceri (per fortuna accaniti lettori come me)

  7. Vale Says:

    Ma poi con tutti i problemi veri che ci stanno vanno a pensare a ‘ste (scusate il termine) cazzate!

  8. Lara Manni Says:

    Forse per le case editrici la questione è tutt’altro che irrilevante: vado a casaccio, ma ho l’impressione che il libero sconto finisca con il danneggiare editori e librai.
    Sì, ma i lettori?

  9. Vale Says:

    Beh, io tendo sempre a pensare che: dato che nessuno ti regala niente, se gli sconti ci sono è perché possono permetterselo. Ovviamente dal discorso restano fuori gli autori (di cui so molto poco). Io penso anche a quelle bancarelle cui regolarmente ci giriamo per trovare qualcosa di interessante.
    Vabbè che di solito sono libri usati…
    Ma ci sono anche quelle che vendono dvd a tre euro.
    Questo fa parte del discorso o no?
    Poi, se invece ho detto una cavolata, correggetemi! Sto qui per questo.

  10. ChaDo Says:

    Non è detto che i lettori guadagnino veramente dagli sconti, però. Consideriamo il caso noto dell’Einaudi: ogni volta che parte la campagna del – 30%, zitti zitti aumentano anche il prezzo di molti titoli. Nonostante questo, io compro con gli sconti, soprattutto online, e quando c’è la possibilità direttamente dalla casa editrice, che oltre allo sconto spesso neanche mi fa pagare le spese di spedizione.
    In realtà, preferirei di gran lunga che si pensasse a una regolamentazione per l’uscita delle edizioni economiche: nel caso di alcuni titoli, e di alcune (grandi!) case editrici, non arrivano mai!
    Per tutto il resto c’è Bookmooch. (Ah, Bookmooch.)

  11. Lara Manni Says:

    Questo è vero: se penso ai prezzi anche di un anno fa l’escalation verso l’alto c’è stata, eccome.
    Vale, l’autore guadagna comunque una percentuale sul prezzo di copertina che viene fissata contrattualmente. Immagino – non lo so neanche io – che quando il prezzo si abbassa si abbassa anche il compenso.
    Però, da autrice: a prezzi più bassi si vende di più, secondo me. A meno, certo, che non si tratti di libri molto attesi, tipo The Dome, che verrebbe comprato comunque
    Sulle economiche, ChaDo: dipende da tante cose. In genere è una valutazione che si fa pensando se un libro ha ancora potenzialità in veste tradizionale.

  12. Eleas Says:

    i lettori sono danneggiati lo stesso perché alla fin fine saranno costretti a vedere aumentare il costo dei libri e a ridursi i venditori. non so se ci avete fatto caso, ma io quando ero ragazzo studente vivevo in una valanga di belle librerie NON SERIALI. Erano bellissime, intime, calde. Poi sono arrivati i mostri tipo la feltrinellona che qui a torino ha spazzato via dal centro tutto, ma proprio tutto. Sopravvivono (e non so per quanto) solo due librerie storiche, no tre. Il resto disintegrato. Ora se oltre che editori diventano anche rivenditori hanno un oligopolio spinto.
    In tutto questo vedrete, si arriverà alla pirateria libraria. È inevitabile è la logica conseguenza delle politiche commerciali suicide italiane.

  13. Lara Manni Says:

    Il problema, temo, non è nel ritorno al passato: bisogna capire come andare avanti. E in avanti ci sono gli ebook, me ne convinco ogni giorno di più.

  14. ChaDo Says:

    Lara: me ne rendo conto 😦 per questo preferirei una regolamentazione. O almeno delle informazioni chiare. Esce dopo due anni anziché dopo un anno perché vende anche così? Bene, una volta che lo so decido se vale la spesa oppure se è meglio aspettare, sapendo quantomeno che la mia attesa ha un senso. (Se vedi, all’estero funziona così.)
    (Più che altro perché – esempio a caso – mi sembra inutile – o ancora: una presa in giro! – vedere ritirare le economiche di Coraline dalla libreria, una settimana prima dell’uscita del film, per rimettere in commercio le edizioni in copertina rigida, quando proprio queste ultime – quelle del primo giro – si possono trovare ancora sulle bancarelle a 3 euro citate da Vale come remainders, per dire. Il resto: tutti libri che vanno al macero?)
    Poi non so neanche come vanno queste cose, magari mi sbaglio. Rimane il fatto che dal mio punto di vista (il pov di chi i libri li compra) sembrano furbate, e non è molto bello :/

    In generale, augurandomi che il passaggio al libro elettronico (parziale e totale) avvenga quanto prima, posso dire che l’unica cosa che rimpiangerò di tutto questo sarà, appunto, solo lo scambio di libri usati.

  15. Eleas Says:

    non è il ritorno al passato che invoco lara, ormai quel modello di libreria è sepolto, ma ionon credo nemmeno nella feltrinellona mangia tutto, lo so che parlare male di chi ti pubblica è poco fine. Ma tant’è. È un modello nato morto proprio perché non tiene conto di una valanga di fattori di cui l’e.book è uno.

    Ma teniamo in considerazione che l’ebook qui è ancora di ipernicchia, onestamente manco si sa dove comprarli i lettori, almeno io non saprei (non hce mi sia sbattuto più che tanto eh), so solo che il nook che è quello che avrei comprato ieri se avessi potuto non è disponibboli in italia. 😦

  16. Vale Says:

    Eleas, io il primo e-book (e l’unico) che ho visto finora stana in esposizione vicino alla cassa di un feltrinellone.
    La …ehm, pirateria un po’ già esiste. Alcuni libri che ho letto quest’anno li ho scaricati dal web, non sapendo se valesse la pena spenderci su – e ovviamente nella biblioteca di paese non l’avevano.
    Io che vivo in un paese e ho poche occasioni per venire a Roma, se cerco un libro particolare (tipo Gli Invasati di Shirley Jackson) o lo ordino in libreria o ciccia.
    Immagino che sia un problema mio, del resto.

  17. Lara Manni Says:

    ChaDo: ma davvero hanno fatto questo con Coraline??? Ammappelo, come si dice a Roma, che sfrontati!
    Hai perfettamente ragione: le decisioni sui tascabili vengono prese caso per caso e a seconda dell’andamento del libro, e non sono programmate. E a volte non escono affatto.
    Eleas, il problema è che secondo me in Italia non si capisce più niente. Leggevo ieri su Lipperatura un intervento di Gian Arturo Ferrari, il direttore di Mondadori, che mi ha lasciato sconvolta:
    “In tutto questo si inserisce, dice Ferrari, la variabile impazzita di internet. Un’ideologia dell’uguaglianza, del peer-to-peer, inconsapevole che non tiene conto dell’economia che sta dietro i libri e che tende semplicemente a diffondere libri senza pagamento”. 😦
    Il resto è qua
    http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2009/11/05/chi-ha-paura-degli-ebook/

  18. Eleas Says:

    Vale ti rendi conto della contraddizione in termini? La feltrinelli che dice eccolo qui vi faccio vedere il MIO nemico numero uno… ahahah bellissimo sembra quasi uno scalpo.

    Lara è un intervento al limite del delirante, internet è tutto credo fuorché inconsapevole, il problema è che il capo della più grossa casa editrice italiana si occupa di economia noartri di letteratura e quindi vedi già l’abisso che separa.
    È a dir poco naturale che per lui la parola gratis È una bestemmia. La logica CC non può comprenderla e non la comprenderà mai. Ecco perché l’editoria italiana è vecchia.

  19. demonio pellegrino Says:

    La pressione non e’ solo degli editori, ma anche dei librai. E Levi – come spesso – dice una branca di minchiate socialiste (nel senso piu’ negativo del termine).

    In America ci sono sconti PAUROSI. Compro The Dome, nuovo, a 9 dollari, 6 euri. E in piu’ ho una scelta infinita, tra vendite online, librerie e supermercati.

    Avevo gia’ visto un appello dei librai contro gli sconti: immagino che Levi – che gia’ si era distinto per le sue proposte di stampo sovietico sui blog – non abbia battuto ciglio: di fronte a un’idea che va contro il mercato, ci si e’ buttato.

    Sui supermercati poi: per quale motivo bisognerebbe obbligarli a vendere dei titoli? I supermercati sono supermercati, non fanno un servizio sociale: vendono i libri che sanno di poter vendere. Chi ne vuole altri, in una vera economia di mercato, li compra onelle librerie o online.

    Ma l’Italia – questo e’ il problema – non e’ mai stata una vera economia di mercato

  20. demonio pellegrino Says:

    brancata, ovviamente, non branca

  21. Lara Manni Says:

    Cosa aveva fatto Levi sui blog???
    Sinceramente, se la proposta è questa, è elitaria, snob, e controproducente. Non mi intendo di economia, ma mi sembra che vada contro la diffusione della lettura, e non certo a suo vantaggio.

  22. demonio pellegrino Says:

    nell’agosto 2007 levi fu firmatario di una proposta di legge (insieme a Prodi) che venne giustamente definita “ammazzablog”. In pratica la proposta prevedeva – tra le altre cazzate sovietiche – l’iscrizione al registro degli operatori della comunicazione anche i blogger.

    Si sarebbe creata quindi una bella situazione in cui saremmo tutti stati ufficialmente sotto controllo governativo. Non che questo non accada gia’, grazie alle moderne tecniche di comunicazione, ma il tutto sarebbe stato piu’ agevole per loro.

    Levi ci ha riprovato ancora nel 2008, ma per ora il testo non e’ passato.

    Piu’ info qui: http://it.wikipedia.org/wiki/Disegno_di_Legge_Levi-Prodi

    Non mi stupisce, dunque, che tali minchiate arrivino da questo signore che sembra uscito da un romanzo di Bulgakov.

  23. Lara Manni Says:

    Ma quest’uomo è …cosa, oltre che recidivo? Che idea ha del web? Che idea ha dei cittadini?
    Sono senza parole.

  24. demonio pellegrino Says:

    Non ne ha idea, e’ quello il problema. Mi pare ci furono vari articoli (o americani o inglesi, non ricordo) in cui si prendeva pesantemente per il culo il governo Prodi di allora, dicendo che questa legge era frutto della completa ignoranza di cosa fosse internet, di come funzionasse, ignoranza tipica delle persone molto anziane.

    Mai critica fu piu’ azzeccata.

    Per cui, capisci, non mi stupisco che ora spunti anche quest’altra cazzata. Tanto lui i soldi per pagarsi le edizioni Meridiani ce li ha, per cui degli sconti non ha bisogno.

  25. Eleas Says:

    ma è storia vecchia questa, in pratica avrebbe trasformato l’opinione espressa su web facendola diventare a tutti gli effetti come quella della carta stampata con i relativi casini che ne sarebbero conseguiti.

    Era qualcosa di davvero anacronistico, ma è anche un segno. Il segno che la rete è avvertita come un pericolo, in rete le persone sono effettivamente libere e contollare le informazioni è molto più complesso. Posso capire che al potere faccia paura.

  26. Lara Manni Says:

    Sto facendo una ricerca in rete per cercare di sapere qualcosa di più sulla legge. Quello che, comunque, non condivido fin da ora è il contenuto della dichiarazione. Pensare che un prezzo elevato possa favorire creatività e diffondere la lettura è insensato. Poteva limitarsi a dire che esisteva un conflitto fra librai, editori e grande distribuzione, o con il Mago di Oz, e che la legge cerca di comporlo. Ma non buttarla sul mistico. Mistico snobissimo, oltretutto.

  27. demonio pellegrino Says:

    Eleas, e’ storia ANCHE di oggi, non vecchia: la proposta e’ attualmente in discussione al parlamento. Levi ci sta riprovando.

  28. demonio pellegrino Says:

    ecco il link all’iniziativa anti sconti, con una discussione ALLUCINANTE sotto, nella quale un libraio si copri’ di ridicolo:
    http://www.booksblog.it/post/5374/campagna-in-favore-di-una-legge-per-il-libro-perche-un-buon-libro-non-e-mai-scontato

  29. Lara Manni Says:

    Sono agghiacciata. E spero che da queste parti passi un libraio illuminato a fare due chiacchiere con noi. Perchè dopo aver letto che un libraio scrive quanto segue, sto male:

    “il supermercato non ha nessun libraio che legge i libri, che sceglie. Ergo sceglie in base alle classifiche di vendita. Perciò il vero danno, alla fine, è che se sei un lettore forte(uno che sceglie i libri in base ai propri gusti, alla propria cultura, ai propri interessi)al supermercato non troverai quasi mai quello che cerchi.
    Avrai bisogno di una libreria, per trovare il tuo libro: di un assortimento ampio, da 5, 10, 20.000 libri, e di un libraio che sappia soddisfare anche le tue richieste più esigenti.
    Quando però avrai ammazzato l’ultimo libraio per risparmiare i tuoi fottuti 10 euro mensili, mi dici dove lo troverai l’ultimo libro di Onfray o i bellissimi libri di Zadoorian?Al Diperdì nascosti fra i pannoloni per l’incontinenza urinaria?”

  30. G.L. Says:

    Anche io sono un fautore del libero mercato. Io amo il libero mercato. Dopotutto ci ha dato un mucchio di gioie. Ad esempio.

    Il mio editore è il bullo della scuola, il preside della scuola e pure l’insegnante di ginnastica e di latino. La storia e la matematica sono state abolite da mo’, roba da comunisti. La matematica? Sì, la matematica. La matematica ti fa capire che “tutto il mondo è paese”.
    Non ci credete?
    In Ammerica le cose sono identiche all’Italia visto che di 40 gruppi editoriali presenti negli anni settanta, ne rimangono 5 di cui solo due a capitale statunitense e tre che si occupano di narrativa. In altre parole, il Papa, Ellroy, Miley Cirus e i Sepultura sono tutti figli incestuosi del Libero Mercato.
    Se calcolate che queste holding sono cose tipo la Warner allora vi rendete conto di quanto poco interessi il mercato dei libri. Voglio dire: avete da spremere Cameron, e Britney Spears, cazzo ve ne fate di Faulkner?

    Quindi non stiamo a scomodare i Massimi Sistemi, và (anche il signor Lehman era favorevole al libero mercato… fino a che non se lo è trovato su per il).

    Il problema è il prezzo dei libri, giusto?

    La vera presa per il culo (a scrittori e lettori) di questa legge è che con una mano toglie (finge di) e con l’altra (regala) regala.
    Spiego.
    Se io fisso un limite agli sconti regalo agli editori la possibilità di alzare ancora di più il prezzo dei libri (di cui – tanto per la cronaca – solo una parte irrisoria finisce nelle mani degli scrittori), regalo agli Smithiani de noartri di fare la bella filippica sui Comunisti Cattivi e regala alle grosse catene il monopolio sul libro.
    Chiudere le librerie indipendenti significa circoscrivere di molto la libertà di circolazione dei libri. Oltre che a tagliare posti di lavoro, ma di quelli chi se ne frega. Quindi: soldi e soldi che tornano sempre nelle stesse tasche (le stesse che ci daranno l’ebook, tanto per la cronaca).

    Ora: l’unico sistema per bloccare l’innalzamento dei prezzi dei libri e salvare capra e cavoli sarebbe quello di porre PER LEGGE dei paletti ad alcune pessime abitudini editoriali italiane. Tipo pubblicare libri con margini grandi come planisferi o che usano caratteri a prova di Ciclope cieco. Che è il sistema con cui si gonfiano i prezzi, per poi abbassarli con gli sconti e rialzarli e fare un mucchio di quattrini.

    E, magari, tagliare qualche foresta in meno. Che per quel che mi riguarda, sarà l’unico motivo per cui acquistare un lettore ebook.

  31. Lara Manni Says:

    Però, Gl, mi domando una cosa: io non sono così sicura che l’ebook decreterà la morte delle librerie indipendenti. Dipende da come si caratterizzano le medesime. Perchè se la libreria indipendente mi propone lo stesso Dan Brown che io trovo da Feltrinelli, al supermercato, in ebook e pure dal mio giornalaio, sicuramente muore. Se mi propone altro, magari no.

  32. Eleas Says:

    che dire a sto giro concordo con GL, mi pare che di oligopolio se ne era parlato nei primerrimi post.

    tra i motivi per usare un ebook io ci aggiungerei la comodità di piazzarci dentro enne libri a peso costante

  33. demonio pellegrino Says:

    GL, Faulkner l’ho comprato ieri, qui a Chicago, in una libreria Borders. Sara’ stato un caso? O forse proprio grazie al libero mercato, sono riuscito a pagarlo 9 dollari, invece dei 16 di copertina? proprio perche’ Amazon me lo vendeva a 9 dollari, e quindi anche Borders me lo mette a 9 dollari?

    E ti diro’ che la settimana scorsa ho preso l’edizione Penguins di tutte le opere di Borges E un CD di Britney Spears. Ed ero ben contento di poterlo fare nella stessa libreria.

    Ma non aspiro a toccare le vette di Cultura (con la C maiuscola, mi raccomando) con le quali sei indubbiamente in contatto tu ogni giorno.

    Nessuno scrive di chiudere le librerie indipendenti: ma se la scelta e’ tra il consumatore che – PER LEGGE – e’ costretto a pagare prezzi alti per poterle mantenere in vita, e prezzi piu’ bassi (quindi maggior numero di libri per il consumatore) acquistati online o nelle grandi catene, io non ho dubbi.

    Tu avrai un’altra opinione, evidentemente.

    PS: mi pare tu pubblichi con Mondadori del Perfido capitalista – e fautore del libero mercato, Berlusconi. Riesci a dormire sonni tranquilli?

  34. Eleas Says:

    lara ma infatti il discorso delirante del libraio di poco sopra non tiene non tanto perché dice che i supermercati hanno scarsa offerta che è vero, quanto perché (e qui rido) sostiene che i librai ti coccolano. Ecco questa è una stronzata grossa come una casa. Se ne sono sempre fottuti del cliente, adesso fanno gli splendidi perché feltrinellone e modadorine gli stanno bruciando le chiappe.

  35. Lara Manni Says:

    Nelle librerie indipendenti non di nicchia che mi capita di frequentare (per nicchia intendo librerie che hanno una specializzazione: testi politici, o attenzione ai fumetti, per esempio), la vetrina è identica a quella delle Feltrinelli e di Mel Bookstore. Stessi titoli. Non c’è una sfilza di Adelphi o di Sellerio, ma Meyer e Mazzantini.
    Magari frequento male io.

  36. I libri, gli sconti e i supermercati « Laramanni's Weblog | Libri Says:

    […] See original here:  I libri, gli sconti e i supermercati « Laramanni's Weblog […]

  37. Vale Says:

    Lara, anche dalle parti in cui lavoro (balduina, per dire) – perché al paese non c’è nemmeno una libreria, a parte l’angolo muffoso (meyeriano) dell’ipercoop – le vetrine sono tutte così.
    Desolante.

    E se penso che uno dei sogni che avevo nemmeno tanti anni fa era aprire una libreria-caffè, in cui vendere (e consigliare) libri e servire fette di sacher e lo strudel di mia madre…

  38. G.L. Says:

    Demonio, a parte che i leghisti di Chicago sono un po’ come i nazisti dell’Illinois, sappi che Faulkner è venduto perchè testo obbligatorio nelle scuole. E chissà che ne penserebbe Borges di questa storiella.

    I 9 dollari che hai speso non sono frutto di libero mercato (che tanto, girala come vuoi, non esiste) ma di truffe belle e buone. Qui come lì.

    Sul Perfido: prima vai pure a leggere l’annosa questione dai wuminghi (se vuoi ti do il link), poi torna. Fatto? bene.
    Sappi altre due cose.
    A mister B non interessano i libri, quello che guadagna Mondadori con i libri lo guadagna in tre giorni Mediaset. A lui interessano i giornali compresi nel mazzo.
    E poi.
    Mister B è talmente fautore del libero mercato che nella legge a sostegno dell’editoria che riduceva i costi di spedizione per i piccoli editori ci ha infilato anche Mondadori.

    Dimenticavo, il conflitto d’interessi è roba da Elite Culturale.

    Lara: non sono contrario agli ebook, mai detto. E’ una tecnologia, non buona non cattiva. Dico solo che le librerie indipendenti hanno librai e non commessi. Differenza fondamentale se hai bisogno/voglia di qualcuno che ti dedichi due minuti e ti consigli qualcosa che possa incontrare i tuoi gusti. Una bravissima libraia mi ha consigliato un libro che da solo mai avrei comprato ( Harry rivisto di M. Sarvas) e che mi è piaciuto un sacco. Su amazon, bol, Ibs io compro quello che già mi interessa, un bravo libraio capisce quello che potrebbe interessare e me lo propone. Supermercati e grosse catene vanno bene a chi crede nelle classifiche e per i lettori “normali”. Il lettore forte ha bisogno (e si merita, aggiungo) competenze più alte. Io posso anche scaricarmi l’opera Omnia di Borges e pagarla 4 euro Iva (Zanicchi) inclusa, ma lo faccio perchè ho avuto qualcuno che me lo ha fatto conoscere.

  39. Eleas Says:

    no infatti vengono vinti dai giganti per quello

  40. Vale Says:

    (Gl, io quel tipo di libraia avrei voluto fare…)

  41. G.L. Says:

    Vale: vai su FB.

  42. Lara Manni Says:

    Però scusate, io amo i librai, io adoro i librai e se volete lo ripeto come un mantra fino a domani.
    Ma amo ancor più la lettura. E non sono per niente sicura che il taglio dello sconto salvaguarderà le librerie indipendenti, nè che i libri non bestsellerabili venderanno solo grazie ai librai. C’è la rete.Io sarò anche cretina, ma da molti luoghi della rete apprendo molto più che dal singolo libraio. Io ne ho conosciuti di gentili. Ma ne ho conosciuti anche di tremendamente snob. Non esiste la correttezza per categoria.
    Ciò detto: è importante che restino tutti i luoghi del libro, dalle piccole librerie ai supermercati agli ebook.
    Sicuramente, occorre che si apra un canale nuovo (appunto, ebook) che permetta al lettore non di pagare poco a prescindere, ma di scegliere.

  43. demoniopellegrino Says:

    GL, mi fai troppo ridere: evidentemente un leghista che legge Borges e Faulkner non rientra nei tuoi schemi mentali, per cui ti manda in confusione. Arreggiti che adesso ti dico un’altra cosa: leggo anche i Wu Ming, con mio grande gusto. Mi devo fustigare? Devo smettere perche’ non sono dalla parte giusta? Illuminami, o GL. Te ne sarei grato.

    (Non capisco, tra l’altro, cosa c’entri la mia (eventuale) appartenenza politica. Ma visto che la tiri in ballo…)

    Quindi: tu citi Faulkner. Io ti dimostro che quello che dici non e’ vero, e tu mi rispondi che comunque hai ragione tu, che si’, Faulkner lo trovo perche’ e’ obbligatorio a scuola. Dammene un altro allora: e ti prometto che stasera, quando esco dal lavoro, passo da Borders, e se non lo trovo ti pago da bere.

    Sul Perfido: niente di male a pubblicre con berlusca, ci mancherebbe altro. Ma mi fa ridere che chi alza alte grida contro la tirannia in Italia, poi trovi mille motivi per giustificarsi. Sono gli stessi, tra l’altro, che si lamentano delle mancanza di rispetto verso le donne e il corpo femminile, ma che poi sulle copertine dei loro libri hanno donne (s)vestite di poche pelli, con seni e gambe in bella vista…

    Ma abbiate le palle di dire che pubblicate con lui perche’ vi ha offerto – evidentemente – le condizioni economiche migliori. Ma no, questo non lo potete dire…altrimenti i vostri schemetti mentali dove li mettete?

    Io, da povero leghista, non faccio parte delle elite culturali. Per cui lascio certe delizie a te, che ne fai parte.

    Poi – personalmente spero che la libreria Fogola di Pisa non chiuda mai, perche’ le libraie mi hanno sempre aiutato facendomi scoprire autori fantastici (oddio, se sapessero che voto Lega probabilmente dovrebbero smettere di parlarmi, no, GL?). E perce’ fanno sconti del 20% su tutto.

    Scusate, adesso devo andare a cucinare la polenta e a picchiare due immigrati clandestini (GL, lo dico cosi’ almeno rientro nello schema che hai in testa, e ti faccio stare piu’ tranquillo. Magari li meno con il volume di Borges, che e’ bello pesante).

  44. G.L. Says:

    Fai una cosa, Demonio. Vai da Borders e pulisciti le terga con la bandiera a stelle e strisce, oppure vai su un mezzo pubblico e disinfesta i posti su cui si è seduto un non-ariano. O magari prova il piacere della boutade alla Casa Bianca. Non so, un (cito Calderoli) “Negro di merda” detto all’inquilino numero uno (armato di testata nucleare). Così, per vedere l’effetto che fa. Magari ti fanno ministro come qui da noi.

    In effetti mi hai scoperto. Se prendi la copertina del W e la giri al contrario mentre ripeti l’ultimo comizio di Borghezio e la intingi nelle sacre acque del Po, vedrai comparire una donna nuda che fuma sigari fatti di dollari.

    Per il resto (commento sonoro incluso) http://www.wumingfoundation.com/italiano/outtakes/mondadori.html

    Pagarmi da bere?

  45. I libri, gli sconti e i supermercati « Laramanni's Weblog Says:

    […] Per approfondire consulta la fonte: I libri, gli sconti e i supermercati « Laramanni's Weblog […]

  46. demoniopellegrino Says:

    GL, evidentemente, ho molto da imparare da te su cosa sia la vera cultura e la vera apertura mentale. Grazie per avermelo insegnato con il tuo ultimo messaggio.

  47. Lara Manni Says:

    Tornerei a bomba.
    Sul web ho trovato una petizione dei librai in sostegno di un altro ddl, quello Ripamonti. Il concetto è però sempre quello, e a me continua a non tornare. Copio e incollo:

    “Le leggi sul prezzo fisso del libro favoriscono il pluralismo delle imprese editoriali, tutelando anche quelle minori e minime, le più impegnate spesso nella ricerca di nuovi autori e nella riscoperta di opere dimenticate, mantenendo quelle stesse imprese indipendenti le une dalle altre, libere comunque da catene editoriali. Favoriscono, inoltre, il mantenimento di quella distribuzione tutta speciale costituita dalle librerie, essenziali sia per gli editori meno potenti che per gli acquirenti, i quali trovano in esse un servizio insostituibile, un luogo tradizionale di incontro e di scambio culturale, tanto più importante per i quartieri delle grandi città e per i centri di provincia. L’attuale regime di sconti e supersconti praticati selvaggiamente da grandi case editrici (magari in catene di ipermercati e supermercati, collegati alla loro stessa holding) favorisce la monocultura dei best-seller, condannando tutto il resto della produzione libraria e dei librai qualificati, col sostanziale rattrappimento della già così debole rete culturale italiana.”

  48. G.L. Says:

    Che è quello che fanno in Francia. In Francia non ci sono sconti. Semplicemente dopo sei mesi dall’uscita (se non ricordo male, ma forse sono meno) un libro passa da una fascia di prezzo all’altra (più bassa). In automatico.
    Quindi Esbat costa dieci euro oggi, sei fra sei mesi e fra un anno me lo porto a casa con quattro. Bello, no?

  49. Lara Manni Says:

    No. Sinceramente, io preferisco l’attuale sistema. Anzi: aumenterei le possibilità di scelta invece che limitarle.

  50. G.L. Says:

    Spezzo la mia ultima lancia: con l’attuale sistema la “vita” di un libro è di circa tre mesi. Sei, al massimo. Con il sistema “alla francese”, la vita di un libro raddoppia o triplica. E questo aumenta molto la possibilità di scelta, no?

  51. Lara Manni Says:

    Ma i francesi leggono di più e pubblicano meno, Luca. La differenza è tutta qui. 😦

  52. imp.bianco Says:

    Non hanno di meglio a cui pensare quelli del PD… non so che il loro “Partito” si sta disgregando? XD

    Cerco di farvi ridere con una battuta di Spinoza sul PD, relativa alla vincita di Bersani…

    “Il primo a telefonare a Bersani è stato D’Alema. Voleva i complimenti.”

    X-Bye

  53. Lara Manni Says:

    🙂
    Grande!

  54. Laurie Says:

    Parlare di ebook? Vedere un post di qualche giorno fa sugli ebook e poi questo mortifica sì: peché siamo indietro.

  55. Angra Says:

    Non voglio entrare nella polemica, ma solo fare una precisazione: temo che quelli di Repubblica abbiano preso una cantonata. Il prezzo fisso dei libri con limite massimo di sconto del 15% è in vigore da anni in Italia.

    La Legge n. 62 del 7 marzo 2001 art. 11 (http://www.camera.it/parlam/leggi/01062l.htm) fissa il limite massimo di sconto al 10%, corretto poi al 15% dal DL n. 99 5 aprile 2001 art.2 (http://www.pubblica.istruzione.it/normativa/2001/dl099_01.shtml).

    Della questione parla anche Oliviero Ponte di Pino (direttore editoriale Garzanti Libri) nel suo “I mestieri del libro” (TEA, 2008) al capitolo “Perché i librai non fanno saldi? Il prezzo fisso e le rese”.

  56. Lara Manni Says:

    Ah!
    Però dev’essere saltato qualcosa, nel frattempo. Guarda
    http://muliniavento.wordpress.com/2009/09/23/meno-sconto-o-piu-scontento-i-librai-minacciano-la-serrata-mentre-chiudono-esercizi-storici-tarda-la-legge-sul-libro-ma-accelera-la-trasformazione-del-settore-e-per-gli-indipendenti-forse-la/
    Qui c’è un articolo del Sole24ore di settembre, e riporta la minaccia dei librai per avere il famigerato tetto di sconto.

  57. Null Says:

    E’ presto detto, precisazione per precisazione.
    Lo stesso articolo 1 del DL 99 2001, che fissava il tetto al 15%, disponeva che tale innovazione venisse adottata inizialmente come disciplina “a titolo sperimentale” (sic.) per un periodo pari a un anno, deccorenza da calcolarsi a partire dal 1 Settembre 2001.

    L’art 3 stabilisce quindi che, conclusosi il periodo di prova , un
    comitato istituito con decreto del Presidente del Consiglio dei
    Ministri dovrà occuparsi della formulazione di valutazioni e proposte in materia di disciplina del prezzo del libro, redigendo un rapporto sull’esito della sperimentazione, ai fini dell’eventuale adozione di misure che i Ministro delle Attività e dei Beni Culturali, sentiti i pareri di determinate interlocutori previsti ex lege, dovranno eventualmente emanare con decreto interministeriale secondo le modalità già descritte nella legge 62/2001, come innovate dal decreto legge di cui stiamo parlando.

    Evidentemente, come si è intuito, a seguito dell’anno sperimentale è stata in tal modo introdotta qualche modifica o larga deroga del tetto del 15%, portando nuovamente i librai sul piede di guerra.
    Sarebbe ora utile trovare il decreto specifico che ha prodotto l’attuale status quo XD

    Quale ultima precisazione in ambito giuridico, già che siamo in argomento, andrebbe anche considerato il fatto che potenzialmente un intervento legislativo volto a fissare rigidamente un tetto di sconto risulterebbe in contrasto si pone in contrasto con il combinato disposto degli articoli 3, lettera g) e 81 del Trattato CE, che riguardano la tutela della libera concorrenza e il divieto di pratiche (individuate con precisione) dirette a falsarne il gioco.

  58. Lara Manni Says:

    Null, grazie mille!
    La legge, peraltro, non è ancora passata: anzi, credo sia stata appena presentata. Vediamo…

  59. Null Says:

    Si, è stata solo presentata e deve ancora esser fissata la data per la prima lettura in aula da parte della Commissione competente. Per non istigare al suicidio, anche perchè dubito che a qualcuno freghi, ometterei le nozioni tecniche su come si svolge l’iter legislativo con commissione in sede referente, che poi è quello ordinario (le ‘letture’ dovranno comunque esser tre, sempre che la cosa non venga affossata durante le fasi intermedie).

    Le informazioni davvero utili al riguardo, compreso lo status attuale del disegno di legge si possono trovare sul sito della CdD (wow, un sito governativo relativamente pratico e efficiente. C’è da preoccuparsi?):

    http://testo.camera.it/_dati/leg16/lavori/schedela/trovaschedacamera_wai.asp?pdl=1257&ns=2

  60. Fabrizio Says:

    Carrefour.

    Ti sbattono le zucchine ad un prezzo da omicidio e mettono i libri al 15% fisso.

    Ecco, io non compro gli zucchini…

  61. Lara Manni Says:

    Preferisco non comprare le carote 🙂
    Grazie ancora Null: informazioni puntualissime.
    Io mi chiedo una cosa: da quanto so questa sarà un’annata NERISSIMA per i libri. Tutte le case editrici, qualunque cosa diranno pubblicamente, hanno venduto pochissimo. Per tutta una serie di fattori: crisi economica, eccesso di titoli, eccetera.
    Non sarebbe più logico abbassare i prezzi dei libri invece che continuare ad alzarli?
    (sarà che in economia non sono versata, ma istintivamente trovo che ci sia qualcosa di sbagliato, in tutto questo).

  62. Angra Says:

    Da come scriveva Ponte di Pino nel 2008 non sembrava comunque che la situazione fosse cambiata di molto rispetto al 2001, tranne per il fatto che i singoli librai possono effettuare periodicamente campagne di sconti in seguito al decreto Bersani del 2007. In effetti, nel reparto libri dell’Ipercoop i libri sono normalmente scontati del 15% rispetto al prezzo di copertina. In ogni caso la legge impedisce ai librai, non agli editori, di farsi concorrenza sui prezzi.

  63. Uriele Says:

    @ Angra: sei sicuro? Questo mese da Feltrinelli sulle nuove uscite ci sono sconti fino al 20% (io ho preso battle royale che era scontato del 20, ma mi pare che alcuni libri arrivassero anche al 25%), lo stesso per alcuni libri Mondadori (in questo caso però non erano nuove uscite, quindi forse non conta). Non è che la storia del 15% è una di quelle cazzate italiane che poi non segue nessuno?
    @ GL: “Che è quello che fanno in Francia. In Francia non ci sono sconti. Semplicemente dopo sei mesi dall’uscita (se non ricordo male, ma forse sono meno) un libro passa da una fascia di prezzo all’altra (più bassa). In automatico.”
    Non è esattamente così, gli sconti ci sono eccome anche per i libri appena usciti. Forse quello che dici vale per le librerie vecchio stile, ma adesso (ti parlo della provenza) ci sono librerie grosse e fornite anche dentro FNAC (e ti parlo anche di libri difficili da reperire come l’icosameron o i volumi a fumetti di Jodorowsky, non solo best seller). Di solito andavo da FNAC o nelle bancarelle perchè le altre 2 o 3 librerie che c’erano ad Aix non erano particolarmente fornite.

    Il mettere dei limiti agli sconti poi mi pare una stronzata: i supermercati vendono a prezzi bassi o i classici (tipo l’orlando furioso) o i best seller (Twilight, l’ultimo di King,…) non concorrono con le librerie sulla selezione. Le Feltrinelli fanno degli sconti enormi ai loro libri perché se lo possono permettere, come d’altronde fanno le Mondadori. E’ giusto! Se il produttore è anche distributore mi pare normale che i suoi costi siano inferiori e si possa permettere di fare prezzi migliori mantenedo intatto i profitti.

    Quelle che ci rimettono con gli sconti selvaggi – perché non se li possono permettere- sono le piccole librerie che non hanno nulla da offrire. Chi se ne fotte! Se una libreria non riesce a dare un valore aggiunto al servizio che fornisce è giusto che chiuda. A Bologna in via delle Moline c’è una piccola librerie che non chiude da anni ed è sempre piena. Perché?
    Perché il libraio è un genio. A parte conoscere a menadito tutti i suoi scaffali, ricorda a memoria tutte le edizioni uscite di libri rari o introvabile, ha un’ampia selezione di testi di nicchia (Volumi pregiati di favole russe, testi di Giordano Bruno, narrativa “ingastrita”) e fuoricatalogo, inoltre se non ha il libro in stock e non riesce ad averlo, ti indirizza verso le bancarelle e le librerie dell’usato che possono avere quei libri (è così che sono riuscito a trovare una bellissima edizione completa degli anni sessanta dello Scaramouche di Sabatini). L’unica pecca è che non tiene fantasy e urban fantasy (giusto il SDA e lo Hobbit).

    Altre librerie che funzionano bene sono quelle di genere tenute da appassionati: se voglio leggere qualcosa di diverso dai soliti noti o conoscere autori fantasy o sci fi nuovi è lì che vado (in alcune si può ancora sperare di trovare qualche copia di Perdido Street Station, ma è un’eventualità abbastanza remota)

    Comunque prima di partire in quarta parlando di sconti che ammazzano la lettura, cultura uccisa, supermercati “finedimondo” è bene dare un occhiata a questo documento:

    http://www.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20070510_00/testointegrale.pdf

    In soldoni:
    1) In Italia il 60% dei lettori legge meno di 6 libri l’anno.
    2) Il 37% degli italiani non legge proprio perché si rompe le palle (il 29% di questi non lettori)
    3) La scelta dei libri molte volte è una non scelta. La maggior parte delle persone legge libri che aveva già in casa, allegati a riviste o regalati (quindi degli sconti gliene frega poco o niente)

    Per quanto riguarda l’aumento dei costi dei libri poi è una cosa abbastanza naturale. La lettura è un hobby faticoso e solitario.

    Quando guardi un film puoi interagire con altre persone e commentare in diretta, se vai al bagno durante una scena il film continua a scorrere, lo stesso per la musica. Canzoni e film durano in media 2 ore (17 ore effettive se consideri 24 come un film o un fantastiglione di ore se stai guardando Heimat… ma sono casi notevoli) sono divertimenti fast che non richiedono la tua totale attenzione, non ti affaticano e possono essere semplici background per altre attività. Nei libri non è così. Il libro richiede la tua attenzione, ti affatica gli occhi, nella maggioranza dei casi ha bisogno di diverse sessioni di qualche ora ciascuna per essere finito e non può essere usato come background. Se vuoi leggere un libro ti ci devi dedicare, le distrazioni ti rallentano e ti costringono a rileggere la stessa frase più volte.
    E’ normale e comprensibile che la gente preferisca divertimenti più immediati ora che ci sono (quando c’era solo il fuoco, la noia, il piano, gli scacchi e il freddo… bhè, la lettura aveva tutto un altro appeal). Il numero di lettori quindi è naturalmente esiguo. Il numero di compratori è sempre in calo (tranne per quei 2 o 3 best seller che sono di moda e per cui c’è molto merchandise) e le case editrici che speravano di ottenere un rientro con 1000 compratori e un ritorno economico soddisfacente con 3000 devono ripensare il target: il loro guadagno lo DEVONO avere, ma sapendo di non riuscire a raggiungere i 3000 lettori devono ridurre il numero di copie necessarie al pareggio, ad esempio un rientro a 800 copie. Non potendo ridurre i costi di produzione più di tanto (a meno di non essere Fanucci e usare google babel per le traduzioni, invece di traduttori seri) l’unico modo è aumentare i prezzi di copertina.

    Se a questo aggiungiamo l’avvento degli ereader il fenomeno si fa più accentuato. Per adesso gli ereader, visto il prezzo, sono un oggetto da hardcore reader. Io mi considero un buon lettore e nel giro di 4-5 mesi, con libri piratati, sono in attivo sul costo del mio lettore di qualche centinaia di euro, euro che non sono andati ai relativi editori (il che non significa che TUTTI quei soldi li avrei spesi veramente: alcuni libri semplicemente non li avrei letti o li avrei letti più avanti per spalmare i costi ripiegando su libri dei miei che avevo gia in casa). Il numero di libri venduti diminuisce ancora e per ottenere il profitto desiderato il prezzo dei libri sale (quando è possibile senza intaccare le vendite anche la qualità, e quindi i costi, scendono).

    In Italia l’unica casa editrice che ha puntato in qualche modo sugli ebook è la mondadori. Sul suo sito ci sono circa due o trecento titoli commerciali e una quarantina di classici gratuiti (Twain, Wilde, Conrad, Stevenson…). Inoltre è l’unica casa che io ricordi a pubblicare, attraverso Einaudi, autori con licenza CC (paghi per il volume cartaceo, ma puoi leggere e scaricare gratuitamente il testo sul sito degli autori).
    Quindi Mondadori è l’unica casa editrice da libreria (ci sono alcune piccole realtà online che pubblicano solo gli ebook per i lettori) che potrebbe avere un ritorno economico dal digitale oggi come oggi (dico potrebbe perché il formato lit è scomodo e siamo in Italia, ovvero “perché pagare se lo posso avere gratis?”), tutte le altre ci perdono soltanto e si rifanno giustamente su quelli che i loro libri li comprano lo stesso.

  64. Uriele Says:

    scusate per il pappardellone ho condensato un po’ di cose. La scelta migliore è TL;DR

  65. Lara Manni Says:

    Grazie del papiellone, Uriele.
    Ma è un gatto che si morde la coda. Se aumento il prezzo di copertina per avere il rientro, difficilmente conquisterò nuovi lettori. E ancor più difficilmente li otterrò, secondo me, chiudendo i libri nel sacro recinto della Libreria.
    Mah.

  66. Uriele Says:

    Il punto è prima per me: a differenza di altri divertimenti la lettura difficilmente conquista nuovi fan: è lenta, porta via tempo, richiede attenzione (parlando di videogame perché i più venduti sono gli FPS e non giochi di enigmi che richiedono tempo e concentrazione e perché le anche le avventure e i gdr si stanno spostando sempre più verso l’azione e un interfaccia bitasto invece di investire sulla complessità delle possibili azioni e delle loro conseguenze?), elaborazione delle frasi e soprattutto richiede un approccio attivo

    Il 100% delle persone che conosciamo guarda film e ascolta musica (anche se sei un senzatetto ci sono i film gratis in centro e le radioline che spandono note nell’etere), anche passivamente (parlo con gli amici o al telefono mentre guardo un film, studio con sotto la musica o ascolto l’autoradio mentre vado in ufficio). Non richiede nessuno sforzo. Per leggere anche superficialmente un libro è richiesto un approccio attivo. Leggere non è difficile, non più che preparare la pasta, ma è faticoso e non si ha un ritorno diretto

    Es: vado in palestra faccio fatico, posso pensare ad altro durante gli esercizi, ma tonifico il corpo e dimagrisco, cosa che incide direttamente sulla mia vita sociale e il rapporto con gli altri.
    Leggo i reietti dell’altro pianeta o i figli di matusalemme (saggi, manuali e libri universitari sono un argomento a parte in questo caso perché spesso sono NECESSARI e possono permettersi di costare anche una cinquantina di euro) mi diverto, ma se non li hanno letti anche gli altri, a livello di interazione sociale non ci guadagno nulla. Inoltre se qualcuno mi parla di un libro e sono interessato a leggerlo dovrò spenderci ore e ore sopra prima di poterne parlare ancora con lui. Se si trattasse di un film il gap sarebbe colmato in un ora, un ora e mezza

    L’aumento di prezzo non è sostanziale, si aggiungono 20-30 centesimi alla volta. Il compratore medio non se ne accorge neppure e inoltre questi prezzi sono spesso occultati da piccoli quadrati color itterizia con scritto -20%. Lo scopo non è guadagnare nuovi lettori, ma guadagnare le stesse cifre da quelli che rimangono attraverso modifiche piccole dei prezzi di copertina, cercando di rimanere nell’ambito del prezzo accettabile.

    I nuovi lettori si accalappiano con libri come quelli di moccia, Dan Brown, con twilight o con i libri della Troisi, non certo con Cervantes, Heinlein, Shepart o Melville. Questa cosa fa orrore ai “bravi lettori” al sicuro nella loro bambagia di superiorità intellettuale; questi pensano che solo attraverso libri “di qualità” si possa avvicinare la gente alla lettura. Secondo me non è così. Molte persone non le avvicinerai mai perché non sono interessate, potrai solo far comprare qualche libro glitteroso e alla moda (storie semplici o infantili, facili da seguire, senza nessuna pretesa e piene di ammore e buoni sentimenti) pompando molto sulla pubblicità.
    Gli ereader potrebbero essere una buona occasione per aumentare le vendite per effetto “oggettofigoeallamodamodelloipod”

  67. Lara Manni Says:

    Sicuramente non si acquistano nuovi lettori con lo snobismo: su questo siamo d’accordo. Nè si acquistano finchè la scuola scoraggia – nella maggior parte dei casi, eh, ci sono le eccezioni – invece di avvicinare alla lettura. Il punto è che bisogna alzare il tiro: scrivere libri dove ci siano storie e cercare di raccontarne di buone, e in modo “apparentemente” semplice. Io sarò anche fissata, ma a King andrebbe fatto un monumento per l’opera di proselitismo letterario che ha fatto negli anni.
    🙂

  68. palanmelen Says:

    Nooo… mi sono persa lo scontro titanico tra GL e Demonio… che disgrazia!!
    Posso dire la mia da popolana e comune persona quale sono?
    Finché allo stesso prezzo mi porto a casa o tre extrasmall (7 colori!!) con un gloss o un libro, mi spiace tanto, ma andrò dalla Douglas piuttosto che in libreria. Se avrò voglia di leggere, grazie Santa Tariffa Fissa, andrò in internet.
    Non sarò più intelligente, ma avrò allietato tutta la città con la mia faccia colorata.
    I sorrisi sono gratis e nessun politico da soviet del cazzo li può tassare.

    (PS: ora mi aspetto che Uriele e Demonio mi regalino un libro ciascuno, francese ed inglese. Per il bene della mia cultura, ovviamente.)

  69. demoniopellegrino Says:

    Uriele, ALLELUJA, concordo in toto.

  70. Lara Manni Says:

    Mele, leggi cosa dice Grisham il Gvande e Tevvibile. 🙂

  71. Marika Says:

    Io all’Esselunga ho preso libri anche al 30%ma a parte questo…
    Nella mia città non c’è la feltrinelli, ci sono solo una libreria Giunti ed una Mondadori, e poi alcune librerie minori…ecco, in quest’ultime i proprietari sono tanto maleducati ed irriverenti che non ci ho più messo piede. E pensare che una di queste ha pure libri di difficile reperibilità…ma piuttosto che entrarci di nuovo ordino su ibs. Secondo me una libreria non inserita in un Franchising deve essere un po’ come quella che diceva vale 🙂 Deve offrire un qualcosa di più, o magari essere orientata su un genere e specializzarsi in esso, o offrire particolari servizi. Aprire una libreria del genere sarebbe il mio sogno: so che non si avvererà mai perchè purtroppo non ho le possibilità economiche, ma sarebbe proprio bello 🙂

  72. ChaDo Says:

    Ritorno brevemente su questo post a giorni di distanza, quanti interventi interessanti! In particolare, per quanto riguarda l’impegno necessario per la lettura (a confronto con quello per altri media), c’è un articolo del Guardian di un paio di settimane fa dove Philip Roth dice che nel giro di 25 anni il romanzo sarà un “culto di minoranza”. Lascio il link al posto del mio URL.
    Sul sistema degli sconti in Francia, invece, una settimana fa è stato pubblicato un articolo sulla questione dal punto di vista di un americano. (http://www.rochester.edu/College/translation/threepercent/index.php?id=2313).

  73. Lara Manni Says:

    Grazie! Vado a leggere!

  74. placida Says:

    gli editori hanno un margine in genere del 40% con cui devono pagare la tipografia, i dipendenti, l’affitto ecc.. Come fanno a fare sconti così grossi??
    Il libro è un oggetto uguale ovunque, come la lattina di CocaCola: vi viene in mente forse di chiedere lo sconto sulla lattina di Coca Cola quando la comprate?
    Perché pretendete lo sconto sui libri?

  75. Lara Manni Says:

    Gentile Placida. Da quel che vedo nella mail, lei lavora per Nottetempo, casa editrice che pubblica libri molto belli peraltro. Capisco bene quali siano i costi per gli editori.
    Ma il libro non è un oggetto come gli altri, e lei lo sa.
    Parlando da lettrice, e non da scrittrice, spero che abbassare il prezzo possa contribuire a far leggere di più.
    Non pretendo, auspico.

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