Vampirismo etico

“Che ne pensi?”, mi scrive un’amico in chat.
“Di cosa?”, chiedo io. “E poi sto pensando poco, ultimamente: nel senso che riesco a vedere solo la finestra che ho sognato, e il giardino, e il fantas…”
“Ghost story?”
“Già. Almeno ci provo. Non è buffo? Ero quasi pronta per scrivere una storia e adesso me ne piomba addosso un’altra”.
“Non sei contenta?”
“Non lo so. Sono concentrata, però. E questo è bene. Ma cosa devo pensare su cosa?”
Questo“.
“Scherzi? Una campagna per adottare un vampiro????”
“Leggi bene. E’ una campagna per sensibilizzare i giovani a donare il sangue. Toh: qui c’è il sito“.
“Ma…ma…Bram Stoker starà battendo le nocche sulla bara, ammesso che le abbia ancora. Le nocche, dico”.
“E’ per una buona causa”.
“Ma i vampiri e le buone cause non sono compatibili”.
“Sicura?”.
“Io sì. Ma temo di essere in minoranza”.

Ps. A proposito: ho visto che è uscito il seguito di Dracula, Undead. Lo leggo?

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30 Risposte to “Vampirismo etico”

  1. Roberto Says:

    Oh my. Mi ricorda un vecchio numero di Dylan Dog. E per vecchio intendo -bho- una quindicina d’anni fa? La faccenda non mi piaceva allora più di quanto mi piaccia oggi XD

  2. Eleas Says:

    Ma che cavolo tutta colpa di Stefany Meyer, adesso i vampiri son diventati dei bravi ragazzi… non ho parole, manco più i cattivi si salvano, va a finire che pure l’imperatore palpatine verrà riabilitato, è revisionismo!

  3. Roberto Says:

    E certo, si sa che Palpatine ha lottato per la democrazia contro quei golpisti di jedi da ancient regime XD

    Mi vien da dire però che la Meyer ha dato un ultimo colpo a un processo in corso da tempo, che partiva da una riflessione del mostro come “diverso”. In sé e per sé è un discorso che può avere un suo senso MA troppo facilmente scivola un po’ nel patetico e un po’ nel sociologico. E’ di sicuro la strada più facile “no non è un mostro è solo un povero incompreso bisognoso d’affetto” -_- Ossigur.

    E’ la strada più facile e finisce per cancellare (infatti) l’alterità di ciò che è alieno all’umano, al tempo stesso simile e dissimile all’uomo. Una tristezza, una banalizzazione che impoverisce – impoverisce la narrativa fantastica, anzitutto. Oh, vabbé, Lara lo sa, è un discorso che abbiamo toccato più volte, di fatto …

  4. Eleas Says:

    no è peggio non è solo questione di alterità, ma del Male. I vampiri sono dei bastardi, uccidono senza pietà, sono non morti esseri abominevoli, cancellando il vampiro per quello che è si cancella il Male. Gli si toglie la maiuscola, lo si relativizza allegramente.

  5. Roberto Says:

    Di certo non ho da eccepire – è il vampiro come caduta irredimibile, stretto parente degli orchi e i troll/vagabondi di Tolkien. Sul fatto che il Male debba fare il Male, e il mostro il mostro, sfondi una porta aperta 😉

    Però parte integrante del vampiro è anche la sua metamorfosi e il modo in cui vive la sua “caduta incolpevole”, per così dire. Il vampiro, a differenza di altri generi di mostri, è anche un crocevia e come tale si presta a esperimenti. Può anche essere un crocevia di mondi; può essere molte cose in ragione della sua origine – e d’altronde di “leggende vampiriche” le più svariate è sparso il mondo, ben prima di Stoker. Capisco che questi stessi esperimenti sono quelli che aprono la strada alla sua definitiva banalizzazione; è un bel problema a pensarci XD

  6. Eleas Says:

    Mah guarda, è vero è un personaggio limite, un uomo, non uomo, potrebbe anche starci che sia stato vampirizzato ed è quindi incolpevole della sua caduta, ma di fatto il vampiro è un assassino.
    Può stare più o meno simpatico, Dracula, ma resta comunque Dracula e se non stai attento sei fregato e poi inizi a fregare pure tu. In sostanza io resto con Buffy.

  7. Roberto Says:

    Oh sì eh! Nel momento in cui ti dici “oh però poverino …” sei già morto, ovvero non-morto XD

    Però Buffy non è un filone in cui c’è proprio il rischio di una banalizzazione della figura del vampiro? Mia impressione che mi faceva storcere il naso e dopo un po’ mi ha fatto abbandonare il telefilm, anche se proprio qua mi si diceva (Caska, per essere precisi) che bisognava dare più tempo al racconto per dimostrare di essere meglio di quanto appariva a prima vista …

  8. Eleas Says:

    su Buffy concordo, almeno per la fase banale, poi c’è stata una fase interessante, la fase della Buffy schiacciata dal ruolo, non mi spiaceva, è un telefilm limite con pro e contro, ma io resto per il vampiro bastardo che non merita altro che un sano rigoglioso paletto di frassino nel c… uore 😀

  9. Anita Book Says:

    “Undead” l’ho appena comprato!!!!
    Spero di non ricevere una delusione, chi osa toccare “il conte” deve mostrarsi abile e deve essere un grande conoscitore del personaggio (hihihi). Lara, posso farti una domanda: hai letto per caso “Orgoglio e pregiudizio zombie”?

  10. Ale Says:

    Scusate, ma pur non avendo apprezzato affatto la saga di Twilight non mi sento d’accordo. Non su tutto, per la precisione. Mi sembra limitante dire che la figura del vampiro debba essere totalmente malvagia “per forza”. L’elemento affascinante della figura del vampiro è il suo essere sempre in bilico tra due mondi: quello dei vivi e quello dei morti. Allo stesso tempo può esserlo tra la perdizione ed il senso di colpa e secondo me questo aspetto non è mai banale, perchè appartiene un po’ a tutti noi. Magari viene presentato in maniera scontata – come ha fatto la Meyer – e magari per certe storie il “vampiro da cuore tenero” proprio non è adatto. Secondo me, però, occorre tenere conto anche del contesto in cui i vampiri vengono calati.

    PS: io ho adorato Buffy e i “suoi” vampiri. Si nota? XD

  11. Eleas Says:

    ale: il nocciolo è che il vampiro per vivere DEVE uccidere, non è un’opzione, lui uccide per mangiare. Ergo è cattivo in quanto ammazza, magari è tormentato, ma è il cattivo, che può essere anceh un meraviglioso protagonista eh! Ma cattivo. La saghetta lo ha davvero reso una cosetta per teenager in piena tempesta ormonale.

  12. Lara Manni Says:

    La crudeltà a tutto tondo non convince neanche a me. Però da qui a usare il vampiro come testimonial, almeno a mio parere, ce ne corre.
    E’ come, che so, usare i fantasmi per vendere bare, o gli zombies per una campagna sull’alimentazione vegetariana…
    Anita, non ancora ma lo farò!

  13. Ophar Says:

    Concordo con Ale, non mi convince l’idea del vampiro che è cattivo per “definizione”, nel senso che non mi piace che sia un’idea automatica priva di approfondimento. Insomma è facilissimo fare delle scelte banali nei confronti dei personaggi negativi: quello ha una cattiveria fine a se stessa, immotivata (banale) quello è cattivo per il tragico passato (ancora più banale) e la cosa si complica quando si inseriscono personaggi che si portano dietro un ruolo automatico (Vampiro= cattivo). Chiaramente io per prima non sopporto i vampiri buoni, ma non perché voglio che il ruolo del vampiro nasca, viva (sopravviva) e muoia immutato nella sua connotazione di malvagità, ma per un discorso di immedesimazione. Una persona (in questo caso un personaggio, piuttosto) non è buono o cattivo: fa quel che gli conviene a seconda della sua libertà, capacità di imporsi, carattere, condizione in generale, insomma. Io credo che una persona così potente finisca per diventare prepotente, “cattivo” ma relativamente, felicissimo, naturalmente, perché hai il potere di soddisfare ogni capriccio e magari ammazzare chi gli è solo antipatico. Poi i casi sono tanti. Un vampiro può essere stato un umano debole e reagire diversamente (e questo non toglie che a forza di uccidere per mangiare la sua pietà svanisca come la nostra per il pollo della cena), può essere giovane e può essere vecchio (se è stato umano per vent’anni e vampiro per cento ormai non ha più troppe caratteristiche da uomo). Alla fine lo stesso concetto di bene e male è limitato alla nostra condizione (a chi vegono i sensi di colpa uccidendo una zanzara che dà magari solo fastidio, esempio banale) ma se si parla di sovrannaturale bisogna fare un salto in tal senso e concepire l’inconcepibile. Immedesimazione, appunto.

  14. Uriele Says:

    Il metodo migliore per vendere bare è quello usato per le macchine: la gnocca!

    http://www.cofanifunebri.com/calendario-2008.htm

    Poi dai non la vedo troppo male quella di usare un vampiro per pubblicizzare la donazione di sangue, sempre che non sia un vampiro Twilighter, da donatore AVIS mi piacerebbere avere come sponsor il mai troppo compianto Conte Dacula (il papero verde, non è un refuso) 😀

  15. Ale Says:

    Grande Conte Dacula! Questa Uriele te l’appoggio!!! XD

  16. Eleas Says:

    uriele: allora invece che adotta un vampiro che è di un buonista da far vomitare, dovresti metterla sul minaccioso “o lo doni tu o viene a prenderlo lui!”

  17. Uriele Says:

    vabbuò ma donare è una scelta volontaria e devi mettere a suo agio il nuovo donatore. Non a caso il vecchio ed inquietante sponsor dell’Avis che ricordava un qualche strano culto di maghi satanisti del sangue:

    è stato sostituito dalla paffuta gocciolina di sangue con braccia e occhioni disneyani. Se no potevi anche mettere l’immagine di un ragazzo pestato a sangue con sotto la scritta “perché sprecarlo, donalo a noi” 😀

    Il conte Dacula è il simbolo ideale. Poi adesso i vampiri vanno talmente di modo che l’AVIS ha proposto un concorso letterario per un racconto che contenga la frase “una goccia di sangue sul pavimento”, l’80% saranno storie di vampiri, il 19% introspezioni emo, l’1% racconti originali. Sono pronto a mettere la mano sul fuoco su quell’1%, la proporzione fra introspezioni emo e vampiri può mutare con sommatoria costante

  18. Eleas Says:

    appunto uriele, un vampiro disneyano non esiste, esiste il conte drrrraccuuuuula minnnnghia… o lo fai comico o lo fai cattivo, bello e coccoloso il vampiro è solo ridicolo come i gnokki di stefania meyer

  19. Fabio Says:

    Ciao Lara sto aspettando il tuo libro (Ordinato su internet) non vedo l’ora che arrivi.
    Comunque io preferisco il Dracula cattivo di Stoker a tutti gli altri. E’ l’unico che si può definire un VERO vampiro.
    Ciao

  20. Roberto Says:

    Ero in vena – scusate la pappardella 🙂

    Duunque … bhe, molto dipende da quello che vuoi raccontare, dalla consapevolezza di quel che vuoi raccontare, e ovviamente da come lo racconti. O no?

    Il vampiro come Male incarnato, ci sta? Sì, ci sta: può piacere o meno, ma ci sta. E’ il primo vampiro che va alla ribalta con Stoker. Esso incarna una creatura diabolica, con la quale non si ragiona, non si discute e che, al di là dell’essere un assassino (è quasi una conseguenza, direi …) è una corruzione irredimibile che si diffonde e può essere solo distrutta. Sovrannaturale e legato a doppio filo al sacro, come sua negazione.

    Il vampiro come effetto di una malattia? Ci sta: è tutt’altra cosa. E’ il vampiro di “Io sono leggenda”, tra i più famosi. Qua il vampiro incarna sia una malattia inarrestabile che il ribaltamento di prospettiva del diverso. E per esempio, la croce (o il Talmud) non respingono più il vampiro in quanto simbolo di un sacro che è la negazione del vampiro medesimo, ma per un effetto meramente psicologico nella mente non morta della creatura.

    Il vampiro come creatura altra, aliena? Ci sta, è il vampiro della Rice. E’ un vampiro che si muove in un mondo di “assenza”. E’ il vampiro che non sa più cos’è: per esempio, Louis di ‘intervista col vampiro’ entra in una chiesa e si dispera perché non è stato respinto e/o incenerito – e almeno quello gli avrebbe permesso di capire cos’era. E’ un vampiro di ricerca – così lo definisce la stessa Rice, in particolare dopo la propria conversione. XD

    C’è il vampiro tragico e che crea tragedia. Il suo aspetto immutato e la sua interiorità sfigurata lo rendono tragico sia ai suoi stessi occhi che agli occhi di chi l’ha amato; il suo essere un impasto tra ciò che era e ciò che è, un mostro a prescindere da quel che vuole, è commovente, patetico … e letale. C’è una certa “vampira di anime” col nome che comincia per K xD che rientra più o meno in questa categoria ed è il “mio” vampiro preferito, anche se non è famosa come i precedenti.

    C’è il vampiro che può essere usato, come si diceva, come incrocio di diverse realtà … poi c’è la componente erotica del vampiro, quasi sempre presente, che è un po’ il cacio sui maccheroni.

    C’è il vampiro che è poco più di una specie di super eroe un po’ sfigato o la creatura che di umano ha il solo aspetto (e allora prima di cercare di ipotizzare un suo sviluppo psicologico bisogna decidere in che modo – non umano – ragiona e farlo capire al lettore). Eccetera.

    Basta prendere atto che in 4 gatti che siamo son venute fuori tutta una serie di visioni del vampiro diverse e non conciliabili (ovvero, non sarebbero conciliabili se fossero tutte presenti in una stessa storia).
    Insomma, “dimmi che vampiro vuoi e ti dirò chi sei” XD
    Il rovescio della medaglia di avere a che fare con una figura dell’immaginario flessibile come il vampiro, è che se la Mayer trova il modo per essere il Moccia dei vampiri, e da questo tira fuori un bel profitto, c’è poco da lamentarsene. Poi è chiaro che ti ritrovi anche il vampiro sponsor dell’AVIS.

    Ma allora il problema qual’è?
    Mi sento di ribadire quanto detto sopra: innanzi tutto, essere consapevoli della storia che si vuole raccontare, e quindi di “quale” vampiro (o quale mostro) si vuole usare. Questo è essenziale, e vale per qualunque genere di personaggio, sempre.
    Il vampiro “solo cattivo” è venuto a noia nel momento in cui chi lo adopera non sa cosa sta facendo, si limita a piazzare un villain che ride malvagiamente, insidia ragazza del protagonista e deve essere accoppato dall’eroe di turno.
    Così, il vampiro patetico, che rischia di diventare un diverso che ha solo bisogno di un po’ d’affetto. Insomma, come sempre bisogna sapere cosa si vuol raccontare invece che piazzarci il tal PG “perché fa figo” o “perché così il romanzo farà più successo”. Gli elfi, in fondo, hanno subito lo stesso triste trattamento col risultato che nessuno può più vederli. XD

    Ok, posso fermarmi qua, ho idea …

  21. Eleas Says:

    il problema è che a furia di “ci sta” si snatura una figura del mondo del fantastico e del folklore facendolo diventare quello che non è. Io ci vedo un’incapacità di fondo dell’uomo di oggi di accettare che il Male ci sia e che non sia disposto a venire a patti. Non si fa comprare con un quarto d’ora in Tv.

  22. Marco Says:

    Anche in Perfect Creature si dona sangue 🙂 per la salvezza della razza Vampire, la migliore! E anche nell’imminente DAYBREAKERS le scorte di sangue scarseggiano…

  23. Lara Manni Says:

    Cos’è Daybreakers????
    Bella discussione. Quoto Roberto, nel senso che dipende da cosa vuoi dire: il problema è quando si va a rimorchio di una tendenza che è editoriale prima ancora che d’autore. Con la Meyer sta succedendo questo. Poi, però, non è detto che pure in piena moda non possa uscire fuori un Guillermo Del Toro che spazza via tutto e restituisce terrore e “alterità” al vampiro.
    Ciao Fabio!! Grazie!
    Uriele. Col racconto letterario Avis mi uccidi. 😦

  24. Marco Says:

    E’ un film con Ethan Hawke, là i vampiri sono davvero CATTIVISSIMI e spietati 😉

  25. Ele/Caska Says:

    “Già. Almeno ci provo. Non è buffo? Ero quasi pronta per scrivere una storia e adesso me ne piomba addosso un’altra”.

    Santoddio, tu non sai quanto ti invidio, vuoi dire che per te è un caso avere in mente più di una storia…? Io non ricordo un giorno della mia vita in cui sono state meno di cinque e_e (di solito però sono pure venti. ma dettagliatissime e con dialoghi, eh, non idee!)

    Sì, ci sono, sta sera ti scrivo 😀

  26. Lara Manni Says:

    Ethan Hawke, eh? Molto curiosa!
    ELE!
    Sì, è un caso, in genere sono monolitica e monomaniaca 🙂

  27. Uriele Says:

    @ Lara: guarda il periodo e la goccia di sangue fa scattare subito in mente l’idea del Vampiro o del racconto emo e la lametta, sigh. Solo che ci scommetto che le storie andranno in quella direzione, sono pronto a metterci dei soldi sopra. Quando mi hanno detto della frase la quarta cosa che mi è venuta in mente (le prime tre erano vampiro, lametta e una fusione delle due, tanto stupide quanto scontante) è stata quella di uomo per bene con un bambino in braccio la vigilia di natale. fugge da un gruppo di zingari che aveva preso il bambino.Riesce a seminarli. Arriva a casa e si chiude la porta alle spalle. Appoggia il bambino in una specie di lavabo, una culla di pietra. L’uomo si toglie il collarino talare, pensa fra sé e sé a varie cose. Prede un oggetto dal cassetto e mette a scaldare un pentolino d’acqua sul fuoco. Poi torna dal bambino. A quel punto un lampo metallico e un suono viscido. Da uno scolo laterale della culla incomincia a colare un liquido viscido “una goccia di sangue sul pavimento” seguita da un altra e un altra ancora. Un rivolo di sangue definisce i solchi sul pavimento. Una croce rovesciata. Un altra volta abbiamo fermato il secondo avvento.
    Una storiella brutta e piccina, ma almeno non usava i vampiri o le lamette. (poi faceva schifo anche al sottoscritto a prodotto ultimato e che quindi non l’ha mandata XD )

    Per i puristi dei vampiri:

    ragazzi il vampiro già di per sé è statp snaturato dal cinema. Mi pare che sia Nosferatu il primo vampiro che muore colpito dalla luce del sole (Dracula perdeva solo i suoi poteri inumani) e mi pare che addirittura Carmilla non avesse neppure questi handicap (si svegliava molto tardi, ma non è specificato, che mi ricordi, che si alzava di notte). Inoltre l’origine del vampiro è molto naif (una giovane morta in modo tragico… Romeo e Giullietta sarebbero resuscitati vampiri). Inoltre c’è stato un cambio di punto di vista accettato: nelle storie successive i vampiri non sono morti viventi, come Carmilla, ma NON morti.

    I vampiri di solito infettano. Vediamo le genesi della razza più in voga:
    1)I Vampiri di vampire, cainiti eredi di Caino fuggito da Lilith dopo essersi macchiato del sangue del fratello. Caino è il primo vampiro, il sangue puro e la potenza di quel sangue si diluisce nelle generazioni successive (non è esattamente così, ma il gioco di Vampire è bello corposo, ma diciamo più o meno). Quindi sono tutti eredi di un vivo macchiato di un peccato ignomignoso che è trasfigurato
    2) I Vampiri della Rice (e qui un po’ di cuore ce lo lascio, perché pur conscio dei limiti, a parte intervista col vampiro, le cronache mi sono piaciute molto). Questi sono i vampiri attuali post dracula. La genesi mi pare sia raccontata bene ne “La regina dei Dannati”, ma potrebbe essere anche in “Scelti dalle tenebre”: i due libri formavano una storia unica ed è passato molto tempo da quando li ho letti, quindi la cronologia degli eventi che mi rocordo potrebbe non essere quella reale. I vampiri della Rice nascono in una condizione al limite della morte. In Egitto un demone cercava di prendere possesso del corpo di un umano, ma essendo il corpo forte era poco più di un poltergeist. Il faraone e la faraonessa vanno nella casa e vengono accoltellati a morte da dei traditori. Prima che il corpo si dissangui totalmente portando con sé la vita, quando il corpo è abbastanza debole, il demone entra nel corpo della faraonessa fondendosi con lei e creando una creatura nuova. Prima che il marito muoia la regina, la regina gli dona il suo sangue contenente il potere del demone e lo riporta alla nuova vita. Ed è così che si creano i vampiri: li si dissangua fino a una condizione di quasi morte e poi gli si dona il sangue potente che in quello stato così vicino alla morte lo muta. Anche in questo caso non siamo davanti ad un ritornato, ad un morto vivente, ma ad un non morto.

    Insomma i vampiri sono cambiati nelle epoche, è stato aggiunto il dettaglio del sole che gli brucia vivi (nel caso di Lestat, dopo aver assunto in grandi quantità il sangue della prima vampira, il sole provoca solo ustioni molto forti,ma non è in grado di ucciderlo).

    Il folklore è stato cambiato ed adattato nei dettagli per adattare i personaggi alla storia. Se poi si esagera i ci sta diventano troppi. Ho sentito gente che si lamentava del figlio fra Bella e Edward (mi son fermato al primo libro e mi è sembrato bruttarello, ma certe cose girano e si sanno anche involontariamente :D) e molti dicevano che era una stronzata, perché un vampiro che ha dei figli è un invenzione perversa e stupida della Meyer… di tutta la sua saga sui vampiri forse è l’unico elemento su cui ha fatto davvero un po’ di ricerca. La creatura di cui parla è il Dhampir, un mezzo vampiro della mitologia balcanica, figlio di un padre vampiro e di una madre umana e molto spesso è usato come cacciatore di vampiri nei racconti (Blade è un Dhampir, D di Vampire Hunter D è un Damphir, il Dampyr dell’omonima serie bonelli è un Damphir,ecc…)
    Che i personaggi del folklore siano ricostruiti in modo comico (il vampiro dei muppets, John “Not-A-Vampire-At-All” Smith o il conte Dacula appunto) o in modo originale, ma senza tradire il personaggio (Nosferatu, Lestat, Caino, Belath, Bianca St. Claire, Dio Brando, Kain, Elvis Presley,…) non ho nulla da dire. Il vampiro dentoni e mantello affascinante e cattivo non è l’unica strada.

    Il Vampiro è brutto solo quando è sfruttato male, in modo prevedibile oppure è un personaggio piatto e scialbo. Per gli amanti di Tolkien, qualcuno ha mai avuto qualcosa da ridire contro Thuringwethil?

  28. Lara Manni Says:

    Uriele, sapevi che esiste una versione vampiresca di Romeo e Giulietta? 🙂
    Ad ogni modo sto riflettendo su quello che dici.
    Banalità mattutina: non sarà che il discrimine è il talento di chi racconta?

  29. Uriele Says:

    Questa mi mancava. Film , libro o fumetto? Dimmi di più. Questa mi manca. 😀

    Sapevo che esisteva un edizione vampiresca con i personaggi più amati dell’Amleto: rosencrantz e guildenstern are undead (http://www.cineblog.it/post/9828/rosencrantz-and-guildenstern-are-undead-il-trailer)

    Ok è una storia su vampiri e opera teatrale a dire il vero, però…

  30. Lara Manni Says:

    Coraggio. 🙂
    http://www.ibs.it/code/9788804587989/gray-claudia/evernight.html

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