La casa degli spettri

Ma sapete che mi stanno parlando in tanti de L’ospite di Sarah Waters? E più passa il tempo più sono curiosa. Non solo perchè è una ghost story. Anche perchè è una ghost story, per essere sincere.
Per esempio, la casa. Mi sto chiedendo (perchè ci sto lavorando in questi giorni) se una storia di fantasmi debba per forza avere una casa dove i medesimi risiedono. La mia risposta è sì. Mi piace l’idea di affrontare un canone e di vedere come trattarlo. Una casa. O un oggetto.
L’altra strada è quella delle emozioni. Coloro che muoiono non sono incatenati a qualcosa di tangibile ma a un pensiero, a un sentimento, a un ricordo.
Ci penso.

Annunci

Tag:

14 Risposte to “La casa degli spettri”

  1. Vale Says:

    The evil that man do…
    Io invece sono attirata da quello che resta attaccato alle pareti, ai mobili… Kinghiano, lo so.

  2. Lara Manni Says:

    Ma bello ugualmente. Non c’è una strada migliore dell’altra, si tratta solo di capire quale scegliere. E io sono indecisa…

  3. Fabio Says:

    Secondo me alla gente piace pensare che i fantasmi siano imprigionati in case e oggetti perché, in tal modo, hanno a disposizione un sacco di spazio all’aperto dove rifugiarsi.
    P.S. Esbat, in questo momento, è ‘seduto’ di fronte a me… finalmente… 🙂

  4. Elfo Says:

    In Giappone più che ai luoghi, i fantasmi sono legati ai sentimenti. In particolare ai sentimenti negativi. Se guardi un film come JU-ON (The Grudge, Il rancore) ne hai un esempio lampante. A me piace molto questa idea perchè, se ci pensi, è anche una delle più spaventose. Il fantasma legato ad una casa fa paura, sì…ma puoi sempre uscire da quella casa. Uno che invece è legato a un sentimento può apparire ovunque, mi sembra mooolto più inquietante.

  5. Eleas Says:

    se da un lato l’idea della casa infestata ha sicuramente un fascino probabilmente legato alla nostra tradizione, dall’altro sarei curioso ogni tanto di vedere qualcosa di differente, un fantasma non classico, non ancorato a un oggetto

  6. Fabrizio Says:

    I fantasmi sono dei paranoici post-mortem. Quindi un’ancora serve, che sia una casa, un oggetto o una persona.
    Sarebbe divertente pensare ad un fantasma ancorato ad un oggetto non fisico. Magari un software…

  7. Lo Stregatto Says:

    quando ho letto il post non ho potuto fare a meno di pensare ai Kami giapponesi.
    Perchè dover decidere che uno spettro sia ancorato a cose O sentimenti quando potrebbe essere ancorato a cose E sentimenti/situazioni/eventi?

    Un fantasma potrebbe essere legato al farsi la doccia in una giornata di vento (poichè è morto così).
    Il problema che vedo invece con cose “più diffuse” tipo legarlo al vento che soffia, all’ira, al pianto, etc. è che il fantasma dovrebbe essere in più posti al contempo.
    Il che è un po’ delirante.

    Però… pensandoci bene…

    Questo renderebbe il fantasma ancora più etereo e sconnesso dal mondo.
    Un paranoico post-mortem con divisione della personalità e che “esiste” in più punti contemporaneamente essendo e rimanendo comunque uno solo.
    Lo spettro vedrebbe il mondo reale come sovrapposizione di posti e punti diversi, senza riuscire ad essere “in un singolo punto”, come è per un essere umano.
    Un essere umano è in un punto della spiaggia, vede una certa prospettiva, coglie certi suoni… un fantasma potrebbe essere in OGNI punto della spiaggia dove ulula il vento, e magari al contempo in PIU’ spiagge. Ma con sempre e soltanto uno spirito umano per recepire tutte queste sensazioni, quindi nell’impossibilità di riuscirci. Ciò lo porterebbe a cogliere solo piccoli sprazzi della realtà, essendo immerso in un flusso di sensazioni e visioni incoerenti e incomprensibili.
    Solo a pensare come potrebbe essere mi viene il vomito. Ed ecco già spiegato lo slime!

    Poi ci si stupisce che i fantasmi si comportano in modo folle ed incomprensibile…

  8. Eleas Says:

    fab se la tua teoria avesse anche un briciolo lontano di fondamento avremmo spiegato il funzionamento (?) di winzoz e dei software M$

  9. Lara Manni Says:

    Come sempre prendo appunti. In realtà si potrebbero fare le due cose in modo, spero, nuovo…
    Mi rituffo.
    Ah, stasera c’è 1408 in televisione 🙂

  10. Uriele Says:

    Mezzatinta di M.R.James. E’ una storia che mi è rimasta in testa per anni. Me la ricordo dalle elementari, ma prima di questi articoli non avevo mai pensato di ricercare l’autore (era in un’antologia delle medie). Grazie 😀

  11. Laurie Says:

    Ho realizzato solo ora che stai scrivendo una storia di fantasmi?
    DOH
    Ad ogni modo, non sarà necessario che in una storia di fantasmi ci sia una casa ma la presenza di numerosi racconti su abitazione infestate è significativo: probabilmente la casa è un luogo così personale e intimo che la violazione da parte di un’entità estranea rende più partecipe il lettore.

  12. Lara Manni Says:

    Ci sto provando 🙂
    La casa ci sarà, infine…dopo lunghe meditazioni.
    Prego Uriele, a questo punto sono curiosa…

  13. Marco Says:

    Non solo de L’OSPITE, ma anche di altri libri di Sarah Waters (“star della letteratura inglese”), tra cui LADRA e TURNO DI NOTTE. La Waters è stata inclusa fra i venti migliori scrittori britannici e con questo libro straordinario è stata per la terza volta finalista al Booker Prize.

    Oh, Lara, che belle le antiche stanze vibranti di paura… quando ci sono bambini inquietanti 😉

  14. Lara Manni Says:

    Sì, bellissime Marco. Devo procurarmi i libri della Waters, subito dopo aver finito Undead (che fin qui…mah).

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: