Crescere insieme alle storie

Poso il giornale e mi chiedo: “cosa c’è che non va?”.
La notizia è un annuncio di Quentin Tarantino. Ci sarà il terzo film da Kill Bill. Bene, benissimo, evviva. Ho amato tanto la storia e ho amato il personaggio della Sposa. In certi momenti mi è capitato di sentirmi lei: credo succeda a molte donne, di immaginare non tanto di stringere una katana, ma di poter andare. Di attraversare i deserti polverosi che fin qui erano calpestati solo dagli eroi dei western, e da Roland di Gilead. Di poter spezzare il legno di una vecchia bara con il taglio della mano. Di poter avere tutto: la forza e la vendetta, la maternità e la libertà.
C’è un però, ed eccolo.
Il sequel di Kill Bill, il sequel di Shining, l’ottavo libro della Torre nera. Tutte storie che ho amato e amo, e davvero sono felice di poterne leggere ancora.
Eppure c’è un gusto amaro che non riesco a scacciare. Cosa significa tornare sui propri passi? Perchè lo si fa? Lo hanno fatto anche i Wu Ming con Altai, che ho iniziato a leggere e che mi ha rapita come, ai tempi, Q. Ma in Q, e forse questo è il punto, c’era una rabbia giovane, la forza trascinante di chi ha appena poggiato il piede sulla sabbia e sta iniziando la corsa. Qui c’è un’ombra di malinconia che viene da chi ha compiuto ben altri passi avanti nella vita, come è giusto che sia. E’ un libro bellissimo, ma bello in un altro modo.
E allora ecco l’amarezza, che è un’amarezza buona.  Le storie, alcune storie, invecchiano insieme a noi. Forse, specchiarmi nei quarant’anni di Danny o nei trentacinque (credo) della Sposa mi costringerà a prendere atto che il tempo passa e scivola via fra le mie dita.
Caffè, adesso.

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11 Risposte to “Crescere insieme alle storie”

  1. Stefano Romagna Says:

    Secondo me invece ci sono storie che dovrebbero rimanere così come sono state concepite prima che il successo spingesse chi le ha create ad allungarle come l’acqua del brodo.Pensa che Tarantino ha anche in mente un Kill Bill 0, un film d’animazione che parlerà del passato di Bill. Passi il terzo, ma del prequel se ne sentiva davvero il bisogno?

  2. Okamis Says:

    Veramente io sapevo che il terzo film di Kill Bill sarebbe girato attorno alla figlia di Vernita Green. Questo almeno quello che disse Tarantino a “Parla con lei”.
    Vabbé, discorsi a parte sulla trama di un film ancora lungi dall’essere girato, temo che, tranne rarissimi casi, questa continua ricerca di sequel/prequel/remake/vattelapesca nasca da una scarsità di una idee. Il caso di King credo sia il più lampante. Siamo sinceri: se King fosse un giovane scrittore che comincia solo oggi la sua avventura nella narrativa, come verrebbe considerato? Un nuovo maestro? Io non credo, soprattutto visti certi suoi ultimi libri (primo fra tutti l’imbarazzante Cell, che non gli perdonerò MAI). Ecco quindi che ritorna sui suoi cavalli di battaglia, anche quando si tratta di romanzi autoconclusivi (qualcuno sente la necessità di un seguito a Shining? io no) o di cicli perfettamente compiuti (La torre nera, appunto). E tutto ciò, sia chiaro, lo dico soprattutto con un senso di profonda tristezza, ancor prima che di rabbia, in quanto King è e rimane uno dei miei scrittori preferiti; quantomeno il King degli anni Settanta/Ottanta, quello insomma che aveva ancora delle idee originali nel suo cassetto segreto.

  3. Lara Manni Says:

    Io dico che dipende dai risultati. Penso, andando molto indietro, a Dumas. Vent’anni dopo è un romanzo meraviglioso. Ed è un sequel…
    Okamis. Su King, lo sai, non concordiamo. Io preferisco-quasi-l’ultimo King. 🙂

  4. demonio pellegrino Says:

    Anch’io sapevo che il terzo di Kill Bill avrebbe girato attorno alla figlia della prima ammazzata. Pero’ vedremo.

    Sai cos’e’ che soprattutto m’infastidisce di tutti questi sequel? Che mi pare che sia forte la tendenza a sfruttare idee e storie che hanno funzionato, quasi per paura d’invertarne altre che potrebbero non funzionare. Che sia cosi’ al cinema mi da’ quasi meno fastidio.

  5. Fabio Says:

    A volte si ci innamora così tanto di una storia che si vorrebbe sapere tutto, anche quello che l’autore non aveva interesse a dire. Faccio un esempio: Con ‘I doni della Morte’ si conclude la saga di Harry Potter e la Rowling ha annunciato che non ci sarà un ottavo libro. Dopo questa rivelazione in quanti si sono messi a scrivere fan fiction di Harry Potter con tutto ciò che vorrebbero leggere in un sequel? Per me Tarantino fa un regalo ai suoi fan, rischiando anche di girare una schifezza. Io la vedo proprio come un regalo e poi magari è più a se stesso che al suo pubblico. Non è sempre sbagliato ritornare a percorrere strade già fatte, anche perchè si possono vedere cose che prima magari erano sfuggite… 🙂

  6. Lara Manni Says:

    Ah Demonio, questo sì. Ma nel caso di King mi suona strano. Gli ci vorrebbe un nanosecondo a scrivere una storia “alla vecchia maniera”…credo invece che sia la necessità di tornare a camminare sulla stessa sabbia…

  7. Fabio Says:

    Secondo me c’è rischio sia nel pubblicare una storia nuova che nel riprenderne una vecchia…

  8. vdm Says:

    Diciamo che sul seguito di Kill Bill sono sicuramente più ottimista che sul seguito di Shining. Motivi: 1 probabilmente tendo ad essere molto più indulgente nel giudicare un film che un libro – istintivamente concedo al film molte più licenze che non al libro. 2 kill bill è più recente ed aveva volutamente e palesemente lasciato aperte una serie di cose, dalla figlia di vernita alla figlia della Sposa stessa alla fine che ha fatto la bella ex infermiera cieca – la hannah; Shining oltre ad essere un qualcosa di concluso e assolutamente perfetto in sè – un capolavoro che se la gioca alla pari con il mio adoratissimo it – è anche un qualcosa per cui sono passati molti anni. Il che ha contribuito ad attribuirgli una sorta di status di solida immutabilità/intoccabilità. Cerco di dirlo meglio. Toccare shining è come andare a toccare un classico del genere mentre kill bill è, di fatto, ancora aperto e mutabile. Non è così consolidato. Ci sono però anche altre considerazioni che mi fanno cmq ben sperare anche per shining ed una – immediatissima – è che king scrive in modo tale che se anche mette giù la lista della spesa ti riesce a tenere incollato a leggerla e finchè non sei arrivato dai broccoli alla carta igienica. Altra è che la ripresa del personaggio di Danny può magari essere solo un pretesto per una vicenda nuova – dal che,però, la voce polemica e maligna nella mia testa prende spunto per una domanda: se ha qualcosa di nuovo da dire perchè sfrutta il “traino” della fama di shining?… vabbè, mi fermo qui con i miei sproloqui. In generale non mi piacciono nè sequel nè prequel ma qui stiamo parlando di due lavori che io personalmente adoro, per cui… se non altro il beneficio del dubbio mi sembra il minimo.
    Già che sono qui ne approfitto per altre due considerazioni: 1 è la prima volta che intervengo ma seguo il blog da un po’, precisamente da quando ho letto Esbat…bello bellissimo fantastico! Se gli alieni non mi rapiscono prima vorrei far uscire diverse recensioni su qualche rivista per cui scrivo.
    2 sono finalmente riuscita a mettere le zampe su the Dome – in ritardo, lo so. Ora. Sono appena all’inizio ma c’è una cosa che – essendo io fan, cultrice e conoscitrice di king – mi ha un po’ lasciata…diciamo che mi ha fatto sgranare gli occhi e berciare un “ehhhhhh?!?” al mio povero gatto ignaro. La metafiction…ne era sempre stato immune e adesso se ne esce con l’inizio del par.5 del capitolo intitolato “strade grandi e piccole”…non spoilero niente perchè gli spoiler mi fanno incazzare…però, Lara, non ti ha fatto provare un brivido lungo la schiena?
    Con questo chiudo davvero. Stanotte mi aspetta la cupola.

  9. Fabio Says:

    vdm: bellissimo intervento. Anche io sto leggendo The Dome (lara lo sa bene visto che è un po’ che la martello 🙂 ) e ho provato lo stesso brivido… A più riprese se devo essere sincero… ciao

  10. Lara Manni Says:

    Oh, vdm! Anzitutto grazie grazie grazie. Prego i Tommyknocker di lasciarti in pace ora e per sempre 🙂
    Molto giusto quello che dici, molto vero. In effetti Kill Bill “apre” a un seguito, e in più punti. Shining no. Non so davvero come spiegare il desiderio di King di tornare indietro. Provo a interpretarlo con la stessa motivazione dei Wu Ming su Altai. Da quel che hanno detto, volevano tornare “sui luoghi” di Q, non fare un sequel vero e proprio. E questo POSSO capirlo. Quando chiudi con una storia ti rimane il dolore di congedarti da personaggi che hai amato: magari, con il passare degli anni, desideri sbirciare sulla loro vita e vedere come se la passano.
    King, in fondo, non ha certo bisogno di soldi o di lettori: credo che sia davvero qualcosa che ha voglia di fare, anche a costo di ricevere qualche sberleffo. Sono ottimista, lo so 🙂
    The Dome. 🙂
    Brivido lungo, assolutamente sì. 🙂

  11. Ele/Caska Says:

    Ti invidio, se te ne sei accorta solo adesso XDDD
    Comunque Kill Bill non fa testo, se ne parlava già finito il due, Tarantino diceva che gli sarebbe piaciuto farlo su Nikki (la figlia di Vernita Green).
    E per il resto c’è sempre la scusa della crisi…XDD Non noti anche il bisogno impellente di un sacco di cantanti di fare l’album di coever e/o natalizio, quest’anno XD?

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