Lara, il gatto fantasma e la conversione di Anne Rice

Lara: Gatto? Cosa fai con quelle ali di cartone?
Gatto: Va bene che sei miope, ma dovrebbe essere chiaro.
Lara: Riformulo la domanda. Perchè un gatto fantasma si sta travestendo da angelo? Partecipi al presepe vivente dei felini?
Gatto: Dovresti sapere che le formalità mi disgustano. Faccio quello che dovresti fare tu.
Lara: Ma se io non mi travesto neanche ad Halloween. Non mi piaceva mascherarmi nemmeno da bambina. Anche perchè mia madre mi obbligava a mettermi il costume da olandesina e io volevo fare Grimilde.
Gatto: Adesso capisco.
Lara: Non fare psicologia da quattro soldi. Altro che angelo: dovresti vestirti da Crepet.
Gatto: E tu non insultare chi cerca di aiutarti.
Lara: Un gatto fantasma vestito da angelo sarebbe un aiuto? E, per favore, l’aureola con le lucine potresti risparmiarmela.
Gatto: Sciocca umana. Non hai letto l‘Avvenire?
Lara: Veramente no. Dovrei?
Gatto: Certo. Guarda, nella mia infinità saggezza e nella mia indiscutibile bontà…
Lara: Se rido troppo mi viene il singhiozzo. Su, fai il bravo e mangia i croccantini.
Gatto: …ti metto il link.
Lara: Vediamo. Ma è la recensione di Angel Time di Anne Rice!
Gatto: Ovviamente sì.
Lara: Ma sta lodando il suo talento posto al servizio del Bene!
Gatto: Ti stupisci?
Lara: Non troppo. Però non ho mai pensato che un talento debba essere messo al servizio di qualcosa, se non dei lettori.
Gatto: Detesto gli idealisti.
Lara: Detesto i seccatori. Niente croccantini fino a Capodanno.
Gatto: Aspetta! Almeno fammi spiegare quale strategia ho in mente.
Lara: Senti, gatto: perchè non ti trasferisci a casa di D’Alema? Sono sicurissima che apprezzerà i tuoi consigli.
Gatto: Faccio finta di non aver sentito. Dicevo: come tutti, tu stavi aspettando l’uscita dell’ultimo libro delle Cronache dei vampiri, giusto?
Lara: E direi. Sono passati anni da quando Blood Canticle è uscito in America. Comunque ci siamo: dovrebbero pubblicarlo a febbraio o marzo.
Gatto: E cosa ti fa nel frattempo la Rice? Passa agli angeli.
Lara: Primo, non è una novità. Secondo, saranno affari suoi o no? Se una scrittrice decide di dedicarsi ai serafini, non mi sembra carino che i suoi lettori la sbeffeggino. E poi è vero che la Rice ha sempre avuto una visione metafisica anche nei libri di vampiri e di streghe. Ha sempre cercato di raccontare colpa e redenzione. E’ la sua voce, evidentemente. Leggerò e ti dirò.
Gatto: Sono d’accordo.
Lara: Vuoi che ti misuri la febbre? E’ la prima volta da quando infesti la mia casa che sei d’accordo con me. Aspetta che prendo il termometro.
Gatto: Perchè mi sei toccata in sorte proprio tu, con tutti gli scribacchini disponibili? Intendevo dire: sono d’accordo, ma non intendevo parlare della Rice.
Lara: Ma come? Non hai fatto altro!
Gatto: Possibile che tu non riesca a fare due più due? Prima ancora che esca in italiano Angel time, sono già stati tradotti altri libri sugli angeli. Capito? E’ il primo caso di filone anticipato della storia. In genere, in Italia, prima arrivava Twilight e poi I diari del vampiro. Prima Harry Potter e poi…
Lara: Ho capito, ho capito. E allora?
Gatto: Allora, tu scriverai un libro sugli angeli.
Lara: Neanche se mi torturi leggendomi l’opera omnia di Susanna Tamaro.
Gatto: Ma come? Mi sono travestito per ispirarti.
Lara: Mi stai ispirando, in effetti. Non avevo mai pensato di scrivere di un serial killer di gatti.
Gatto: Ingrata.
Lara: Rompiscatole. E comunque la Rice è la Rice. E’ brava, o lo è stata fin qui. Se poi intende subordinare un messaggio precostituito alla scrittura, è una sua scelta. Lo hanno fatto in tanti, e qualcuno è anche riuscito a scrivere capolavori, in questo modo. Quanto agli altri libri angelici, sto leggendo Due candele per il diavolo. Lo finisco e ti dico cosa ne penso. E, anni fa, avevo letto Lo stagno di fuoco di Daniele Nadir, che non era malissimo.
Gatto: Dunque?
Lara: Dunque niente da fare. Non ho nulla da dire sugli angeli. In questo momento mi sto dedicando agli umani. A modo mio.
Gatto: Fatica sprecata.
Lara: La tua o la mia?
Gatto: La mia. Si vede che devo espiare i peccati commessi in una vita precedente.
Lara: E chi eri in una vita precedente?
Gatto: Un corvo. Ma questa è una lunga storia.
Lara: Croccantini?
Gatto: Croccantini. E buon Natale, umana testona.

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20 Risposte to “Lara, il gatto fantasma e la conversione di Anne Rice”

  1. Flash Says:

    Ciao Lara! Tra l’altro, sapevi che Anne Rice è una paladina contro la fan fiction? Che ha minacciato di far causa a chiunque osi compiere l’empietà di scriverne una?
    Mah…

  2. Fabio Says:

    Me lo impresti il tuo gatto? Lo voglio anche io! Vorrei sfogarmi un po’ con lui…

  3. Lara Manni Says:

    Fabio, lo cederei volentieri ma non mi molla 🙂
    Flash, no, non lo sapevo! Sapevo della Laurell Hamilton ma non della Rice!

  4. Ophar Says:

    Sulle fan fiction non biasimo la Rice: a forza di fare fan fiction che prendono in considerazione tutte quante le possibilità circa un racconto, gli autori vedono plagi (PLAGI?!?) in ogni minimo passo del seguito originale. Come per la Rowling: hanno fatto così tante fan fiction e detto così tante cose che non trovarne nessuna negli ultimi libri era praticamente impossibile.

  5. Mele Says:

    (E molte ff su Harry Potter sono più belle del seguito. Soprattutto quelle dove Harry e Draco… ehm. Non ho detto niente.)

  6. Ophar Says:

    O_O NUOOOOO!!!

  7. vdm Says:

    Lara, dovrei presentare il tuo gatto al mio…così magari impara a parlare e ho qualche speranza di interpretare i suoi vari miiiiiiieeeeeeeeeeeowr…vabbè.
    Il topic.
    Non ce la posso fare.
    Io non ho semplicemente letto le vampire chronicles originali…ho passato un periodo della mia vita in cui – complici giochi di ruolo e tutta una serie di cose al contorno – ci ho praticamente vissuto dentro – con tanto di abbigliamento e trucco adatti.
    Ergo, sono sempre stata legatissima ai primi tre libri e ai loro personaggi.
    Ergo, quando la Rice è stata colta da crisi mistica da supermercato e si è messa a fare la televangelista su carta non è che mi sono incazzata…di più. L’ho presa proprio come una cosa personale.
    Già le ultime cronache non mi erano piaciute granchè ma dopo non ho potuto fare altro che impormi di ignorarla.
    Ricordo con affetto la Anne Rice “vecchia” mentre quella nuova è proprio il genere di scrittore con cui non riesco ad avere niente a che fare.
    E adesso gli angeli. Categoria: cose di cui non si sentiva il bisogno.
    So che non dovrei essere prevenuta. Che ognuno ha il diritto di scrivere quello che vuole, per carità ci mancherebbe solo. E’ che proprio non mi va giù che una scrittrice che sa scrivere così bene si sia dedicata a cose per le quali – secondo me – è del tutto sprecata.
    Anne Rice e gli angeli…
    Ripeto
    Non ce la posso fare.

  8. Lara Manni Says:

    Dai vdm, la leggo e ti dico se si può sbirciare. Quello che mi preoccupa, ripeto, è “parto dall’intento di”. Però, magari i suoi angeli sono come quelli di Angel Sanctuary 🙂 (non credo, ma provo a tirarmi su).
    La Rowling. Penso che lei abbia avuto un buon atteggiamento nei confronti del fandom: non lo ha disprezzato e lo ha tenuto nel giusto conto. Cosa che, secondo me, sicuramente non può permettersi la Hamilton 🙂

  9. Laura Costantini Says:

    Divertentissimo il tuo dialogo con il gatto fantasma. Sei grande. In quanto ad Ann Rice, la sua *conversione* era gia’ evidente in Memnoch il Diavolo. Ho adorato le cronache dei vampiri, ho adorato l’Ora delle streghe e anche Schiavo del tempo. Non credo che la leggero’ ancora. Preferisco aspettare il secondo volume di una trilogia che ha a che fare con un demone dai capelli bianchi e il cuore di ghiaccio 🙂

  10. Lara Manni Says:

    🙂
    Blood però lo leggerò, voglio vedere che succede. Ma forse darò un’occhiata anche al libro angelico: con i tempi di traduzione che corrono, rischia di arrivare quando sarò abbastanza vecchia da sentire il bisogno di rinsaldare i rapporti con l’aldilà.
    Grazie Laura. Spero di poter dire qualcosa sul volume due presto.

  11. eleas Says:

    credo sia necessario tenere distinti i due piani, quello della scelta religiosa e quello della scelta del tema.

    il primo come dire rientra in una sfera personalissima

    il secondo rientra ahimé nella costante tendenza a cavalcare l’onda del momento a sto giro gli angeli. Il prossimo potrebbero essere i cani da tartufi lara, quindi sta ‘tenta al gatto!

  12. Roberto Says:

    Argomento interessante – oscillo tra curiosità e diffidenza xD

    Premesso che non ho letto un gran che della Rice, da quel che ho sentito in giro la sua stessa produzione … precedente, diciamo così (come confermato anche qua sopra), oscillava nella qualità, passando da picchi a tomi piuttosto noiosetti. E’ vero, si pone il solito problema: è molto probabile che abbia sempre avuto una forte “molla”, per così dire, di ricerca, che sfociava anche nella metafisica e annessi e connessi. La questione però è una sola: finché l’autore (e ciò che l’autore fa, e ciò che l’autore è) sta al servizio della storia che sta raccontando, e pesca, com’è logico, da ciò che lo motiva, che lo interessa, lo appassiona e quant’altro, è un discorso.
    Quando, invece, quel che sta dietro lo scrittore non è raccontare una storia usando (anche e soprattutto, ovvio …) se stesso, ma raccontare cose che interessano a lui – o raccontare di se stesso – usando la sua storia, ecco che il “patto col lettore” comincia a essere tradito.

    Sarà Annetta abbastanza brava da usare un’esperienza così personale e forte come la conversione e utilizzarla per il suo racconto, e non invece piegare il racconto al messaggio?

    Stando In Topic, si può fare la solita distinzione tra Tolkien e CS Lewis. Come mi è già capitato di dire, Tolkien è un esempio del “primo tipo” di scrittore mentre Lewis piega verso il “secondo tipo”.
    Tra l’altro, notare che anche Lewis era un convertito, a differenza di Tolkien che, per così dire, “nasce” cattolico.
    Non è una robetta facile da maneggiare, una “cosa” corposa come una conversione. Chissà se la Rice ha lasciato passare abbastanza anni per far “depositare il fondo”, diciamo così.
    Di questo sono curioso, ma pure non-molto-ottimista. Bhe, magari invece ci stupirà (comunque lascerò andare te esplorazione, Lara xD poi ci saprai dire).

    [e adesso chiudo baracca e burattini e me ne vo’ a casa, e ciao all’ufficio fino a gennaio *kukuku* XD ]

  13. Lara Manni Says:

    Perfettamente d’accordo, Saggio e Eleas.
    I piani sono distinti ma spesso, se il piano personale diventa troppo forte, rischia di soffocare il solo e unico destinatario di una storia, il lettore.
    Lewis (che io non amo affatto) è terribilmente pedagogico. Spero solo che la Rice abbia lavorato bene sui suoi serafini e sui suoi convertiti.
    Ehi, Saggio…auguri! 🙂

  14. Lestat de Lioncourt Says:

    Probabilmente non sono la persona migliore per parlarne, considerato che IO ho scritto una fanfiction lunga quattro anni usando i personaggi di Anne Rice. Non se ne è mai accorta, quindi pace.
    Sono una pessima persona, lo so.
    Tuttavia, consapevolissimo della mia mancanza di rispetto (ma per amore, sempre per amore), posso comprendere più che bene la ferocia di Madame Anne nei confronti delle fanfiction sul suo lavoro.
    Nemmeno io vorrei che qualcun altro maneggiasse personaggi tanto importanti. Non sono semplici invenzioni.
    La piccola Claudia di intervista col vampiro è Michelle, sua figlia, morta a cinque anni. Anne scriveva le Cronache pensando a lei, mentre la vedeva morire intubata sotto i suoi occhi, nella vecchia casa di New Orleans e all’ospedale. Michelle muore all’età in cui muore Claudia, senza vita eterna.
    Lestat è suo marito, Stan.
    Muore anche lui, anni dopo.
    Anne Rice, con la morte dell’amato, decide di porre fine alle avventure di De Lioncourt. Scriverà ancora, tenedolo come personaggio marginale: scriverà del Vampiro Marius, di Armand, di Quinn.
    Lestat resta in ombra.
    Morti entrambi, Lestat il Vampiro e Lestat il marito.
    Anne è sconvolta dal dolore.
    La conversione al cristianesimo arriva nella ricerca di una luce qualsiasi in tutte quelle tenebre. Arriva per una strada spianata, conoscendo il mondo di New Orleans, fatto di santi e stregoni.
    E Madame Anne, dal momento che non ha mai scritto per cavalcare l’onda (Intervista col Vampiro ingrana ALMENO dieci anni dopo la pubblicazione), scrive raccontando se stessa.
    Nella storia del Cristo e dei suoi Angeli, Anne apre una strada al suo vissuto. Il gotico della Rice funziona perchè non è il vampiro a inquietare. Non la magnificenza di Dio a piegare le ginocchia.
    Ma la tragedia immensa di vedere il mondo attreverso gli occhi di creature pervase dal dolore.
    Quello divino e demoniaco – non di un taglietto al dito – che si prova accompagnando i propri cari alla tomba.
    Ed essendo una scrittrice con i controcoglioni, Anne Rice riesce a comunicarlo perfettamente.

    Questo per dare una panoramica un pochino più approfondita, su Madame Anne, le fanfiction e i suoi angeli, se dovesse interessare.

    A bientot, Lara, ma belle.

  15. Mele Says:

    Ma guarda chi si fa vivo (scusate l’involontaria ironia)! Ciao Lestat!

    Gente, Larù, oppure anche solo Gatto. Non avete notato come si alzano di furia le antennine quando si parla di Cristianesimo?
    Non è così con altre religioni / ideologie. Ci faccio caso da poco, ma la cosa inizia ad essere irritante.
    Poi vabbeh, capisco che voi parlate della qualità del libro, non della stretta scelta religiosa… però scommetto che se si trattasse di chessò, voodoo, per esempio, avremmo tutti un’ottica diversa.

  16. Lara Manni Says:

    Lestat, mio caro.
    Hai ragione. Non volevo in alcun modo minimizzare l’esperienza personale e tremenda di Anne Rice, che conoscevo e che, concordo con te, ha contribuito a rendere veri e vivi e sofferti i suoi vampiri.
    So bene che lei è la capostipite (lo dice anche il gatto) e che gli altri vengono dopo: per questo, leggerò con attenzione Angel Time e spero di trovarci la stessa forza che ho trovato in altri suoi libri.
    Mele. Vero. Però, appunto, la questione è il libro. 🙂

  17. Luca Centi Says:

    Ciao Lara!
    Di solito ti leggo e non scrivo mai, ma questa volta devo fare un’eccezione! L’argomento di cui hai parlato è interessantissimo; conta che voglio scriverci la tesi di laurea, detto tutto! 😛

    Che la conversione della Rice faccia storcere il naso a molti, è un dato di fatto. Così come è un dato di fatto che apprezzerei questa scrittrice anche se mi parlasse di porcellini d’India. La cosa su cui ci si deve soffermare non è tanto “la conversione”, ma la “modalità di conversione”.

    Non è un qualcosa di avventato, di rapido. Molti autori, quando qualcosa nella loro vita cambia, prendono e mutano il loro modo di scrivere. La Rice no. Le tematiche trattate sono sempre le stesse, cambiano solo le sfumature. Sfumature che, alla fin fine, ci sono sempre state e non sono comparsa dal giorno alla notte.

    Lo stesso Lestat non si è mai autodefinito in alcun modo: ateo, cristiano, buddista, nada. Questo perché è tutto e niente. E in Memnoch il Diavolo è a dir poco sublime!

    Ok, mi fermo qua altrimenti scrivo un papiro. Bellissimo blog! =)

  18. Lara Manni Says:

    Ehi Luca, ma grazie!
    Era proprio quello che intendevo, pur non avendo letto Angel Time: ma la sensazione che ho è proprio di un nucleo che si è riversato in tutta la produzione della Rice, trovando un’altra modalità con la nuova saga.
    Voglio leggere la tesi!

  19. Notizie dai blog su Recensione di Blood di Anne Rice Says:

    […] Lara, il gatto fantasma e la conversione di Anne Rice Lara: Gatto? Cosa fai con quelle ali di cartone? Gatto: Va bene che sei miope, ma dovrebbe essere chiaro. Lara: Riformulo la domanda. Perchè un gatto fantasma si sta travestendo da angelo? Partecipi al presepe vivente dei felini? Gatto: Dovresti sapere che le formalità mi disgustano. Faccio quello che dovresti fare tu. blog: Laramanni’s Weblog | leggi l'articolo […]

  20. Eris Says:

    La Rice ha subordinato ad un messaggio precostituito la sua scrittura? Io creedo lo abbia sempre fatto. Anche in Scelti dalle tenbre, ne La regina dei dannati, in ogni libro c’è un messaggio, discutibile forse, ma fortissimo e innegabile. Non si può negare che Scelti dalle tenebre sia la ricerca del bene, a prescidere da Dio e tutto il resto, da parte di un essere la cui natura dovrebbe condannarlo al male. Si parla del vampiro Lestat, ma a compiere quella ricerca potremmo essere anche tu, io e chiunque altro. Il vampiro è solo un pretesto. Allo stesso modo, come non notare che la regina dei dannati ruota tutto intorno alla domanda: qual è il ruolo del soprannaturale nel mondo moderno? Tutti i libri delle cronache sono i veicoli di un messaggio precostituito ed ognuno di essi vuole lasciare il lettore con un dubbio e una risposta che vera risposta non è. Credo che la rice in fondo non stia facendo nulla di nuovo, i suoi romanzi sono sempre stati, come tu hai giustamente notato, spirituali. Semplicemente il suo pensiero si è evoluto, come è normale che accada, e non è certo stata un’evoluzione repentina. Se i primi tre sono libri “atei”, già nel ladro di corpi avvertiamo un cambiamento, soprattutto nei discorsi tra Lestat e gretchen, e con Memnoch arriavo al culmine, alla conversione, alla decisione di perdonare Dio. Io credo che in fondo la Rice non abbia mai smesso di credere e sono ansiosa di leggere la sua autobiografia circa la sua conversione e i suoi nuovi romanzi. Ho fiducia in lei e in qualunque cosa faccia. Sono d’accordo con te quando dici che i lettori non dovrebbero rifiutarla adesso a causa del suo cambiamento, Sinceramente trovo ridicolo che qualcuno possa farlo.

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