Esbat e il neogotico su Repubblica

Io volevo scrivere un post natalizio e mi è arrivato un regalo di Natale da restare a bocca aperta. Avevo parlato con Leonetta Bentivoglio di Repubblica diverse settimane fa, ma poi non ci avevo quasi pensato più. E invece è USCITO! Un articolo bellissimo su Repubblica di oggi! Il titolo è LE SIGNORE DEL NEOGOTICO, il sottotitolo è IL LATO OSCURO DELLE SCRITTRICI. E, sì, ci sono anche io!!!! Grazie! Miglior augurio natalizio non potevo averlo!
Ecco, lo condivido con voi, e che il vostro Natale sia meraviglioso!

LE SIGNORE DEL NEOGOTICO

di Leonetta Bentivoglio

Per quali strane o lugubri contingenze tante scrittrici odierne si misurano con il romanzo gotico? Si può parlare di un neo-gotico declinato al femminile? Possono, i libri delle narratrici attuali, definirsi pronipoti del “Tale of Terror” settecentesco, coi suoi manieri tenebrosi, le apparizioni feroci, i mostri nati da perturbanti trasformismi? Forse è una matassa di domande troppo fitta per sbrogliarla tutta in una volta. Ma qualche spunto lo si può trovare. Magari partendo dalla cangiante identità culturale del filone, che è grosso modo divisibile in due gruppi: quello di autrici di lingua inglese, più sofisticato e classicista, e quello delle neo-gotiche mediterranee, d´impronta più sanguigna e passionale.
Appartiene alla prima tipologia Audrey Niffenegger, scrittrice lanciata nel 2003 da La moglie dell´uomo che viaggiava nel tempo, una love story colma di trascendenza che giunse a vendere cinque milioni di copie e che è divenuta un film uscito in Italia come Un amore all´improvviso. Diafana signora dall´aspetto preraffaelita, somigliante alle creature dei suoi romanzi, l´americana Niffenegger è tornata a far parlare di sé con Un´inquietante simmetria (Mondadori), vicenda cerebrale e dark incentrata su giochi enigmatici di spettri. Nel plot si muovono le gemelle Julia e Valentina, connesse l´un l´altra in modo così morboso da imprimere al racconto brividi d´incesto. Cresciute negli Stati Uniti, le due ragazze vanno ad abitare a Londra nella casa ereditata dalla zia mai conosciuta Elsbeth, morta a 44 anni e gemella di Edie, la loro mamma trasferitasi a Chicago vent´anni prima. La dimora londinese s´affaccia sul cimitero di Highgate, il fastoso “Victorian Valhalla” che tra le sue salme ospita quelle di Karl Marx e di George Eliot. Guida per i turisti in questo regno di lapidi dai nomi illustri è Robert, un personaggio che pare uscito dalle visioni di Edgar Allan Poe. Già amante di Elsbeth, il disperato Robert ne carezza la memoria piangendo spesso sulla sua tomba. Quanto alla defunta Elsbeth, ora è un fantasma che non rinuncia a curiosità terrene, infestando col suo non-essere fluttuante l´appartamento delle nipotine speculari. Così, in un clima pregno dell´Henry James di Giro di vite, si sviluppa un intreccio che affronta, con algida limpidezza neo-classica, i segreti oscuri della sorellanza e il tema dell´inguaribile duplicità della natura umana.
Decisamente più sanguinaria è la scrittrice siracusana Chiara Palazzolo, autrice di una trilogia pubblicata da Piemme: Non mi uccidere, Strappami il cuore e Ti porterò nel sangue. A sospingerla è l´esangue Mirta-Luna, che abita la sfera dei sovramorti e che per sopravvivere esige di pasteggiare con membra di persone. Chiara si sente gotica, «il che significa pensare la letteratura come esplorazione del lato oscuro dell´esistenza. È il mistero lunare e mai svelato. È il mondo avvolto da luci ingannevoli. È il fantastico nella versione nera. E si collega ai periodi di massima crisi: è quando la realtà diventa ostile che irrompe il sovrannaturale». Nota inoltre la Palazzolo che «l´intensificarsi frenetico della dimensione virtuale ci ha fatto precipitare nell´ignoto, il che ha stimolato lo sviluppo del neo-gotico».
C´è pure un´altra italiana, la romana Lara Manni, autrice di Esbat (Feltrinelli), alla quale piace dirsi neo-gotica: «Meglio che parlare di horror. Amo intrecciare il sovranormale al quotidiano e lavorare sulle trasformazioni dei personaggi prima che sul sangue. Preferisco le atmosfere allo splatter». Però è brutale il demone al centro del suo libro, la cui eroina, disegnatrice di manga, deve sacrificargli parti del proprio corpo in un sadico rituale. Neo-gotico è anche questo: miscelare ad antichi terrori segni nuovi, come lo sono i manga, fino a conquistare un cocktail post-moderno. Di tinta nordica (suo punto di partenza è il cimitero di Cambridge) s´ammanta invece Il seme del male, che fu l´opera prima di Joanne Harris, autrice del best-seller Chocolat. Sull´onda della frenesia neo-gotica che ha invaso il mercato, quel suo libro giovanile è stato ripescato e pubblicato nel 2009 da Garzanti. La trama, dove anime sospese tornano dall´aldilà per compiere atroci vendette, ricorda l´ottocentesco Carmilla dell´irlandese Joseph Sheridan Le Fanu, incluso nell´olimpo degli scrittori di culto della Palazzolo. Per dire che, pur nelle differenze, le neo-gotiche denunciano affinità nei modelli.
Per i successi dell´oltretomba ha optato in senso comico anche un´autrice che di successi se ne intende, Sophie Kinsella, artefice della saga di I love shopping e big lady della chick-lit britannica. Nel suo La ragazza fantasma (Mondadori) s´affianca alla ventenne protagonista Lara lo spettro esilarante di sua zia Sadie, che le rivolta la vita come un calzino. Un´altra inglese, Sarah Waters, già artefice di pastiche lesbo-erotici di ambientazione vittoriana, mostra d´aver cambiato registro con L´ospite (Ponte alle Grazie), che il New York Times ha accolto nella lista dei migliori cento libri del 2009. Qui la Waters tesse una ghost story anni Quaranta in una magione di campagna avvelenata dai peggiori malefici, e a proposito della sua scelta gotica segnala un´attrazione, più che per il sovrannaturale, «per la stranezza del reale: m´interessa il mistero di certi comportamenti e modi di sentire umani». Spiega che il genere gotico è fecondo per chi scrive, in quanto «offre la possibilità d´indagare tali sottigliezze». Non a caso il titolo originale del romanzo è The little stranger, «il piccolo ospite nato da un inconscio turbato fino alla follia».
La straordinarietà del reale, o la patologia che si nasconde nel normale, funziona da molla pure per la Niffenegger: «Non punto alla creazione di altri mondi, ma rifletto sul nostro. Immagino come le persone possano reagire a eventi così eccezionali da condurle a scavalcare i limiti del razionale». E afferma che è «la coscienza dell´ambiguità dei confini tra quel che s´intende come normale e ciò che non lo è» a fare di lei una gotica, «categoria oggi banalizzata spesso in senso estetico, per esempio applicando l´aggettivo a Marilyn Manson». Quanto alla prevalenza di scrittrici, «il gotico conta su una solida tradizione femminile: sono state le donne a cominciare», dichiara orgogliosa la Manni. «Frankestein è opera di Mary Shelley e Anne Rice ha dato linfa nuova ai vampiri». E se la Palazzolo cita tra i suoi maestri Anne Radcliffe, autrice del nerissimo I misteri di Udolfo (1794), la Waters, per ispirarsi, chiede aiuto agli incubi delle eterne sorelle Brönte.

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20 Risposte to “Esbat e il neogotico su Repubblica”

  1. Onigiri Says:

    E’ davvero un bellissimo articolo! Immagino la contentezza nel vedersi citati col proprio libro =).
    Buone feste Lara!

  2. Lara Manni Says:

    Sì, è un onore! Un onore essere accostata a nomi di quel calibro, soprattutto sapendo che devo crescere ancora tantissimo prima di essere realmente paragonata a una Harris, a una Waters, a una Palazzolo.
    Grazie Onigiri! Anche a te!

  3. Fabio Catalano Says:

    Wow sono proprio felice per te… :mrgreen:

  4. Lara Manni Says:

    Grazie Fabio. E’ una cosa che mi alza il buonumore in tempi dove il buonumore latita. Felice Natale a te!

  5. Esbat e il neogotico su Repubblica « Laramanni's Weblog Says:

    […] Guarda Originale:  Esbat e il neogotico su Repubblica « Laramanni's Weblog […]

  6. Aislinn Says:

    Splendido regalo! Un abbraccio e auguri!

  7. Lara Manni Says:

    Aislinn!! Auguroni anche te!

  8. deby Says:

    uauuuuuuuuuuuuuu!!

    un augurio speciale di buon natale…e felici feste…
    …ci sentiamo a capodanno!!!^____^
    ciao.

  9. gnappetta Says:

    buon natale anche qui
    complimenti

  10. Lara Manni Says:

    Auguroni a voi! Immersa nella lettura di Loop, felicemente!

  11. Laurie Says:

    Uhm non mi ha spiegato molto, questo articolo, come mai le donne si dedicano tanto al gotico. Propone qualche spunto di riflessione e molti titoli. Vabbe’, almeno so cos’è il romanzo della Harris che vedo in libreria (a me è piaciuta in Chocolat, ti dirò!)
    Sarà che oscurità = misteri = femminile? xD
    Comunque per un attimo ho letto che la Palazzolo si ispira ad Anne Rice: forse esagero, ma è lei la Rice italiana!
    Quanto mi è piaciuto che han dato del brutale a Hyotsuki-sama! XD
    Bella strenna natalizia! Che sia un augurio per altri futuri successi!

  12. Lara Manni Says:

    Grazie Lau!!!
    Essì! La Palazzolo E’ la Rice italiana! Sono felice di essere stata citata insieme a lei.
    Oscurità e femminile…ma anche atmosfere e femminile? Attenzione ai personaggi e femminile? Anche, almeno? 🙂

  13. Laurie Says:

    Chissà, forse le donne son più portate a lavorare sull’atmosfera e a generare inquetudine più sottile che non carneficine di sangue. O magari sono anche attratte da personaggi oscuri… ma suono troppo come una generalizzazione, ne? xD
    Sono contenta di aver conosciuto la Palazzolo: anche se Ti porterò nei sangue* ha un po’ di difetti, la sua idea dei Sopramorti va nella direzione su cui bisognerebbe puntare in futuro per rinnovare la scena vampirica: una specie che ha sconfitto la morte ha qualcosa di spaventoso che va sfruttato a dovere.
    * sì, ovviamente ho cominciato dall’ultimo libro della trilogia, che genia!! Piemme potrebbe rifarmi l’economica anche ai primi due ç_ç

  14. Lara Manni Says:

    Ma che io sappia ci sono in economico!!! Li ho visti anche in edicola!
    Se ci pensi, la rappresentazione maschile del sovrannaturale è quasi sempre…muscolosa? Attenta al fatto, soprattutto. Ecco, credo che la differenza stia qui…

  15. gnappetta Says:

    la palazzolo (che adoro) è stata vittima di uno svarione editoriale atroce, poveretta: sì, ci sono in economico… il primo e il terzo della serie di mirta-luna. il secondo c’è solo in edizione laterizio, e anche quello trovarlo è un’impresa.
    ha dell’incredibile che piemme (se non sbaglio) le abbia (e si sia…) fatto un tiro del genere…

  16. Lara Manni Says:

    Uh. Ma io li ho tutti e tre in economico, giuro.
    Non potrebbe essere che il secondo in economico sia esaurito?

  17. gnappetta Says:

    o può essere che lo fosse nel periodo in cui l’ho cercato, o solo in veneto, o chissà…
    confesso di aver rinunciato alla svelta

  18. Finiamo in nero « Palanmelen's Blog Says:

    […] di stile — Tag:Fan Art, Lara Manni, make up, neogotico — palanmelen @ 9:10 pm Larù, tempo fa, parlava di neogotico e di Larù+neogotico. E mi è suonata una campanellina. […]

  19. Lara Manni Says:

    Mele, tu sei una delle cose belle del 2009 e del 2010. 🙂

  20. Mele Says:

    Frrrrrrrrrrrrrrrrrrrr!! (XD, non ho date di scadenza!)

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