Vampiri guerrafondai

Tomas Emson è un giornalista inglese, è nato a Bangor (nel Galles, però) ed è diventato scrittore dopo la lettura dei romanzi di Stephen King. Zio Stevie colpisce ancora, ma questo non mi sorprende.
Invece, sono un po’ stupita da Skarlet, che ho appena finito di leggere: ad attirarmi era l’idea di un libro sui vampiri “classico”, con prede e predatori come ai vecchi tempi. Bene, il romanzo mantiene la promessa: anzi, è piuttosto divertente l’idea che il contagio iniziale avvenga in una discoteca affollata da giovani modaioli che adorano il vampirismo. E’ anche interessante l’idea che i primissimi non-morti siano stati sfidati e vinti da Alessandro Magno.
Allora, cosa mi turba? Mi turba il sottotesto politico, che c’è ed è pesantissimo: perchè il protagonista, un ex soldato reduce dalla guerra in Iraq, non perde occasione per scagliarsi contro gli ottusi pacifisti contrari all’intervento inglese, dipingendoli come perbenisti, invasati e, in una parola, idioti. Il che non soltanto non aggiunge una virgola alla storia, ma non incide nemmeno sulla rappresentazione del reale che, King alla mano, è uno degli ingredienti del fantastico moderno.
Insomma, brutto libro. Quanto a Emson, magari dovrebbe leggersi The Dome.

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16 Risposte to “Vampiri guerrafondai”

  1. Saki Says:

    Vabbè, ma che ti importa del sottotesto? Basta che il libro sia carino.

  2. Lara Manni Says:

    Saki, dipende. Nel momento in cui ci si prefigge di raccontare un preciso momento storico (il dopoIraq) forse il sottotesto conta. Anche in The Dome c’è il dopo-Iraq, ma con ben altro spessore: e questo, tengo a sottolinearlo, al di là delle posizioni pro o contro la guerra prese dai due scrittori. In Skarlet ci sono solo slogan e astio del reduce contro i giornalisti cattivi. In The Dome l’altro reduce, Barbie, rivive la guerra quasi continuamente, e quel “reale” diventa funzionale alla storia.

  3. skeight1985 Says:

    Non mi è chiaro se l’autore attribuisce l’opinione anti-pacifista solo al suo protagonista o la fa propria nel romanzo: in fondo, anche in Evangelisti ci sono molti personaggi razzisti, machisti e autoritari, Eymerich in testa, ma poi il sottotesto è chiarissimo in altro senso, anche per chi non conosce il background dell’autore.
    Se la risposta è che l’ideologia è anche dell’autore, in tutti i casi non mi stupisce più di tanto. Può darsi che ci sia una visione distorta sulla faccenda perché tutto il dibattito su letteratura di genere e non qui in Italia si svolge soprattutto in spazi orientati a sinistra (Lipperatura, Carmilla, ma anche l’Unità e Repubblica), ma gli scrittori italiani orientati a destra non mi sembrano molto orientati al fantastico (penso a Massimiliano Parente ma non solo). Invece all’estero no, nel mondo anglosassone c’è una fiorente compagnia di autori ultraconservatori che si dedicano a questo genere, spesso anche di ottima qualità. Un nome su tutti, Dan Simmons.
    Insomma, questo Emson farà parte della compagnia, magari qualche scalino più in basso rispetto a Simmons. Però avercene anche in Italia, tanti scrittori di genere sia a destra che a sinistra che apolitici…

  4. Lara Manni Says:

    Ecco, l’autore di fatto la fa propria, nel momento in cui il reduce è il protagonista, il buono, il risolutore.
    Riflessione molto seria, la tua: non avevo pensato a Dan Simmons. Però Emson scrive molto meno bene, e forse il problema è questo: perchè a questo punto il sottotesto fa risaltare ulteriormente la debolezza del romanzo…

  5. Giobix Says:

    non ho letto il libro, ma visti i risultati della guerra in iraq bisognerebbe andarci cauti a dire che gli idioti sono i pacifisti. (a prescindere dal tifo politico, uno scrittore dovrebbe saper leggere certe contraddizioni)
    c’è il rischio forte di ridicolo, tipo Berretti verdi di John Waine.

  6. Luca Centi Says:

    Questo romanzo mi incuriosisce. Il messaggio di fondo però, non troppo velato, potrebbe rovinarmi la lettura. Che fare?!

  7. Lara Manni Says:

    Infatti Giobix: è il giudizio granitico e non motivato che lascia molto, molto perplessi.
    Luca, io non me la sento di consigliarlo. Piuttosto, sto finendo uno splendido romanzo di Norman Mailer, Il castello nella foresta: quello lo consiglio, eccome!

  8. Lo Stregatto Says:

    Anche a me è successo spesso di leggere un libro, piacevole e interessante e provare “fastidio” per intrusioni non necessarie e incongruenti della politica.

    1: rovina il “gusto del fantastico”
    2: passa messaggi come “è così” quando sono discutibili
    3: sono pezzi che sentiranno il passare del tempo

    Va però a finire che ci devo passar sopra, altrimenti… di libri italiani non ne potrei leggere 1 (sia a dx che a sx, è cosa rara che si astengano)

  9. Lara Manni Says:

    Il problema, Stregatto è quando la convinzione diventa, appunto, intrusione priva di significato ai fini della storia. Come in questo caso.

  10. Lo Stregatto Says:

    Concordo appieno.
    Se è un libro con un personaggio nazista, che dichiara che i campi di concentramento sono stati fatti dagli alleati, potrebbe anche andar bene.
    Se lo dice la voce narrante o è posto come una “verità”… questo… no.

    Per il libro che hai letto, non so come sia… d’altronde un vampiro io me lo vedo come un potenziale invasato guerrafondaio, amante della guerra e delle carneficine in se… un poco diverso se lo è il “cacciatore” di vampiri (come penso sia in questo caso…)

  11. Lara Manni Says:

    E’ il cacciatore di vampiri, nonchè personaggio positivo per eccellenza. Ahi.

  12. Laurie Says:

    Pensa che la prima cosa che mi è venuta in mente è che lo scrittore inserisce discorsi politici di straforo nella sua opera. Bah, queste cose non le reggo. Se voglio un saggio politico me lo vado a cercare. Non mi piace che lo scrittore metti in mostra spudoratamente le sue idee politiche (o religiose o sociali), mi dà l’impressione che asservisca la sua storia nella dimostrazione di una sua tesi.
    Come ho detto, per tale scopo esistono luoghi e spazi appositi.
    Detto questo, trovo anch’io che l’abilità di uno scrittore incida su questo aspetto: se è un bravo scrittore ma ha certe idee (magari pure pessime o su cui mi trovo in disaccordo) sbandierate nel suo libro posso anche soprassedere.

  13. Lara Manni Says:

    Sì, lo scrittore ha le sue idee. Tipo: perchè le donne desiderano un guerriero. Con cui – e Sassie lasciò scivolare lo sguardo sul ventre di lui – fare un figlio. E da cui essere protette.
    Alè.
    Poi la faccenda della guerra in Iraq torna ovunque. E Saddam che andava ucciso, e Bush che era stupido ma aveva ragione, e i pacifisti incoscienti…
    Sembra un pamphlet. E si finisce per simpatizzare in toto con i vampiri, oltretutto sterminati da Alessandro Magno in persona. 🙂

  14. Lo Stregatto Says:

    mmm… fa scivolare lo sguardo sul ventre del maschione?

    Bah!

    Piccola domanda, visto che mi sa che il libro in questione non lo leggerò, mi spieghi come fa il veterano del iraq ad ammazzare vampiri sterminati da alessandro magno? O era George Magno?

  15. Lara Manni Says:

    Perchè Alessandro Magno aveva lasciato polverina di vampiri in giro…

  16. Vampiri Live Napoli :: LARP Costumes, LARP kit, LARP FTW Says:

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