Amore, morte e tutto il resto

La morte è accompagnata da una farfalla, la acherontia atropos.
Ma non siamo in Bleach.
La morte annuncia il proprio arrivo con un preavviso di sette giorni.
Ma non siamo in Ring.
La morte viene a prendersi ciò che le spetta, e si innamora.
Ma non siamo in Meet Joe Black.
La morte è una donna.
Ma non siamo in Sandman.
In uno dei miei momenti di pigrizia ho riletto un libro meraviglioso, Le intermittenze della morte, di José Saramago. Se non lo conoscete, procuratevelo: anche per scoprire come un grandissimo della letteratura scriva tranquillamente, e mica da oggi, narrativa fantastica.
In realtà, quel libro mi serviva: perchè mi sono chiesta se la morte sia sempre  stata femmina. Le poche eccezioni al maschile che conosca, a parte Joe Black, sono un sublime Lied di Schubert che si chiama La morte e la fanciulla, dove la morte invita la terrorizzata ragazza ad un abbraccio dolce e interminabile. Oppure, un dio del regno oscuro, da Ade in giù (e in su e a destra e a sinistra). Oppure, “il” morte di Mondo Disco di Pratchett.
Perchè la morte deve avere un sesso? Perchè ha ragione Saramago, e qualche migliaio di scrittori e artisti prima di lui: perchè la morte e l’amore sono legati.
E poi, appunto, mi serve, no?

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10 Risposte to “Amore, morte e tutto il resto”

  1. .{La LIbreria Immaginaria}. Says:

    Fantastico! Appuntato 🙂

  2. Elfo Says:

    Amore e Morte? Ascolta gli HIM… scusa se faccio pubblicità non richiesta, ma è il “loro” argomento principale. 🙂

  3. Lara Manni Says:

    Libreria immaginaria, non te ne pentirai, garantito.
    Elfo: lo farò.
    Ma al momento mi incuriosiva, diciamo così, l’iconografia della morte 🙂

  4. Elfo Says:

    A quelle che hai elencato manca, forse, l’elemento angelico presente nell’iconografia cristiana. Dovrebbe esserci un angelo preposto proprio al “passaggio”. Ora mi sfugge il nome, però. 😛 (Ma gli HIM ascoltali lo stesso, che meritano. –> no, non prendo soldi dalla Warner Music)

  5. Lara Manni Says:

    Dovrebbe essere Azrael, l’angelo della morte islamico. Mi pare.

  6. demonio pellegrino Says:

    E’ lui.

  7. Paolo Evangelisti Says:

    Nel cinema c’è un classicissimo maschile denll’iconografia della morte.
    “il settimo sigillo” di Bergman (direi), ci mostra la morte in
    abito maschile, e ripropone a fianco ad essa un’altra tematica
    molto radicata: quella della partita a scacchi con la morte, il tentativo
    sempre fallito di eluderla.

  8. Giovanni Says:

    Con Saramago (da quando sei anni fa lessi CECITA) ho reagito in maniera assolutamente irrazionale: ho deciso che lo leggerò il meno possibile e centellinando i romanzi a distanza di anni. E questo non perchè non mi piaccia, al contrario: PERCHE MI PIACE TROPPO.

    Non so. Forse è troppo simile a quello che vorrei fare io come scrittore; e parafrasando C.S. Lewis, si scrive quello che si vorrebbe leggere e non è ancora stato scritto.

    P.S.
    Sì, sto cercando di capirmi anche io…

  9. Giovanni Says:

    Evagelisti: il cinema non c’entra, la lingua sì.
    Nelle lingue germaniche (e anche in inglese) la morte è un lui.

  10. Lara Manni Says:

    Giovanni, però la lingua è parte di una cultura, quindi evidentemente è un lui anche dal punto di vista mitico, credo.
    E Saramago, posso capire. Cecità è un altro dei libri che penso chiunque desideri aver scritto 🙂

    Paolo. La partita scacchi, QUELLA partita a scacchi resta indimenticabile.

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