Lavinia, mia cara

Warning, pericolo, attenzione: materiale pericoloso.
Sì, perchè sabato mi sono presa una pausa dal racconto e ne ho scritto un altro, brevissimo. Era ed è un piccolo regalo (poi vi dirò per chi e per cosa) a tema lovecraftiano. Se non vogliamo chiamarla fan fiction, diciamo che si tratta di un omaggio a un racconto che ho sempre molto amato, L’orrore di Dunwich.
Ma il punto di vista è quello di Lavinia Whateley.
Ovvio, forse. Sicuramente spontaneo e non meditato. Però, scrivendolo, mi sono resa conto che nel pantheon di Lovecraft, e nella maggior parte dei miti, il potere è sempre una faccenda maschile. Se c’è un’insidia, viene dal figlio del dio, o dal fratello: le dee stanno per fatti loro, e le umane servono semmai come tramite. Come la povera Lavinia.
Di conseguenza, non è che nella narrativa fantastica le cose vadano molto meglio. Con eccezioni. Per esempio, una storia meravigliosa di Ursula K. Le Guin, La mano sinistra delle tenebre. Se non la conoscete, è il momento di provvedere.

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12 Risposte to “Lavinia, mia cara”

  1. buonipresagi Says:

    Io ho sempre adorato questo racconto minore (che Lovecraft scrisse insieme a – o per conto di – una delle sue corrispondenti, Zealia Bishop), l’unica cosa sua che mi viene in mente a presentare una minaccia femminile:

    http://www.hplovecraft.com/writings/texts/fiction/mc.asp

  2. Lara Manni Says:

    Ma sai che non lo conoscevo? Buonipresagi, che gli Antichi ti proteggano, grazie!

  3. demonio pellegrino Says:

    Ok, ma…dov’e’ il tuo raccontino???

  4. Ema Says:

    Beh Lovecraft vedeva spesso le donne come BLASFEMO mezzo di riproduzione e poco più (chi si ricorda una certa pseudo-ranocchia dal mento sfuggente, di una famiglia di Innsmouth, croce e delizia di un malcapitato futuro marito? :)). Persino come damigelle in pericolo non ne ricordo nessuna.
    Grazie buonipresagi per la dritta!

  5. Lara Manni Says:

    Lovecraft non era il solo, caro Ema. Magari, era il più diretto. 🙂
    Demonio: uscirà a marzo, credo.

  6. .{La LIbreria Immaginaria}. Says:

    Esatto.
    nella letteratura fantasy precedente agli anni 60, la donna era un mero accessorio.
    Poi è arrivata Marion Zimmer Bradley. 😉

  7. Lara Manni Says:

    E Ursula, non dimentichiamola. E Doris Lessing.
    (E Chiara Palazzolo!)

  8. Ema Says:

    Alexandre Dumas stava avanti di millenni. Pensate alle donne de I tre Moschettieri. Costanza, Milady, la stessa Regina. Tutte donne con la “D” maiuscola (di consoliana memoria) che influenzano pesantemente gli eventi. Certo, co-protagoniste, ma… quali soavi e terribili creature! 😉

  9. Giobix Says:

    mi ricordo che in Storia di Neve di Mauro Corona, una sorta di fantasy alpino, il bene e il male sono incarnati da una figura soprannaturale femminile
    http://www.ibs.it/code/9788804581116/corona-mauro/storia-neve.html

  10. Lara Manni Says:

    Giobix, grazie: non conoscevo questo testo.
    Ema: Milady è un’altra faccenda. Anzi, Milady e Costanza sono un prototipo molto convenzionale. La Dark Lady e l’Innocente. Io ho adorato Milady e la sua intelligenza luciferina. Ma, appunto, alla fine viene brutalmente uccisa.

  11. Ema Says:

    sono comunque motori della trama, entrambe. Costanza è una donna forte, non la incastonerei nello stereotipo dell’Innocente, anche se poi assume quello di vittima sacrificale. E non dimentichiamo che i moschettieri vengono “committati” dalla Regina, altra donna forte. La fine che fa Milady… sai, letto da bambino devo dire che durante la narrazione Dumas me l’ha fatta odiare talmente tanto che ho provato un sollievo crudele quando hanno trovato il coraggio di farla fuori. Letto oggi, ovviamente le cose cambierebbero parecchio, ma da piccolo con chi potevo identificarmi? con Richelieu? ^_^ e di certo non potevo (ancora) subire il fascino della Contessa de Winter.
    Quasi quasi mi viene voglia di rileggermelo…

  12. Lara Manni Says:

    L’unica davvero forte è Milady: è l’unica che non ha bisogno di rapportarsi a un uomo per giustificare la propria presenza, neanche a Richelieu. 🙂
    Costanza è una smielatissima innamorata, la Regina si torce le mani e si angoscia.
    Però, insisto, Milady muore: se dovessi scrivere una fan fiction, naturalmente, immaginerei il modo in cui riesce a sfuggire alla scure del boia…

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