Sentire le voci

Ci sono due risposte che mi hanno colpito moltissimo in questa intervista a Joe Lansdale:

La prima:  “Douglas Winter disse una volta che l’horror non è un genere, ma un’emozione. Credo che sia più che corretto. La letteratura non è un modo di scrivere, è scrivere bene, e costruire una storia che lasci qualcosa a chi la legge. A volte una storia è divertente, e la dimentichi quindici minuti dopo averla letta. A volte le storie ti infestano come fantasmi, e possono non avere nulla a che fare con gli spettri. Il genere non conta”.

La seconda: “C’è differenza fra uno scrittore abile nel costruire trame e uno story teller. Uno story teller ha una voce che può convincerti delle cose più estreme, e il suo plot può non avere alcuna importanza. Gli story tellers hanno creato grande letteratura: parlo di Omero, Shakespeare, Twain, London. La trama può anche esserci nelle loro storie, ma ciò che conta è la loro voce e la loro abilità di trasportarti nel loro mondo. Questo significa essere uno story teller”.

L’incastro di cui vado in cerca, e a cui mi riferivo nel post di ieri, è proprio questo. Voce, più ancora che trama.

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12 Risposte to “Sentire le voci”

  1. Eleas Says:

    un po’ fa paura e fa sentire moooooolto piccini questo tipo di affermazioni, ma meglio essere chiari. No? 😉

  2. Lara Manni Says:

    Ed essere onesti.

  3. Mimmi Says:

    E’ vero: fa leggermente paura. O meglio, fa sentire la differenza. Abissale, questa differenza. Ci rimette un po’ al nostro posto. Sono argomenti che forse sottovalutiamo, ciò che è un buon libro e chi è un buon autore, eppure dovremmo domandarcelo più spesso: è vero, ci sono da una parte nomi leggendari, dall’altra nomi di passaggio, ma dove sta la differenza? Qual’è la strada che porta da uno all’altro?

  4. Lara Manni Says:

    La cosa che mi colpisce in quella risposta è il fatto che Lansdale citi Jack London. Attualmente London è considerato, in Italia, uno scrittore per ragazzi (e non lo è affatto). Credo che la differenza stia in tanti fattori di cui probabilmente gli stessi autori non sono consapevoli, o non del tutto.
    Però il discorso della voce è la chiave: altrimenti sono tutte parti (trama, personaggi, linguaggio) che restano separate, come i pezzi del Lego.

  5. Eleas Says:

    io resto perplesso di fronte al “per ragazzi”… molto perplesso perché se trasmette con la sua voce un messaggio un autore non è più categorizzabile o no? Fa saltare le caselle…

  6. Ema Says:

    Zanna bianca è stato il mio mito da piccolino, dopo Sandokan.
    A parte questo, tripudio per Lansdale se non fosse che… temo come verranno ricordati in futuro certi megasuccessi mondiali di ora. E spero che abbia ragione Lansdale e che un professore di lettere del 3000DC non si ritrovi a dover spiegare ai suoi studenti cosa differenzia dei semplici scrittori di passaggio da geni come Shakespeare, Steph Meyer e Federico Moccia.

  7. Lara Manni Says:

    E’, appunto, una questione di voce.
    Del resto, potremmo essere stupiti: Beethoven era giudicato come Moccia dai critici del suo tempo. Ergo…:)

  8. Laurie Says:

    Mi sembra un buon punto di partenza.
    In soldoni ci sta dicendo che gli scrittori devono tornare a fare gli aedi! (o i menestrelli!)
    Che avrebbe anche senso, solo che bisogna stare attenti a che trama usi (e che personaggi usi) visto che oggigiorno ti accusano di plagio anche se respiri! Un po’ questo ti porta a lavorare su trame (più o meno) originali.

  9. maya angel Says:

    scusami lara volevo chiederti se hai msn xkè mi piacerebbe proprio parlare con te qualche volta sono una tua fan e una fan di inuyasha in realtà, e probabilmente piace anche a te inu e aspetto il tuo prossimo libro ciao e grazie

  10. Lara Manni Says:

    Non uso msn, mi dispiace: però puoi usare la mail. lara.manni@gmail.com

  11. Giovanni Padrenostro Says:

    “A volte le storie ti infestano come fantasmi, e possono non avere nulla a che fare con gli spettri”.

    Sono questi i capolavori.
    Le tre stimmate di Palmer Eldricht di Dick, mi continua a infestare.
    Non riesco a togliermi dalla testa Palmer, il male assoluto.
    E questa paura mi riporta alla Palmer di Linch.

    Giovanni Padenostro

  12. Lara Manni Says:

    Chew-Z.
    Infestazione perfetta. 🙂

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