I’m so tired

Non voglio diventare così.
Non voglio aprire una pagina fan di me stessa e invitare tutti quelli che conosco e che non conosco, tutti i giorni, a iscriversi.
Non voglio inondare tutti i gruppi di discussione di tutti i social network, forum, siti specializzati, con notizie su cosa faccio, cosa scrivo e cosa scriverò.
Non voglio mendicare attenzioni, recensioni, simpatia, empatia, per potermi sentire – oh! – una scrittrice.
Non voglio sorridere se non ne ho voglia. Non voglio dire le cose giuste al momento giusto, non voglio misurare me stessa su un’immagine che deve corrispondere a un modello.
Scrivere non significa fare relazioni pubbliche. Scrivere non è una comparsata televisiva. Non è nè meglio nè peggio, non è uno stato di grazia, non è un passaporto per il regno dei cieli nè per l’immortalità, nè per il club dei poeti estinti.
E’ scrivere, e basta.
E io voglio soltanto raccontare. E basta.

Non vissi dove stetti,
non vivo dove sto.
Sogno come chi vive
nella locanda del declivio
fra me e me, fra chi vuol essere quel che sia, sono

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26 Risposte to “I’m so tired”

  1. Fabio Catalano Says:

    Per fortuna nessuno ti può costringere a fare ciò che non vuoi… Sei ci provano caccia fuori gli artigli!!!

  2. Lara Manni Says:

    Non è che qualcuno voglia costringermi, è un modo di presentare al mondo il concetto di “scrittore” che mi esaspera.

  3. avalon9 Says:

    Scrittore: chi scrive opere con intento artistico; chi si dedica all’attività letteraria.
    La definizione è presa dal vocabolario della Lingua Italiana Garzanti. Ma potrebbe anche essere ridotta a : chi si fa bloccare.
    Lo hai detto spesso, Lara. Lo hai svelato, se me lo permetti. Generalizzare è sempre pericoloso, va bene. Ma pur accettando che ci sono scrittori e scrittori; che ci sono persone (come te) che dopo aver pubblicato qualcosa non si fermano e si adagiano sugli allori, ma continuano a scavare (in sè e in quello cui lavorano), è il generale -ahinoi- che passa, che si diffonde, che prende corpo.
    E il generale è: scrittore=arrivato da osannare.
    E, davvero, concordo con te: è fastidioso. E’ esasperante.
    Una cosa, ritengo, sia esser consci di se stessi e del lavoro fatto; un’altra è pensare di aver raggiunto la vetta e divenire sordi a critiche e giudizi. A prescindere che arrivino da esperti o neofiti. Anche il commento di un bambino è un commento; e potrà avere uno spessore minimo, potrà essere una banalità, ma è comunque frutto di un pensiero, di un diverso modo di percepire, di “digerire” un lavoro.

    (Alla fine ho scritto anche qui. Spero non ti dia noia)

  4. Lara Manni Says:

    Noia? Avalon, è un ritorno che aspettavo, il tuo!!!
    A me lo status che annulla tutto il resto fa paura: mi fa paura perchè è comunque qualcosa di seducente. “Cosa fai?” “Oh, scrivo”. Come sarebbe bello arrivare al giorno in cui quella domanda non avrebbe senso, perchè a contare sarebbero solo i testi, e non tutto quello che li circonda. Marketing e promozioni e autoincensamenti e, e, e.

  5. G.L. Says:

    Pezzenti.

  6. Lara Manni Says:

    Ma è lo status prevalente, GL. Purtroppo.

  7. Melmoth Says:

    Ma non sei obbligata. Sicuramente sei anche altro oltre a essere scrittrice. Dichiara l’altro e tieniti “scrittrice” per te. Che sia una tua gioia segreta.
    (“Sì, sono un negromante; di notte le legioni dell’inferno obediscono al mio Sigillo e alla Parola. E -ah- di giorno faccio l’impiegato in banca”).

  8. Lara Manni Says:

    Non è male, Melmoth 🙂
    In realtà ho un’ambizione: che è quella di fare quel che posso, nel mio piccolo, per scalfirlo, lo stramaledetto status d’autore. Per riportare l’attenzione sui testi e non a quel che sta intorno agli stessi. Io penso che ne guadagneremmo tutti, scrittori e lettori. No?

  9. G.L. Says:

    Lara: buon pro gli faccia. Anzi, LE. 🙂

  10. Lara Manni Says:

    E’ contagioso, quell’atteggiamento, però.
    Anche fuori dal fantastico, mi par di capire.

  11. imp.bianco Says:

    Fosse un atteggiamento solo degli scrittori XD

    X-Bye

  12. Melmoth Says:

    Sì ma come scrittore non si può attrarre l’attenzione su testi, perchè se lo fai -fatalmente- finisci per attirare l’attenzione su di te in quanto autore (“Laura Manni, la paladina del testo” scrive Natalia Aspesi nella sua rubrica Cuori in Atlantide, etc etc).

    La verità è che i testi si difendono benissimo da soli, nel tempo.
    Salinger è morto. Lunga vita a Salinger.

  13. Mimmi Says:

    presentare il concetto di scrittore? suvvia.. quando si apre il blog bisogna sentirsi liberissimi a scrivere quello che si vuole, basta non trasferire la propria vita privata sul web. Io il mio blog lo vedo più come un diario personale, e mi costringo a non pensare troppo che lo vedranno altre persone, altrimenti se ne è condizionati.

  14. Lara Manni Says:

    Mimmi, non equivochiamo. Certo che sul proprio blog ognuno scrive quel che desidera. Può anche fare post di 10.000 battute per sostenere di essere più bravo di Stephen King, e chi glielo impedisce.
    Ma. Una cosa è l’autoelogio, che certo non è il massimo dell’eleganza, ma non è necessario essere eleganti per forza. Passi. Passi pure lo spamming.
    Io intendo un’altra cosa: ovvero il diffondersi dell’idea perversa che
    ESSERE SCRITTORE E’ FIGO QUANTO FARE IL TRONISTA
    Non è nè meglio nè peggio. E’ un lavoro ed è il “mentre” che conta, non il “dopo” (sono uno scrittore pubblicato e, oh, che condizione superiore).
    Ecco.

    Melmoth. Mi suicido. Anzi no, altrimenti entro nella schiera dei suicidi e, e, e.

  15. Ema Says:

    però non vedo che ci sia di male a dire che fai la scrittrice. Cioè, come dici tu, è un lavoro, ci campi, e hai pure il culo che ti piaccia da morire. “Che fai?” “Scrivo”. (E come vivo? Vivooo…). Non ci vedo nulla di male. Certo, se dici “scrivo” e mentre lo dici ti riavvii i capelli e guardi l’infinito fuori dalla finestra in controluce, magari te la stai tirando.
    Poi in realtà non ho capito il riferimento concreto a chi fosse quindi magari mi manca qualche pezzo 😉

  16. Elfo Says:

    Anch’io credo di essermi persa un pezzo. Però se da un lato capisco la tua insofferenza verso un determinato tipo di atteggiamento, dall’altro non credo che dovresti farti troppo sangue marcio. Dal pochissimo che so di te (quello che leggo qui), mi sembri una persona con la testa tra le stelle e i piedi ben piantati a terra. Non è da tutti. Perciò pensa a seguire il tuo lavoro, regala ai lettori le tue storie e curati poco di quelli che, attorno a te, fanno gli “Scrittronisti”. 😉

  17. Elfo Says:

    PS: per regalare ai lettori le storie non intendo che non devi farti pagare per il tuo lavoro, eh! Volevo essere “poetica”…:PE’ meglio che taccia, va!

  18. Lara Manni Says:

    Elfo, ma io non ho niente in contrario a non farmi pagare: l’ho fatto 🙂
    Non riesco a spiegarmi: non mi piace l’idea circolante che essere scrittori sia una cosa figa. Insomma, il mettere le persone davanti a quel che fanno o, appunto, scrivono, tutto qui.
    Ema, il punto è che non sono pochi quelli che guardano l’infinito, eccetera eccetera.
    Vabbè, mi corazzo.

  19. eleas Says:

    Ma fregatene e fa quello che sai fare, scrivi, è il solo modo reale per vivere la tua esperienza. Gli altri per dirla con una perifrasi si fottano. 😉

  20. Mele Says:

    … e se dico che secondo me essere scrittori è una cosa figa?
    Certo, è una cosa che non si può elemosinare sui social network e sui forum.
    Uno che è figo è figo e basta e l’Idea di Figo brilla attraverso di lui come uno spiraglio verso il Bene.
    Scusa il vagheggiamento platonico.
    (Vorrei far notare che Rodolfo si faceva le domande da solo: uno che se la tira più di così dove lo trovi? Eppure era un poveraccio. Fighi lo si è dentro!)

  21. Luca Centi Says:

    Lara, con me sfondi una porta aperta. Io mi imbarazzo da morire quando i miei amici dicono che ho scritto un romanzo – intervengono perché io alla domanda “che fai nella vita”, parlo sempre dell’università. Se avessi saputo prima che “scrittore = figo” mi sarei vantato di più! XD

    PS: però devo ammettere che è gratificante quando qualcuno apre una pagina fan su di te o un forum o crea una discussione apposita. Non per la pubblicità, solo per il fatto che è un gesto spontaneo. Qualcuno ti ha letto, ti ha apprezzato e ora parla di te ^^

  22. Elayne Says:

    Per questo mi piaci tanto non solo come scrittrice, ma soprattutto come persona!!!^_^

    Per tirarti un po’ su il morale,leggiti questa intervista fatta a J.Elleroy :

    http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578&id_blogdoc=2430865&yy=2010&mm=02&dd=02&title=ellroy_autobiografia_di_me_ste

    … per quanto ho capito, a lui davvero non gliene frega niente degli altri, delle pubbliche relazioni,ecc. ecc.( a meno che non servano per vendere più copie,per questo invece è disposto a tutto), perchè il suo unico scopo è quello di SCRIVERE.

    Finchè questo sarà anche il tuo scopo, lascia passare tutto il resto in secondo piano.

  23. Ema Says:

    guarda, anche io penso che essere scrittori sia figo. (fico, direbbe Nanni Moretti, e avrebbe ragione: fico).

    Ma in effetti non posso che comprenderti appieno e rabbrividire quando penso che “figo” o “fico” che dir si voglia al giorno d’oggi è anche il tronista di turno, o l’ultimo bulletto della De Filippi, nonché Fabrizio Corona e l’intera lista delle “veline”. Quindi forse non è lo stesso fico che intendo io, è un altro albero insomma. E pensare che i due vegetali vengano accomunati mi uccide la mente (“Non devo aver paura, la paura uccide la mente, la paura è la piccola morte che porta l’annullamento totale” – cit. Paul Atreides).

    Ecco, il mio fico non equivale a famoso. E’ un fico che fa crescere idee, e di queste idee le teste si nutrono. Vedi tu.

  24. Melmoth Says:

    Non capisco che c’entra il suicidio. Salinger si è suicidato? No.
    Si è casomai suicidato com Autore. Che è un’altra cosa.
    Invece capisco da dove viene la tua inquietudine: ad esempio quando l’editore ti chiede di mettere una biografia nel risvolto, tu che minchia gli dici? (Io seriamente ho risposto Pinco Panco nacque. E’ l’unica cosa di cui si può essere certi. Ma l’hanno presa come una battuta). Oppure quando ti chiedono quanti anni hai (“mmmm sei ancora giovane” e tu vedi letteralmente nei loro occhi l’articolo: “giovane promessa del fantasy” E in un impeto lirico desideri -per la prima volta nella tua vita- di avere ottant’anni). In ogni caso, una volta tanto, tutto parte da te: sottraiti. Perchè se cominci a fare la presenzialista per dire che l’Autore non è importante sarà sempre e comunque una contraddizione.

  25. Sakura87 Says:

    BRAVA!

    :)))

    Fossero tutti come te, invece di invadere ogni spazio per farsi pubblicità…

  26. Lara Manni Says:

    Melmoth, e infatti più sottratta di così 🙂
    Elayne, vado subito a leggere!!!!
    Sakura, ho passato due giorni di paradiso a leggere un libro STUPENDO! E di un’autrice che certo non passa il tempo a farsi pubblicità. Evviva!

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