Alti e bassi, bassi e alti

Dopo uno spaventevole San Valentino trascorso a guardare Nameless di Balaguero (totale ammirazione nei confronti del medesimo, voglia disperata di leggere il romanzo di Ramsey Campbell da cui è tratto), incappo di prima mattina in un test su Girlpower. Trattasi di descrivere se stessi attraverso un libro. E io voglio conoscere Alecs, che si è descritta così:

1. Sei maschio o femmina? Mater Terribilis. ( Valerio Evangelisti )

2. Descriviti: Esbat. ( Lara Manni )

3. Cosa provano le persone quando stanno con te? The Coroner. ( M.R. Hall )

4. Descrivi la tua relazione precedente: Il Lago dei Vampiri. ( Clark Simon )

5. Descrivi la tua relazione corrente: Eldest. ( Christopher Paolini )

6. Dove vorresti trovarti? Sdraiami. ( Berarda del vecchio )

7. Come ti senti nei riguardi dell’amore? Il Ladro di Corpi. ( Anne Rice )

8. Com’è la tua vita? L’ Arte della Guerra. ( Sun Tzu )

9. Che cosa chiederesti se avessi a disposizione un solo desiderio? Educazione Siberiana. ( Lilin Nicolai )

10. Di’ qualcosa di saggio: Il Principe. ( Niccolò Macchiavelli )

11. Una musica: Il ritratto di Dorian Gray. ( Oscar Wilde )

12. Cosa temi? 1984. ( George Orwell )

13. Un rimpianto: The Undercover Economist. ( Tim Harford )

14. Un consiglio per chi è più giovane: Così parlo Zarathustra. ( Friedrich Nietzche )

15. Da evitare accuratamente: I promessi sposi. ( Alessandro Manzoni )

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14 Risposte to “Alti e bassi, bassi e alti”

  1. Melmoth Says:

    Ma non era un tantino sconclusionato? (Nameless dico).
    Sarà che detesto i salti psicologici ad effetto, e a mio avviso questo film ne è l’esempio clou (sembra un brutto Dylan Dog)
    Detto questo, bellissime e terribili un paio di scene (come in REC).

  2. Lara Manni Says:

    Lo è, sconclusionato: sicuramente non è un film basato sulla logica, perchè ha buchi grandi come una casa. Però le atmosfere sono impagabili.
    Finale un po’ di corsa, ahi.

  3. Anonimo Says:

    Sconclusionato Balaguero?!?
    Assolutamente no. E’ un grande invece. Le sue atmosfere sono spaventevoli, come dici tu, Lara, e inquietanti, intrise di una poesia malefica. Tanto che è considerato dalla critica cinematografica seria una spanna sopra gli altri registi horror. Vedi anche Fragile. O Darkness.
    Quello che mi chiedo è perché mai girino invece su internet pareri negativi, in alcuni casi risibili, del tipo: questo l’hanno già fatto altri registi. E allora? Come hai detto anche tu, Lara, in un post precedente, “tutto” è stato già raccontato da Omero in poi. Ma l’arte è forza espressiva, vale a dire pertiene a “come” racconti, non a quel che racconti.
    Detto questo, mi chiedo come facciano tanti cultori del’horror a non accorgersi della visionarietà di un Balaguero – altro che logica, ragazzi! Qui siamo di fronte a un poeta delle tenebre. Sarebbe come chiedere una logica (da ragionieri) ai racconti di Cornell Woolrich. O di E.T.A Hoffmann. O di Edgar Allan Poe. Ma via…

  4. avalon9 Says:

    Ecco.
    I film horror (o almeno che vengono classificati come horror) non riesco proprio a vederli. Posso leggere, ma non guardare. Forse – per caso – esiste un precedente libresco cui rifarsi? Perchè in sè la trama di interessa. Molto.
    Invece, trovo controversa l’idea di descriversi mediante libri. Perchè, da una parte, significa ridurre la complessità di uno scritto; ma dall’altra è indice selezione, di appunto su una data tematica o elemento. In un certo senso, è una critica.
    L’accennare, quasi in modo metonimico, a ciò che maggiormente ha colpito (nel bene e nel male) e alla capacità di identificazione presente e ricorrente in uno scritto.

  5. chiara Says:

    Ehi, sono io ad aver commentato sopra. Mi ero dimenticata di mettere iil nome… scusa lara.

  6. Melmoth Says:

    @Chiara/Anonimo.
    Ho detto sconclusionato: non è esatto. La conclusione c’è , ma sorprende per il gusto di sorprendere. E’ che proprio i nessi logici nel film saltano, non alla Lynch, ma così, tanto per semplificare. “Poeta delle tenebre” mi sembra un tantino esagerato, anche perchè a livello di idee sta a zero (vedere REC). Mentre Poe -che citi- ha inventato due, se non tre GENERI letterari, tutto da solo. Certo B. è indubbiamente bravo col montaggio e con la mise en scene. C’è un salto di montaggio in Nameless (in cui si vede la bambina) che mi ha fatto davvero impressione. Però appunto si tratta di effettini, brividi di pelle. Non di viscere, e nemmeno di testa.
    Citi Hoffmann: in H tutto fila, anche se fila con una logica diversa da quella di tutti i giorni (come Lynch, come Kafka). E l’idea che visionarietà e logica non vadano insieme è risibile. Due nomi per tutti: Hitchcok e Polanski.
    Quindi bravino Bag, ma da lì è a dire che il nuovo genio del male ce n’è.

  7. Lara Manni Says:

    Io sono d’accordo con Chiara. E mi viene da dire che forse – forse – uno dei grandi boomerang del fantastico può essere proprio la logica. Che, certo, è necessaria: ma che deve anche affievolirsi, laddove, e sottolineo il laddove, ci sia talento certificato in psicoogia e atmosfere.
    REC non l’ho visto, ma la storia di Nameless, centrata sul dolore materno, mi ha colpito moltissimo: mi interessava, da spettatrice, quel percorso più che la necessità che tutto tornasse. In questa luce, torna anche la conclusione. 🙂

  8. chiara Says:

    Ma quale genio del male… Nella cinematografia di Balaguero c’è un’anima. Una ferita esistenziale. Se alcuni non la vedono, non è colpa di Balaguero.
    Un solo dubbio – che c’entra Kafka?

  9. Melmoth Says:

    Kafka c’entra perchè scrive racconti che sono puro fantastico (e spesso puro orrore) e in cui apparentemente non c’è logica (il medico di campagna). La verità è che la logica c’è, solo che è una logica diversa da quella di tutti i giorni. Esempio: Joseph K scopre che c’è uno sgabuzzino nel suo ufficio dove un uomo con la frusta punisce i due aiutanti che hanno ‘denunciato’ proprio lui, K. E’ una scena sconvolgente din sangue e abominio e Joseph K scappa via. Settimane dopo ripassa davanti la stessa porta: la apre, e scopre che i due sono ESATTAMENTE nella stessa posizione, sempre sotto la frusta del tipo. Come dire: il tempo della colpa, del rimorso, è acronico. Io questo senso ‘altro’ lo sento, lo capisco, ma non con la razionalità. Però fatto sta che un senso c’è, per quanto oscuro. Lo stesso per molti racconti di Hoffman. Ma qui si tratta (a mio avviso) semplicemente di buchi di logica, non di provocante “visionarietà”.

  10. Melmoth Says:

    @Lara: nel senso di ‘common sense’ no, hai ragione, va lasciato a casa. Nel senso di coerenza immaginativa mi trovi in disaccordo: tutto nei racconti di Lovecraft, Poe, Kafka, Ligotti, Topor, Kubin, è ‘logico’, ma è una logica che fa Orrore…

  11. Lara Manni Says:

    Be’, Lovecraft non è del tutto logico, nel senso che non sempre è coerente. Almeno per me.

  12. G.L. Says:

    Concordo Lara, se Lovecraft fosse coerente/logico non sarebbe Lovecraft, ma un qualsiasi autore pulp.

  13. Fabio Catalano Says:

    Noooo, a me piacciono molto i Promessi Sposi 🙂

  14. Lara Manni Says:

    Concordo con il concorde 🙂

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