Tre notizie

La buona notizia è che a novembre uscirà il nuovo libro di Stephen King. Quattro racconti inediti, da quanto capisco, riuniti sotto il titolo Full dark, no stars. Bel titolo, peraltro.
La cattiva notizia, che apprendo da un articolo sull’eutanasia, è che Terry Pratchett è malato di Alzheimer. E’ una cosa straziante  per chiunque: non riesco a non pensare che per un narratore possa essere ancora più crudele.
La notizia intermedia è che a volte la scrittura non è soltanto artigianato, cura, attenzione. Può diventare liberatoria per chi scrive: qualora il medesimo abbia bisogno di liberarsi delle scorie che galleggiano giù, nel pozzo nero, e necessiti di esorcizzare presenze e persino di eliminare fisicamente – nella storia – chi è stato causa di sofferenza.
Sto cercando di farlo.

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9 Risposte to “Tre notizie”

  1. Melmoth Says:

    Non lo sapevi? in UK se ne parla da quasi due anni. Anzi, hanno persino fatto un documentario su di lui alla BBC. Eroicamente Pratchett disse che ce l’avrebbe fatta per altri due romanzi. Ma questo era tempo fa- Ormai, mi sa che il tempo è scaduto. Terribile. Davvero terribile. Per inciso è la stessa cosa che acadde a uno dei miei miti, Mervyn Peake (googolalo).

    Melmoth l’errabundo.

  2. Lara Manni Says:

    No, non lo sapevo, nè sapevo di Peake.
    Terribile, sì.

  3. Aislinn Says:

    Prima notizia: non vedo l’ora! A volte lo adoro, King, a volte mi delude, ma in un modo o nell’altro torno sempre da lui:-)
    Seconda notizia: sì, è da un po’ che se ne parla, ed è davvero terribile, soprattutto se vai a leggere il modo in cui lui stesso racconta ciò che sta vivendo.

    a volte la scrittura non è soltanto artigianato, cura, attenzione. Può diventare liberatoria per chi scrive: qualora il medesimo abbia bisogno di liberarsi delle scorie che galleggiano giù, nel pozzo nero, e necessiti di esorcizzare presenze e persino di eliminare fisicamente – nella storia – chi è stato causa di sofferenza.
    Sto cercando di farlo.

    Catarsi, diceva il buon Aristotele. E’ il punto in cui, almeno per quanto mi riguarda, non si può fare a meno di continuare a scrivere, semplicemente. Anche se è difficile, questa liberazione, e fa soffrire più di quanto sia possibile spiegare – ma è pur sempre, forse, liberazione.

  4. Eleas Says:

    sì quanto ho bisogno della catarsi ma quanto…

  5. Lara Manni Says:

    Aislinn, è liberatorio, è vero:perchè ti obbliga a mettere distanza fra le cose che soffri e un personaggio che ha una sua vita autonoma. Il classico due piccioni con una fava. Con dolore.

  6. Melmoth Says:

    http://www.bbc.co.uk/headroom/newsandevents/programmes/alzheimers.shtml

    M.

  7. Laurie Says:

    L’avevo scoperto qualche mese fa. Davvero mi sento come se la malattia fosse capitata ad un mio parente. Perché ha dovuto contegiare una mente geniale come quella di Sir Terry? Mi consola solo che i suoi libri resteranno, e sono un lascito davvero straordinario!
    (Tra l’altro non sapevo ti piacesse! Io ho letto poco poco di lui ma è bastato per farmelo amare)

  8. Melmoth Says:

    Si mi piace, anche se pure io ho letto poco.
    Mi piace perchè si capisce che dietro la sua ironia c’è un verio scrittore che ha una voce sua, personale, e a volte anche commovente. Che è più di quello che si può dire della maggior parte di quelli in circolazione.

  9. Melmoth Says:

    verIo soprattutto…

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