Question time

E’ che ogni volta che incappo nell’editing la mia prima reazione è una stretta al cuore. E’ normale?

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11 Risposte to “Question time”

  1. Ema Says:

    Direi che… l’importante è incapparci, nell’editing 😉

    Ma è meglio o peggio delle critiche degli amici?

  2. Melmoth Says:

    Si, è normale.
    La cosa peggiore sarebbe: non incappare nell’editing.

  3. Fabio Catalano Says:

    Perdona la mia ignoranza…. Per editing intendi la revisione della tua opera?

  4. Elayne Says:

    Sbaglio, o questa cosa significa che la pubblicazione di Sopdet è vicina?

  5. Flash Says:

    I libri, secondo me, sono un po’ come figli… Prima o poi arriva il momento di lasciarli andare per la loro strada, bisogna accettare che si completino e accettare che saranno sempre un po’ diversi da come speravamo.
    Perciò la stretta al cuore è normale, ma secondo me serve anche un po’ di distacco. Ché in quel momento il libro ha bisogno di una pacca sulla spalla di incoraggiamento e di un sorriso.
    Adesso lo stai mandando a scuola: se sei sicura che il professore sia bravo, lasciagli fare il suo lavoro 😉

  6. vdm Says:

    Sì, bè, immagino che sia più che normale. A me la stretta prende anche solo per l’editing delle mie traduzioni…quindi per libri che non ho scritto io! E’ che quando si passa tanto tempo con una creatura – di qualsiasi genere sia – e poi non la si vede per un po’ non si può fare a meno di rimanere stupiti e un po’ scombussolati di fronte a come la si trova cambiata. Nel caso dell’editing è quasi sempre un cambiamento in meglio (si spera!) ma la sensazione rimane cmq.
    In ogni caso concordo. Finchè si arriva all’editing è decisamente buon segno 😉

  7. Lara Manni Says:

    Non mi riferivo a Sopdet ma a un racconto. 🙂

  8. Marco Says:

    Io voto per normale.

  9. Anna Says:

    Che bello! Un tuo racconto! Non vedo l’ora!
    Mi chiedevo, e se l’editor fosse come l’ostetrica che ti aiuta a mettere al mondo la tua creatura? Forse il problema è trovare qualcuno di chi si ha fiducia. Stima e fiducia.

  10. Lara Manni Says:

    Sì, in effetti l’editor ha una funzione imprescindibile: è l’autore – autrice, nel caso – che deve piantarla di prendere ogni richiesta di cambiamento come una ferita alla propria autostima. Sono un caso disperato, lo so 🙂

  11. Roberto Says:

    Mi ricorda uno degli ultimi esami dell’università e delle brevi solidarietà che si creano tra coloro che sono in attesa del loro posto al patibolo: a un certo punto salta su uno e mi fa “ma insomma, possibile che tutte le volte si finisca sempre per agitarsi in questo modo??”
    La risposta ovviamente è sì XD
    Sentirsi sotto esame fa comunque sempre lo stesso effetto – parafrasi del buon vecchio “gli esami non finiscono mai”, no?

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